Politica
Il Partito Democratico USA vuole fare il fact-checking anche su SMS e messaggi privati
Secondo il sito americano Politico, l’amministrazione Biden starebbe per implementare una nuova arma contro l’opposizione alla sua campagna di vaccinazione, per la quale accusano i conservatori.
La Casa Bianca considera coloro che si oppongono alla vaccinazione come «pericolosi ed estremisti», quindi l’amministrazione Biden starebbe assumendo «una posizione politica più aggressiva» nei loro confronti
Il sito (editorialmente pendente a sinistra) scrive che la Casa Bianca considera coloro che si oppongono alla vaccinazione come «pericolosi ed estremisti», quindi l’amministrazione Biden starebbe assumendo «una posizione politica più aggressiva» nei loro confronti.
«La Casa Bianca ha deciso di reagire più duramente alla disinformazione e alle tattiche intimidatorie dopo che i legislatori repubblicani e gli attivisti conservatori si sono impegnati a combattere i piani dichiarati dall’amministrazione di andare “porta a porta” per aumentare i tassi di vaccinazione» scrive l’articolo di Politico.
Come riportato da Renovatio 21, il programma «porta a porta» di Biden per procedere alla somministrazione della terapia genica sperimentale ha attirato l’ira dei conservatori USA.
«La Casa Bianca ha deciso di reagire più duramente alla disinformazione e alle tattiche intimidatorie dopo che i legislatori repubblicani e gli attivisti conservatori si sono impegnati a combattere i piani dichiarati dall’amministrazione di andare “porta a porta” per aumentare i tassi di vaccinazione»
Once more with feeling…Alex Datig Tells Los Angeles Covid Vaccine Enforcers to ‘Get Out’ for Violating Privacy Under HIPAA pic.twitter.com/XclkHhf8Vl
— Alexandra Datig | Front Page Index (@alexdatig) July 13, 2021
«Ora dobbiamo andare comunità per comunità, quartiere per quartiere e spesso porta a porta – letteralmente bussando alle porte per ottenere l’attenzione delle persone rimaste», aveva detto il presidente Joe Biden.
Il piano è stato successivamente confermato dal segretario stampa della Casa Bianca Jen Psaki, la quale ha affermato che l’approccio dell’amministrazione al coronavirus per tutta l’estate comporterebbe un «intervento mirato, comunità per comunità, porta a porta per vaccinare i restanti americani assicurandosi che abbiano le informazioni di cui hanno bisogno su quanto sia sicuro e accessibile il vaccino».
«Le vostre conversazioni private saranno controllate dal Partito Democratico. È questa l’immagine di un Paese libero?», si è chiesto il giornalista e conduttore TV Tucker Carlson.
«Sembra che avremmo dovuto preoccuparci delle libertà civili l’anno scorso quando tutto questo è iniziato. Se il governo può vietare la discussione sul farmaco che ti stanno facendo assumere, cosa non possono fare?»
«Le vostre conversazioni private saranno controllate dal Partito Democratico. È questa l’immagine di un Paese libero?»
Gli utenti conservatori dei social media e i funzionari eletti hanno immediatamente risposto con indignazione al piano, accusando l’amministrazione Biden di invadere la privacy degli americani e tentando di fare pressione sui cittadini affinché accettino un vaccino che non vogliono prendere. I vaccini sperimentali contro il coronavirus sono già ampiamente disponibili – e gratuiti – in ogni stato degli Stati Uniti.
Ma Politico ha suggerito che la Casa Bianca ora affronterà direttamente coloro che si oppongono alla controversa strategia.
«Lo sforzo includerà richiami diretti alle piattaforme di social media e ai programmi di notizie conservatori che promuovono tali tattiche», ha riferito il sito.
«Se il governo può vietare la discussione sul farmaco che ti stanno facendo assumere, cosa non possono fare?»
Oltre a «richiamare» i conservatori che sostengono la libera scelta dei cittadini nelle decisioni mediche personali, Politico ha lasciato intendere che l’amministrazione potrebbe unirsi a gruppi come il Comitato Nazionale Democratico per utilizzare «fact-checkers» per «scacciare la disinformazione» anche nei messaggi privati inviati tramite piattaforme di social media e telefoni cellulari privati.
