Geopolitica
Jared Kushner svela un piano da 112 miliardi di dollari per trasformare Gaza in un resort turistico dopo il genocidio
Il consigliere senior della Casa Bianca Jared Kushner ha presentato un ambizioso progetto immobiliare finalizzato a convertire la Striscia di Gaza, devastata dalla guerra, in un polo turistico e in una destinazione balneare affacciata sul Mediterraneo, durante un intervento al World Economic Forum della scorsa settimana.
Malgrado l’intensa opposizione manifestata dalla maggior parte della comunità internazionale dopo l’annuncio iniziale del piano da parte del presidente Donald Trump lo scorso febbraio, Kushner ha suggerito che la ricostruzione dell’enclave potrebbe essere ultimata in tre anni a condizione che Hamas proceda a un disarmo totale.
Nel corso della cerimonia per la firma del «Board of Peace» di Trump, Kushner – genero del presidente statunitense – ha mostrato una sequenza di slide che delineano la visione del suo team per la Striscia di Gaza dopo 58 anni di occupazione militare israeliana illegale, di oppressione e, più recentemente, di genocidio ai danni del popolo palestinese.
Il piano riflette anche una rappresentazione ipotetica della Striscia in uno scenario con Hamas demilitarizzato, gruppo che ha sempre rifiutato di deporre le armi sostenendo che ciò lo renderebbe vulnerabile alle persistenti aggressioni delle forze israeliane. Dall’accordo di «cessate il fuoco» del 10 ottobre, fonti affidabili riportano che Israele ha violato i termini oltre 1.000 volte, causando più di 460 morti palestinesi e circa 1.200 feriti.
La presentazione PowerPoint di Kushner comprendeva immagini digitali di grattacieli lungo la costa e di complessi residenziali in altre zone dell’enclave.
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Denominato «Master Plan», il progetto suddivide Gaza in aree che riservano l’intera fascia costiera (da cui i palestinesi hanno pescato per secoli) al «turismo costiero», con un porto marittimo e un aeroporto previsti nei pressi del confine egiziano.
La mappa indica zone residenziali separate da settori industriali dotati di «data center» che, stando alle slide citate in un articolo del Wall Street Journal, supporterebbero le «città intelligenti» con una «governance basata sulla tecnologia». Alcuni esperti hanno evidenziato come queste innovazioni sollevino questioni su sorveglianza di massa, privacy dei dati e controllo delle informazioni personali.
Nella presentazione non è stato fatto alcun riferimento alla conservazione o al recupero dei siti culturali palestinesi, né sono stati coinvolti palestinesi nel dibattito su come gestire il loro territorio riconosciuto internazionalmente, su terre considerate parte dello Stato di Palestina da oltre l’80% degli Stati membri ONU e dalla Santa Sede.
Commentando il progetto di Kushner, l’ex ministro delle finanze greco e autore Yanis Varoufakis ha dichiarato giovedì che si tratta di «il completamento del genocidio. Questo è il limite logico di ciò che Israele ha fatto finora: trattare Gaza come un immobile. I palestinesi non esistono. Possono esistere solo come servi».
Va notato che il «Piano generale» da 112,1 miliardi di dollari non includeva proposte su cosa fare o dove trasferire i circa due milioni di palestinesi sfollati a Gaza durante questa presunta ricostruzione, né menzionava compensazioni per le perdite di terra e beni.
Il piano prevede profitti sostanziosi per investitori tecnologici e sviluppatori immobiliari, ma non per i palestinesi, che dovrebbero raggiungere un’occupazione al 100% con un reddito familiare annuo di soli 13.000 dollari.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Geopolitica
Netanyahu vuole portare Erdogan alla Corte Penale Internazionale
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Geopolitica
La Russia colpisce data center e siti logistici in Ucraina. Bombardata anche Vodafone
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che l’esercito russo ha preso di mira i data center degli operatori di telefonia mobile, oltre a numerosi magazzini e infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina.
