Immigrazione
La disintegrazione della Francia, in diretta sotto i nostri occhi: la ferocia Kalergi ha vinto
La situazione in Francia è completamente andata fuori controllo. La rivolta delle banlieue in seguito alla morte del 17enne a cui la polizia ha sparato ha contaminato varie città del Paese, e si è estesa anche a Bruxelles.
Le immagini che giungono da oltralpe sono semplicemente agghiaccianti, e testimoniano, tecnicamente, della fine della Francia, come Stato e come società.
Perché la Francia è ora, con ogni evidenza, «disintegrata» – letteralmente, i suoi pezzi non possono più integrarsi. La barbarie a cui stiamo assistendo sta qui a provarlo.
L’immigrazione di massa ha prodotto la catastrofe di quella che un tempo era una grande Nazione centrale per la storia della civiltà europea.
Il piano Kalergi realizzato ora ha lasciato quello che nel gergo dell’ISIS è una «zona di barbarie», dove la ferocia – questo il termine usato nel loro livre de chevet – va gestita, somministrata alla popolazione e a chiunque al fine di stabilire un nuovo ordine sociale dominato, appunto, dai gestori della ferocia.
???????????? France in last Hour
A glimpse into the not too distant future.
Wake up please. pic.twitter.com/ET3oTTj0Le
— Concerned Citizen (@cotupacs) June 30, 2023
OPEN BORDERS????: Third world immigrants are importing the third world into France. Beware the failure to assimilate immigrants. pic.twitter.com/bj3YamDr4k
— @amuse (@amuse) June 30, 2023
Sono arrivati i veicoli corazzati, come quelli mandati in Ucraina per la guerra alla Russia. Solo che qui sono impiegati in territorio europeo, in quella che – solo in teoria, non è una zona di guerra.
???????????? The French gendarmerie will use armoured vehicles to suppress riots, PM Elisabeth Borne said Friday
"Additional mobile forces" would be deployed along with the vehicles belonging to the military unit, Borne said ???? #nahel #nanterre pic.twitter.com/AW82OeY2Mj
— FRANCE 24 English (@France24_en) June 30, 2023
Macerie fumanti – le macerie dello Stato di diritto, della storia della civiltà europea, le macerie dell’onore francese. E non è ancora finita.
France after 3 days of riots. pic.twitter.com/AaOC73JQnq
— Felize (@Vigilantefilly2) June 30, 2023
Ecco che nella calca, non solo le popolazioni afroislamiche delle banlieue si danno allo scasso, ma anche la generazione dei senza futuro, i ragazzini della generazione ultima, che per protestare contro la violenza della polizia pensano bene di razziare il negozio della Apple, come a Strasburgo, e non solo.
Looting the Apple Store in Strasbourg.
Not a Macron man to be found.
France is spiraling in real time. pic.twitter.com/hII4qMbNkE
— Citizen Free Press (@CitizenFreePres) June 30, 2023
The looting of an Apple store in France.https://t.co/ryUF9UkUAP
— Russian Market (@runews) June 30, 2023
L’azienda dell’iPhone mica è sola. Da quanto si vede, le razzie riguardano anche McDonald’s, Lidl, Luis Vuitton, e tanti altri franchising, più magari le botteghe a conduzione famigliare.
Scary ????. Triste ???? Can’t go out with kids. France ????????????
This is not protestations. This is looting. #France #FranceProtests #FranceRiots #franceViolence #Emeute #Nael #Paris #Apple #LouisVuitton pic.twitter.com/DvHBKyMfLf— Santosh Gupta (@santoshskm) June 30, 2023
Le città, per usare la terminologia degli anarchici, quelli che negli anni Novanta parlavano di TAZ (zone temporaneamente autonome), sono state «aperte».
#BREAKING: Riots have now broken out in #Stratsburg, #France as well. Video shows a police vehicle being attacked and looted by rioters.https://t.co/bW2DFnl6j7 pic.twitter.com/7FNQCIUeJg
— Hexdline (@HexdlineNews) June 30, 2023
NOW – Looting, violent riots spread to several cities in France. The situation is out of control in parts of the country. pic.twitter.com/ngsGcVVNol
— Disclose.tv (@disclosetv) June 30, 2023
La France de 2023….
