Spazio
La DARPA finanzia un gigantesco lampione sulla Luna
L’azienda di tecnologia spaziale Honeybee Robotics, acquisita dalla Blue Origin di Jeff Bezos nel 2022, ha ideato un progetto per un palo lungo 100 metri che potrebbe fungere da lampione di grandi dimensioni per una futura base sulla superficie lunare. Lo riporta Futurism.
Il concetto Lunar Utility Navigation with Advanced Remote Sensing and Autonomous Beaming for Energy Redistribution (LUNARSABER) dell’azienda è progettato per contenere una tonnellata di apparecchiature scientifiche e potrebbe anche supportare le comunicazioni, distribuire energia e persino formare una rete a maglie con altri pali simili.
Sebbene in questa fase si tratti di un concetto molto ambizioso, l’azienda ha ottenuto finanziamenti dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) nell’ambito del suo studio decennale sulla capacità dell’architettura lunare (LunA-10).
«Ciò renderebbe l’energia, le comunicazioni e l’illuminazione facilmente accessibili a tutti i carichi utili che si trovano in superficie», afferma Vishnu Sanigepalli, ricercatore principale di Honeybee, in un nuovo video sul concetto.
Honeybee ha dovuto elaborare un processo di produzione ad hoc per trasportare un palo lungo 100 metri sulla Luna, poiché nessun razzo è abbastanza grande da trasportarlo in un unico pezzo. Il suo sistema Deployable Interlocking Actuated Bands for Linear Operations (DIABLO) è in grado di piegare un pezzo di metallo arrotolato in strutture cilindriche.
Una volta dispiegato, il LUNARSABER potrebbe illuminare l’area circostante durante la notte, ovvero per un periodo pari a due settimane terrestri sulla superficie lunare, tramite dei riflettori.
Potrebbe anche generare energia tramite pannelli solari quando vi arriva la luce solare. Grazie alla sua considerevole altezza, potrebbe catturare la luce del Sole per più ore rispetto se fosse a contatto con la superficie. Honeybee stima che una struttura del genere potrebbe produrre circa 100 kilowatt di energia.
«Se riuscissimo a costruire strutture molto alte vicino ai poli sud, potremmo sostanzialmente garantire un’illuminazione superiore al 95% durante tutto l’anno lunare», ha dichiarato Sanigepalli a Space.com. «Dipende dalla posizione e dall’altezza».
L’azienda sostiene anche che la torre potrebbe essere utilizzata per trasmettere energia in modalità wireless alle strutture nel suo raggio d’azione. Potrebbe anche essere utilizzata per dotare una futura base lunare di una rete di comunicazione wireless.
Honeybee non si limita alla NASA e spera di coinvolgere «sia clienti commerciali che non commerciali» per il suo concetto LUNARSABER, come ha spiegato Sanigepalli.
«Direi che il modo migliore per descrivere LUNARSABER sarebbe un coltellino svizzero», ha detto il Sanigepalli in un video. «È altamente adattabile e versatile, e può essere personalizzato».
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Spazio
Israele sta sviluppando armi spaziali
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Spazio
Il capo NASA nel laboratorio nucleare per battere la Cina nella corsa alla Luna e a Marte
Il 14 agosto il direttore generale della NASA Jared Isaacman ha visitato l’Idaho National Laboratory per esaminare i progressi realizzabili nella realizzazione di un veicolo spaziale a propulsione nucleare, nell’ambito dell’impegno dell’Amministrazione a superare la Cina nella nuova «corsa allo spazio». Lo riporta EIRN.
Il laboratorio dell’Idaho è incaricato di sviluppare un motore spaziale a propulsione nucleare, Freedom-1, in vista di un possibile viaggio verso Marte. L’Amministrazione ha indicato la primavera del 2028 come termine per il completamento di questo progetto, in preparazione di un lancio di prova previsto per dicembre dello stesso anno.
Anche in questo caso l’Isaacman vuole che gli Stati Uniti siano «primi» nello sviluppo di tale motore, prima di qualsiasi motore a propulsione nucleare che la Cina potrebbe star sviluppando.
«L’America vincerà la seconda corsa allo spazio», ha dichiarato Isaacman. «Torneremo sulla Luna. Costruiremo la base lunare e padroneggeremo le competenze necessarie per le nostre prossime destinazioni, ma la navicella che ci porterà lì trarrà le sue origini dal lavoro che svolgiamo oggi». Isaacman ha ribadito che il lavoro sulla missione lunare deve proseguire parallelamente alla preparazione di una futura missione su Marte.
