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Vaccini

Intervista alla Voce di Reggio

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Pubblichiamo la versione integrale dell‘intervista de La Voce di Reggio a Cristiano Lugli, organizzatore della conferenza di sabato 9 maggio «Vaccini: fra obbligo e libertà di scelta» (alle 16.15 presso l’Hotel Posta di Reggio, Piazza del Monte 2)

 

D: Signor Lugli lei è uno degli organizzatori del convegno anti-vaccinista che avrà luogo sabato 9 settembre all’Hotel Posta. Cosa anima questa iniziativa e per quale motivo avete deciso di alimentare dubbi su un argomento così delicato come la salute dei bambini?

Per prima cosa bisogna specificare bene che non si tratta di “vaccinisti” o “anti-vaccinisti”, ma di padri e di madri interessati a tutelare i propri figli e ad esercitare il loro dovere di genitori. Anzi, proprio perché la salute dei bambini è un bene delicato diventa doveroso alimentare dubbi laddove l’informazione non solo non arriva, ma quando arriva arriva in modo schierato e privo di trasparenza, come nel caso delle vaccinazioni in cui non si parla mai di reazioni avverse, nonostante siano grandemente contemplate. Non solo: ad animare questo intento c’è anche un proposito più grande, e cioè quello di difendere il nostro essere genitori, e quindi aventi il diritto di difendere i nostri bambini e di decidere senza decreti che obblighino ad un trattamento sanitario senza nemmeno tentare il dialogo con le famiglie. Si badi che i paesi in cui la vaccinazione non è obbligatoria il tasso di copertura vaccinale è molto più alto rispetto a quelli in cui sono tassativamente obbligatorie (basta pensare al Veneto). Questo ci porta a capire che un sistema coercitivo non può ottenere buoni risultati sul campo.

D: Perché opporsi in questo modo al progresso?

Ma quale progresso scusi? Un mondo che impone farmaci ai bambini senza mostrare nemmeno il bugiardino ai genitori è in una fase di regressione patente, anzi, sarebbe da usare davvero la parola “oscurantismo”.

D: Praticamente i movimenti “free-vax” non hanno rappresentanza politica nei parlamenti; in Italia probabilmente sono più i deputati che si dedicano alle scie chimiche di quelli che si occupano di vaccini…

Vero, sono pochissimi – qualche nome, come Zaccagnini – e sono casi isolati. L’identità di veduta di Forza Italia e del PD sul tema vaccini, al di là di ogni Nazzareno, dimostra che la politica italiana è appiattita totalmente sui diktat delle farmaceutiche. Pensi che persino Dario De Lucia, consigliere comunale del PD che tenta di rendersi originale senza fra di esiti, si accoda alla campagna ferrata iniziata con il PNPV dal Ministro Sig.ra Lorenzin. Da quello che ho potuto leggere dai suoi post Facebook mi sembra di capire che non abbia nemmeno idea di cosa stia parlando. Forse, dico forse, quando e sé avrà un figlio si interesserà di più al tema senza intraprendere una galoppata con paraocchi e linearità di partito.
Tornando alle case farmaceutiche, non sappiamo quanti lobbyisti queste abbiano a Roma, tuttavia abbiamo i numeri di Washington dove sono registrati 1.274 i lobbyisti di Big Pharma; considerando che il numero tra deputati e senatori americani è 535, possiamo considerare una marcatura a uomo quasi tripla. Niente male direi. Ecco perché parlare di Big Pharma non è da complottisti: Big Pharma, o chiamatela come vi pare, esiste e muove un gran bel granaio di soldi grazie ai concordati fatti con i governi. Il nostro – vorrei ricordare eletto da nessuno – è uno di quelli con cui si fiutava l’affare a miglia e miglia.

 

“Ma quale progresso scusi? Un mondo che impone farmaci ai bambini senza mostrare nemmeno il bugiardino ai genitori è in una fase di regressione patente, anzi, sarebbe da usare davvero la parola ‘oscurantismo’”

— Cristiano Lugli

 

D: Di solito in mezzo ai vostri movimenti si parla di correlazione tra autismo e vaccini, anche se questa non è mai stata dimostrata ed è frutto di una campagna falsaria alimentata da un medico inglese poi radiato dall’ordine…

Questo è un mantra che sentiamo costantemente ovunque. In realtà vi sono molti studi, non solo quelli pionieristici di Wakefield, nonché memorandum interni delle case farmaceutiche che ne parlano, perfino un bugiardino in America che indica l’autismo come possibile effetto collaterale del vaccino. Non dimentico neanche un caso di un amico che ha ottenuto questa diagnosi da un medico legale.