Merci aux présidents Giscard, Mitterand, Chirac, Sarkozy, Hollande et Macron ????
Voilà le résultat de 45 ans de laxisme judiciaire, de compromis politiques hypocrites !#Emeutes #chaos #etatdurgence #BFMTV #pillage #RiotsFrance
pic.twitter.com/2V6S8WdrBE— Olivier Land (@LandOlivier) July 1, 2023
Abbiamo aspettato a pubblicare il video seguente – perché, come tutti quegli altri che vedete in circolo, non è pienamente verificato. Il suo significato per noi è molto, molto preciso, ed importante.
Si vedono dei tizi mascherati sparano per aria con dei Kalashnikov davanti a quello che sembra un condominio. Gli AK-47 che vediamo qui sono a ripetizione, sono cioè armi militari, non disponibili in vendita ai civili.
France has fallen…
Police are unable to control the migrant and left-wing riots taking place across the country. French media has surrendered and cannot keep track of the number of towns and cities across the country being looted, set on fire, and destroyed.
Islamic attacks,… pic.twitter.com/s0m4CRLjIL
— Amy Mek (@AmyMek) June 30, 2023
Quindi, con probabilità gli uomini qui ritratti hanno attinto a riserve di armi, presenti in Francia, che appartengono o alla criminalità o a reti terroristiche.
I giornali hanno detto che sarebbe stata assaltata un’armeria: ma le armerie francesi non possono avere armi automatiche.
Emergono quindi altre immagini con i rivoltosi che circolano per le strade cittadine in pieno giorno armati di armi a canna lunga.
The rioters have deadly weapons.
This isn’t Gaza, Syria, and Libya, it’s #France.#FranceRiots #franceViolence #RiotsFrance #Macron #FranceHasFallen pic.twitter.com/WC4T9HkFOi— Anshul (@trueanshul) July 1, 2023
In ogni caso, questi video spiegano bene la morfologia profonda della situazione: la barbarie con i suoi attori programmatici (sovvertitori, terroristi) avanza rendendo inutile lo Stato e le sue leggi.
Lo Stato francese è stato, ancora una volta etimologicamente, disintegrato.
E i disintegratori lo rivendicano apertamente.
I roghi di enormi centri commerciali, delle biblioteche o delle stazioni degli autobus stanno a significare la stessa cosa: quello che sta accadendo non è controllabile, ed è diretto alla distruzione dello status quo perfino nella sua dimensione quotidiana e materiale.
A large shopping center in the suburbs of Paris is completely destroyed by fire. #FranceRiots pic.twitter.com/75Q78qVj0b
— Paul Golding (@GoldingBF) June 30, 2023
Protestesters in France burning down the largest public library in the city of Marseille. #Paris #Internationalleaks #France #FranceRiots pic.twitter.com/cNwNsPmS0a
— The Notorious HbK (@The5HbK) June 30, 2023
#WATCH : A huge fire is raging in an RATP bus depot in Aubervilliers (Paris suburb) #emeutes #Nanterre#FranceRiots #FranceProtests #RiotsFrance #Paris #FranceProtests #franceViolence pic.twitter.com/O8j46ixrin
— upuknews (@upuknews1) June 30, 2023
Le immagini di fumo che avvolge la città non si vedono nemmeno a Kiev. Che, ripetiamo, a differenza di Parigi è in guerra.
France has some serious demographics problms that seems to increase by the day. This is going to be tough. The future doesn’t look too bright. Paris must learn from Poland. #FranceRiots must be eye opening.
This is Cultural Enrichment in #Macron's #Francepic.twitter.com/JPGG6HFdTZ
— Mukesh Chaudhary (@MukeshG0dara) June 30, 2023
La città brucia come nemmeno a Damasco o a Tripoli. Parigi oggi è un pezzo di Medio Oriente più complicato e mortale e devastato.
