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Epidemie

La chiesa igienista avanza. In ritirata

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Le ultime restrizioni varate dall’ultimo degli infiniti decreti del governo-Conte pare aver messo definitivamente K.O. quella che da «chiesa in uscita» si è trasformata in «chiesa igienizzata» e barricata in casa.

 

La «chiesa in uscita» professata da Bergoglio in questi ultimi anni ha finalmente gettato la maschera, calando la carta del lockdown alla prima difficoltà e lasciando il gregge senza pastori, senza guida, senza sacramenti e senza conforto. Dopo aver chiuso tutto sospendendo le Messe, le benedizioni pasquali, togliendo l’acquasanta dalle acquasantiere, ora in molti paesi si trovano anche le parrocchie chiuse. Probabilmente ciò avviene anche nelle città. 

 

La «chiesa in uscita» professata da Bergoglio in questi ultimi anni ha finalmente gettato la maschera, calando la carta del lockdown alla prima difficoltà e lasciando il gregge senza pastori, senza guida, senza sacramenti e senza conforto

Vescovi barricati nel sacro palazzo, preti reclusi nelle canoniche, ridotti ad essere operatori della tutela sanitaria al servizio della novella chiesa dell’igiene. Non appena la situazione si è fatta dura, hanno chiuso le porte e tanti saluti.

 

Al posto dell’acqua benedetta, al termine di questa emergenza che non si sa quando finirà (se le chiese ci saranno ancora e non saranno sostituiti da reparti di igiene pubblica in cui adorare la Santa Cura al Sars-Cov-2), probabilmente troveremo litri di amuchina per disinfettarci le mani ma non più fedeli intenti a disinfettarsi l’anima con i sacramenti, perché molti di loro si sentiranno persi, confusi, abbandonati da quelli che credevano essere le loro guide spirituali e che si sono rivelati essere accondiscendenti al becero materialismo.

 

Troveremo forse i banchi separati di un metro e mezzo, il prete con guanti e mascherina e i vescovi che al posto della Croce pettorale porteranno un cartellino con affissa la mansione sanitaria da svolgere. Al posto dei quadri dei santi cristiani ci sarà probabilmente Santa Amuchina Guaritrice, Santa Prevenzione Redentrice ed un paio di protomartiri del Ministero della Salute, primo fra tutti Michele Mirabella, patrono dei ristoranti cinesi e del lavaggio delle mani, oltre che dell’Italia intera ovviamente. La Comunione sulla bocca sarà bandita per assecondare le norme di sicurezza e in virtù della effeminata schizzinoseria del clero che le mani non vuole sporcarsele. L’«odore di pecora» tanto invocato negli ultimi anni sarà sostituito dall’odore di Lysoform che impregnerà pavimenti, abiti e narici dal Vaticano in giù.

 

Il Principe di questo mondo è riuscito nel suo bimillenario intento: disinfettare il Tempio di Dio della propria Fede.

Il Principe di questo mondo è riuscito nel suo bimillenario intento: disinfettare il Tempio di Dio della propria Fede

Proprio nel momento in cui il popolo ha percepito il fallimento del mondo, della materia e del fare umano, la Chiesa avrebbe dovuto e potuto essere il fulcro non solo di ogni speranza, ma anche di ogni resistenza al clima cinese che ha avvolto l’Italia. Lo stesso clima che una fetta di vera Chiesa, in Cina, ha combattuto e ha resistito pur vedendosi svenduta da Roma. Vescovi che hanno continuato a professare la Fede cattolica e non quella decisa dal governo cinese con imprimatur pontificio, pagandone con la propria pelle o con la prigionia. 

 

Nessuno –  se non in qualche timido, iniziale tentativo – ha alzato la voce contro la clausura alla quale sono stati costretti i sacerdoti, lasciando i morti senza alcun tipo di dignità spirituale ma financo materiale attraverso i riti funebri.  

 

La Chiesa avrebbe dovuto e potuto essere il fulcro non solo di ogni speranza, ma anche di ogni resistenza al clima cinese che ha avvolto l’Italia

Hanno accettato che i moribondi morissero senza sepoltura, senza conforto spirituale, senza nulla di nulla.

 

Sono stati timorati del virus ma probabilmente non timorati di Dio, che ha affidato loro il gregge. Si sono adattati, non hanno resistito, e hanno ceduto al primo unum castigabis, centum emandabis attuato dall’attuale governo cino-italiano. La paura ha infettato i loro cuori perché la realtà è che l’episcopato unitamente al clero moderno è privo di Fede.

 

Hanno accettato che i moribondi morissero senza sepoltura, senza conforto spirituale, senza nulla di nulla.

