Geopolitica
La Georgia ha impedito il colpo di stato in stile Maidan: parla il premier Kobakhidze
La Georgia ha impedito un tentativo di rovesciamento del governo orchestrato da potenze straniere, ha affermato il Primo Ministro Irakli Kobakhidze. Ha paragonato lo scenario presumibilmente preparato per la nazione con la situazione in Ucraina nel 2014.
Nel suo discorso di lunedì, Kobakhidze ha fatto riferimento al colpo di Stato di Maidan, sostenuto dagli Stati Uniti, avvenuto a Kiev dieci anni fa, che ha detronizzato il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina, Viktor Yanukovich, e ha scatenato l’attuale conflitto tra Mosca e Kiev.
«Al Ministero degli Interni [georgiano] sono bastati esattamente cinque giorni per neutralizzare la risorsa della violenza dell’opposizione radicale», ha detto Kobakhidze durante una riunione del gabinetto, ringraziando il capo del ministero, Vakhtang Gomelauri, e gli ufficiali di polizia.
Sostieni Renovatio 21
Il Kobakhidze ha aggiunto che il ministero ha agito secondo standard «più elevati di quelli americani ed europei».
«Ecco come il tentativo di Maidan nel nostro Paese è stato fermato in esattamente cinque giorni», ha concluso Kobakhidze.
La capitale georgiana, Tbilisi, nelle ultime settimane è stata scossa da raduni antigovernativi e pro-UE da fine novembre, quando Kobakhidze ha annunciato che il paese avrebbe sospeso i negoziati sulla potenziale adesione al blocco fino al 2028, citando «ricatti e manipolazioni» da parte di funzionari dell’UE. Da allora Bruxelles ha imposto sanzioni personali contro membri del governo georgiano.
Pesanti proteste, dentro e fuori dal Parlamento, si sono consumate a Tbilisi negli ultimi mesi a seguito dell’approvazione delle legge sugli agenti stranieri. L’UE ha aggiunto il carico sospendendo la candidatura della Georgia al blocco bruxellita.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa centinaia di dimostranti filo-occidentali sono scesi in piazza nella capitale georgiana di Tbilisi per protestare contro la ratifica delle recenti elezioni parlamentari.
I manifestanti si sono ripetutamente scontrati con le forze dell’ordine, hanno sparato fuochi d’artificio e lanciato molotov contro la polizia antisommossa, che ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti nel tentativo di disperdere i dimostranti.
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa era emersi che gli europei avevano fatto pressione sulla Georgia affinché inviasse mercenari in Ucraina. Settimane fa, tuttavia, l’ex primo ministro georgiano Bidzini Ivanishvili aveva dichiarato che Tbilisi chiederà scusa per aver scatenato la guerra antirussa del 2008, una guerra condotta dall’allora presidente Mikhail Saaskahvili arrivato al potere con la rivoluzione colorata del 2003 (finanziata, secondo varie fonti, anche dagli enti di George Soros) e poi fuggito in Ucraina per poi finire nelle carceri georgiane.
Come riportato da Renovatio 21, il premier Irakli Kobakhidze aveva già dichiarato quest’estate che la Georgia non verrà «ucrainizzata».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immmagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Vance sostiene che il Libano non fa parte del cessate il fuoco
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Trump ammette che l’annessione del Canada è improbabile
Secondo un estratto di un libro di prossima pubblicazione del giornalista britannico Robert Hardman, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe ammesso in privato che è improbabile che il Canada entri a far parte degli Stati Uniti, nonostante in precedenza avesse accennato alla possibilità di annettere il Paese confinante.
Nel corso dell’ultimo anno, Trump ha più volte ventilato l’idea di annettere il Canada come 51° stato e ha descritto il suo confine con gli Stati Uniti come «artificiale». Il primo ministro canadese Mark Carney, la cui campagna elettorale del 2025 ha beneficiato notevolmente di queste dichiarazioni stravaganti, ha costantemente sottolineato che «non faremo mai, in nessun modo, forma o maniera, parte degli Stati Uniti».
Domenica scorsa il quotidiano britannico (ma molto letto anche in USA tramite il suo sito) Daily Mail ha pubblicato un estratto di Elizabeth II. In Private. In Public. The Inside Story dello Hardman, il sesto libro della giornalista sulla monarchia britannica, la cui uscita è prevista per la fine di questa settimana.
Il testo include estratti dell’intervista che Hardman ha realizzato con Trump all’inizio di quest’anno, nella quale il giornalista ha fatto presente al presidente statunitense che un’ipotetica annessione del Canada da parte degli Stati Uniti avrebbe turbato il re britannico Carlo III, che è anche capo di Stato del Canada.
Sostieni Renovatio 21
