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Immigrazione

Il premier svedese dopo le rivolte degli immigrati: l’integrazione è fallita

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Il premier svedese Magdalena Andersson ha dichiarato che l’incapacità della Svezia di integrare adeguatamente un gran numero di migranti ha portato alla creazione di società parallele e alla violenza delle bande.

 

Andersson, esponente del partito socialdemocratico, ha così commentato all’indomani delle rivolte a livello nazionale da parte di bande di migranti che hanno lasciato feriti un centinaio di agenti di polizia nei giorni di Pasqua.

 

Secondo il Primo Ministro, l’approccio della Svezia all’estremismo islamico e ai suoi fallimenti nell’accogliere un gran numero di migranti è la causa principale del disordine.

 

«La segregazione è andata così lontano che abbiamo società parallele in Svezia. Viviamo nello stesso paese, ma in realtà diverse», ha affermato la Andersson.

 

«L’integrazione è stata scarsa e, insieme, abbiamo vissuto un’intensa immigrazione. La nostra società era troppo debole, mentre i soldi per la polizia e i servizi sociali erano troppo pochi», ha aggiunto.

 

Come ricorda Summit News, vari media europei avevano tentato di dipingere le recenti rivolte degli immigrati in Svezia come disordini provocati da manifestazioni della destra locale.

 

Come riportato da Renovatio 21, la situazione nel Paese scandinavo è talmente fuori controllo che alcune profughe ucraine, molestate nottetempo da immigrati africani e asiatici, hanno chiesto di tornare nel loro Paese in guerra, una situazione che trovano preferibile alle bande di balordi che cercano di entrare nei rifugi delle donne in fuga dal conflitto.

 

La Svezia un ventennio fa era uno dei Paesi più sicuri in Europa. Poi con l’immigrazione di massa incontrollata, la Svezia è ora il secondo luogo più pericoloso in termini di crimini armati dietro solo alla Croazia. Descrivendo il triste fenomeno, il quotidiano tedesco Bild ha titolato: «La Svezia è il paese più pericoloso d’Europa».

 

Le sparatorie in Svezia hanno raggiunto un record lo scorso anno poiché le autorità sono sempre più incapaci di contenere il crimine delle bande di migranti. Ci sono stati 46 omicidi commessi in 335 sparatorie in tutto il paese, la maggior parte dei quali avvenuti negli hotspot dei migranti di Malmö, Göteborg e Stoccolma.

 

«I residenti svedesi nati in un altro paese sono raddoppiati a 2 milioni negli ultimi due decenni e gli immigrati ora rappresentano un quinto di tutte le persone che vivono in questo paese scandinavo, un tasso molto più alto rispetto ai paesi vicini come Finlandia, Norvegia e Danimarca, che hanno tutti preso una linea più dura contro l’immigrazione», riporta RMX News.

 

Non è difficile cercare un colpevole per queste politiche fallimentari.

 

«Negli ultimi 40 anni, i socialdemocratici del primo ministro sono al potere da 28 anni, compresi gli ultimi otto».

 

La depiddificazione è un’operazione necessaria a tantissimi Paesi occidentali, dall’Italia alla Svezia agli USA.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

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Immigrazione

Migrante siriano sospettato di aver ucciso un’adolescente tedesca e scaricato il cadavere in un impianto fognario

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La diciassettenne Tabitha E. ha lasciato un appartamento ad Asperg, non lontano da Stoccarda, in Svevia, martedì pomeriggio della scorsa settimana, ma l’allarme è stato lanciato dopo che non è tornata a casa quella sera.

 

Dopo un’ampia perquisizione della polizia, domenica il corpo della ragazza è stato trovato nell’impianto di trattamento delle acque reflue di Leudelsbach.

 

Dopo che la casa di un sospetto è stata perquisita e gli investigatori hanno stabilito che la morte della ragazza fosse un omicidio, un migrante siriano di 35 anni è stato arrestato.

 

«Alcuni commentatori hanno persino criticato la cancelliera Angela Merkel per le sue “politiche illegali e disumane”, in riferimento all’invito aperto ai migranti siriani a venire in Germania all’indomani del conflitto nel loro Paese» riporta Remix News.

 

La polizia, tuttavia, è all’erta anche su altri possibili crimini collegati, dichiarato che «se necessario… saranno perseguiti» anche i commenti d’odio anti-immigrati postati online.