D: Sostenete che ogni iniezione faccia male, ma poi vi opponete ai polivalenti, che minimizzano il numero delle iniezioni. Non è illogico?
Lo è nella misura in cui se mio figlio ha già avuto una delle malattie per cui andrebbe vaccinato non c’è modo oggi in Italia di esentarlo da quel vaccino preciso, perché i monovalenti, come per magia sono spariti dal mercato. Gira su youtube un video interno della GlaxoSmithKline – una delle più grandi aziende farmaceutiche produttrici di vaccini – in cui dicono che hanno creato i polivalenti perché così possono proteggerli con un brevetto. Aggiungiamo lo scandalo per cui di alcuni polivalenti non c’è alcun esperimento fatto dopo i 24 mesi di età, scritta del bugiardino fatta sparire dal sito dell’Associazione Italiana del Farmaco all’indomani della legge Lorenzin. In pratica mio figlio diviene una cavia, e si badi che tecnicamente è proprio così. Basta il buonsenso per capire che affrontare 6 patogeni in un colpo solo, specie per un bambino con il sistema immunitario in via di assestamento, è una pazzia, una aberrazione che non esiste in natura.

D: Mi perdoni, ma non è stupido pensare che le case farmaceutiche vogliano fare il male dei pazienti? Sono così pazze da rischiare?

Le case farmaceutiche ci vogliono malati, altrimenti non possono fare business – per questo si sono moltiplicate le malattie da curare. Riguardo alla capacità delle farmaceutiche di fare del male fino ad uccidere il paziente, ricordo il caso del Vioxx, farmaco per l’artrite che aveva spesso come effetto collaterale l’infarto dei pazienti: anche dopo vari avvertimenti, la farmaceutica Merck aspettò moltissimo prima di ritirarlo dal mercato, cagionando così gli infarti di moltissimi consumatori del farmaco. Ecco diciamo pure che il primum non nocere è andato a farsi benedire da un pezzo.

D: Possibile che non sentiate il bisogno di proteggere i bambini?

Bisogna capire una cosa fondamentale anzitutto, utile al dibattito ragionevole ed obiettivo: proteggere da cosa? Da quale epidemia? Al momento non mi risultano essercene come non ve ne sono nemmeno negli Stati come ad esempio l’Austria, dove la copertura vaccinale è sotto il 90%, la famosa “immunità di gregge” sotto la quale soglia dovrebbero sbocciare come fiori le epidemie. Il bisogno lo sentiamo eccome, tanto quanto i c.d. “vaccinisti”, e forse anche di più, visto che a questo punto ci troviamo a metterci contro una legge, che non è mai una cosa facile, né tantomeno piacevole.Tuttavia, si dice in latino, lex dubia non obligat. È comprensibile l’atteggiamento di tante mamme che hanno vaccinato il figlio e non vogliono quindi in alcun modo avere nella testa il tarlo – tecnicamente la “dissonanza cognitiva” – di aver messo a repentaglio il figlio che devono proteggere. Da qui l’aggressività violentissima di alcuni vaccinisti, che arrivano ad augurare la morte dei bambini non vaccinati e il conseguente suicidio dei loro genitori – e si noti che sono fatti accaduti davvero, provenienti anche da personaggi ben conosciuti, medici da social network compulsivo. Inutile aggiungere che chi ci chiede di “proteggerli” si premura poi di violare la privacy dei nostri figli: di questo si è dibattuto troppo poco, e questo sì che deve scuoterci a proteggerli. In nome di un decreto coercitivo viene assalita la privacy dei minori con l’avvallo di tutti. Questo è scandaloso! La privacy tocca solo quando sono coinvolti i politici per i loro torna comodo.

