Economia
Il Parlamento Europeo ha votato per cancellare i motori a combustione interna. Senza sapere come
Il Parlamento Europeo ha votato per il divieto dei motori a combustione interna entro il 2035. Entro questa data sarà consentita solo la vendita di auto a emissioni zero.
La decisione è stata presa con 340 sì, 279 no e 21 astenuti. Una decisione politica così fondamentale è stata quindi presa con una magra maggioranza di voti. Il voto è vincolante ma l’esecutivo UE – la Commissione UE presieduta da Ursula Von der Leyen – potrebbe rivederlo nel 2026. Inoltre, come avviene sempre non è rappresentativo dei sentimenti nazionali. Ad esempio, tutti i partiti di governo italiani hanno votato contro.
L’economista italiano Michele Geraci ha commentato ironicamente «È sempre possibile che la scelta UE di vietare le auto a benzina entro il 2035 sia stata fatta sulla base di studi e analisi di accuratezza simile a quando la UE diceva che grazie alle sanzioni, l’export della Russia sarebbe crollato a $340mld. Poi è invece schizzato a $628».
È sempre possibile che la scelta #UE di vietare #auto #Benzina entro il 2035 sia stata fatta sulla base di studi e analisi di accuratezza simile a quando la UE diceva che grazie alla #Sanzioni, l’export della #Russia sarebbe crollato a $340mld. Poi è invece schizzato a $628 pic.twitter.com/RPGQ5k3b6J
— Prof Michele Geraci, fmr Undersecretary of State (@michele_geraci) February 15, 2023
Il già sottosegretario di governo ha condiviso su Twitter un’altra interessante considerazione statistica: «Il nostro modello da @climateinteract prevede che, anche con una totale transizione sui #VeicoliElettrici, il consumo di carbone aumenta proprio per la extra domanda di elettricità. Cala, però, il consumo di petrolio e l’effetto netto è una riduzione di 0.2 gradi, da 3.6 a 3.4»
Il nostro modello da @climateinteract prevede che, anche con una totale transizione sui #VeicoliElettrici, il consumo di carbone aumenta proprio per la extra domanda di elettricità. Cala, però, il consumo di petrolio e l’effetto netto è una riduzione di 0.2 gradi, da 3.6 a 3.4 pic.twitter.com/eNeAuwTRI6
— Prof Michele Geraci, fmr Undersecretary of State (@michele_geraci) February 15, 2023
Non è chiaro se vi sia già sul piatto una politica industriale pluridecennale da parte dell’Europa riguardo la transizione ai veicoli elettrici. Pare invece che l’Europa abbia gettato il cuore verde oltre l’ostacolo, senza nemmeno sapere come fare poi per andare a riprenderselo.
Ci riferiamo, ad esempio alla questione delle materie prime: ad esempio il litio, visto che le batterie a ioni di litio non hanno attualmente un’alternativa validata a livello tecnologico e di mercato. Ci si aspetterebbe, quindi, che Bruxelles si sia assicurata quantità sufficienti di litio per realizzare il suo titanico sforzo verso il verde – con partenariati con i Paesi produttori, con strategie con le grandi aziende minerarie, automobilistiche e di batterie, con piani geopolitici a medio-lungo termine.
Diciamo che non sembra proprio il caso. Come riportato da Renovatio 21, l’Europa si è spinta, anzi, a dichiarare «tossico per la riproduzione» il litio, di fatto mettendo a rischio i suoi stessi obiettivi di transizione energetica.
Economia
Trump afferma che gli Stati Uniti potrebbero controllare il 55% del petrolio mondiale
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti arriverebbero a controllare oltre la metà della produzione mondiale di petrolio qualora le compagnie americane riottenessero l’accesso all’industria petrolifera venezuelana.
Il Venezuela possiede le riserve petrolifere accertate più vaste al mondo e, negli anni 2000, sotto la presidenza del socialista Hugo Chávez, procedette alla nazionalizzazione degli asset delle imprese statunitensi.
Trump ha indicato proprio tale nazionalizzazione, da lui definita «ingiusta», come uno dei principali motivi che hanno portato, la scorsa settimana, all’invio di commando americani per rapire il successore di Chavez, il presidente venezuelano Nicolas Maduro, all’interno del suo complesso presidenziale a Caracas.
«Lavoreremo con il Venezuela», ha affermato Trump venerdì nel corso di un incontro alla Casa Bianca con i vertici dei principali colossi petroliferi americani: ExxonMobil, Chevron e ConocoPhillips.
