Israele lancia il «pass verde» per l’accesso alle attività «non essenziali» dei vaccinati

 

 

 

 

 

Il dipartimento della salute israeliano ha rilasciato un’app ufficiale che consentirà a coloro che sono vaccinati – circa il 40% della popolazione finora – di ottenere un cosiddetto «pass verde» per ottenere accesso a strutture per l’intrattenimento e il tempo libero.

 

In origine, se si decideva di non fare il vaccino, si dovevano rendere prontamente disponibili i test COVID che, se una volta restituito un risultato negativo entro 72 ore, avrebbero dato all’individuo un simile «passaporto verde» da caricare sull’app del proprio dispositivo, garantendo gli stessi privilegi.

Il ministro della Salute Yuli Edelstein sta segnando una linea più draconiana di controllo della popolazione

 

Ora, il ministro della Salute Yuli Edelstein sta segnando una linea più draconiana di controllo della popolazione.

 

Ha ammesso che, sebbene «sia abbastanza chiaro che ci sono aree vitali in cui alle persone non può essere impedito di entrare indipendentemente dal vaccino», tuttavia «ci sono alcune cose che apriranno presto», riferendosi alle imprese cosiddette «non essenziali».

 

Credendo che il mantenimento di un regime di test per le persone non vaccinate diventerà un peso eccessivo per il sistema, Edelstein ha dichiarato: «Non faremo crollare i laboratori a causa di coloro che non hanno trovato il tempo di farsi vaccinare e vogliono invece farsi testare».

Bisogna notare che il «pass verde» non sarà dato a persone non vaccinate, indipendentemente da un risultato negativo del test COVID

 

Bisogna notare che il «pass verde» non sarà dato a persone non vaccinate, indipendentemente da un risultato negativo del test COVID.

 

«Questo è il motivo per cui consiglio vivamente alle persone che vogliono godersi gli hotel, la cultura, le palestre – di andare a farsi vaccinare per accedere liberamente a questi luoghi» ha dichiarato il ministro.

 

Il sito web del governo israeliano rileva che i certificati di vaccino saranno messi a disposizione di coloro che hanno ricevuto due dosi del vaccino COVID-19. Le persone vaccinate dovranno richiedere il certificato, poiché non viene distribuito automaticamente. Sarà istituito un «centro di controllo» per trattare le richieste di certificati e carte «green pass».

«Questo è il motivo per cui consiglio vivamente alle persone che vogliono godersi gli hotel, la cultura, le palestre – di andare a farsi vaccinare per accedere liberamente a questi luoghi»

 

I certificati, che devono essere presentati insieme a un documento di identità per essere validi, non garantiscono ai singoli libertà illimitate, ma piuttosto offrono 6 mesi di «benefici». I vantaggi includono il suddetto accesso ad attività «non essenziali», oltre a non essere tenuti ad autoisolarsi se identificati come uno stretto contatto di un caso confermato di COVID, e non dover autoisolarsi a seguito di un ritorno al tipo di lockdown il governo dello Stato ebraico chiama una «posizione rossa».

 

Il governo ha aggiunto che i titolari di certificati saranno «idonei per restrizioni allentate nelle destinazioni in tutto il mondo».

 

Nonostante abbiano ottenuto i certificati temporanei, i titolari del pass vaccino dovranno comunque «indossare una maschera in ambienti pubblici e praticare l’allontanamento sociale, ovvero mantenersi a 2 metri dalle persone e seguire le restrizioni sugli assembramenti»

Nonostante abbiano ottenuto i certificati temporanei, i titolari del pass vaccino dovranno comunque «indossare una maschera in ambienti pubblici e praticare l’allontanamento sociale, ovvero mantenersi a 2 metri dalle persone e seguire le restrizioni sugli assembramenti».

 

Il governo ha discusso ulteriori programmi di incentivazione alla vaccinazione, inclusa la possibilità che gli assicuratori medici offrissero al proprio personale un bonus in denaro per convincere le persone a prendere il vaccino.

 

Givatayim, una città appena ad est di Tel Aviv, offrirà una detrazione fiscale municipale alle famiglie che prendono il vaccino.

 

In Israele, inoltre, si sta valutando una legislazione che darebbe ai datori di lavoro il diritto di rifiutare l’ingresso nel posto di lavoro a persone non vaccinate.

In Israele, inoltre, si sta valutando una legislazione che darebbe ai datori di lavoro il diritto di rifiutare l’ingresso nel posto di lavoro a persone non vaccinate.

 

Secondo un articolo del Jerusalem Post, il ministro della Salute Yuli Edelstein avrebbe anche mandato agli insegnanti di scuola di ricevere l’iniezione.