Immigrazione
Parigi continua a bruciare: molotov e truppe antiterrorismo spiegate, 400 arresti
Più di 400 persone sono state arrestate in Francia nella terza notte di disordini scatenati da una sparatoria mortale della polizia, hanno riferito diverse testate giornalistiche francesi, citando fonti del ministero dell’Interno.
Sono stati effettuati un totale di 421 arresti, di cui 242 nell’area di Parigi, secondo quanto riferito dalle prime ore di oggi. La maggior parte dei detenuti ha tra i 14 ei 18 anni, scrive il quotidiano Le Figaro.
«Il numero record di arresti riflette gli ordini fermi emessi dal ministro a prefetti e forze dell’ordine», ha detto una fonte citata da Le Figaro.
Le segnalazioni sono arrivate dopo che altri 5.000 agenti di polizia, oltre a unità tattiche pesantemente armate e veicoli blindati, sono stati schierati per reprimere violente proteste e rivolte, scoppiate martedì sera a Nanterre, una banlieue occidentale di Parigi che ospita migliaia di famiglie immigrate, e da allora si sono diffuse in altre città. In totale il governo francese ha dispiegato oltre 40.000 poliziotti e gendarmi in tutto il Paese, tra cui unità d’élite antiterrorismo e tattiche.
Circa 6.200 persone hanno partecipato alle proteste nella sola Nanterre, ha riferito BFM TV, citando la Prefettura di polizia di Parigi.
La gente inizialmente è scesa in strada per esprimere indignazione dopo che un uomo di 17 anni, identificato come Nahel M., è stato ucciso da un agente durante un blocco del traffico. La polizia aveva detto che Nahel non aveva rispettato le richieste dell’ufficiale, fuggendo con una Mercedes gialla con targa polacca, tentando di speronare – era stato detto inizialmente – uno degli agenti.
La madre del giovane, Mounia, ha postato un video su TikTok chiedendo «una rivolta» per ottenere giustizia per la morte del figlio – in pratica, un appello alla «vendetta». Le manifestazioni seguite sono rapidamente sfociate nella violenza, con i rivoltosi che hanno bruciato auto, sparato fuochi d’artificio e lanciato bombe molotov contro la polizia. La filiale di una banca, il Credit Mutuelle, è stata data alle fiamme.
Scène complètement lunaire ou un émeutier esquive une tronçonneuse traînée par une moto.
Elle est la la France orange mécanique#Nanterre pic.twitter.com/eD3dGiBz6z— Réalité Actuelle (@ReaActuelle) June 30, 2023
????NOW???????? Clashes in Lille continue even at 5 am.#Nanterre #France #Banlieues #Paris #emeutes #Nahel #nael #Marseille pic.twitter.com/uFffIIyWfB
— Eren ???????????? (@Eren50855570) June 30, 2023
France is a failed society. #emeutes #Nael #nanterre pic.twitter.com/RoAABTLp1q
— Alex ???????? (@Alexlebg1234) June 29, 2023
Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’uccisione del giovane. «Abbiamo un adolescente che è stato ucciso. È imperdonabile, inspiegabile e voglio esprimere le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari», ha detto Macron durante una visita a Marsiglia mercoledì. Il presidente ha quindi incaricato il ministro per le città e l’edilizia abitativa Olivier Klein di consegnare le condoglianze del governo alla famiglia dell’adolescente ucciso.
Su Twitter, Macron ha esortato il pubblico a mantenere la calma e ha ringraziato gli agenti di polizia che «si impegnano a proteggerci e a servire la Repubblica».
#France | Disturbing Visuals of Looting tonight in France.#TNJNews #Francia #Paris #RiotsFrance #Emeutes #Nahel #Nanterre pic.twitter.com/eqTXS0Y6Jh
— Top Notch Journal (@topnotchjournal) June 30, 2023
Pour une fois qu’on a la vidéo en entier.#soutienauxforcesdelordre #SoutienAuxFDO #nahel #Nanterre #emeutes pic.twitter.com/hQEIWqOBHK
— Bruno Attal (@Bruno_Attal_) June 29, 2023
L’ufficiale che ha sparato il colpo mortale è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Gli avvocati della madre di Nahel hanno chiesto un cambio di sede, sostenendo che i pubblici ministeri di Nanterre non possono essere imparziali perché il sospettato è uno dei loro agenti di polizia.