This isn’t Syria, Iraq or Afghanistan. This is France where 9% of the population has brought the entire cities!
Where are CNN & BBC now?#FranceRiots #franceViolence #FranceProtest #Marseille #Immigration #Francia #Francja #FranceHasFallen #Fransa #RiotsFrance #Islamophobia pic.twitter.com/xvPfwKhbSs
— Chiku ❤️ (@Hareram69603658) July 1, 2023
All gearing up for #TheGreatReset #FranceRiots #franceViolence #FranceProtest #Marseille #Immigration #Francia #Francja #FranceHasFallen #Fransa #RiotsFrance pic.twitter.com/Is8kLNHgZN
— The Great Reset (@thebugsreset) July 1, 2023
France.
Rioters fire an rocket propelled grenade at a French police station.
Follow for more info.#franceViolence #Nahel #RiotsFrance #FranceProtests #FranceIsBurning pic.twitter.com/ILxrXShlbF— War Affairs (@Lazar2224) July 1, 2023
Buildings that are burned and destroyed by rioters and collapse, in the streets are total chaos ????️#FranceRiots #RiotsFrance #FranceProtest pic.twitter.com/CWMw9N04Gx
— N3RO (@N3RONEWS) July 1, 2023
another riot in Clichy, trying to burn down the town hall
So far more than 300 officers have been injured; over 100 civilian-owned cars burned; residential buildings set on fire.#FranceRiots #franceViolence #FranceProtests #macron #RiotsFrance pic.twitter.com/GxNonm6hGV
— World conflicts Monitoring Center (@WorldBreakingN9) July 1, 2023
Dont ever tell me it is about justice for Nahel! Pure barbarism!!!#JusticePourNael #Lyon #Emeutes #etatdurgence #Nahel #Nanterre #Marseille #émeutes #Marsilya Fransa #France #Frankreich #EidAlAdha #Paris Macron #Emeute #FransaYanıyor #Nael
— Musa Kayrak (@musakayrak) July 1, 2023
Lo Stato non può nulla. Attualmente i suoi rappresentanti balbettano accuse contro il poliziotto che ha sparato al minorenne – che a quanto riportato guidava in modo sconsiderato ed ha un passato violento.
Le immagini delle stazioni di polizia che bruciano, come a Lione, valgono più di mille parole.
Eine #Polizeistation in #Lyon wurde geplündert und niedergebrannt, zurzeit geht man davon aus, dass dort auch Schusswaffen der Polizei entwendet worden sind.#France #Frankreich #PoliceStation #Lyon #RiotsFrance pic.twitter.com/GN4eYPs2Mq
— Christian ????????????️???? (@AlivonWurst) July 1, 2023
«Una guerra civile si sta preparando e voi lo sapete perfettamente» scriveva la strana lettere dei militari alle élite politiche parigine un anno fa.
Eccola, la guerra civile di cui parlavano è arrivata. Ed è certo che sapevano che sarebbe arrivata: perché l’hanno programmata per decenni e decenni, perché hanno attuato il piano Kalergi con estrema dedizione e perizia, trasformando la Francia nel disastro finale di fuoco e sangue che è sotto i nostri occhi.
Non è ancora finita. Si andrà oltre. E non si fermerà alla Francia o al Belgio. La ferocia Kalergi dovrà vincere ovunque.
Perché il programma dell’anarco-tirannia deve essere caricato in tutto il mondo – prossimamente, come sappiamo dai segni già belli visibili, anche soprattutto in Italia.
Immagine screenshot da YouTube
Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
In Irlanda la polizia ha arrestato un uomo dopo che questi aveva accoltellato un quarantenne nel centro di Dublino. Mentre internet specula sul fatto che l’attacco sia stato portato da un immigrato, le fonti ufficiali non dicono nulla.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio in O’Connell Street. Le immagini mostrano i soccorritori che assistono l’uomo ferito, il quale perde molto sangue, mentre la polizia ferma l’aggressore.
Nelle stesse riprese si vedono anche agenti che allontanano a calci una lama rimasta a terra, ritenuta presumibilmente l’arma impiegata nell’attacco.
