Intelligenza Artificiale
La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»
Mentre Anthropic si prepara a quella che potrebbe diventare la più grande IPO (offerta pubblica iniziale di borsa) della storia, con una valutazione stimata oltre i 2.000 miliardi di dollari, un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata giovedì punta i riflettori su una figura che, pur non comparendo in alcun organigramma né documento societario, avrebbe esercitato una notevole influenza sull’amministratore delegato Dario Amodei: sua moglie, Cami Clark.
Secondo la ricostruzione del giornale, la Clark avrebbe affiancato Amodei per cinque anni come consulente strategica informale, senza percepire uno stipendio né ricoprire un titolo ufficiale. Il WSJ segnala inoltre come i riferimenti pubblici al matrimonio siano stati progressivamente rimossi dal web: la voce Wikipedia di Amodei non menzionava l’unione fino a questa estate e tuttora non riporta il nome della moglie, mentre persino Claude, interrogato sullo stato civile del suo creatore, risponderebbe in modo evasivo.
L’inchiesta ricostruisce anche il percorso personale della Clark: un primo matrimonio nel 1999, a vent’anni, con l’architetto di Reno Waldemar Eklof III, poi finito dopo tre anni. Attorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, avrebbe fondato Eddice, startup nel settore della produzione pornografica pensata per un pubblico femminile.
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Documenti giudiziari resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano nell’ambito del caso Epstein mostrano che, nel 2011 — meno di due anni dopo la scarcerazione del finanziere per reati legati alla prostituzione minorile — l’agente letterario John Brockman mise in contatto la Clark ed Epstein per discutere di un possibile finanziamento del progetto.
Le email agli atti, riportate dal giornale economico neoeboraceno, mostrano un primo scambio cordiale e un secondo contatto l’anno successivo, in cui Epstein — che secondo quanto riferito disse di non ricordarsi di lei — avrebbe comunque risposto con interesse, salvo poi declinare l’investimento specifico spiegando: «Non posso fare televisione a sfondo sessuale». I contatti tra i due sarebbero proseguiti per circa due anni su altri progetti imprenditoriali della Clark.
Secondo fonti citate dal WSJ, pur senza un ruolo formale, la Clark parteciperebbe agli eventi pubblici di Amodei e curerebbe le relazioni con investitori a Davos e Sun Valley. Sarebbe stata inoltre lei a presentare ad Amodei l’ex CEO di Google Eric Schmidt — con cui aveva avuto una relazione tra il 2011 e il 2014 — che in seguito avrebbe partecipato al round di finanziamento Serie A di Anthropic da 124 milioni di dollari nel 2021.
Nello stesso periodo, la Clark avrebbe proposto a Schmidt un veicolo d’investimento per formalizzare il proprio coinvolgimento nell’azienda, proposta poi respinta dai co-fondatori, tra cui Daniela Amodei.
Più di recente, riporta ancora il giornale, la Clark si sarebbe fatta portavoce di posizioni politiche dell’azienda presso alcuni interlocutori, in un momento in cui Anthropic è in contenzioso con l’amministrazione Trump riguardo alle restrizioni sull’uso di Claude da parte del Pentagono.
Il WSJ sottolinea che nessuna delle condotte descritte risulta illegale. Tuttavia, con la documentazione riservata già depositata presso la SEC il 1° giugno e una quotazione attesa per ottobre, le norme sulla trasparenza richiedono la divulgazione di eventuali soggetti con influenza significativa sulla governance, anche in assenza di un ruolo formale — un elemento che, secondo l’inchiesta, renderebbe rilevante la posizione di Clark agli occhi dei futuri investitori istituzionali.
Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.
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Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.
Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
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Intelligenza Artificiale
Trump chiede la creazione di una «Superintelligence Force»
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Intelligenza Artificiale
Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA
Il mondo dovrebbe accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici, truffe e abusi, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e per mantenerla ampiamente accessibile, ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI.
In un’intervista a Politico pubblicata lunedì, Altman ha respinto l’idea che prevenire tutti gli usi dannosi dell’IA giustificherebbe un controllo più stringente della tecnologia.
«Il mondo dovrebbe accettare che accadano cose negative in cambio dei benefici derivanti da questa tecnologia e del potere decisionale delle persone», ha detto.
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Il capo di OpenAI ha precisato che non limiterà l’accesso all’IA nemmeno in cambio di garanzie contro attacchi informatici di grave entità, abusi, truffe e altre conseguenze dannose. «Credo che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive», ha spiegato.
Ha però sottolineato che non accetterebbe «i rischi veramente catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’Intelligenza Artificiale».
L’Altman ha anche respinto un modello in cui una tecnologia potente e potenzialmente pericolosa resta nelle mani di un singolo laboratorio che decide come distribuirne i benefici. Ha definito quel compromesso «completamente inaccettabile», sostenendo invece un accesso più ampio all’intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sotto esame per agenti di AI sempre più autonomi che si comportano in modi inattesi. Durante l’estate gli agenti dell’azienda sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora agenti di AI hanno ottenuto accessi non autorizzati o tentato di violare siti di agenzie federali statunitensi, del governo australiano e delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che OpenAI ha accantonato un nuovo modello di IA dopo test definiti inquietanti.
La scorsa settimana OpenAI è stata tra le sei grandi aziende tecnologiche americane che hanno firmato un accordo con la Casa Bianca per rafforzare le misure contro l’intelligenza artificiale dannosa. Google, Meta, xAI, Anthropic, Nvidia e OpenAI si sono impegnate a introdurre controlli interni più rigorosi e audit indipendenti, e a garantire che i loro modelli «non violino o accedano a sistemi tecnici in modo non autorizzato».
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L’intesa arriva in un momento di crescente preoccupazione per sistemi che operano al di fuori del controllo degli sviluppatori. Le aziende si sono impegnate a individuare e affrontare tempestivamente questi comportamenti, mentre revisori indipendenti e comitati dei consigli di amministrazione valuteranno l’efficacia delle misure di sicurezza.
Il mese scorso il premio Nobel per l’informatica Geoffrey Hinton ha ribadito l’avvertimento per cui un’IA sempre più potente potrebbe alla fine sfuggire al controllo umano, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Ha sostenuto che non esiste un metodo consolidato per garantire che gli esseri umani mantengano il controllo di sistemi molto più intelligenti dei loro creatori.
Anche il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha chiesto una regolamentazione governativa, avvertendo che l’intelligenza artificiale nelle mani di malintenzionati è abbastanza potente da innescare eventi che causerebbero «un miliardo di morti».
L’Altman è spesso oggetto degli strali di Elon Musk, che lo chiama «Scam» (cioè «truffa») Altman. Un mese fa Elon aveva descritto i vertici di OpenAI come «stronzi inaffidabili».
Come riportato da Renovatio 21, la Florida è diventato il primo Stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura».
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Intelligenza Artificiale
Bill Gates insiste: la minaccia dell’IA «non è una bufala»
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