La leader dell’opposizione Marine Le Pen ha definito le osservazioni di Macron «eccessive» e «irresponsabili». Spetta ai tribunali decidere cosa è successo, ha detto la Le Pen, sostenendo che il presidente non dovrebbe pregiudicare le indagini.
Le proteste erano scoppiate inizialmente lo scorso martedì nella banlieue Nanterre, ma da allora si sono estese ad altre grandi città, tra cui Tolosa, Lille, Lione e Nizza. I rivoltosi hanno bombardato la polizia con fuochi d’artificio, incendiato i contenitori della spazzatura e dato alle fiamme diverse auto. I giornalisti locali hanno riferito che molotov e pietre sono state lanciate contro i furgoni della polizia.
Non, ce n'est pas la bande annonce du prochain American Nightmare, mais bien ce qu'il s'est passé cette nuit en France.
J'ai réalisé ce petit montage à partir des vidéos — toutes plus folles les unes que les autres — filmées par des témoins sur place.#Nahel #émeutes #nanterre pic.twitter.com/oydMNPfkgJ
— Mathieu Cubaud (@mtcbx) June 30, 2023
Quelle tristesse ???? France ???????? is burning ???? Never thought I will see this in France. What a sad ???? scenario we are witnessing. Really heartbreaking ????#Emeute #France #FranceProtests #Paris #Nael #Nanterre #FranceRiots pic.twitter.com/QyTdDeaFYH
— Santosh Gupta (@santoshskm) June 30, 2023
Le Figaro riferisce che «poche decine» di persone hanno lanciato fuochi d’artificio in una prigione a Fresnes, un sobborgo meridionale di Parigi, e hanno tentato di entrare nell’edificio prima di essere portate via dalla polizia.
Rioters stormed a prison, burnt police stations, vandalised shops, and attacked firefighters with impunity in France.
Leftists and migrants, hand in hand, achieved to terrorise the entire country. Macron’s France meekly watches thugs destroy its cities.#Nanterre #emeutes pic.twitter.com/VcqbkfQtCK
— Lambrusco (@lambruscov) June 29, 2023
Il ministro dell’Interno Gerald Darmanin ha dichiarato mercoledì sera che 2.000 ufficiali e gendarmi sono stati messi in allerta nell’area metropolitana di Parigi, 800 in più rispetto alla notte precedente, secondo i media francesi. La polizia ha anche ricevuto un’autorizzazione di emergenza per utilizzare droni di sorveglianza a Nanterre.
Parigi e la sua periferia interna sono state fortificate con altri 5.000 ufficiali, ha detto il ministero dell’Interno ai media francesi. Membri del Gruppo nazionale di Intervento della Gendarmeria (GIGN), della Brigata Investigativa e di Intervento (BRI) e dell’unità tattica Inquest Assistance Intervention Deterrence (RAID) sono stati avvistati a Nanterre, dove sono iniziate le rivolte.
????NOW???????? In France , motorcycle security forces are fired as they pass by where the rebels are high .#Nanterre #France #Banlieues #Paris #emeutes #Nahel #nael #Marseille pic.twitter.com/QJ5U0hrZD8
— Eren ???????????? (@Eren50855570) June 30, 2023
????????????INSOLITE – Un homme continue de manger son sandwich alors qu'il est au milieu de violents affrontements entre émeutiers et policiers à #Nanterre. (témoins) pic.twitter.com/VzLtpfRmty
— AlertesInfos (@AlertesInfos) June 29, 2023
Fuori da Parigi, nel quartiere Mirail di Tolosa, i rivoltosi hanno preso di mira la stazione di polizia con bombe incendiarie.