«I gruppi alleati di Biden, incluso il Comitato Nazionale Democratico [DNC], stanno anche pianificando di coinvolgere i fact-checker in modo più aggressivo e lavorare con i gestori di SMS per dissipare la disinformazione sui vaccini che viene inviata tramite social media e messaggi di testo. L’obiettivo è garantire che le persone che potrebbero avere difficoltà a fare il vaccino a causa di problemi come il trasporto vedano tali barriere ridotte o completamente rimosse» scrive Politico.
«Non è chiaro come il DNC e i “fact-checker” intendano aumentare la fiducia nei vaccini sorvegliando e censurando le comunicazioni private e come esattamente intendano “lavorare con i gestori di SMS”» scrive Lifesitenews.
«I gruppi alleati di Biden, incluso il Comitato Nazionale Democratico [DNC], stanno anche pianificando di coinvolgere i fact-checker in modo più aggressivo e lavorare con i gestori di SMS per dissipare la disinformazione sui vaccini che viene inviata tramite social media e messaggi di testo
Tucker Carlson di Fox ha affermato che la dichiarazione di Politico era una di quelle che «non avremmo mai pensato di vedere scritta in inglese: il DNC sta pianificando di censurare qualsiasi” disinformazione sui vaccini” che ricevi privatamente tramite messaggio di testo».
La disinformazione, ha detto Carlson, protagonista del programma televisivo via cavo più seguito d’America, è «tutto ciò che l’amministrazione Biden non vuole che tu sappia, incluso, ad esempio, quanto siano effettivamente efficaci i vaccini COVID e quali siano i potenziali effetti collaterali da essi potrebbe derivare dal prenderli».
Immagine © Renovatio 21
Politica
Il presidente serbo Vucic perde le elezioni e accusa l’UE e gli Stati Uniti di interferenze
L’ex presidente serbo Aleksandar Vucic ha accusato non meglio specificate potenze europee e forze anti-Trump negli Stati Uniti di interferire nel voto per «distruggere un Paese sovrano».
Secondo i risultati preliminari pubblicati lunedì mattina dalla Commissione elettorale della Repubblica (RIK), la Lista degli Studenti, all’opposizione, ha vinto le elezioni anticipate in Serbia del 25 ottobre con oltre il 52% dei voti e una maggioranza stimata di circa 140 seggi su 250. Finiscono così quasi quattordici anni di dominio del Partito progressista serbo (SNS) e di Aleksandar VuVucicčić.
Nel suo intervento la sera delle elezioni, Vucic ha accusato potenze straniere di aver contribuito alla sua caduta politica, descrivendo il voto come la «conferma di una rivoluzione» condotta con il sostegno diretto di «vari Paesi europei e del deep state americano», che a suo dire si opponeva al presidente statunitense Donald Trump.
«Mi congratulo con loro, anche se sono solo gli esecutori, gli esecutori di un lavoro sporco ideato da qualcun altro per abbattere un paese sovrano», ha detto Vucic, riferendosi all’opposizione guidata dagli studenti.
«Per il momento ci sei riuscito. Per quanto tempo? Lo vedremo», ha aggiunto.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si sono affrettati a congratularsi con la Lista degli studenti, rilasciando dichiarazioni pressoché identiche su X. Entrambi hanno promesso il sostegno di Bruxelles alle riforme e agli sforzi volti a promuovere l’integrazione della Serbia nell’UE.
Vucic ha inoltre avvertito che un nuovo governo potrebbe imporre sanzioni alla Russia entro pochi mesi, nonostante i rappresentanti dell’opposizione insistano sul fatto che la politica di Belgrado nei confronti di Mosca rimarrà invariata.
L’ex leader serbo ha comunque promesso di rispettare la decisione degli elettori e di continuare la sua lotta politica dall’opposizione, respingendo le voci secondo cui avrebbe lasciato il Paese.
«Amo la Serbia. Non lascerò mai la Serbia», ha dichiarato Vucic, insistendo sul fatto che il suo partito rimarrà unito e politicamente attivo.