«Le aziende statunitensi avranno la possibilità di ricostruire le infrastrutture energetiche del Venezuela e, alla fine, di incrementare la produzione di petrolio a livelli mai raggiunti in precedenza. Sommando Venezuela e Stati Uniti, arriveremmo a controllare il 55% del petrolio mondiale», ha precisato.
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Al termine dell’incontro, Trump ha annunciato che le imprese americane investiranno almeno 100 miliardi di dollari nello sviluppo della produzione petrolifera venezuelana. L’amministratore delegato di Exxon, Darren Woods, ha tuttavia sottolineato che il Venezuela rimane «non investibile» senza una profonda revisione normativa e una riorganizzazione complessiva del suo settore energetico.
Sebbene il governo venezuelano non abbia ancora confermato ufficialmente la concessione di accesso alle compagnie statunitensi, Delcy Rodríguez – stretta alleata di Maduro e autoproclamatasi presidente ad interim in sua assenza – ha dichiarato all’inizio di questa settimana che Caracas è disponibile a collaborare su progetti energetici con tutte le parti interessate, compresi gli Stati Uniti.
I rappresentanti venezuelani hanno denunciato con forza quello che definiscono il progetto di Trump di saccheggiare le risorse nazionali e hanno bollato il rapimento di Maduro come una gravissima violazione della sovranità del paese.
Lunedì, comparendo davanti a un giudice statunitense, Maduro si è dichiarato non colpevole delle accuse di traffico di stupefacenti e di armi mosse a suo carico.
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Economia
Gli ambasciatori dell’UE approvano l’accordo con il Mercosur in mezzo alla rivolta degli agricoltori
🚜 La Coordination rurale annonce le lancement d’actions étalées sur plusieurs jours pour protester contre les normes agricoles et le traité UE-Mercosur. Des agriculteurs ont pris la route de Paris et Lyon ce lundi matin. #Agriculture #Mercosurpic.twitter.com/c1YQPdPIA2
— TVL (@tvlofficiel) January 6, 2025
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LE PROTESTE CONTRO MERCOSUR: LA GIORNATA
MILANO ITALIA 🇮🇹🚜 Nelle ore dell’annuncio di un accordo traditore e a svantaggio dell’intero mondo agricolo italiano, centinaia di cittadini e agricoltori INSIEME manifestavano a Milano la propria contrarietà all’accordo ‘Mercosur’… pic.twitter.com/ueSHLzCbXg — @dessere88fenice (@dessere88fenice) January 10, 2026
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Economia
Trump afferma che il Venezuela cederà fino a 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti
Il presidente Donald Trump ha dichiarato martedì sera che le autorità provvisorie del Venezuela consegneranno agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio, subito dopo la drammatica cacciata del leader autoritario del paese sudamericano, Nicolás Maduro, da parte degli Stati Uniti.
Trump, in un post sui social media, ha affermato che il petrolio sarà venduto al prezzo di mercato, «e che quel denaro sarà controllato da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo del Venezuela e degli Stati Uniti!».
«Ho chiesto al Segretario all’Energia Chris Wright di attuare immediatamente questo piano», ha scritto Trump. «Sarà caricato su navi di stoccaggio e portato direttamente ai moli di scarico negli Stati Uniti».
Trump ha affermato che il petrolio consegnato agli Stati Uniti era «di alta qualità» e «sanzionato». Il Future sul greggio statunitense è sceso dell’1,3% a 56,39 dollari al barile sulla scia dell’annuncio del presidente.
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L’annuncio è arrivato tre giorni dopo che le forze statunitensi hanno catturato Maduro e sua moglie a Caracas e li hanno portati a New York, dove sono accusati di associazione a delinquere federale per traffico di droga. Il Wall Street Journal ha riferito martedì che Trump ha intenzione di incontrare i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere statunitensi Chevron, ConocoPhillips e Exxon Mobil, insieme ad altri produttori nazionali, alla Casa Bianca venerdì «per discutere di investimenti significativi nel settore petrolifero venezuelano».
Trump ha affermato che le compagnie petrolifere statunitensi finiranno per investire miliardi di dollari per riabilitare le obsolete capacità di produzione petrolifera del Venezuela.
Chevron è attualmente attiva in Venezuela, unica compagnia petrolifera statunitense a farlo. Le attività di ConocoPhillips ed Exxon furono nazionalizzate dall’allora presidente venezuelano Hugo Chávez a metà degli anni 2000.
Maduro e sua moglie, Cilia Flores, si sono dichiarati non colpevoli lunedì durante l’udienza preliminare presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti a Manhattan.
Durante il procedimento, Maduro disse al giudice Alvin Hellerstein di essere stato «rapito» e di essere un «prigioniero di guerra».
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