Vi è ancora chi fra i sacerdoti, con apprezzabile coraggio, continua a lottare segretamente celebrando la Messa ed amministrando i sacramenti a piccoli gruppi: il problema, però, è che lo fa di nascosto ai propri vescovi che altrimenti li punirebbero, avvertiti dagli stessi confratelli indispettiti dal fatto che un sacerdote voglia fare il sacerdote ai tempi della chiesa igienista e igienizzante, paladina della lotta al Covid-19.

 

Sono stati timorati del virus ma probabilmente non timorati di Dio, che ha affidato loro il gregge

Un amico sacerdote, uno di quelli resistenti, mi raccontava recentemente che in tempi ancora non sospetti quando celebrare la Messa facendo rispettare tutte le debite norme era ancora lecito, un suo confratello, avendo saputo da alcuni fedeli che il sacerdote in questione continuava a dare la Comunione in bocca nonostante il divieto emanato dalla CEI (Conferenza Episcopale Igienista), lo contattò scandalizzato dicendogli: «Ma lo sai che così potresti infettare le ostie propagando il contagio?»

 

Il concetto, se ci pensate, è allucinante ma tuttavia coerente: non credendo più alla Presenza Reale di Gesù Cristo nella Santa Eucarestia, questi pensano che il Corpo di Cristo – mondatore di ogni male fisico, mentale e spirituale – possa infettarsi o, addirittura, essere causa di infezione e contagio.

 

Non credendo più alla Presenza Reale di Gesù Cristo nella Santa Eucarestia, questi pensano che il Corpo di Cristo – mondatore di ogni male fisico, mentale e spirituale – possa infettarsi o, addirittura, essere causa di infezione e contagio

Dovremmo vedere le schiere di sacerdoti, mandati dai propri vescovi, in fila davanti agli ospedali per chiedere quantomeno di accedere vicino ai reparti degli ammalati e impartendo loro una benedizione, chiedendo a medici ed infermieri di avvisare i pazienti affinché, chi vuole, possa disporre il proprio animo, con un atto di contrizione, per ricevere l’assoluzione che in questi casi di straordinaria emergenza e necessità può essere valida anche se non impartita singolarmente, bastando la vicinanza del sacerdote ad una distanza in cui i fedeli possano almeno percepirne la presenza ed eventualmente udirne la voce (questo imporrebbero anche i concordati e i patti fra Stato e Chiesa, che nessuno sembrerebbe voler fare più valere tranne quando fa comodo). 

 

E invece no, mentre Gesù toccava i lebbrosi, li guariva e li mondava dai propri peccati, questi avanzano in retromarcia.

Dovremmo vedere le schiere di sacerdoti, mandati dai propri vescovi, in fila davanti agli ospedali per chiedere di accedere ai reparti degli ammalati

 

Quante predicazioni vacue, dedite al pensiero del mondo abbiamo sentito, ad esempio, su San Francesco? San Francesco abbracciava i lebbrosi, li guariva. Quante sciocchezze dal sapore moderno ed umanitario abbiamo udito su di lui? Quanti ci hanno cresciuti sul modello tanto buono di Madre Teresa, che però, mentre lor signori si rintanano, nelle fogne di Calcutta ci stava davvero?

 

Nella chiesa di Santa Maria dei Servi, a Cesena, si trova il dipinto di Carlo Saraceni, 1618, in cui è ritratto San Carlo Borromeo intento a comunicare un appestato. Lo comunica – ed è un dipinto che rappresenta la realtà – senza mascherina, senza guanti, sulla bocca e senza paura.

 

Mentre Gesù toccava i lebbrosi, li guariva e li mondava dai propri peccati, questi avanzano in retromarcia

L’unico dispositivo di protezione individuale che indossa è la Fede, quella virtù che manca a quasi tutto l’episcopato e clero moderno.

 

Per grazia di Dio, non volendo scandalizzare nessuno, diremo che la Chiesa Invisibile, cioè la Chiesa di Cristo, voluta da Cristo per opera del Padre e dello Spirito Santo è questa: fatta di Santi e di Martiri. Ella rimane lì, ferma, immutabile, infallibile, e non abbandonerà mai i propri figli, come una buona Madre fa con il frutto del proprio grembo. Così la Chiesa di Cristo, occupata dal cosiddetto «spirito del mondo» per un motivo che noi non conosciamo ma che certamente Dio permette per un maggior Bene, non ci lascia soli, ma ci offre lo strumento della preghiera, in particolare quelle per gli agonizzanti, della Comunione Spirituale, dei sacramentali e delle tre virtù teologali che nessuno potrà mai toglierci: la Fede, la Speranza e la Carità.

 

Dove avremo conservato la Fede, alimentato la Speranza e praticato la Carità, specialmente in uno straordinario momento come il presente, là troveremo Dio ed Egli ci sosterrà in qualsiasi tribolazione.