Le elezioni seguono quasi due anni di disordini politici scatenati dal tragico crollo della pensilina di una stazione ferroviaria a Novi Sad nel novembre 2024, che causò la morte di 16 persone e alimentò accuse di corruzione e carenze nella supervisione della sicurezza.
Vucic si era dimesso da presidente il 27 settembre per partecipare alla corsa parlamentare.
Il secondo mandato vuciciano, originariamente previsto fino a maggio 2027, è stato segnato negli ultimi due anni da proteste antigovernative ricorrenti e da scontri sporadici tra manifestanti e polizia. I disordini sono partiti dal disastro della stazione ferroviaria di Novi Sad del 2024, quando il crollo di una tettoia in cemento ha causato 16 morti.
La tragedia ha alimentato un più ampio movimento che ha accusato le autorità di negligenza e di uso improprio dei fondi pubblici, per aver lasciato deteriorare infrastrutture risalenti all’epoca jugoslava. Vucic ha sempre respinto le accuse, sostenendo invece che i disordini siano stati fomentati da Bruxelles in una campagna di pressione per spingere Belgrado ad allineare di più la propria politica estera a quella dell’UE.
Come riportato da Renovatio 21, Belgrado nel dicembre 2023 produsse evidenti segni di «maidanizzazione». Già allora presidente serbo accusò le potenze occidentali di tentare di «ricattare» la Serbia affinché sostenga le sanzioni e di tentare di orchestrare una «rivoluzione colorata» – una sorta di Maidan belgradese –contro il suo governo a dicembre.
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All’epoca il governo serbo in quel caso aveva ringraziato pubblicamente i servizi segreti russi per il loro aiuto, come confermato in seguito dal Vucic.
Come riportato da Renovatio 21, il ministro degli Esteri Pietro Szijjarto ha dichiarato che l’Unione Europea sta tentando di rovesciare i governi di Ungheria, Slovacchia e Serbia perché danno priorità agli interessi nazionali rispetto all’allineamento con Bruxelles.
Come riportato da Renovatio 21, Vucic ha accusato le potenze occidentali di aver cercato di orchestrare il suo rovesciamento. In un’intervista su Pink TV trasmessa lunedì, il presidente serbo aveva affermato che le «potenze straniere» hanno speso circa 3 miliardi di euro nell’ultimo decennio nel tentativo di estrometterlo dal potere.
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Immagine di duma.gov.ru via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Politica
Guerriglia anarco-tirannica a Bologna, Torino, Firenze, Roma. Immagini e analisi
A Bologna si sono viste le barricate, con cassonetti a fuoco e un distributore automatico distrutto (nel gergo anarchico, «aperto»). Idranti in azione, un ferito soccorso in ambulanza.Italy. Milan now. Italian Army Folgore paratroopers patrol the city. Trained for war, now protect citizens, shops and our streets. pic.twitter.com/r3N1RzUArx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Bologna under attack. Italy is in a real battle right now. Rome, Milan, Florence, Turin. Everywhere. pic.twitter.com/BaPhSBFuap
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
There is a war in Italy, Bologna. See for yourself—don’t listen to Meloni. https://t.co/6o6Di2LZyj pic.twitter.com/RB6wKo0XEx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Italy, Bologna now. Total chaos. pic.twitter.com/bFwbIdLbDl
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Total chaos in Italy. Bologna. Police clash with protesters in the street. Gas everywhere. https://t.co/IJtcPsze7o pic.twitter.com/w6WyQ8GpYu
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
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A Torino, pure, scontri e devastazioni varie.❗️Firenze, ieri sera tensioni e scontri nell’area della stazione di Santa Maria Novella e sul ponte Santa Trinita.
