Economia
Inquientante video per bambini: «e se Bill Gates scomparisse?»
Un video di animazione a dir poco allucinante è affiorato su YouTube.
Prodotto dal canale AumSum, il video – che per temi, contenuti e tratto grafico sembrerebbe proprio indirizzato ai bambini – immagina cosa accadrebbe se non ci fossero più Batman e Superman, per poi passare – chissà perché – ad un supereroe analogo, Bill Gates, il super-spacciatore di vaccini globale, ultramiliardario padrone dell’OMS e ora primo proprietario terriero statunitense.
Il video dice che poiché Gates è la terza persona più ricca del mondo e se scomparisse, «il miliardario di tutto rispetto mancherebbe a molte persone»
Il video dice che poiché Gates è la terza persona più ricca del mondo e se scomparisse, «il miliardario di tutto rispetto mancherebbe a molte persone».
Nel video appaiono quindi due personaggi, uno con una borsa che dice «Energia pulita» e l’altro «Associazione Medica». Il Gates distribuisce loro generose mazzette di contanti.
Poi, quando la filantropica quattrocchia distributrice di cash scompare, i due iniziano a piangere a diretto.
(La parte con Gates inizia a 3:28)
https://youtu.be/jbXiQhkOVTA?t=208
Nel video appaiono quindi due personaggi, uno con una borsa che dice «Energia pulita» e l’altro «Associazione Medica». Il Gates distribuisce loro generose mazzette di contanti.
Sse Gates scomparisse, viene detto, «la filantropia non avrebbe un grande successo», con ulteriori affermazioni che se Gates non fosse stato in giro i ricchi e potenti del mondo probabilmente non avrebbero più dato «metà» dei loro soldi in sistemi di beneficenza come il Giving Pledge, una sorta di giuramento per ultraricchi inventato da Gates con Warren Buffett.
Il video afferma inoltre che la conservazione del clima e l’energia pulita cesserebbero di esistere se Gates non fosse qui, e che i combustibili fossili malvagi «farebbero un ritorno», perché Gates ha sostenuti tante startup basate sull’energia rinnovabile.
Come a voler dare una buona dose di propaganda, il fumetto insegna anche ai bambini che Warren Buffet, speculatore di borsa arrivato ad essere uno degli uomini più ricchi del mondo, sarebbe sconvolto se Gates scomparisse, e questa, scrive Summit News, sarebbe una brutta cosa.
Non si fa menzione delle prospettive più realistiche qualora Bill Gates sparisse: per esempio, evitare alla Terra e all’umanità l’immane manovra a tenaglia, tra vaccini e controllo delle risorse agricole globali, che il Gates sembra perseguire dettagliosamente
Non si fa menzione delle prospettive più realistiche qualora Bill Gates sparisse: per esempio, evitare alla Terra e all’umanità l’immane manovra a tenaglia, tra vaccini e controllo delle risorse agricole globali, che il Gates sembra perseguire dettagliosamente, come ha rivelato nel suo importantissimo recente articolo Robert F. Kennedy jr.
Ai nostri tempi i cartoni erano Gundam, Daitarn 3, Daltanious e il massimo della trasgressione forse era Lamù e Ken il Guerriero. Non siamo sicuri che siano questi cartoni che celebrano mostruosi miliardari quelli che vogliamo far vedere alla nuova generazione.
Il Bill Gates eroe mondiale, vi prego, risparmiatelo ai vostri piccoli.
Economia
L’Europa ha ancora «sei settimane» di carburante per aerei
L’Europa potrebbe rimanere senza carburante per aerei entro poche settimane se le forniture di petrolio continueranno a essere interrotte a causa della guerra con l’Iran, ha affermato il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE).
In un’intervista rilasciata giovedì all’Associated Press, il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, ha messo in guardia contro le profonde conseguenze globali di quella che ha definito «la più grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato», innescata dalle interruzioni nel flusso di petrolio, gas e altre forniture essenziali attraverso lo Stretto di Hormuz.
La campagna di bombardamenti israelo-americana ha spinto l’Iran a chiudere la rotta strategica, un canale attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale, alle «navi nemiche», provocando un’interruzione delle catene di approvvigionamento. Domenica, dopo il fallimento dei colloqui con Teheran, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato il blocco dello stretto, una mossa che ha costretto le petroliere a tornare indietro e ha fatto risalire i prezzi del petrolio verso i 100 dollari al barile.
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Secondo Birol, le petroliere che trasportano carburante non riescono a raggiungere i porti europei, mentre le rotte alternative praticabili rimangono limitate. In Europa rimanevano scorte di carburante per aerei sufficienti «forse per circa sei settimane» e, a meno che lo Stretto di Ormuzzo non venga riaperto, «presto sentiremo la notizia» della cancellazione dei voli a causa della carenza di carburante.