Diverse attività commerciali nel Porto Vecchio di Marsiglia sono state vandalizzate e saccheggiate. Circa 20 rivoltosi mascherati hanno attaccato la prigione di Fresnes in Val-de-Marne, ma non sono riusciti a violare la struttura.
Violenze sono state segnalate anche a Bordeaux, Lormont e Lille.
Diverse città, tra cui Clamart e Compiegne, hanno dichiarato il coprifuoco notturno fino a lunedì. Anche quattro delle 18 regioni francesi – Bordeaux, Ile-de-France, Tours e Lille – hanno sospeso tutti i trasporti pubblici.
Le violenze continuano anche durante il giorno, con gruppi di casseurs liberi di scorrazzare per la città tra razzie sempre più impudiche.
De multiculturele ‘samen’leving in actie: met een gestolen sportwagen de #Lidl binnenrijden en daarna de winkel plunderen… #Nanterre #Frankrijk #MulticultureelMulticrimineel pic.twitter.com/CEfyc4VkPU
— Filip Dewinter (@FDW_VB) June 30, 2023
Highlight of the year. #nanterre pic.twitter.com/FdQgCgYT8w
— Blondie (@Nimia82076477) June 29, 2023
Dans la ville de Vandoeuvre, près de Nancy, le bureau des finances publiques a été pris pour cible durant la nuit. Toutes les amendes ont été brûlés#Nanterre pic.twitter.com/9QC2p0lfkE
— Réalité Actuelle (@ReaActuelle) June 30, 2023
Mais c'est des zinzins ptdrrrrr#Nanterre #emeutes pic.twitter.com/8sVbvYTqvA
— ???????????????????????? ???? (@Samura1Z_) June 29, 2023
vous voyez un voleur moi je vois juste une personne qu'il passe son permis CACES #Emeute #nanterre
— PETIT PRINCE???????? (@foufoudinhno) June 30, 2023
Ptdrrrr dans tout ce merdier y’a une daronne elle va être contente #Nanterre pic.twitter.com/Y0Aha9oKK4
— ????????????????????????????~ ???????? (@HamskayD) June 29, 2023
Oggi si è ha assistito a vari vandalismi, tra cui la razzia di una boutique di alta moda di Louis Vuiton.
Paris : La boutique Louis Vuitton à son tour pillée#Nanterre pic.twitter.com/nM74tnWycS
— Réalité Actuelle (@ReaActuelle) June 29, 2023
Insomma, davvero: Parigi sta bruciando. Letteralmente.
France In Turmoil
Widespread riots engulfed France following the fatal police shooting of a teenager of North African heritage during a routine traffic stop
_________________________________
#emeutes #Nahel #Nanterre #RAID #Lidl #Marseille #République #Clamart #LaBRI #Macron… pic.twitter.com/7Z4TldHkMT
— CBKNEWS (@CBKNEWS121) June 30, 2023
Immigration is destroying France. Please #PrayForFrance! #ChooseFrance #Paris2024 #Macron #MarseilleEnGrand #Nanterre #emeutespic.twitter.com/ncQjMkMcoC
— Jérôme Dupond (@JrmeDupond1) June 29, 2023
Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
In Irlanda la polizia ha arrestato un uomo dopo che questi aveva accoltellato un quarantenne nel centro di Dublino. Mentre internet specula sul fatto che l’attacco sia stato portato da un immigrato, le fonti ufficiali non dicono nulla.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio in O’Connell Street. Le immagini mostrano i soccorritori che assistono l’uomo ferito, il quale perde molto sangue, mentre la polizia ferma l’aggressore.
Nelle stesse riprese si vedono anche agenti che allontanano a calci una lama rimasta a terra, ritenuta presumibilmente l’arma impiegata nell’attacco.
Secondo quanto riportato, le ferite dell’uomo non sarebbero pericolose per la vita. Non è ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incidente e un’indagine è in corso.