Secondo quanto riportato, le ferite dell’uomo non sarebbero pericolose per la vita. Non è ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incidente e un’indagine è in corso.
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.…
— Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
Sostieni Renovatio 21
La mancata identificazione dell’aggressore pone vari problemi: da una parte la stampa è complice, se non imbavagliata da statuti stile Carta di Roma (il documento deontologico giornalistico che in Italia scoraggia l’informazione riguardo alla provenienza etnica dei convolti in fatti di cronaca), dall’altra parte, le autorità non vogliono dare fuoco alla polveriera di conflitto sociale creata con l’immigrazione massiva, che pare aver investito l’Irlanda con una foga forsennata, al punto che interi villaggi di campagna ora sono abitati con una maggioranza schiacciante da «richiedenti asilo», che, lì trasferiti dalle autorità politiche e pagati dal contribuente per far nulla, vi sollazzano in numero multiplo rispetto a quello degli abitanti irlandesi.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Paese fu teatro di un caso di incendi incrociati: prima andò a fuoco l’antico convento di San Patrizio, poi a Dublino andò in fiamme un centro islamico. Subbugli erano scoppiati ancora l’anno scorso quando un immigrato fu accusato di aver violentato una bambina di dieci anni.
Per Dublino si tratta di un déjà vu: tutti ricordano l‘accoltellamento di tre bambini e di una custode vicino a una scuola provocò violente rivolte urbane a sfondo anti-immigrazione. In quel caso, l’attentatore era un cittadino irlandese naturalizzato di origine algerina, e le conseguenze furono rivolte violente da parte della popolazione autoctona.
Un altro attacco con coltello a Dublino si ebbe l’anno scorso, con tanto dell’inevitabile grido «Allahu Akbar».
Come sa il lettore di Renovatio 21, l’uso dei coltelli da parte degli immigrati pare essere un pattern oramai consolidato: gli attacchi con coltello sono divenuti la norma nell’Europa dell’immigrazione di massa.
Si ricorda, tra i tantissimi casi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Aiuta Renovatio 21
L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq — GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Animali
I migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
Dalla Ceuta invasa dai nordafricani arrivano immagini in grado di stimolare il raccapriccio persino tra goscisti ed immigrazionisti. Un tabù enorme è stato toccato, anzi forse due: la violenza contro i cetacei e pure quella contro i cuccioli di animale.
Le immagini hanno fatto il giro del mondo in un battibaleno: un gruppo di migranti è stato accusato di aver estratto dal mare un cucciolo di delfino per poi ucciderlo a bastonate
Come riportato dal quotidiano locale El Faro de Ceuta, mercoledì un piccolo di tursiope era stato notato mentre nuotava in prossimità della riva, sulla spiaggia di El Trampolin, prima che alcuni uomini lo tirassero fuori dall’acqua; uno di loro avrebbe colpito l’animale alla testa con un bastone, provocandone la morte.
Un addetto alla sorveglianza della spiaggia sarebbe intervenuto per fermare il gruppo, intimando di non toccare il delfino e di avvisare i servizi preposti alla tutela della fauna selvatica. Gli uomini avrebbero quindi provato a rimettere l’animale in mare, ma a quel punto sembrava già privo di vita.
Il blogger di Ceuta Juan Ruiz ha ripreso con la videocamera alcuni membri del gruppo mentre si avvicinavano sollevando il delfino come se fosse un trofeo. «Non potete prenderlo, è un delfino, non si mangia!», ha gridato Ruiz, chiedendo poi con insistenza chi fosse stato a ucciderlo.
🇪🇸 Spanish men intervened to rescue a baby dolphin from Moroccan migrants in Ceuta.
Follow: @europa pic.twitter.com/ovaBcKqCEz
— Europa.com (@europa) September 3, 2026
The illegal migrants in Ceuta pulled a baby dolphin out of the sea today and clubbed it to death for fear fun.