“Il Vaticano e la CEI hanno un rapporto non sempre limpidissimo con il mondo della salute e con il relativo Ministero della Repubblica, cosa visibile pienamente a partire dal caso del Cardinale Angelini”

D: Parla dell’immunità di gregge come di una favola, ma si rende conto che abbassando questa soglia saranno a rischio sopratutto i vostri figli non vaccinati oltre a quelli che per motivi medici non possono vaccinarsi?

Se risaliamo agli Anni Trenta troveremo un tale di nome Hedrich, che pubblicò un articolo in cui pose il limite al 53%, rifacendosi su di un’esperienza del tutto personale, accaduta nei pressi di Baltimora. Da questo dato, pur fantasioso che sia, ad un 95%, ci passa di gran lunga un oceano. Medesimamente si può citare l’ottimo testo “Janeway’s Immunobiology” di Kenneth Murphy, della Washington School of Medicine di Saint Louis, testo la cui autorevolezza è riconosciuta universalmente e dove viene riferito come valore percentuale per raggiungere la c.d. immunità di gregge l’80%. Anche nel suddetto caso però si lascia spazio all’opinione, poiché nulla di quanto asserito circa il dato percentuale necessario è giustificato e basato su fatti; le ipotesi e i pareri personali, pur essendo comunemente cavalcati, in campo scientifico non trovano degna cittadinanza e, essendo che tutto va rigorosamente dimostrato, hanno altrettanta vita breve. Le faccio inoltre notare questo: il famoso caso di poliomielite, accaduto in Albania più o meno vent’anni fa ( e rimasto poi isolato ), si è verificato laddove la copertura vaccinale toccava il 99%. Sappiamo altresì che in Austria la media dei casi di morbillo tocca l’8,75 per ogni milione di abitanti, con una copertura vaccinale che si aggira intorno al 76%. La Germania invece, coperta per il 97%, di casi ne ha 12,22 per milione di abitanti.

D: Cosa siete specificamente? Un comitato formato di famiglie o ci sono intenti politici?

Nessun intento politico, anche perché su questo tema la politica segue tutta lo stesso corso, chi più chi meno; salvo qualcuno che promette e ripromette, senza garanzie di mantenimento. L’idea di questo convegno è nata da un gruppo di famiglie amiche, unite dalla fede cristiana la quale ci obbliga, fra le mille altre problematiche inerenti alle vaccinazioni di massa, ad una ulteriore riflessione morale, ben espressa a più riprese anche da scienziati e ricercatori che nulla hanno a che fare con la religione.

D: Perché mai dovrebbe riguardare la religione? Il Vaticano e la CEI si sono espressi a favore delle campagne di vaccinazione.

Il Vaticano e la CEI hanno un rapporto non sempre limpidissimo con il mondo della salute e con il relativo Ministero della Repubblica, cosa visibile pienamente a partire dal caso del Cardinale Angelini, detto Sua Sanità, il cui potere farmaceutico è stato persino dipinto in un film di successo, “Il Divo”. Troviamo gravissimo che la PAV ( Pontifica Accademia per la Vita) si sia espressa a favore dell’uso di vaccini che fanno uso di cellule provenienti da aborti procurati ( ha capito bene: ABORTI PROCURATI) con la ridicola giustificazione che queste morti sono tutto sommato “lontane nel tempo”. Lo sono anche quelle dei Santi Martiri Innocenti uccisi da Erode nell’anno zero, ben 2017 anni fa; la Chiesa vuole forse dirci che se Erode ne avesse tratto dei vaccini potremmo utilizzarli?

D: Ma non teme per suo figlio?

Temo infinitamente di più i danni da vaccino, che sono riconosciuti dallo Stato dalla legge 210 del 1992. E temo anche per me, perché ricordo il caso Oprandi, il papà morto a causa della vaccinazione del figlio: nessuno lo aveva informato del fatto della contagiosità del soggetto vaccinato; Il tribunale ordinò che la vedova fosse risarcita dal Comune di Milano responsabile della campagna vaccinale, ma quel bambino rimase orfano. Una vita gettata nel niente, una famiglia rovinata: con le vaccinazioni di massa in preparazione, quanti casi del genere ci potranno essere?