 

In pratica, uccidono una ragazza ma la reazione immediata e minacciare di metterti il bavaglio se dici qualcosa.

 

Benvenuti nell’Europa del 2022.

 

Facile pensare che anche le discussioni più costruttive, dati alla mano, potrebbero essere censurate, o autocensurate – chi vuole discutere della realtà se poi si può venire perseguiti in tribunale?

 

Del resto pensiamo a Wuerzburg, dove dopo una strage causata da attacco terroristico messo in opera da un rifugiato somalo come «contributo alla Jihad»  il sindaco si è preoccupato di scrivere una lettera aperta in cui lamentava del fatto che l’attacco potesse essere usato per stereotipare altri migranti e rifugiati.

 

I dati diffusi dal governo tedesco mostrano che gli stranieri non tedeschi sono responsabili di oltre il 39% degli omicidi totali e del 56,25% delle condanne per omicidio colposo.

 

Tra il 2000 e il 2020, i non tedeschi condannati per omicidio sono aumentati dal 29,27% al 39,02%.

 

La percentuale di stranieri condannati per omicidio colposo è salita dal 37,53% al 56,25%.

 

Gli stranieri costituiscono circa il 12% della popolazione tedesca, il che significa che sono significativamente sovrarappresentati in reati gravi.

 

Tuttavia, assieme agli LGBT, in città come Hanau hanno parcheggi tutti per loro. Non che tra le due «minoranze sia tutto OK: parate del gay pride tedesche  sarebbero state attaccate  da «uomini di origine meridionale», eufemismo orwelliano per non dire «immigrati».

 

Quattro mesi aveva fatto scalpore a Linz, in Austria, il caso del tentativo di stupro di una ragazzina vicino ad un centro per rifugiati ucraini. Due anni fa a Dortmund c’era stata invece la vicenda di un immigrato arrestato per molestie su una bambina di 11 anni che, rilasciato immantinente, avrebbe abusato di una bambina di 13.

 

«Un caso particolarmente straziante, simile al più recente omicidio, ha coinvolto Maria Ladenburger, la figlia di un funzionario dell’UE che è stata violentata, assassinata e gettata in un fiume a Friburgo» ricorda Summit News.

 

È il caso di dire che l’Europa divora i suoi figli: o meglio, fa violentare e uccidere le proprie figlie da stranieri che essa stessa ha importato secondo un piano autodistruttivo quanto misterioso.

 

 

 

 

Immagine di Tim Reckmann via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

 

 

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Immigrazione

Violenza degli immigrati alla Stazione Centrale di Milano

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Immagini raccapriccianti da Piazza Duca d’Aosta, davanti al palazzo della Stazione Centrale di Milano.

 

Il video è impressionante.

 

Un ragazzo di etnia levantina, che poi sarebbe risultato un homeless minorenne tunisino secondo quanto riportato, si aggira coperto di sangue.

 

D’un tratto, da fuori l’inquadrature giunge un uomo di colore, che colpisce il ragazzo con un potente calcio volante. Il ragazzo crolla al suolo.

 

Non è finita: l’africano, mentre l’altro è a terra sotto shock,  gli lancia in testa una bottiglia birra, spaccandola in mille pezzi.

 

Le immagini di questa violenza belluina, avvenuta in pieno giorno, circolano in rete.

 

 


Il diavolo è nel dettaglio, si usa dire. Qui di dettagli ce ne sono una marea, e di fatto la cosa ci pare un inferno.

 

Perché il ragazzo circolava seminudo per la piazza antistante la Stazione?

 

Perché l’uomo di colore che lo attacca è scalzo?

 

Particolare anche le brave soccorritrici accorse sul luogo: una sembra cinese, l’altra, quella più attiva, potrebbe essere anche lei immigrata, o forse no?

 

Insomma cosa sta succedendo in quella piazza?

Da tenere a mente anche un’altra cosa: riporta il Corriere che «la polizia è intervenuta intorno alle 20 di venerdì 22 luglio, su segnalazione delle pattuglie dell’esercito che presidiano lo scalo ferroviario».

 

Cioè, fateci capire: c’erano lì i militari? In effetti sì, li ricordiamo. E noi non stiamo pensando al fatto che potevano intervenire loro: no, noi stiamo realizzando che oramai la massa di immigrati senza legge procedono a commettere crimini anche dinanzi a militari armati.