Get them out of Europe immediately pic.twitter.com/4ERzMgH8kC
— Visegrád 24 (@visegrad24) September 3, 2026
🇪🇸 Migrants in Ceuta filmed dragging a baby dolphin from the sea
A disturbing video recorded at El Trampolín beach in Ceuta shows a group of migrants taking a baby dolphin out of the water and carrying it along the beach.pic.twitter.com/v7zhuUxv09
— NewsForce (@Newsforce) September 3, 2026
Sostieni Renovatio 21
Di fronte all’affermazione di alcuni presenti secondo cui l’animale sarebbe morto già in acqua, Ruiz ha replicato con tono sarcastico: «Certo, è morto in acqua da solo, no?».
L’associazione ambientalista locale DAUBMA ha sporto denuncia presso le forze dell’ordine spagnole, sollecitando le autorità ad aprire un’indagine sull’accaduto e a individuare i responsabili.
La diffusione del video ha scatenato una vasta ondata di sdegno sui social media del mondo intero, con numerosi utenti spagnoli che invocavano procedimenti penali nei confronti dei responsabili e la loro espulsione dal territorio nazionale. Questa reazione si è inserita in un clima già segnato da un più ampio sentimento anti-immigrazione a Ceuta, città in cui i residenti avevano già manifestato pubblicamente chiedendo espulsioni e scandendo cori come «Fuori gli invasori».
Le immagini sono davvero difficili da guardare: il povero cucciolo di delfino privo di vita mentre viene portato da un gruppo di nordafricani sghignazzanti. Dobbiamo dire che Renovatio 21 aveva già veduto immagini simili: in un lago belga, alcuni ragazzini immigrati avevano catturato un grosso pesce, e tra risate e cachinni lo avevano portato in giro a mo’ di trofeo e gettato per uno scivolo acquatico, non si sa sé ancora vivo o già morto. Il video su YouTube o X non si trova più, perché – pensate un po’ – violave le linee guida di entrambe le piattaforme contro la diffusione e la promozione di contenuti legati al maltrattamento degli animali. Tuttavia se volete dare un’occhiata una testa fiamminga ancora lo mostra.
Il cortocircuito della mente progressista, davanti all’immagine di abuso del cetaceo, vacilla. Quindi, la storia degli abusi sugli animali perpetrati dagli immigrati – come diceva durante la campagna elettorale 2024 Donaldo Trump («They’re eating the dogs / They’re eating the cats / They’re eating the pets») raccogliendo le testimonianze in Ohia e in altre varie aree USA, e come sanno tanti italiani che osservano parchi e zone di verde della loro città – è vera, e a questo punto incontrovertibile.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La metafisica piddina va in cortocircuito: è possibile tenere insieme l’agenda ecologica (con le sue vacche sacre, pardon, cetacei sacri) con quella immigrazionista? Il marocchino che se la ride mentre espone il cadavere del cucciolo di tursiope lo nega per sempre.
Il cittadino sincero-democratico e progressista precipita nel vuoto, se si mette a pensare alla probabile dinamica dell’accaduto: il piccolo di delfino si allontana dalla sua mamma perché, birbante, voleva giocare con gli uomini che vedeva sguazzare poco più in là nella spiaggia… essi magari lo hanno pure attirato. Per poi massacrarlo senza nessuna pietà, con una violenza contro i cuccioli che non possiamo dire sia naturale – tutti prima o poi lo abbiamo pensato: le forme «carine», occhi grandi, musetti tondi, che hanno i piccoli di ogni specie servono proprio a depotenziare l’aggressività delle belve adulte.
Si tratta del Kindchenschema formulato per la prima volta dall’etologo premio Nobel Konrad Lorenz nel 1943, che descriveva un insieme di caratteristiche fisiche tipiche dei cuccioli — sia umani che animali — che attivano una risposta biologica automatica negli adulti che comprende la stimolazione immediata dell’istinto di cura parentale e protezione. Chi ha mai visto un gattino piccolo sa di cosa parliamo. Pure guardando queste immagini del cucciolo di delfino morto tale reazione senz’altro si attiva. Da qui il cortocircuito ancora più poderoso.