D: Che rapporti ci sono con l’ASL di Reggio-Emilia? Il vostro convegno sa di dichiarazione di guerra…

Assolutamente no, tutto il contrario. Il Dott. Alessandro Volta si è a più riprese dimostrato un professionista, invitando le famiglie al dialogo e alla ponderatezza per costruire rapporti in grado di anteporre ad ogni cosa il confronto reciproco. Questo è un comportamento molto apprezzabile. Si sono create due controparti assurde, incapaci di riflettere e di proporre una modalità che renda i genitori consapevoli ed informati, per poter poi decidere autonomamente la miglior tutela del proprio figlio. Il convegno di sabato ha anche questo intento, e cioè di portare i genitori alla consapevolezza necessaria per prendere decisioni importanti circa la salute dei propri bambini. Un sistema ed un decreto che obbligano a tutti i costi, però, sono essi stessi ad aver dichiarato guerra: guerra contro la sovranità biologica, guerra contro la libertà di scelta dei genitori. La mia personale speranza è quella che il terreno si ammorbidisca e si riesca finalmente a trovare un punto di incontro capace di restituire ai padri e alle madri la vocazioni assoluta ad essere tali.
Proprio a motivo di questo auspichiamo che sabato in sala ci siano anche tanti pediatri, medici e magari anche giornalisti, capaci di ascoltare le comprensibili e doverose perplessità, riportando fatti veri, obiettivi, e svincolati da qualsivoglia pregiudizio di sorta.

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Eutanasia

Germania, suicidio assistito solo per vaccinati

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

I promotori della «morte volontaria assistita» spesso sembrano mancare di un gene per l’ironia.

 

Prendi l’attivista australiano, il dottor Philip Nitschke, e il suo tentativo di fare una nuova carriera come cabarettistaDicing with Dr Death»).

 

O il principale medico belga per l’eutanasia, Wim Distelmans, e il suo viaggio di studio ad Auschwitz.

 

Un’organizzazione per il suicidio assistito sta imponendo la vaccinazione contro il COVID-19 per i suoi clienti

L’ultimo esempio viene dalla Germania, dove un’organizzazione per il suicidio assistito sta imponendo la vaccinazione contro il COVID-19 per i suoi clienti.

 

Dal 2020 il suicidio assistito è legale in Germania. La sua Corte Suprema ha scoperto nella sua Costituzione un diritto a disporre della tua vita, e quindi un diritto ad essere aiutato a terminare la tua vita.

 

Quindi organizzazioni comeVerein Sterbehilfe («associazione per l’aiuto alla morte») sono sorte per far fuori le persone a pagamento.

 

Se sei un membro, ti basta telefonare, firmare alcuni moduli, consegnare qualche migliaio di euro per coprire le spese e prendere il farmaco letale. Liscio, molto facile.

«Se vuoi morire, devi essere vaccinato per non morire. Se vuoi morire, devi essere vaccinato per non morire»

 

Stava andando tutto bene fino all’arrivo del COVID-19. La gente del tipo «siamo qui per aiutarti a morire» ha posto il limite al rischio della propria vita.

 

La Verein Sterbehilfe ha una rigorosa politica no-COVID. Insiste sul fatto che non aiuterà nessuno a morire a meno che non siano vaccinati contro il COVID o si siano ripresi dal COVID. Spiega:

 

«L’eutanasia e l’esame preparatorio della responsabilità volontaria dei nostri membri disposti a morire richiedono vicinanza umana. La vicinanza umana, tuttavia, è un prerequisito e un terreno fertile per la trasmissione del coronavirus. Da oggi, nella nostra associazione si applica la regola 2G [vaccinato o guarito], integrata da misure legate alla situazione, come test rapidi prima di incontri in stanze chiuse».

 

Questo ha senso, giusto? Dopotutto, la definizione della vita sociale come «prerequisito e terreno fertile per la trasmissione del coronavirus» è la premessa di tutti i lockdown, in Germania e altrove.

 

Inoltre, lo staff di Verein Sterbehilfe è lì per aiutare e non sarebbe giusto se tirassero su col naso dopo aver tentato di uccidere qualcuno.

 

Quindi, in una sorta di logica di Alice nel Paese delle Meraviglie:

 

«Se vuoi morire, devi essere vaccinato per non morire».