 

Anzi, ci viene in mente quanto successo questo mese a Napoli: la massa africana attacca direttamente le forze dell’ordine, cosa che è successa, di fatto, anche contro la celere schierata contro l’invasione («colonizzazione», la definivano i ragazzini immigrati organizzatori) di Peschiera del Garda.

 

Bisogna tuttavia stare tranquilli: a Milano c’è Beppe Sala, il sindaco già top manager con il calzino LGBT, amatissimo dall’élite dei radical chic ereditieri del capoluogo lombardo, così come dagli avanzi dei centri sociali, che – abbiano o meno i soldi di papà – rappresentano nel loro sostegno a Sala il loro imbarazzante  fallimento storico, personale e generazionale.

 

La grande débacle, per la metropoli progressista e quindi femminista, è stata il capodanno con violenze sessuali di massa – la cosa ha un nome arabo: Taharrush gamea – in Piazza Duomo ai danni di povere ragazze. Gli autori, ma ci sono voluti giorno perché ciò emergesse, erano bande di ragazzini immigrati.

 

Come riportato da Renovatio 21, è curioso anche il caso della Bocconi, dove ad una certa ora gli studenti (cioè, le studentesse) devono essere accompagnate perché rischiano molestie nell’adiacente Parco Ravizza da parte di personaggi non precisati etnicamente da giornalisti e politici.

 

Chissà di dove sono originari.

 

Chissà perché si comportano così.

 

Ah, beh, sì, certo. Come nella violenza in Stazione, forse si sentono davvero, davvero impuniti. Altrimenti non commetterebbero crimini spudoratamente in pubblico, perfino dinanzi ai nostri soldati.

 

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

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Immigrazione

I dati del governo mostrano che i non tedeschi sono responsabili di oltre il 39% degli omicidi

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I dati diffusi dal governo tedesco mostrano che gli stranieri sono responsabili di oltre il 39% degli omicidi totali e del 56,25% delle condanne per omicidio colposo.

 

Le statistiche sono state pubblicate dopo che una richiesta ufficiale è stata avanzata dal parlamentare Stephan Brandner, del partito Alternative fuer Deutschland (AfD).

 

Secondo di dati del governo, tra il 2000 e il 2020, i non tedeschi condannati per omicidio sono aumentati dal 29,27% al 39,02%.

 

La percentuale di stranieri condannati per omicidio colposo è salita dal 37,53% al 56,25%.  Gli stranieri costituiscono circa il 12% della popolazione tedesca, il che significa che sono significativamente sovrarappresentati in reati gravi.

 

«Il fenomeno inaccettabile della drammatica criminalità straniera deve essere finalmente risolto», ha affermato Brandner. «Le cifre mostrano chiaramente che in Germania abbiamo un grosso problema con i criminali immigrati. Gli immigrati provenienti da Afghanistan e Siria, in particolare, rappresentano un grave problema di sicurezza per il nostro Paese».

 

Le cifre possono tuttavia ingannare: molti stranieri sono nel frattempo diventati cittadini tedeschi. La statistica, parimenti, non considera i reati commessi da migranti di seconda generazione.

 

«Di conseguenza, non esiste una chiara ripartizione delle statistiche sulla criminalità basate sull’etnia che possa raccontare la storia completa dell’omicidio e di altri crimini gravi» scrive Remix News.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Germania è spesso scioccata da casi di criminalità che coinvolgono immigrati. Nel 2022 un afghano era stato arrestato per molestie ad una bimba di 11 anni; una volta rilasciato, avrebbe abusato di una bambina 13enne.

 

C’è poi il caso degli  attacchi terroristici in Germania nel 2021, dove l’establishment si è preoccupato soprattutto per come negativamente questo potesse riflettersi sulla reputazione degli immigrati: subito dopo la morte di tre donne causata da un somalo, a Wuerzburg il sindaco ha scritto una lettera in cui chiedeva di non stigmatizzare gli stranieri.

 

Lo stesso è avvenuto il mese scorso alle parate Gay Pride tedesche, attaccate da uomini che i giornali locali hanno definito pudicamente «di origini meridionali».

 

Del resto, la città di Hanau aveva lanciato l’anno passato un garage con parcheggi solo per LGBT o immigrati.

 

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