Razzismo
Il razzismo giudiziario è realtà: pene più severe per l’uomo bianco nei tribunali inglesi
La discriminazione verso il maschio bianco è realtà: lo prova la nuova evoluzione della giustizia inglesi, che considera sconti della pena se l’imputato appartiene a una minoranza etnica, religiosa, o se è transessuale.
L’allarmante cambiamento della giustizia «democratica» è contenuto nelle nuove linee guida imposte ai giudici di Inghilterra e Galles. dal Sentencing Council, l’organo che supervisione il sistema delle sentenze.
Secondo le nuove disposizioni riguardano il rapporto pre-sentenza (PSR), che è usato per definire la pena nei confronti di una persona che ha commesso un reato. Il PSR è necessario qualora lo stesso tribunale non lo ritenga superfluo, mentre gli avvocati difensori possono richiederlo quando credono di poter trovare delle attenuanti nella situazione. Il PSR è steso da un agente di sorveglianza dell’ente governativo detto Probation service, che svolge un colloquio con l’imputato.
Ora l’identità dell’imputato farà testo rispetto al PSR.
«Un rapporto pre-sentenza sarà normalmente considerato necessario sei il trasgressore appartiene a una (o più) delle seguenti categorie» scrive il sito del Sentencing Council, un organo pubblico istituito dal ministero della Giustizia nel 2010 con il compito di stabilire le linee guida sulle condanne.
Le categorie per le quali da ora si riterrà «necessario» il PSR sono i minori, le donne incinte, le persone con problemi fisici o psichici e tutti coloro che fanno parte di «una minoranza etnica, culturale e/o religiosa» nonché «chi ha rivelato di essere transgender».
In pratica, se l’autore del reato è un bianco inglese, la pena sarà quella prevista dall’ordinamento, mentre se si tratta di un musulmano, un africano o di un transessuale sarà possibile considerare attenuanti e pene più basse o perfino sostitutive.
Non solo: «per i trasgressori con esigenze più complesse o che potrebbero trovare l’ambente del tribunale opprimente» si possono rendere le pratiche più svelte e «presentare il PSR in giornata».
«Qualsiasi requisito imposto ai fini della riabilitazione dovrebbe essere determinato ed allineato alle esigenze del trasgressore» scrivono le linee guida, che consigliano ai giudici di consultare «il vostro consulente legale prima di decidere di emettere una condanna a una pena detentiva o a una pena alternativa senza un rapporto pre-sentenza». Sembrerebbe proprio un avvertimento…
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Sia il ministro della Giustizia Shabana Mahmood che il ministro-ombra dei conservatori Robert Jenrick hanno condannato lo sviluppo, e lo stesso pare aver fatto anche il premier Keir Starmer, già accusato durante le rivolte dell’estate scorsa di aver convalidato (anche nelle sue passate mansioni politico giudiziarie: avrebbe supervisionato, senza dare peso, il caso delle grooming gang, le bande pakistane che in maniera indisturbata hanno stuprato per decenni minorenni inglesi) il two-tier system, il sistema a due livelli in cui gli immigrati escono sempre favoriti dallo Stato.
Come riportato da Renovatio 21, in Gran Bretagna si sono verificati numerosissimi casi di persone imprigionate per aver scritto qualcosa su internet, o urlato qualcosa ad una manifestazione, al punto che il governo avrebbe svuotato le carceri di criminali con «veri» reati alle spalle per far posto a loro.
Nonostante le parole dei politici di governo e di opposizione, non pare che grandi azioni governative siano mosse contro questa che sembra la pietra tombale sull’illusione della Giustizia nello Stato moderno, dove parole come «democrazia», «uguaglianza» e «stato di diritto» sono utilizzabili solo nei ridicoli slogan per abbindolare gli ultimi polli rimasti a bersele.
Il fenomeno va inquadrato nella decadenza abissale in cui è finito il diritto occidentale, visibile anche in Italia con l’introduzione del reato di femminicidio, monstrum giuridico che sputa in faccia alla Giustizia nel medesimo modo: è l’identità del colpevole ad essere colpita, e non il reato – se ad uccidere una donna è la madre, o la figlia, è un conto, se la stessa persona è invece uccisa dal marito, dal fidanzato, da un uomo a caso, allora quello è femminicidio.
«Se il reato venisse calibrato sulle caratteristiche della persona offesa, avremmo un sistema penale basato su discriminazioni e privilegi, cioè esattamente in opposizione con quella che riconosciamo come una conquista di civiltà giuridica, ovvero di civiltà tout court» ha scritto su Renovatio 21 la giurista Patrizia Fermani, parlando di «in ritorno al tempo che pensavamo seppellito per sempre nella modernità, in cui l’uccisione di un feudatario era ritenuto più grave di quella del servo della gleba, e punito di conseguenza».