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.…
— Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
Sostieni Renovatio 21
La mancata identificazione dell’aggressore pone vari problemi: da una parte la stampa è complice, se non imbavagliata da statuti stile Carta di Roma (il documento deontologico giornalistico che in Italia scoraggia l’informazione riguardo alla provenienza etnica dei convolti in fatti di cronaca), dall’altra parte, le autorità non vogliono dare fuoco alla polveriera di conflitto sociale creata con l’immigrazione massiva, che pare aver investito l’Irlanda con una foga forsennata, al punto che interi villaggi di campagna ora sono abitati con una maggioranza schiacciante da «richiedenti asilo», che, lì trasferiti dalle autorità politiche e pagati dal contribuente per far nulla, vi sollazzano in numero multiplo rispetto a quello degli abitanti irlandesi.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Paese fu teatro di un caso di incendi incrociati: prima andò a fuoco l’antico convento di San Patrizio, poi a Dublino andò in fiamme un centro islamico. Subbugli erano scoppiati ancora l’anno scorso quando un immigrato fu accusato di aver violentato una bambina di dieci anni.
Per Dublino si tratta di un déjà vu: tutti ricordano l‘accoltellamento di tre bambini e di una custode vicino a una scuola provocò violente rivolte urbane a sfondo anti-immigrazione. In quel caso, l’attentatore era un cittadino irlandese naturalizzato di origine algerina, e le conseguenze furono rivolte violente da parte della popolazione autoctona.
Un altro attacco con coltello a Dublino si ebbe l’anno scorso, con tanto dell’inevitabile grido «Allahu Akbar».
Come sa il lettore di Renovatio 21, l’uso dei coltelli da parte degli immigrati pare essere un pattern oramai consolidato: gli attacchi con coltello sono divenuti la norma nell’Europa dell’immigrazione di massa.
Si ricorda, tra i tantissimi casi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Aiuta Renovatio 21
L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq — GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Animali
I migranti di Ceuta picchiano a morte un cucciolo di delfino: la mente progressista in cortocircuito
Dalla Ceuta invasa dai nordafricani arrivano immagini in grado di stimolare il raccapriccio persino tra goscisti ed immigrazionisti. Un tabù enorme è stato toccato, anzi forse due: la violenza contro i cetacei e pure quella contro i cuccioli di animale.
Le immagini hanno fatto il giro del mondo in un battibaleno: un gruppo di migranti è stato accusato di aver estratto dal mare un cucciolo di delfino per poi ucciderlo a bastonate
Come riportato dal quotidiano locale El Faro de Ceuta, mercoledì un piccolo di tursiope era stato notato mentre nuotava in prossimità della riva, sulla spiaggia di El Trampolin, prima che alcuni uomini lo tirassero fuori dall’acqua; uno di loro avrebbe colpito l’animale alla testa con un bastone, provocandone la morte.
Un addetto alla sorveglianza della spiaggia sarebbe intervenuto per fermare il gruppo, intimando di non toccare il delfino e di avvisare i servizi preposti alla tutela della fauna selvatica. Gli uomini avrebbero quindi provato a rimettere l’animale in mare, ma a quel punto sembrava già privo di vita.
Il blogger di Ceuta Juan Ruiz ha ripreso con la videocamera alcuni membri del gruppo mentre si avvicinavano sollevando il delfino come se fosse un trofeo. «Non potete prenderlo, è un delfino, non si mangia!», ha gridato Ruiz, chiedendo poi con insistenza chi fosse stato a ucciderlo.
🇪🇸 Spanish men intervened to rescue a baby dolphin from Moroccan migrants in Ceuta.
Follow: @europa pic.twitter.com/ovaBcKqCEz
— Europa.com (@europa) September 3, 2026
The illegal migrants in Ceuta pulled a baby dolphin out of the sea today and clubbed it to death for fear fun.
