Internet
Il segretario del Lavoro di Clinton chiede l’arresto di Elon Musk
L’ex Segretario del Lavoro sotto Bill Clinton, Robert Reich, ha dichiarato che i «regolatori globali» dovrebbero arrestare Elon Musk per aver diffuso «disinformazione» e «odio».
Reich ha rilasciato queste dichiarazioni in un editoriale per il quotidiano di sinistra Guardian, dichiarando che Musk è «fuori controllo» e che dovrebbe essere fermato e arrestato, come è successo al CEO di Telegram Pavel Durov in Francia.
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«I regolatori di tutto il mondo dovrebbero minacciare Musk di arresto se non smette di diffondere bugie e odio su X», ha tuonato il Reich. «I regolatori globali potrebbero essere sulla buona strada per farlo, come dimostra l’arresto del 24 agosto in Francia di Pavel Durov, fondatore dello strumento di comunicazione online Telegram, che le autorità francesi hanno ritenuto complice di crimini d’odio e disinformazione».
«Come Musk, Durov si è definito un assolutista della libertà di parola», sottolinea Reich.
Reich ha avanzato anche altri suggerimenti, come boicottare Tesla, fare pressione sulle aziende affinché non facciano pubblicità su X, incoraggiare la Federal Trade Commission a citare in giudizio Musk e annullare tutti i suoi contratti governativi.
Musk ha risposto con la solita ironia.
Reich is such a sweety https://t.co/qZPwP5RYr5
— Elon Musk (@elonmusk) September 1, 2024
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Altri utenti hanno scherzato sul nome del personaggio, Reich, che ricorda certe cose.
La scorsa settimana Musk ha avvertito che la libertà di parola è sotto attacco globale, dopo che il Brasile aveva sospeso X su richiesta del giudice Alexandre De Moraes, che Musk ha descritto come «un dittatore malvagio che si traveste da giudice».
Come riportato da Renovatio 21, il De Moraes è arrivato a bloccare gli account di Starlink, società di satelliti di Musk, in attacco a X.
X ora sta pubblicando, in un account chiamato «The Alexandre Files» tutti i documenti con le richieste del Giudice Supremo, che la società di social media ritiene totalmente illegali secondo l’ordinamento brasiliano.
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Immagine di Edmund & Lily Safra Center for Ethics via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Internet
Il Vietnam contro gli spot che non si possono saltare su YouTube
Il Vietnam ha approvato una nuova legge che proibisce gli annunci pubblicitari non saltabili su YouTube e sulle altre piattaforme digitali. Le modifiche normative, in vigore a partire dal 15 febbraio, intendono rafforzare la regolamentazione della pubblicità online nel Paese del Sud-est asiatico, tutelando gli utenti da eccessivo affaticamento visivo e da contenuti promozionali illegali.
Negli ultimi tempi, in diversi Paesi del mondo, gli utenti hanno espresso crescenti lamentele per la presenza su YouTube di pubblicità non saltabili di durata eccessiva: alcuni hanno riferito di essere stati obbligati a visualizzare spot lunghi anche un’ora o più.
Le nuove disposizioni della legge vietnamita sulla pubblicità stabiliscono che il tempo massimo di attesa prima di poter saltare un annuncio video non potrà superare i cinque secondi, mentre gli annunci statici dovranno essere chiudibili immediatamente.
La normativa impone inoltre alle piattaforme di offrire meccanismi chiari e intuitivi per chiudere gli spot con un solo clic, vietando al contempo l’uso di icone di chiusura ambigue, fuorvianti o studiate apposta per disorientare l’utente.
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Le piattaforme sono tenute anche a mettere a disposizione degli utenti strumenti semplici e immediatamente accessibili per segnalare annunci che violano la legge.
Inoltre, la legge introduce restrizioni più rigorose sulla pubblicità di undici categorie di prodotti e servizi che incidono direttamente sulla salute umana e sull’ambiente, tra cui cosmetici, alimenti, bevande alcoliche, farmaci e altri beni analoghi.
Interpellata dai media in merito alle proteste sempre più frequenti contro annunci lunghi e non saltabili, Google – proprietaria di YouTube – ha dichiarato che limita la durata degli spot a un massimo di 15 secondi sui dispositivi mobili e 60 secondi sulla televisione. L’azienda ha attribuito la comparsa di pubblicità eccezionalmente lunghe all’utilizzo da parte di alcuni utenti di software di blocco pubblicità di scarsa qualità, che alterano il normale funzionamento della riproduzione.
«Gli annunci rappresentano una risorsa fondamentale per i nostri creatori, permettendo loro di sostenere e sviluppare le proprie attività», ha affermato Google, invitando gli spettatori «ad autorizzare la visualizzazione degli annunci su YouTube oppure a sottoscrivere YouTube Premium per un’esperienza completamente priva di pubblicità».
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Immagine di Focal Photo via Flickr pubblicata su licenza
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Condanne e detenzione per le affermazioni su Brigitta Macron
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