 

«Questo è il solo un obbligo o che sostengo davvero! In effetti, se fai il vaccino, potresti essere fortunato ed evitare di pagare per l’eutanasia, se muori a causa del vaccino stesso»

«Se sei malato, devi guarire, in modo da poter morire».

 

Twitter, ovviamente, è impazzito per la cosa. Il mio commento preferito è stato:

 

«Questo è il solo un obbligo o che sostengo davvero! In effetti, se fai il vaccino, potresti essere fortunato ed evitare di pagare per l’eutanasia, se muori a causa del vaccino stesso».

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Vaccini

I vaccini mRNA «aumentano drasticamente» il rischio di infarto, avverte un noto cardiologo

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

 

 

 

I vaccini COVID-19 Pfizer e Moderna mRNA «aumentano drasticamente» una misura comune del rischio cardiaco nelle persone.

 

Questo secondo un «avvertimento» pubblicato di recente sulla rivista Circulation dal cardiologo Dr. Steven Gundry, che è chiamato un pioniere nella chirurgia del trapianto di cuore infantile.

 

L’analisi è stata presentata al recente meeting dell’American Heart Association.

 

I «cambiamenti drammatici nella maggior parte dei pazienti» significano che sono a maggior rischio di una nuova sindrome coronarica acuta, come un infarto

I «cambiamenti drammatici nella maggior parte dei pazienti» significano che sono a maggior rischio di una nuova sindrome coronarica acuta, come un infarto, secondo Gundry.

 

In parte, l’analisi afferma:

 

«Concludiamo che i vaccini mRNA aumentano notevolmente l’infiammazione sull’endotelio e l’infiltrazione di cellule T del muscolo cardiaco e possono spiegare le osservazioni di aumento della trombosi, cardiomiopatia e altri eventi vascolari dopo la vaccinazione».

 

Gundry ha spiegato:

 

«Recentemente, con l’avvento dei vaccini mRNA COVID-19 di Moderna e Pfizer, nella maggior parte dei pazienti sono diventati evidenti cambiamenti drammatici nel punteggio PULS».

 

«Recentemente, con l’avvento dei vaccini mRNA COVID-19 di Moderna e Pfizer, nella maggior parte dei pazienti sono diventati evidenti cambiamenti drammatici nel punteggio PULS»

Migliaia di lesioni cardiache sono state segnalate a seguito dei vaccini COVID mRNA. Queste lesioni portano alla formazione e alla progressione di lesioni cardiache che possono diventare instabili e rompersi, portando a eventi cardiaci.

 

Il test PULS (Protein Unstable Lesion Signature) misura i biomarcatori proteici clinicamente più significativi che fuoriescono dalle lesioni cardiache nelle pareti dei vasi sanguigni, fornendo una misura della risposta del sistema immunitario del corpo alla lesione arteriosa.

 

Gli scienziati hanno già stabilito una miriade di effetti correlati al cuore e al sangue dei vaccini COVID-19 in alcuni pazienti, compresi i giovani. Tra gli eventi avversi legati ai vaccini ci sono la trombosi dei coaguli di sangue e l’infiammazione del cuore nota come miocardite e pericardite.

 

Il CDC e la FDA degli Stati Uniti affermano che i vaccini sono sicuri ed efficaci per tutti coloro per cui sono raccomandati e che i benefici superano i rischi noti, che emergeranno per alcuni anni man mano che più persone verranno vaccinate.

 

 

 

 

© 24 novembre 2021, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

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Vaccini

Germania, lockdown apartheid per i non vaccinati: l’addio della Merkel è l’obbligo vaccinale totale

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I leader nazionali e regionali tedeschi hanno deciso di escludere le persone non vaccinate da gran parte della vita pubblica nel tentativo di respingere una quarta ondata di COVID-19. I non vaccinati saranno inoltre limitati negli incontri con la famiglia.

 

La cancelliera uscente Angela Merkel ha descritto le misure di vasta portata come un atto di «solidarietà nazionale».

 

Solo coloro che sono stati vaccinati o recentemente guariti dal COVID – i cosiddetti 2G: geimpft, vaccinati, genesen, guariti – potranno accedere a ristoranti, cinema, strutture ricreative e negozi.