Get them out of Europe immediately pic.twitter.com/4ERzMgH8kC
— Visegrád 24 (@visegrad24) September 3, 2026
🇪🇸 Migrants in Ceuta filmed dragging a baby dolphin from the sea
A disturbing video recorded at El Trampolín beach in Ceuta shows a group of migrants taking a baby dolphin out of the water and carrying it along the beach.pic.twitter.com/v7zhuUxv09
— NewsForce (@Newsforce) September 3, 2026
Sostieni Renovatio 21
Di fronte all’affermazione di alcuni presenti secondo cui l’animale sarebbe morto già in acqua, Ruiz ha replicato con tono sarcastico: «Certo, è morto in acqua da solo, no?».
L’associazione ambientalista locale DAUBMA ha sporto denuncia presso le forze dell’ordine spagnole, sollecitando le autorità ad aprire un’indagine sull’accaduto e a individuare i responsabili.
La diffusione del video ha scatenato una vasta ondata di sdegno sui social media del mondo intero, con numerosi utenti spagnoli che invocavano procedimenti penali nei confronti dei responsabili e la loro espulsione dal territorio nazionale. Questa reazione si è inserita in un clima già segnato da un più ampio sentimento anti-immigrazione a Ceuta, città in cui i residenti avevano già manifestato pubblicamente chiedendo espulsioni e scandendo cori come «Fuori gli invasori».
Le immagini sono davvero difficili da guardare: il povero cucciolo di delfino privo di vita mentre viene portato da un gruppo di nordafricani sghignazzanti. Dobbiamo dire che Renovatio 21 aveva già veduto immagini simili: in un lago belga, alcuni ragazzini immigrati avevano catturato un grosso pesce, e tra risate e cachinni lo avevano portato in giro a mo’ di trofeo e gettato per uno scivolo acquatico, non si sa sé ancora vivo o già morto. Il video su YouTube o X non si trova più, perché – pensate un po’ – violave le linee guida di entrambe le piattaforme contro la diffusione e la promozione di contenuti legati al maltrattamento degli animali. Tuttavia se volete dare un’occhiata una testa fiamminga ancora lo mostra.
Il cortocircuito della mente progressista, davanti all’immagine di abuso del cetaceo, vacilla. Quindi, la storia degli abusi sugli animali perpetrati dagli immigrati – come diceva durante la campagna elettorale 2024 Donaldo Trump («They’re eating the dogs / They’re eating the cats / They’re eating the pets») raccogliendo le testimonianze in Ohia e in altre varie aree USA, e come sanno tanti italiani che osservano parchi e zone di verde della loro città – è vera, e a questo punto incontrovertibile.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La metafisica piddina va in cortocircuito: è possibile tenere insieme l’agenda ecologica (con le sue vacche sacre, pardon, cetacei sacri) con quella immigrazionista? Il marocchino che se la ride mentre espone il cadavere del cucciolo di tursiope lo nega per sempre.
Il cittadino sincero-democratico e progressista precipita nel vuoto, se si mette a pensare alla probabile dinamica dell’accaduto: il piccolo di delfino si allontana dalla sua mamma perché, birbante, voleva giocare con gli uomini che vedeva sguazzare poco più in là nella spiaggia… essi magari lo hanno pure attirato. Per poi massacrarlo senza nessuna pietà, con una violenza contro i cuccioli che non possiamo dire sia naturale – tutti prima o poi lo abbiamo pensato: le forme «carine», occhi grandi, musetti tondi, che hanno i piccoli di ogni specie servono proprio a depotenziare l’aggressività delle belve adulte.
Si tratta del Kindchenschema formulato per la prima volta dall’etologo premio Nobel Konrad Lorenz nel 1943, che descriveva un insieme di caratteristiche fisiche tipiche dei cuccioli — sia umani che animali — che attivano una risposta biologica automatica negli adulti che comprende la stimolazione immediata dell’istinto di cura parentale e protezione. Chi ha mai visto un gattino piccolo sa di cosa parliamo. Pure guardando queste immagini del cucciolo di delfino morto tale reazione senz’altro si attiva. Da qui il cortocircuito ancora più poderoso.