Il nuovo razzismo, che ora passa perfino per la legge, è più di un ritorno all’età feudale – è la regressione, programmata dalle élite mondialiste, dell’umanità allo stato di schiavitù.
L’invasione massiva di immigrati, a cui lo Stato moderno anche in Italia offre più diritti e più servizi (vitto, alloggio, avvocati per le pratiche, etc.) che ai cittadini italiani, servono proprio a questo fine: a rendervi schiavi.
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Razzismo
Ben-Gvir come i nazisti: «ci sono persone che non meritano di vivere»
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Razzismo
E l’avvocato israeliano disse: la vita di un ebreo vale 10 milioni di palestinesi
Un avvocato israeliano legato a coloni della Cisgiordania, Yehuda Shimon, ha rilasciato dichiarazioni controverse in un’intervista alla BBC all’inizio di agosto 2026, dopo una sparatoria mortale vicino all’avamposto di Havat Gilad che ha ucciso due israeliani, incluso un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane.
Le sue parole stanno facendo il giro della rete, scatenando indignazione e prese di coscienza. Dopo l’uccisione di un israeliano, lo Shimon ha dichiarato che «dobbiamo uccidere tutte le persone di Tal, Sarra, anche Jit e Farata», cioè villaggi palestinesi vicini.
«Una vita ebraica vale 10 milioni» di vite palestinesi» ha detto l’avvocato dei coloni.
Alla domanda se suonasse razzista, ha risposto: «Sì, lo so. Ma questa è la verità, perché Dio ci ha scelti. Per questo siete gelosi».
Israeli lawyer Yehuda Shimon has sparked a viral debate after calling for the complete genocide of the survivors in Gaza because he says one Jewish life is equivalent to 10 million Palestinians.
“That just sounds racist.”
“Yes, I know.” https://t.co/0IiliidFg5 pic.twitter.com/lZpPNgBWhk
— Alex Jones (@RealAlexJones) August 2, 2026
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Le affermazioni nazi-giudaiche dell’avvocato sono state riportate dal Jerusalem Post, dalla BBC e da altri organi di stampa e hanno suscitato forti reazioni. Lo Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi e parla da posizioni estreme di coloni religiosi.
Riguardo alla questione della legge, ha dichiarato esplicitamente che, nonostante sia avvocato, l’unica legge che conta per lui è la Bibbia – e quindi non quella israeliana né il diritto internazionale.
Nella stessa intervista, ha criticato l’esercito israeliano perché, secondo lui, «non uccide i palestinesi, li separa solo» quando ci sono scontri con i coloni. Sui palestinesi della Cisgiordania ha indicato tre opzioni: 1) Accettare il dominio israeliano e vivere quietamente sotto di esso; 2) Emigrare volontariamente in altri paesi arabi/musulmani; 2) Se non accettano né se ne vanno: «Se non volete fare la pace con noi e non volete andarne, non ho scelta: devo uccidervi, e vi uccido tutti».
Queste dichiarazioni sono state fatte all’interno dell’avamposto di Havat Gilad, a pochi giorni dalla sparatoria del 24 luglio 2026 che aveva causato morti da entrambe le parti. Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi.
Il suprematismo ebraico ha basi religiose che affondano nel concetto biblico di «popolo eletto» (am segulah), presente nel libro del Deuteronomio (7,6 e 14,2). Secondo questi passi Dio sceglie Israele come popolo particolare. Alcune correnti, soprattutto all’interno del sionismo religioso radicale e di gruppi come quello ispirato a Meir Kahane 0 il maestro del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, il cui partito sionista secolarista Otzma Yehudit («Potere Ebraico» è la continuazione del movimento kanahista – leggono questa elezione in senso gerarchico: una vita ebraica avrebbe valore superiore e il popolo ebraico avrebbe diritti esclusivi sulla Terra di Israele, vista con confini che spaziano per tutto il Medio Oriente (la teoria del «Grande Israele»).
Sul piano ideologico, tali visioni si combinano con rivendicazioni territoriali assolute e con l’idea che la legge divina (Torah) prevalga su quella internazionale o statale. Espressioni di questo tipo emergono periodicamente in ambienti di coloni – e non solo – dove si sostiene che una vita ebraica valga molteplici vite non-ebraiche e che la resistenza palestinese debba essere repressa fino all’eliminazione.
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Immagine screenshot da Twitter
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Funzionario dei Mondiali indagato per un gesto con la mano considerato come il segno del «White Power»
🚨 FIFA have launched an investigation into assistant VAR Shaun Evans after he appeared to make a hand gesture that has been linked to far-right extremist groups… 😅🥲 pic.twitter.com/HlO8JSoZyJ
— 𝐂𝐚𝐬𝐮𝐚𝐥 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 (@thecasualultra) June 15, 2026
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