Bloccata via Tornabuoni. Ieri bloccata piazza Santa Trinita in mezzo agli scontri tra manifestanti e polizia anti sommossa. Video di Controradio Firenze. pic.twitter.com/kI7YwRHh4X — Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall’Italia (@Italia24HLive) October 25, 2026
Il colpo simbolico, pari a quello di Piazza Duomo in fiamme, i rivoltosi lo hanno ottenuto a Roma, dove sono entrati nel Colosseo. Hanno, cioè, conquistato il simbolo più conosciuto di Roma, con tanto di turisti che se la danno a gambe. Il segno della Civiltà millenaria romana, preso d’assalto dalla banda con bandiere palestinesi e, a dimostrare la confusione mentale dei manifestanti, pure tricolori italiani.🇮🇹 Turin protesters FIGHT police in the city center today
The march against rearmament and rising prices turned into a running fight in under an hour. Writer: Lucaspic.twitter.com/VD89yU79Jy — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 24, 2026
Chaos in Rome. Masked rioters storm the Colosseum, forcing the entrance barriers. “Peaceful protest” they say. Unbelievable. pic.twitter.com/9KROPmUWTe
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Chaos in Rome. Rioters storm the Colosseum, tourists caught in the middle flee in panic. The symbol of Italy under assault. Unbelievable. https://t.co/eWz5jwzFPR pic.twitter.com/vogALoumuk
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
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Immigrazione
Il sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
E così l’orda ha conquistato anche Milano. Perché il segnale, il sintomo, il comando, riguarda non la singola città, non il Paese, ma l’Europa e l’Occidente, la Civiltà tutta. L’anarco-tirannia ha rivendicato la capitale morale d’Italia, e non solo – usando lo schema medesimo della Francia, dove il progetto calergista è in stato più avanzato.
È il «sacco di Milano», andato in onda in mondovisione.
Lasciate perdere la manifestazione di facciata sul caro-vita, e pure le bandiere palestinesi, pardon, «pro-pal». Non facciamoci intortare dalla retorica profusa dallo Stato moderno (i suoi vertici, la sua stampa asservita) quella degli «infiltrati». C’era stato quel segmento televisivo involontariamente tragico e umoristico, ai tempi delle rivolte BLM, in cui l’inviato della TV americana parlava di «manifestazioni per lo più pacifiche» con alle spalle la città incendiata.
Ieri Macron ha parlato della legittimità degli obiettivi della protesta e dei casseurs infiltrati. Chiediamo di guardare le immagini: ma quali infiltrati? Ma quali obiettivi? Ma quale protesta?
È ovvio che non è una protesta, ma una devastazione programmata, il caos manifestato da chi sente il bisogno, o ha l’ordine, di farlo. Guardate questi giovinastri con la pelle scura, ben vestiti, ben nutriti, divertiti come neanche a Gardaland (anzi, nella vicina Peschiera…): quali obiettivi possono avere? Possiamo dire che sono «infiltrati», se poi per due giorni prendono possesso della città più importante d’Italia?
Total chaos in Italy: Milan. pic.twitter.com/3NDaVPpwuV
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🇮🇹 NOW MILAN IS ERUPTING TOO
The wave of unrest across Europe is spreading.
More than 5,000 protesters took to the streets of Milan over soaring fuel prices and low wages.
And things turned violent.
Rocks, firecrackers and fireworks were hurled at police. Bus shelters and…
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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Capite che per chi conosce Milano, e la ama, la portata simbolica di quanto è accaduto è enorme. Guardate voi stessi: piazza Duomo, luogo centrale della cristianità mondiale, assediata, sconvolta dalla teppa terzomondiale. L’invasore islamico, o islamo-nichilista, o semplicemente barbaro, espugna il luogo che i milanesi considerano con orgoglio il cuore assoluto della città.
Rimirate le immagini del Duomo, questo edifizio gotico meraviglioso, con dinanzi le fiamme. I milanesi ci hanno messo 578 anni per costruirlo, dalla posa della prima pietra di Gian Galeazzo Visconti nel 1386 al completamento principale con l’ultimo portone nel 1965. L’autore di questo miracolo architettonico, diceva Paolo VI, non c’è, o meglio – è l’intero popolo milanese.
Nel giro di poche ore, abbiamo compreso, il lavoro di mezzo millennio del popolo milanese può essere cancellato dai barbari, che pure non vengono dalla steppa, ma ora vivono a Milano, magari sovvenzionati dalle tasse dei milanesi. Se l’opera principale del popolo milanese può essere oltraggiata e financo distrutta, senza essere protetta, significa che il popolo milanese non esiste più.