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Il laboratorio dell’Idaho affonda le radici nei primi studi per la costruzione di una centrale nucleare destinata ad alimentare un sottomarino, all’inizio degli anni ’50, un progetto unico avviato quasi interamente dall’ammiraglio Hyman Rickover.
Lo sviluppo del primo prototipo di reattore per sottomarini in Idaho fu guidato da Edwin Kintner, che in seguito avrebbe collaborato con la Fusion Energy Foundation negli anni Ottanta in qualità di responsabile del dipartimento di energia da fusione dell’ERDA (Energy Research and Development Administration, ente per la fusione nucleare nato negli anni Settanta).
La Cina invierà Chang’e-7 ad atterrare sul Polo Sud della Luna questo mese, la stessa area lunare individuata dalla prima missione americana come sede di una base statunitense. Sebbene la Cina stia presumibilmente lavorando a un reattore a fissione raffreddato al litio per una possibile propulsione missilistica, non ha annunciato alcun lancio in tal senso e rimane pubblicamente concentrata sulla propria stazione spaziale e sulla prevista Stazione Internazionale di Ricerca Lunare, che svilupperà insieme alla Russia.
La Russia, d’altro canto, sta portando avanti un progetto avanzato per un «rimorchiatore spaziale» a propulsione nucleare destinato a missioni nello spazio profondo e potrebbe vantare un vantaggio sugli Stati Uniti in questo settore. Mentre l’esplorazione spaziale sta riprendendo vigore, come avvenne durante la Guerra Fredda a seguito di una «corsa allo spazio» analoga a quella tra Stati Uniti e Unione Sovietica, quella attuale potrebbe trasformarsi in un progetto rivolto al bene dell’intera umanità.
Negli ultimi anni Mosca e Pechino hanno intensificato la cooperazione spaziale, concordando la creazione di un centro dati congiunto per l’esplorazione lunare e dello spazio profondo, incentrato sulla Luna e su Marte. Nel 2021, i due Paesi hanno annunciato il progetto International Lunar Research Station (ILRS), con l’obiettivo della Russia di costruire una centrale elettrica sulla Luna entro il prossimo decennio per alimentare la base.
Come riportato un anno fa da Renovatio 21, la Cina sta investendo in armi progettate per bloccare o distruggere i satelliti statunitensi, cioè armi antisatellite (ASAT). Di fatto, la Cina ha già schierato missili terrestri per distruggere i satelliti in orbita terrestre bassa (LEO).
La corsa internazionale verso la Luna si sta intensificando in grande stile e la Cina si pone tra i paesi più avvantaggiati nella sfida cosmonautica che poche potenze al mondo sono in grado di portare avanti. Essa non ha dubbi riguardo l’idea di sfruttare le risorse minerarie della Luna.
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Come riportato da Renovatio 21, un anno fa le forze armate cinesi avevano dichiarato che gli USA rappresentano la «massima minaccia alla sicurezza nello spazio». I vertici dei programmi spaziali americani negli anni hanno invece accusato che la Cina, che effettivamente vi ha piantato bandiera, potrebbe reclamare parti della Luna. Pochi mesi fa l’Esercito di Liberazione del Popolo era tornato ad attaccare come «militarizzazione dello spazio» il progetto Golden Dome di Trump.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno la NASA ha reso noti i piani per una base lunare. Negli stessi giorni, Elon Musk aveva iniziato a parlare di mass driver – ossia «lanciatori di massa», sistemi per far decollare ingenti carichi – da piazzare sulla Luna. Anche scienziati cinesi starebbero lavorando su un sistema di lancio magnetico per trasportare materiali dalla Luna alla Terra.
Come riportato da Renovatio 21, a febbraio Musk aveva dichiarato di voler dare priorità alla costruzione di una «città autosufficiente» sulla Luna, ponendo temporaneamente in secondo piano il suo storico obiettivo di colonizzare Marte.
Due anni fa gli USA hanno iniziato a parlare di basi militari sulla Luna. La nuova frontiera della geopolitica, da alcuni detta «astropolitica», è alla porte, così come lo è lo spettro della guerra spaziale.
Gli esseri umani non mettono piede sulla Luna dalla missione Apollo 17 della NASA nel 1972.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Il Comando Spaziale degli Stati Uniti progetta armi nello spazio
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