 

 

Cristiano Lugli 

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Epidemie

Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro

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Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.

 

Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.

 

L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.

 

Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.

 

La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.

 

Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.

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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.

 

Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.

 

L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).

 

A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.

 

Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».

 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.

 

L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.

 

Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.

 

Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».

 

Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.

 

Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.

 

Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.

 

Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.

 

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Epidemie

Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini

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La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.   Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione? Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.   Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute? Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.   Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione? La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.   E cosa ha fatto il ministero? Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.   Perché non si sono fermati? Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.   Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino? Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.   Perché? Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.

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Quali altri elementi vi sono in questo processo? Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.   A cosa ha portato tutto questo? Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».   Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»? Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».   Cosa è successo durante l’udienza? Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».   Solo un ricatto? Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.   Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite. Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.   I politici vaccinisti stanno cambiando idea? Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.   Quale valore ha la Commissione in questo momento? I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.   Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21? Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.  

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
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Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal

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Pfizer sta cercando l’approvazione normativa per un nuovo vaccino che, a suo dire, preverrebbe la malattia di Lyme, mentre diversi Stati si preparano alla peggiore stagione delle zecche di sempre, in un contesto di aumento delle allergie alla carne legate alla sindrome alfa-gal.

 

Il mese scorso, l’azienda ha pubblicato i dati della sperimentazione di fase 3 sull’efficacia del suo nuovo vaccino VALOR («Vaccino contro la malattia di Lyme per gli appassionati di attività ricreative all’aperto»), affermando che «ha dimostrato un’efficacia superiore al 70% nella prevenzione della malattia di Lyme in individui di età pari o superiore a cinque anni».

 

«Data l’efficacia clinicamente significativa (…) Pfizer è fiduciosa nel potenziale del vaccino e prevede di presentare la documentazione alle autorità regolatorie», si legge in un comunicato stampa.

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Secondo quanto riportato, quando una persona viene immunizzata con PF-07307405, il suo corpo produce anticorpi contro sei sierotipi di Borrelia OspA. Quando la zecca si nutre del sangue della persona vaccinata, questi anticorpi vengono ingeriti dalla zecca stessa durante il pasto di sangue. Il legame degli anticorpi indotti dal vaccino con la proteina OspA della Borrelia all’interno della zecca inibisce la capacità del batterio di fuoriuscire dalla zecca, impedendone la trasmissione all’ospite umano.

 

LYMErix, un vaccino simile per la prevenzione della malattia di Lyme, fu introdotto nel 1998 e ritirato dal mercato nel 2002 dopo che le segnalazioni di artrite e altri gravi problemi a lungo termine scatenarono cause legali e ne fecero crollare la domanda.

 

La notizia del prossimo vaccino contro la malattia di Lyme giunge mentre i residenti di gran parte degli Stati Uniti orientali vengono avvertiti che quest’estate potrebbe essere una delle peggiori stagioni per le zecche degli ultimi anni, con un forte aumento dei casi di malattia di Lyme e di sindrome alfa-gal, attribuiti rispettivamente alle zecche a zampe nere e alla zecca stella solitaria.

 

La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health afferma che lo scorso maggio si è registrato un aumento del 30% degli accessi al pronto soccorso per malattie trasmesse dalle zecche rispetto all’anno precedente.

 

Mentre la malattia di Lyme può causare sintomi debilitanti come febbre, affaticamento e dolori articolari, l’intossicazione da alfa-gal è una condizione potenzialmente letale che può scatenare reazioni ritardate come l’anafilassi in seguito al consumo di carne rossa.

 

Ad esempio, la sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.

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Alcuni stati stanno ora procedendo al monitoraggio della sindrome alfa-gal; il Massachusetts ha recentemente iniziato a consentire ai residenti di segnalare i casi, e un disegno di legge in Missouri sta seguendo il suo iter legislativo. Nel frattempo, altri stati stanno chiedendo un monitoraggio simile.

 

A chi pratica attività ricreative all’aperto viene raccomandato di prendere precauzioni quando si trova in aree boschive, tra cui coprirsi il collo, indossare abiti di colore chiaro, camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calze, e controllare regolarmente la presenza di zecche. La rivista TIME è arrivata a consigliare agli escursionisti di «considerare la possibilità di fissare con del nastro adesivo l’apertura degli scarponi o delle scarpe alle calze».

 

Esperti affermano che infilare i pantaloni nei calzini può sembrare ridicolo, ma non è una cattiva idea.

 

Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico.

 

Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca Lone Star.

 

«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao.

 

«Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine ​​bovine».

 

«C’è questa cosa chiamata zecca Lone Star che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».

 


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Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.

 

Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.

 

Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.

 

Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.

 

 

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