Protesters clash with police in Milan, Italy, near the historic cathedral, against the high cost of living. pic.twitter.com/FvCu2JLqe3
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) October 18, 2026
Total chaos outside the symbol of Christianity in Milan, the Cathedral. Paper bombs, firecrackers, cars destroyed, attacks on police, insults and shouting right in front of the Duomo. No Italian, not even the worst, would dare to light fires and shoot fireworks against the Duomo.… https://t.co/lh80b1iC5O pic.twitter.com/Oh3XYvqVhY
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
BREAKING:
Massive riots have now also broken out in Milan, Italy.
An alliance of migrant gangs and Antifa extremists is attacking police officers and setting fires in front of the Milan Cathedral (Duomo) pic.twitter.com/yh8sbPWmsS
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Italy like France. Outside Milan Cathedral. A symbol of Christianity under siege. Fires, clashes, and devastation beneath its spires. This is no celebration — it is a collapse. They are burning the heart of Milan while everyone watches and records it. This is a war on our… pic.twitter.com/fcGWSDF8z0
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
Many shouts in this video are in Arabic. This is Milan’s Duomo, the symbol of Christianity in Italy and Europe. Yesterday’s clashes were not random – they have a clear motive. pic.twitter.com/gpsMckkVcw
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🔥🇮🇹 Construction on the Duomo di Milano began in 1386, and it wasn’t finished until 1965.
Now it’s under threat of destruction by citizens complaining about the “cost of living”?!
Naw fam… Something, or someone bigger, is instigating this!
Writer: Jamie… https://t.co/WRE6WSp4d8
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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È così. sappiamo cosa è accaduto. La città che fu capitale dell’Impero romano, che fu la culla di santi incredibili, nel giro di un secolo si è venduta a famiglie di vampiri industriali, a politici inetti e corrotti, agli invertiti della moda, a catto-sette di ladri eunuchi, a caste di manager goscisti-elitisti. Nessuno di costoro aveva neanche lontanamente in mente di difendere Milano, ma di spolparla, di sfruttarla, di svenderla.
Siamo solo arrivati al momento in cui ciò è divenuto simbolicamente evidente.
🚨Milan is a battlefield & tourists are hiding.
Smoke bombs are being thrown at rooftop bars. Shops are locked down.
A cost of living protest just became a riot in the heart of the city.
Police are firing tear gas.
Dozens have already been arrested.
British tourists say… pic.twitter.com/7QKXTYgP22— Gauci Reports (@GauciReports) October 17, 2026
Milan, Italy pic.twitter.com/KYsc9X7f4V
— Russian Market (@runews) October 17, 2026
Certamente non si tratta solo dei luoghi storici, le grandi piazze, le gallerie (dove sono rimasti, a permettersele, solo le multinazionali), i palazzi millenari. È la vita stessa dei milanesi che ora è minacciata. Guardate via Torino: un tempo luogo di baretti e negozietti, dove passeggiava, e comprava, la gente comune: c’era il negozio di scarpe, l’ottico bravo, la ricevitoria del lotto, la videoteca fornita, il pronto-moda a portata, la pizza al trancio, etc.
Ora dopo essere stata gentrificata – i negozi sono praticamente solo di grandi catene internazionali – via Torino viene razziata. Ecco che arrivano le immagini del looting di articoli sportivi, a quanto sembra amati dai baluba fino al punto di sfidare la legge per portarseli via aggratis.
Non che sia un fenomeno nuovo. Ricordiamo di averlo visto durante la rivolta di Los Angeles per il pestaggio di Rodney King nel 1992. Distintamente ricordiamo anche Londra nel 2011, quando vi furono disordini pre-olimpici nei quartieri immigrati che si riversarono poi ovunque vi fosse un negozio di scarpe da ginnastica da razziare. Per la Francia di questi anni, gli episodi non si contano.