Il Birol ha paragonato la situazione a una «situazione critica», avvertendo che più a lungo persisteranno le interruzioni, peggiore sarà l’impatto sulla crescita e sull’inflazione a livello globale. Le conseguenze si tradurranno in «prezzi della benzina più alti, prezzi del gas più alti, prezzi dell’elettricità più alti», ha affermato.
L’Europa occidentale è generalmente considerata la regione che ha subito le conseguenze peggiori del blocco dello Stretto ermisino, a causa della sua forte dipendenza dal petrolio mediorientale dopo le sanzioni imposte alle forniture russe.
Politico ha riportato all’inizio di questo mese che l’aeroporto di Heathrow a Londra ha già registrato cancellazioni legate all’impennata dei costi del carburante per aerei, mentre la compagnia aerea scandinava SAS avrebbe cancellato circa 1.000 voli. Anche le compagnie aeree regionali britanniche più piccole Skybus e Aurigny hanno ridotto i servizi a causa dell’aumento dei prezzi del carburante, cresciuti di circa il 120% su base annua, e Air France ha aumentato le tariffe sulle rotte a lungo raggio.
Secondo il Corriere della Sera, alcuni paesi dell’UE dispongono di riserve di carburante per aerei sufficienti solo per otto-dieci giorni.
Nella giornata di ieri è arrivata la notizia della riapertura dello Stretto ormusino, annunciata a gran voce dal presidente USA Donaldo Trump.
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Immagine di Falk2 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Economia
Il Fondo Monetario Internazionale dice che la guerra in Medio Oriente innescherà uno shock energetico globale
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Economia
Il Madagascarro dichiara lo stato di emergenza energetica
Il Madagascarro ha dichiarato lo stato di emergenza energetica per 15 giorni, a causa del peggioramento della crisi di approvvigionamento di carburante e delle interruzioni nelle spedizioni causate dal maltempo e dal conflitto in Medio Oriente.
Questa decisione giunge in un momento in cui la crisi energetica africana si aggrava a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e delle conseguenti interruzioni del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Ormuzzo, un punto di strozzatura cruciale per la navigazione. Un recente rapporto congiunto dell’Unione Africana, della Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale ha avvertito che il conflitto rischia di trasformare uno shock commerciale in una più ampia crisi del costo della vita in tutta l’Africa, a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti e dei generi alimentari, dell’incremento dei costi di trasporto e della pressione su valute già fragili.
In una dichiarazione rilasciata martedì, il governo del Madagascarro ha affermato che il Paese dell’Africa meridionale sta «affrontando una profonda crisi a causa delle interruzioni nella fornitura di energia in tutta l’isola», con l’isola di Nosy Be, dove l’energia proviene solitamente dal Medio Oriente, tra le zone più colpite.
«La dichiarazione dello stato di emergenza energetica consente alle autorità di adottare misure eccezionali e urgenti per ripristinare l’approvvigionamento energetico e garantire la continuità dei servizi pubblici», ha affermato il governo.
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Altri governi africani hanno già varato misure di emergenza in risposta all’aumento dei prezzi globali dell’energia. Il Sudafrica ha annunciato una riduzione temporanea di 3 rand (0,16 dollari) al litro sulle accise sui carburanti dal 1° aprile al 5 maggio per attutire l’impatto.
Il Senegal ha vietato i viaggi all’estero non essenziali per i ministri a causa dell’impennata dei prezzi del petrolio che mette a dura prova il bilancio, mentre il Kenya ha dichiarato di monitorare attentamente i flussi di carburante, fertilizzanti, commercio e porti per prevenire interruzioni delle forniture.
Martedì, Afreximbank ha annunciato di aver approvato un programma di risposta alla crisi del Golfo da 10 miliardi di dollari per «proteggere le economie, le istituzioni finanziarie e le imprese africane e caraibiche dagli impatti della crisi in corso nel Golfo».
Anche la raffineria nigeriana Dangote ha dichiarato di star aumentando le esportazioni di carburante e fertilizzanti verso i mercati africani per alleviare in parte la pressione. Il suo proprietario, Aliko Dangote, ha affermato che la raffineria, con una capacità di 650.000 barili al giorno, sta operando a pieno regime e ha già spedito 17 carichi di benzina in tutto il continente, poiché gli acquirenti cercavano alternative alle interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane per negoziare un accordo di pace a lungo termine, che potrebbe agevolare la navigazione nello Stretto ormusino.
La parola Madagascarro, che Renovatio 21 sceglie programmaticamente al termine allofono Madagascar, fu usato dallo scrittore napoleonico Cristoforo Baggiolini (1796-1872), che, pur definito «mediocre» dai soloni della Treccani, nel suo poema Clotilde di Francia regina di Sardegna (1818) così rima:
Così Maurizio la gran barca prende,
E ben tre volte in sul cimier l’aggira,
Da se la scaglia, e l’aere scoscende
La piratica barca in un suono d’ira.
E andò si lungi, che, se ìl vero vi narro
Cadde nell’onde di Madagascarro
Il lettore dica no al Madagascar e sì al Madagascarro. Mai più senza.
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Immagine di WRI Staff via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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