Domenica il ministero ha aggiornato l’ultima serie di attacchi a lungo raggio, elencando gli obiettivi. Nella regione di Kiev è stato colpito un grande magazzino del gruppo Zammler, usato per stoccare e distribuire gli aiuti militari occidentali destinati all’Ucraina.
Filmati online mostrano una colonna di fumo nero dal centro logistico nel villaggio di Krasilovka. Il magazzino avrebbe subito danni consistenti e gli impatti avrebbero innescato un incendio durato diverse ore.
Местни медии разпространяват кадри от удар по Киев през изминалата нощ.
Според кмета Кличко е ударен склад, което е предизвикало пожар.
Руското министерство на отбраната съобщава,
че руските сили са нанесли удар по център за данни на Vodafone в Киев – един от големите… pic.twitter.com/qzRYtJwZTW— Стамен Тошков (@StamenToskov) September 27, 2026
🇷🇺🇺🇦⚡️ — Le conseguenze di un attacco contro un centro logistico appartenente alla società di trasporti Zammler Group nell’oblast di Kiev. pic.twitter.com/yTlMOcrjjJ
— Erny110393 🇮🇹🇷🇺 (@erny110393) September 28, 2026
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Gli attacchi hanno colpito anche un data center a Kiev di Vodafone Ucraina. Il ministero ha descritto il principale fornitore come una delle «maggiori aziende che forniscono servizi di comunicazione mobile e internet ad alta velocità» all’esercito ucraino. Più tardi, nello stesso giorno, sono stati colpiti anche i data center del provider Omega Telecom e dell’operatore Kievstar.
Di recente Mosca ha concentrato l’attenzione sui data center ucraini: diversi fornitori di internet e telefonia hanno segnalato danni e problemi di connettività.
Les forces armées russes 🇷🇺 ont frappé un centre de traitement de données de l’entreprise britannique 🇬🇧 Vodafone.
Elle fournit des services de téléphonie mobile et d’internet aux forces armées 🇺🇦
Vodafone est l’un des plus grands opérateurs de téléphonie mobile au monde. pic.twitter.com/ER2MSN7Bs8
— Benoit Martin (@benoitm_mtl) September 27, 2026
Russia continues to strike Ukrainian internet providers. And really, what do Ukrainian Nazis need the internet for? 😂
In Kiev, a strike hit the office of the mobile operator Vodafone in the Lukyanivka district. pic.twitter.com/UnErf050cY
— Victor vicktop55 commentary (@vick55top) September 27, 2026
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Secondo il ministero, due magazzini usati per lo stoccaggio di droni d’attacco sono stati colpiti nell’oblast’di Nikolaev, e un altro deposito per droni intercettori a Odessa. In precedenza il produttore ucraino Pegasus Arms aveva sospeso le attività, sostenendo che lo stabilimento era stato gravemente danneggiato dai raid russi all’inizio di questa settimana. L’azienda aveva già interrotto le operazioni a fine anno scorso per gli attacchi, per poi riprenderle dopo il trasferimento della produzione.
La città portuale di Kiliya, sul Danubio, è stata colpita duramente nell’ultima ondata. Secondo il ministero sono stati presi di mira siti infrastrutturali portuali, una base navale, un posto di guardia di frontiera e quattro magazzini di equipaggiamento militare. Inoltre l’esercito ha colpito due navi da carico al largo di Odessa, ritenute usate per il trasporto di materiale militare e merci a duplice uso per le forze ucraine.
Nelle ultime settimane sia Kiev sia Mosca hanno intensificato gli attacchi a lungo raggio dopo che l’Ucraina ha lanciato la sua «campagna di pressione» durante l’estate. La Russia ha risposto ampliando in modo marcato il raggio d’azione dei raid in tutto il Paese, paralizzando di fatto il traffico marittimo ucraino nei porti del Mar Nero e causando gravi interruzioni alla logistica in altre zone.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
USA e Cina istituiscono una linea diretta per le segnalazioni di «incidenti legati all’IA»
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