Questo avrebbe fatto riflettere il presidente degli Stati Uniti, che alla fine ha ammesso che «i canadesi hanno 200 anni di storia e tutto quel “Oh, Canada”». «Non si può risolvere una cosa del genere in tre anni e mezzo. Immagino che non succederà», ha concluso Trump, secondo l’estratto.
«Questa era la dichiarazione più vicina a un riconoscimento del fatto che, finché il Canada avesse avuto il Re, il signor Trump non lo avrebbe usurpato», ha scritto lo Hardman nel suo libro, come riportato dal Daily Mail.
Trump ha espresso pubblicamente e ripetutamente rispetto per la defunta regina britannica e per la famiglia reale britannica in generale, anche per via della madre scozzese, che era fortemente lealista. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti si sarebbe lamentato dei «terribili» politici canadesi, che «sono gentili con me di persona e poi parlano male di me alle mie spalle».
Trump in passato aveva ripetutamente affermato che gli Stati Uniti stavano sovvenzionando l’economia canadese per un importo di 200 miliardi di dollari all’anno, ipotizzando che sarebbe stato più fattibile assorbire il Paese come «tanto amato» 51° stato. L’ex premier canadese Giustino Trudeau aveva detto che la minaccia di anschluess da parte di Trump era «reale».
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Trump aveva dichiarato di voler espandere il Paese aggiungendo Canada, Groenlandia e Venezuela come nuovi Stati USA, definendo poi le sue dichiarazioni come uno scherzo.
A gennaio nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Carney ha sostenuto che l’ordine globale basato su regole è ormai al tramonto e ha invitato le «potenze medie» a unirsi, affermando che «se non sei al tavolo, sei nel menu».
Trump ha replicato durante il proprio discorso a Davos dichiarando che il Canada «vive grazie agli Stati Uniti», un’affermazione prontamente respinta da Carney. In seguito, Trump ha revocato l’invito rivolto a Carney per partecipare al suo proposto «Board of Peace», l’organismo da lui ideato – secondo le sue parole – per affrontare e risolvere i conflitti internazionali.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha aggiunto che il Canada verrà «divorato» dalla Repubblica Popolare.
Il presidente aveva canzonato il Canada con filmati AI dopo la vittoria olimpica nella finale a Milano della squadra nazionale di Hockey americana contro quella canadese.
Come riportato da Renovatio 21, l’esercito canadese ha sviluppato un modello di risposta in stile mujaheddin afghani a un’ipotetica invasione statunitense.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Israele ha distrutto una sinagoga iraniana
A Jewish synagogue in center of Tehran was damaged by the enemy at 4 a.m. on Tuesday. Debris removal operations are ongoing. pic.twitter.com/AJuFAptTFV
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) April 7, 2026
Iranian outlet Mehr News Agency says a Jewish synagogue in central Tehran was badly damaged during US-Israeli airstrikes. pic.twitter.com/giRLdw0xsr
— Clash Report (@clashreport) April 7, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
«All’inizio degli anni ’50, Israele inviò spie a bombardare i centri ebraici di Baghdad per costringere gli ebrei iracheni a emigrare» scrive il Blumenthale. «Il suo esercito bombardò la sinagoga principale di Beirut dopo l’invasione del Libano nel 1982. Ora sta attaccando l’ultima grande comunità ebraica della regione al di fuori del controllo sionista».Israel sent spies to bomb Jewish centers in Baghdad in the early 1950s to compel Iraqi Jews to emigrate
Its army bombed the main synagogue in Beirut after it invaded Lebanon in 1982 Now it’s attacking the last major Jewish community in the region outside Zionism’s control https://t.co/NwVvylhQ5l — Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) April 7, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faPizzaballa incontra il privilegio israeliano. Aspettando il Golem e l’Anticristo
-



Occulto2 settimane faMassoni accusati di aver assassinato un pilota d’auto e di aver tentato di uccidere altre persone
-



Psicofarmaci7 giorni fa«Nessuno me l’aveva detto»: un’ex paziente psichiatrica denuncia i pericolosi effetti collaterali degli psicofarmaci
-



Sorveglianza1 settimana faOltre il Green Pass: l’OMS con un’azienda legata a Pfizer e Bill Gates lavora ai passaporti vaccinali globali
-



Spirito2 settimane faIl cardinale di Nuova York contro Miss California. Che si difende alla grande
-



Spirito2 settimane fa«L’inganno di chi crede di spacciare l’Anticristo come vero Messia». Mons Viganò, omelia nella domenica delle Palme
-



Eutanasia2 settimane faNoelia e il sistema della morte
-



Arte5 giorni faDalla Passione di Gibson alla conversione a Cristo. Renovatio 21 intervista Luca Lionello