Anche a Milano ora abbiamo la barbarie firmata, pronta a tutto pur di avere la felpa col loghetto figo. È un segnale chiarissimo: questa gente è disposta a tutto, per niente. Gli lancia una maglietta, e questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. È il programma del conte Calergi: il meticcio, teorizzato in Praktischer Idealismus, è più «sentimentale», quindi più manovrabile, quindi ideale per la costruzione della «nuova Europa».
La «nuova Europa» sta nascendo tramite le razzie dei Footlocker. È la conclusione che dobbiamo trarne.
Milan like Paris. Many of them are not Italian and must be kicked out now, put on a raft and sent back to North Africa. pic.twitter.com/bgLJ0Ex2YI
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
Notiamo anche: i negozi di libri possono essere distrutti senza portare via niente, come visibile alla Feltrinelli di Torino. I razziatori sono selettivi, lo sappiamo: lo scrittore William Gibson notava che nei saccheggi losangelini del 1992 venivano spaccati e depredati i negozi di TV Color, mentre quelli con in vetrina computer Apple da migliaia di dollari venivano lasciati intonsi (ora non è più così: ma abbiamo reso l’idea).
A colpire è soprattutto l’idea che l’incursione sia fatta in una libreria Feltrinelli, tempio della cultura goscista, cioè immigrazionista e permissivista, che ha consentito alla società di degenerare fino al punto di far vivere sul suo territorio individui simili. Il cane morde il padrone: o forse, il padrone non è mai stato padrone, era uno che dava da mangiare senza nemmeno sapere quello che faceva, ma credendosi, per questo, buono. La sinistra, e tutta la sua filiera economica, altro non è che una patologia narcisoide di una società che ha perduto la morale naturale.
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova.
L’articolo di Federico Gottardo su Repubblica… pic.twitter.com/0C06w85pkg
— Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
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Milano non è stata l’unica città. Anche a Bologna, altra città invasa dagli immigrati, si sono avuti scontri. Tuttavia sono stati vicino alla stazione, lontani da San Petronio – che ha peraltro altre criticità: la macchina della polizia nei paraggi sta a significare la «protezione» dell’affresco dipinto da Giovanni da Modena tra il 1410 e il 1420 che raffigura il Giudizio Universale e l’Inferno con Maometto (indicato come «Machomet») nel girone dei seminatori di discordie e scismi come da Canto XXVIII dell’Inferno di Dante Alighieri.
Siamo certi che, prima o poi, gli «studenti» e la loro «protesta» arriveranno anche lì.
Riots in Bologna and Milan were equal to what was seen in France.
These are not just exclusively migrant riots either or the ‘far-left’.
Many others participated due to the cost of living and overall despair at the current situation across Europe. pic.twitter.com/Takzg9HPjv
— UNN (@UnityNewsNet) October 18, 2026
Torniamo a Milano. L’assalto alla città, con la polizia praticamente inerme – fa il giro dei siti di informazione il dirigente di polizia in borghese con il sangue in testa perché colpito da un sanpietrino – segna non solo una vittoria per i rivoltosi, ma una direzione precisa delle forze dell’ordine: esse non sono in grado, o non vogliono, risolvere una cosa del genere.
Eppure noi di piazza Duomo avevamo altri, tristi, ricordi. Rammentate le proteste pandemiche? Noi sì. Milano era diventata, ogni sabato, teatro delle più massicce marce contro lockdown, vaccini greenpass. Roba che neanche Melbourne. Per quanto ci è possibile testimoniare, possiamo dire si trattava di manifestazioni completamente organiche, e quelli che volevano metterci il cappello (tra cui qualche vecchio arnese confuso) duravano poco.
La repressione fu pazzesca. Manifestanti bloccati in periferia dalla polizia, che chiudeva vie ed accessi, di fatto mettendoli in trappola. In piazza Duomo, che oggi viene lasciata tranquillamente bruciare, cominciarono ad arrestare chiunque, dalla signora di mezza età al pensionato con la bici colorata, a quelli che sembravano passanti che semplicemente reagivano agli agenti in borghese che affiancavano e prendevano gli sparuti personaggi che protestavano, pensate un po’, con la loro presenza. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva emanato il 10 novembre 2021 una direttiva per «limitare», cioè cancellare, le proteste contro le misure sanitarie COVID. Alla facciazza di qualche articolo della «Costituzione più bella del mondo».