 

Le vaccinazioni potrebbero essere rese obbligatorie entro febbraio, ha aggiunto il cancelliere – la Germania si pone quindi sulla scia dell’Austria, la quale supera i tedeschi nella violenza del rigore, annunziando il carcere per i non vaccinati: non dimentichiamo, del resto, che il maggior numero di criminali di guerra nazisti non stava a Berlino o ad Amburgo, ma a Vienna, città da cui partì peraltro lo Hitler.

 

Le persone non vaccinate saranno limitate agli incontri con la propria famiglia e altre due persone

La Merkel ha affermato che gli ospedali sono stati tesi al punto che i pazienti devono essere spostati in aree diverse per il trattamento. «La quarta ondata deve essere spezzata e questo non è ancora stato raggiunto».

 

«Data la situazione, penso che sia opportuno adottare la vaccinazione obbligatoria», ha detto, chiarendo che questa dovrebbe essere approvata dal Bundestag.

 

In Germania il 68,7% della popolazione è stato vaccinato, un tasso relativamente basso per l’Europa occidentale. Nonostante le regole del 2G implementate in varie parti del Paese, si assiste comunque a situazioni grottesche come il focolaio di COVID al concerto per soli vaccinati del mese scorso.

 

In base alle misure concordate dai 16 laender e dai leader federali tedeschi:

  • Le persone non vaccinate saranno limitate agli incontri con la propria famiglia e altre due persone

 

  • La regola 2G sarà applicata a ristoranti, luoghi culturali e negozi non essenziali

 

  • Le discoteche chiuderanno nelle aree in cui sono stati registrati 350 casi ogni 100.000 persone negli ultimi sette giorni: il tasso nazionale è di oltre 400

 

  • Entro Natale verranno effettuate fino a 30 milioni di vaccinazioni – prime, seconde o booster

 

  • Gli eventi all’aperto, incluso il calcio della Bundesliga, avranno un pubblico limitato di 15.000 e regole 2G

 

  • I fuochi d’artificio a Capodanno saranno vietati

 

Si tratta del regalo finale di Angela Merkel, che dopo più di tre lustri di governo ha pensato bene di lasciare lo scranno di cancelliere donando al suo Paese l’apartheid biotica – e una situazione di scontento nella popolazione verso l’istituzione a livello DDR.

 

Si tratta del regalo finale di Angela Merkel, che dopo più di tre lustri di governo ha pensato bene di lasciare lo scranno di cancelliere donando al suo Paese l’apartheid biotica – e una situazione di scontento nella popolazione verso l’istituzione a livello DDR

Pare che Angelona, fan scatenata della nuova eugenetica sanitaria, avesse chiesto di più: voleva un lockdown totale per due settimane. Il successore Olaf Scholz, detto Scholzomat, ha detto che la sua coalizione non era d’accordo. Non che li spaventasse l’idea di arrestare un’altra volta il Paese: è che, probabilmente, volevano rivendicare la paternità dell’operazione, perché da che mondo e mondo il nuovo arrivato dovrà pure farsi rispettare. Scholz assumerà il potere mercoledì prossimo.

 

Di fatto, ora la nuova coalizione sinistroide di governo detta «del semaforo», la quale comprende anche i liberali, pensa bene di far piombare la popolazione non vaccinata nell’umiliazione del lockdown con discriminazione biomolecolare. Sì, è lo stesso Paese che si straccia le vesti e si sparge il capo di cenere per il razzismo istituzionale degli anni Trenta, soffiato sulla Germania e su altri Paesi, Italia compresa.

 

Guardiamo i volti del nuovo governo. Guardiamo alle innumeri violenze viste alle manifestazioni della protesta a Berlino e a Lipsia.

 

Guardiamo alle indiscrezioni sulla cerimonia di addio della Merkel: ha scelto come pezzo di addio una canzone di Nina Hagen. Come sanno i lettori di Renovatio 21, Nina Hagen è la cantante che trenta anni fa insultò in diretta TV una giovane e inesperta Merkel.

 

Oramai niente ha più senso. Solo il diktat mRNA, e quei milioni di tedeschi che, ancora una volta, obbediscono

 

 

 

 

 

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