Ambiente
La Spagna concede ai lavoratori un «congedo climatico» retribuito
Il governo di sinistra spagnolo ha approvato una legge che garantisce fino a quattro giorni di ferie retribuite per le persone che non possono recarsi al lavoro a causa di «emergenze climatiche».
La legge è stata approvata meno di un mese dopo che più di 200 persone sono morte nelle inondazioni improvvise a Valenzia.
La legge è stata promulgata venerdì, un giorno dopo essere stata approvata dal Consiglio dei ministri del Paese, dominato dal Partito Socialista dei Lavoratori del primo ministro Pedro Sanchez, che era fuggito dalla contestazione subita a Valenzia, mentre il re e la regina erano rimasti a prendere insulti e fango.
I giorni retribuiti saranno applicati quando la protezione civile e le organizzazioni meteorologiche emetteranno allerte meteorologiche estreme, ha spiegato giovedì il ministro del Lavoro Yolanda Diaz, dichiarando che «nessun lavoratore dovrà correre alcun rischio».
Se l’emergenza meteorologica dovesse durare più di quattro giorni, i datori di lavoro potranno estendere il «congedo climatico» dei propri dipendenti, mentre il governo coprirà i mancati guadagni.
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Almeno 229 persone sono state uccise il mese scorso quando piogge torrenziali hanno causato inondazioni improvvise che hanno inondato diverse città nella provincia orientale spagnola di Valencia. Gli abitanti hanno accusato il presidente regionale Carlos Mazon di non aver diramato un avviso che esortasse i lavoratori a rimanere a casa il giorno del disastro.
Il Mazon ha sfidato la rabbia pubblica e si è rifiutato di dimettersi, sostenendo di non essere stato informato della gravità della situazione dall’organismo governativo di monitoraggio delle risorse idriche.
Nel suo discorso di giovedì la Diaz ha tentato di addossare la maggior parte della colpa possibile a Mazon, membro del PPE, il Partito Popolare spagnuolo.
«Di fronte al negazionismo climatico da destra, il governo spagnolo si è impegnato in politiche verdi», ha affermato, prima di annunciare ulteriori aiuti economici per i sopravvissuti al disastro. Ad oggi, il governo ha approvato 16,6 miliardi di euro di assistenza per la regione valenziana.
Come riportato da Renovatio 21, alcuni osservatori hanno notato che, contrariamente a ciò che dice la narrazione mainstream, il disastro di Valenzia potrebbe essere stato causato da anni di politiche verdi sconsiderate.
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Come riportato da Renovatio 21, mentre l’allarmismo climatico continua a tenere banco traducendosi in politiche comunitarie super-distruttive, quantità di scienziati si oppongono alla vulgata corrente, dimostrando che le inondazioni non sono correlate ai cambiamenti climatici e che questi ultimi non sono correlati all’attività umana.
Riguardo alle inondazioni, che interessano ciclicamente l’intero mondo, va segnalato che non tutti accusano il Climate Change antropogenico: la Polonia sta muovendo guerra contro le nutrie, mentre il Nord Corea fucila i suoi stessi funzionari ritenuti responsabili (dice il Sud).
Per quanto riguarda altri casi italiani, Renovatio 21, negli anni, anche per esperienza diretta, si è fatta qualche idea.
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Immagine di US Department of Labor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Ambiente
La Libia chiede un’indagine internazionale sull’attacco alla petroliera russa
Up close footage of a big hole in the hull of a Russian LNG tanker Arctic Metagaz https://t.co/p7SY5Pbi0d pic.twitter.com/1oPnfE2akw
— Special Kherson Cat 🐈🇺🇦 (@bayraktar_1love) March 30, 2026
Authorities in Italy have described the Russian gas carrier Arctic Metagaz, attacked off the coast of Malta, as a “ticking time bomb filled with gas.” The Italian government held a special meeting chaired by Prime Minister Giorgia Meloni, according to CNN. Although the incident… pic.twitter.com/lQUW1zvJb5
— Visegrád 24 (@visegrad24) March 17, 2026
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Ambiente
«Un crimine che segnerà generazioni»: l’Iran accusa Israele di ecocidio
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha chiesto che Israele venga «punito per i suoi crimini di guerra» contro la Repubblica islamica.
I bombardamenti dei depositi di carburante a Teheran da parte delle autorità israeliane «violano il diritto internazionale e costituiscono ecocidio», ha scritto su X.
Araghchi ha messo in guardia sul fatto che gli attacchi potrebbero provocare danni ambientali irreversibili, mettendo a rischio la salute dei residenti e contaminando il suolo e le falde acquifere per generazioni.
Israel’s bombings of fuel depots in Tehran violate international law and constitute ecocide.
Residents face long-term damage to their health and well-being. Contamination of soil and groundwater could have generational impacts.
Israel must be punished for its war crimes. pic.twitter.com/K9bU57ZBTC
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) March 16, 2026
In precedenza, l’ambasciatore Amir Saeid Iravani aveva presentato formalmente una denuncia alle Nazioni Unite dopo che gli attacchi ai depositi di carburante avevano generato aria tossica e piogge acide, esponendo i civili a gravi pericoli per la salute.
Come riportato da Renovatio 21, gli attacchi israeliani a Teheran hanno prodotto piogge acide e incendi che sono stati filmati pure per le strade della città.
“Flames from the fire at the #Tehran oil refinery.” Saturday, March 7, 10:00 PM (local time) Strikes on major energy infrastructure risk disrupting essential services that millions of civilians depend on. Tragic. #Iran pic.twitter.com/kDJ5DKxPFC
— Omid Memarian (@Omid_M) March 7, 2026
🇮🇷⚡Footage From Tehran, Iran
After strikes on oil storage facilities, flames poured onto the road. Fuel flooded into the sewer and drainage channels pic.twitter.com/ARRhtjtpAo
— King Chelsea Ug 🇺🇬🇷🇺 (@ug_chelsea) March 8, 2026
This is Teheran this morning – Yes, this morning.
Thick black clouds are covering the city – oil and ashes are raining down on the streets.
War is hell.
A PH test of the water in Teheran also shows that the water has become acidic- resulting from the oil and ashes leaking… pic.twitter.com/M2LRoDXp6o
— ScharoMaroof (@ScharoMaroof) March 8, 2026
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Il portavoce del ministero degli Esteri iraniani ha dichiarato che gli attacchi «non sono altro che una guerra chimica intenzionale contro i cittadini iraniani. Le conseguenze di questa catastrofe ambientale e umanitaria non saranno limitate ai confini dell’Iran».
I grandi incendi di idrocarburi generano enormi quantità di sostanze chimiche tossiche e particolato fine, che comportano rischi immediati e prolungati per la salute. Fuliggine, ossidi di zolfo e di azoto, metalli pesanti e altre sostanze nocive colpiscono in misura particolare le persone con patologie respiratorie e gli anziani.
A lungo termine, questi inquinanti possono provocare gravi malattie, incluso il cancro. Una volta dispersi nell’atmosfera, possono viaggiare per migliaia di chilometri; depositati sul suolo, contaminano le falde acquifere.
Eventi analoghi provocati dall’uomo, come gli incendi dei pozzi petroliferi appiccati dalle forze di Saddam Hussein nel 2003 durante l’invasione statunitense, hanno prodotto effetti duraturi sulle truppe americane presenti sul campo. Gli incendi di Teheran si distinguono per la loro prossimità a un grande centro urbano, con un rischio maggiore di esposizione acuta.
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Immagine da Twitter
Ambiente
Ghiacciaio antartico accusato di rubare il ghiaccio ai vicini
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