Ricordo la malinconia totale che mi procuravano quelle immagini. Non solo perché vedevo quella stupenda protesta ridotta ad un cumulo di rauchi tizzoni che venivano spenti senza pietà. Ma perché quella era piazza del Duomo, il luogo più bello, più importante, più spirituale. San Carlo Borromeo è custodito proprio lì, nello Scurolo di San Carlo, ed è il santo che non aveva paura di andare dagli ammalati durante la peste, chiamata proprio Peste di San Carlo.
Milano aveva tradito se stessa. Lo Stato moderno aveva vinto contro il suo spirito antico.
Ora rivediamo in trasparenza lo stesso fenomeno, o meglio, ne vediamo la faccia ulteriore. L’anarco-tirannia vuole da una parte tiranneggiare il cittadino, schiacciargli la faccia sotto lo stivale dell’autorità (come visto col COVID), ma al contempo desidera lasciar libero l’elemento barbaro immigrato, così da creare quel caos sociale che permette alle élite di prosperare libere dalla responsabilità di nutrire e proteggere il popolo, divenuto troppo impegnato a proteggersi e nutrirsi da sé.
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Ecco spiegata l’impotenza, pubblicamente esposta, delle forze dell’ordine. Possono avere davvero l’ordine di reprimere gli immigrati le questure dove gli uffici per i loro documenti sono dozzine mentre l’ufficio per fare una denuncia è uno, con ore di attesa per dire alle autorità cosa ti è accaduto?
Curtis Yarvin, il teorico del Dark Illumnism fautore del ritorno ad una forma di governo puramente monarchica, ha scritto su X: «La racaille [in francese, la «teppa», con riferimento ai disordini di questi giorni, ndr], un piccolo problema, è sintomo di un problema ben più profondo: uno Stato restio a risolverlo. Una tale perversità non si era quasi mai vista nella storia dell’umanità».
È più difficile di così: lo Stato, in profondità, non vuole risolvere il problema perché non lo ritiene un problema, ma un obiettivo. POSIWID (The Purpose of a System is What it Does): lo scopo di un sistema è ciò che fa.
E quindi, quello che è programmato per noi e per i nostri figli è un futuro di imbarbarimento a cui nessuno sembra volersi opporre. Milano è, come sempre, la prima città ad anticiparlo chiaramente, come fu per l’industrialismo, il fascismo, il futurismo, il craxismo, etc.
È a questo punto che bisogna invocare il suo Santo – il nostro Santo. Ambrogio. Lo sapete che il flagello, lo scudiscio, è un attributo iconografico tipico del vescovo e patrono di Milano.

Immagine di Vassia Atanassova via Wikimedia CC BY-SA 4.0
Nell’arte cristiana a partire dal Medioevo (fine dell’XI secolo), il flagello viene messo in mano ad Ambrogio per simboleggiare la sua energica difesa della fede cattolica contro le eresie, in particolare l’arianesimo sulla Trinità e sulla natura di Cristo. Ambrogio applicava la tolleranza zero: non dovevano esserci, a Milano, aree in cui gli eretici ariani potessero stare tranquillamente: tradotto in termini attuali, Ambrogio combatteva le no-go zone. L’integrità di Milano, e della fede, era la priorità del Santo.
Nell’iconografia, quindi, il flagello di Ambrogio rappresenta la forza della sua parola e il suo ruolo di pastore deciso nel proteggere il popolo a lui affidato.
Eccoci: sconfiggere l’elemento tossico, proteggere il popolo. È esattamente quello che serve oggi a Milano, all’Italia, all’Europa, al mondo. Alla Civiltà – che altro non è se non la Civiltà cristiana.
Per questo, preghiamo Ambrogio. Ed agiamo, il prima possibile. Perché nulla potrebbe sopravvivere alla barbarie. Né Milano, né la nostra civiltà, né i nostri figli.
Roberto Dal Bosco
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Immagine screenshot da Twitter
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