A questo punto ammettiamo pure che anche Renovatio 21 ha qualche difficoltà. Chi ci segue conosce la nostra indomita battaglia contro la specie cetacea, i suoi comportamenti osceni, e i suoi privilegi: delfini e orche sono armi totemiche dell’ecofascismo antiumanista, quello per cui l’uomo può pure morire sacrificato all’idolatria del mammifero pisciforme, come insegna il caso della teppa orcina che incrocia al largo di Gibilterra, che non è tanto lontana da Ceuta, in effetti.
Al contempo, riteniamo, con ancora più evidenza sulla nostra vita quotidiana, che anche l’immigrato sia un’arma, sparata con milioni di cartucce umane, contro l’Europa e la Civiltà, cioè contro di noi. Un ordigno sociogeopolitico (la definisce così l’accademico statunitense Kelly M. Greenhill nel suo libro Armi di migrazione di massa) , concetto storico-politico ben noto agli studiosi del fenomeno e ai suoi praticanti – un tempo, Muhammar Gheddafi (che negoziò con la fine della tratta umana mediterranea la fine dell’embargo antilibico, per poi essere tradito e travolto sino ad essere impalato), poi Receps Erdogan (che ottenne, sempre dalla UE, 5 miliardi per tenersi gli immigrati della grande ondata del 2015, quella del bambino curdo Aylan fotografato morto sulla spiaggia) ora con probabilità il Regno del Marocco con i suoi probabili fiancheggiatori israelo–americani.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Gli immigrati, abbiamo ripetuto su questo sito tante volte, sono lo strumento di un piano per distruggere non solo il vostro benessere e la vostra incolumità biologica, ma lo stesso sistema morale cristiano, come perfettamente enunciato dal conte Coudenohove-Kalergi. Essi servono ad attivare nelle nostre città quello che chiamiamo anarco-tirannia, un sistema dove il cittadino è oppresso non solo dalla violenza barbarica randomatica dell’immigrato, ma pure dallo Stato divenuto impossibilmente esoso e incredibilmente repressivo, totalitario davvero, verso il contribuente autoctono – il green pass serva da esempio, e aspettate di vedere cosa vi farà l’euro digitale, o anche solo con l’ID digitale UE – mentre l’immigrato è lasciato libero di gozzovigliare tranquillo e sanguinario in quella che le rivolte inglesi di questi anni hanno chiamato «two tier society», società a due livelli. Privilegio e tolleranza per il migrante, repressione totale poliziesca e giudiziaria per l’autoctono.
Ora, il gioco della torre immigrati contro cetacei davvero non ce l’aspettavamo, per cui non fateci decidere. Si tratta di due maschere della Necrocultura, due idoli osceni del mondo moderno, due progetti pensati per distruggere le vostre vite.
Poi, va bene, il solito disgustoso paradosso persiste: alcuni protestano per il delfinino morto, ma per le ragazzine sistematicamente stuprate dagli immigrati (come a Ceuta…) non una parola. Come niente da dire per i milioni di bambini abortiti, cui si aggiungono, in questi giorni, i bimbi strangolati dalle loro madri, che le femministe americane vogliono libere.
Le torme a sostegno della figlicida Lindsay Clancy sotto processo (e delle sue emulatrici, già all’opera) sono le stesse majorette dell’immigrazione di massa, e che dicono che la «grande sostituzione» non esiste, è solo un mito inventato dalla destra xenofoba e razzista e pure antiabortista.
Dispiace doverlo comunicare alle femministe ed ai femministi: grazie al vostro impegno perverso, sarete sostituiti, pure voi, da eserciti di abusatori di delfini.
E ci rendiamo conto che – rileggiamola – quest’ultima frase pare pure surrealismo, fantascienza, teatro dell’assurdo.
Invece è l’amara realtà. Per noi tutti, per voi e i vostri amici pinnati.
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero2 settimane faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica7 giorni faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Oligarcato1 settimana faOrganizzazioni del controllo globale
-



Spirito2 settimane faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