A questo punto ammettiamo pure che anche Renovatio 21 ha qualche difficoltà. Chi ci segue conosce la nostra indomita battaglia contro la specie cetacea, i suoi comportamenti osceni, e i suoi privilegi: delfini e orche sono armi totemiche dell’ecofascismo antiumanista, quello per cui l’uomo può pure morire sacrificato all’idolatria del mammifero pisciforme, come insegna il caso della teppa orcina che incrocia al largo di Gibilterra, che non è tanto lontana da Ceuta, in effetti.
Al contempo, riteniamo, con ancora più evidenza sulla nostra vita quotidiana, che anche l’immigrato sia un’arma, sparata con milioni di cartucce umane, contro l’Europa e la Civiltà, cioè contro di noi. Un ordigno sociogeopolitico (la definisce così l’accademico statunitense Kelly M. Greenhill nel suo libro Armi di migrazione di massa) , concetto storico-politico ben noto agli studiosi del fenomeno e ai suoi praticanti – un tempo, Muhammar Gheddafi (che negoziò con la fine della tratta umana mediterranea la fine dell’embargo antilibico, per poi essere tradito e travolto sino ad essere impalato), poi Receps Erdogan (che ottenne, sempre dalla UE, 5 miliardi per tenersi gli immigrati della grande ondata del 2015, quella del bambino curdo Aylan fotografato morto sulla spiaggia) ora con probabilità il Regno del Marocco con i suoi probabili fiancheggiatori israelo–americani.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Gli immigrati, abbiamo ripetuto su questo sito tante volte, sono lo strumento di un piano per distruggere non solo il vostro benessere e la vostra incolumità biologica, ma lo stesso sistema morale cristiano, come perfettamente enunciato dal conte Coudenohove-Kalergi. Essi servono ad attivare nelle nostre città quello che chiamiamo anarco-tirannia, un sistema dove il cittadino è oppresso non solo dalla violenza barbarica randomatica dell’immigrato, ma pure dallo Stato divenuto impossibilmente esoso e incredibilmente repressivo, totalitario davvero, verso il contribuente autoctono – il green pass serva da esempio, e aspettate di vedere cosa vi farà l’euro digitale, o anche solo con l’ID digitale UE – mentre l’immigrato è lasciato libero di gozzovigliare tranquillo e sanguinario in quella che le rivolte inglesi di questi anni hanno chiamato «two tier society», società a due livelli. Privilegio e tolleranza per il migrante, repressione totale poliziesca e giudiziaria per l’autoctono.
Ora, il gioco della torre immigrati contro cetacei davvero non ce l’aspettavamo, per cui non fateci decidere. Si tratta di due maschere della Necrocultura, due idoli osceni del mondo moderno, due progetti pensati per distruggere le vostre vite.
Poi, va bene, il solito disgustoso paradosso persiste: alcuni protestano per il delfinino morto, ma per le ragazzine sistematicamente stuprate dagli immigrati (come a Ceuta…) non una parola. Come niente da dire per i milioni di bambini abortiti, cui si aggiungono, in questi giorni, i bimbi strangolati dalle loro madri, che le femministe americane vogliono libere.
Le torme a sostegno della figlicida Lindsay Clancy sotto processo (e delle sue emulatrici, già all’opera) sono le stesse majorette dell’immigrazione di massa, e che dicono che la «grande sostituzione» non esiste, è solo un mito inventato dalla destra xenofoba e razzista e pure antiabortista.
Dispiace doverlo comunicare alle femministe ed ai femministi: grazie al vostro impegno perverso, sarete sostituiti, pure voi, da eserciti di abusatori di delfini.
E ci rendiamo conto che – rileggiamola – quest’ultima frase pare pure surrealismo, fantascienza, teatro dell’assurdo.
Invece è l’amara realtà. Per noi tutti, per voi e i vostri amici pinnati.
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero2 settimane faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica1 settimana faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Oligarcato1 settimana faOrganizzazioni del controllo globale
-



Spirito2 settimane faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede









