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Epidemie

Il morbillo terrorista e altre storie. Intervista a Stefano Montanari.

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A seguito del non ancora completato terrorismo mediatico mondiale sulla presunta «epidemia di morbillo» che avrebbe colpito in particolare l’America, Cristiano Lugli intervista il Dott. Stefano Montanari su questo ed altri recenti fatti di cronaca.

 

Dottor Montanari, il problema del morbillo sembra essere diventato il primo problema mondiale per eccellenza. Partiamo anzitutto da una domanda di carattere storico e personale: quando lei era piccolo il problema del morbillo era così sentito?

 

Siamo alla vera e propria presa in giro. Quando all’età di 9 anni io mi ammalai di morbillo, almeno un’altra quindicina di miei compagni di classe era a letto per lo stesso motivo. Consideri che io abitavo in una frazione della oggi mitica Maranello: qualche centinaio di abitanti al massimo. Naturalmente guarimmo tutti benissimo. Aggiungo che le nostre madri ci mandavano a giocare con i bambini ammalati di morbillo proprio perché ce lo prendessimo anche noi. Chi parla di epidemia deve scegliere: o è un ignorante o è un mascalzone.

 

Qualcuno dice invece che oggi ci troviamo davanti ad un’epidemia addirittura mondiale…

 

Possiamo aspettarci davvero di tutto. Ormai io non m’indigno nemmeno più. A parte i numeri che sono lontani parecchie ordini di grandezza dall’epidemia, tra i tanti aspetti ridicoli della vicenda c’è quello della scelta della malattia. È difficile trovarne una più benigna del morbillo e, addirittura, benefica perché rende immuni a vita e, nelle femmine, consente che un’immunità temporanea sia trasmessa alla prole. Eppure…

Le nostre madri ci mandavano a giocare con i bambini ammalati di morbillo proprio perché ce lo prendessimo anche noi. Chi parla di epidemia deve scegliere: o è un ignorante o è un mascalzone

 

 

Il Governatore di New York, Bill de Blasio, ha dichiarato lo stato di emergenza, ordinando l’obbligo di vaccinazione anti-morbillosa per tutti coloro i quali non vi si sono ancora sottoposti. Come vede questa scelta?

 

Io non mi occupo di psichiatria. Posso solo dire che il personaggio è del tutto incompetente in campo sanitario (basta leggerne il curriculum) e che Big Pharma dispone di argomenti molto convincenti.

 

Gli americani accusano alcune comunità ebraiche, in particolare una comunità ortodossa di Brooklyn, di aver causato l’epidemia di morbillo per aver rifiutato i vaccini. Non le pare strano che si arrivi addirittura ad attaccare le comunità ebraiche senza aver nemmeno un briciolo di paura di essere tacciati di anti-semitismo (perché di anti-semitismo vaccinale in effetti si tratta)?

 

Mi è difficile farmi un’idea precisa del livello di demenza di certi personaggi, e mi fermo alla sola demenza. Certo che gli ebrei ci avranno fatto il callo ad essere incolpati di qualunque misfatto, per inesistente che il misfatto sia.

 

Gli ebrei di New York hanno dichiarato di aver rifiutato la vaccinazione anti-morbillo perché contraria alla legge di Dio per via di alcuni componenti (fra cui, principalmente, le linee cellulari di feti abortiti e le cellule di maiale, animale proibito dall’Antico Testamento). Questo pare quanto meno essere un sintomo di coerenza, non trova?

 

Una coerenza che, fatti alla mano, non mi pare condivisa da altri gruppi religiosi.

 

Non crede che le comunità religiose abbiano tutto il diritto di far valere la propria obiezione di coscienza laddove è violata da alcune componenti presenti nei farmaci come, in questo caso e nel periodo attuale, i vaccini?

 

Mi pare del tutto ovvio. Io, però, non parlerei solo di obiezione religiosa o filosofica giù fino al livello degli animalisti, dei vegani e dei vegetariani verso cui, beninteso, porto il massimo rispetto. Il mio mestiere mi porta inevitabilmente a conoscere tanti degli aspetti negativi dei vaccini e pure la loro inefficacia provata addirittura dai dati ufficiali raccolti da enti di stati almeno dall’inizio del Novecento. Mi chiedo per quale ragione io debba essere costretto ad iniettarmi quella roba quando la conosco fin troppo bene.

 

Eppure in Italia di questa possibilità non si parla – o comunque se ne parla poco…

 

La cosiddetta informazione è nelle mani saldissime dell’industria farmaceutica. Se questa interrompesse l’erogazione di più o meno grasse prebende, ci sarebbe chi sarebbe costretto a chiudere bottega

La cosiddetta informazione è nelle mani saldissime dell’industria farmaceutica. Se questa interrompesse l’erogazione di più o meno grasse prebende, ci sarebbe chi sarebbe costretto a chiudere bottega e chi, comunque, dovrebbe rinunciare a qualcosa: magari anche solo a quella visibilità che tanto lo attizza. E, allora, il popolo deve per necessità essere amorevolmente allevato e conservato nella più impermeabile ignoranza. E lo è tanto da essere trasformato nel più agguerrito degli alleati dei suoi carnefici.

 

Anche in Russia, come avrà letto, è successo un fatto davvero interessante: la Chiesa Ortodossa ha pubblicato un comunicato emesso dalla Commissione Patriarcale sulla Famiglia e Protezione della Maternità e dell’Infanzia che si oppone pubblicamente ed energicamente alla volontà del governo per rendere obbligatorie le vaccinazioni per i bambini: «Innanzitutto, la preoccupazione per il benessere dei bambini, inclusa la loro salute, è affidata da Dio ai loro genitori: lo stato e la società dovrebbero rispettare la priorità dei diritti dei genitori».

Cosa pensa questa posizione assunta dal Patriarcato di Mosca?

 

La Chiesa Ortodossa russa è stata capace di sopravvivere per decenni a persecuzioni pesanti. Evidentemente loro sono allenati, sanno avere coerenza e dignità. Non altrettanto si può dire di altri schieramenti religiosi.

 

Parliamo di vaccini etici. Di recente si è detto che Renovatio 21 sarebbe favorevole a «vaccini etici». Ciò, ovviamente, non corrisponde al vero, e lo abbiamo già ampliamento spiegato in un precedente articolo. Chiediamo a lei, in qualità di scienziato, di farci capire su quali criteri si dovrebbe invece basare l’etica scientifica e se quest’ultima è seguita dall’attuale mondo scientifico.

La Chiesa Ortodossa russa è stata capace di sopravvivere per decenni a persecuzioni pesanti. Evidentemente loro sono allenati, sanno avere coerenza e dignità. Non altrettanto si può dire di altri schieramenti religiosi.

 

L’aggettivo di etico non ha nulla a che fare con i vaccini. Capisco che per un cristiano l’uso più che barbaro di feti abortiti a pagamento, in aggiunta per mere questioni industriali, possa risultare difficile da digerire, anche se le massime autorità religiose non sembrano farci caso. Ciò che fatico a capire, invece, è come si possa estrarre dal vocabolario un aggettivo come “etico”. I vaccini contengono inquinanti come le particelle di cui noi ci occupiamo da oltre vent’anni, contengono antibiotici che non si possono somministrare ai neonati, sostanze espressamente vietate in medicina, addirittura pesticidi… Come potrebbe un prodotto del genere avere un’etica?

 

A mio parere l’errore di comunicazione, un errore che forse ha portato ad un malinteso, è stato quello di apporre quell’aggettivo al vaccino, inducendo, magari senza volerlo, l’idea che qualcosa di simile possa esistere. Per essere “etico” un vaccino dovrebbe essere non solo esente da infrazioni religiose, dall’aborto all’uso dei maiali o di altri animali come da insegnamento di varie religioni orientali, ma privo di qualunque contaminante, privo di effetti collaterali e, soprattutto, forte di un’efficacia dimostrata non a chiacchiere ma a fatti. Nulla di tutto questo rappresenta il vaccino. Anzi, siamo agli antipodi rispetto a queste che sono vere e proprie esigenze.

 

Spesso sento dire “sì, però i vaccini ci hanno salvato da malattie terribili”, il che è clamorosamente falso e tutti i dati statistici dimostrano con chiarezza lampante l’esatto contrario. Ma l’ignoranza accuratamente costruita e trasformata in superstizione ha preso il sopravvento. Così, di certo ci sarà chi si aggrappa a quell’aggettivo, magari accontentandosi di un vaccino ricavato da un pollo, da un coniglio, da una scimmia o da qualche altro animale. Tutto con buona pace, naturalmente, degli animalisti, dei vegani, dei vegetariani e dei buddisti. Un po’ di coscienze a posto e tutto gattopardescamente come prima.

 

Dal momento che i vaccini, come da lei e sua moglie ampiamente mostrato attraverso preziose analisi portate avanti da anni, contengono non pochi veleni inoculati nel corpo di milioni di bambini, le pare corretto che si parli sempre e comunque di «libertà di scelta»?

 

La libertà esiste solo se c’è consapevolezza. Non si può scegliere se non si hanno gli elementi culturali per farlo, ed è proprio l’ignoranza costruita tra astuzia e violenza la grande forza di chi lucra, e tanto, sui vaccini, infischiandosi bellamente degli effetti e delle conseguenze.

La libertà esiste solo se c’è consapevolezza. Non si può scegliere se non si hanno gli elementi culturali per farlo, ed è proprio l’ignoranza costruita tra astuzia e violenza la grande forza di chi lucra, e tanto, sui vaccini, infischiandosi bellamente degli effetti e delle conseguenze.

 

Se è vero che ognuno ha il diritto di avvelenarsi con ciò che gli pare e piace, è vero però anche, secondo noi, che questo ragionamento non può valere per i bambini che di potere decisionale ancora non ne hanno. Non crede?

 

Certo. Il primo dovere dei genitori è quello di prendersi cura della prole, cosa impossibile se si è ipnotizzati. Sottolineo, poi, un’ovvietà: i bambini non hanno nessuna colpa se si ritrovano dei genitori inadatti.

 

Platone parlava di democrazia e tirannia. Oggi questi argomenti sembrano più attuali che mai. Crede che sia il sistema democratico ad essere fallace, o l’uomo ad approfittarsi di esso fino a renderlo, in conclusione, tirannico?

 

Come diceva Churchill con il classico humour britannico, la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme di governo sperimentate ad oggi. La debolezza principale della democrazia sta nella sua stessa forza filosofica: i numeri. In democrazia a vincere è la maggioranza e, allora, basta distorcere le menti per fabbricarsi una maggioranza e diventare padroni del mondo. Big Pharma lo ha capito, ha agito, naturalmente potendolo fare a suon di quattrini, e tanti, e sta vincendo a mani basse.

I bambini non hanno nessuna colpa se si ritrovano dei genitori inadatti

 

 

Lei ora ci risponde da Ginevra, dove spesso va con la dottoressa Gatti per l’importante collaborazione che da tempo mantenete con il Centro Stelior. Il futuro suo e di sua moglie possiamo sperare che sia ancora in Italia, o dobbiamo preoccuparci?

 

Io sono un vecchio sportivo: la mia partita si gioca in Italia. E, da sportivo, io sono pronto a battermi contro chiunque con lealtà e questo chiedo da anni. Malauguratamente non trovo avversari che abbiano il coraggio di misurarsi. Sia chiaro: ognuno faccia ciò che più gli aggrada, ma nessuno può permettersi di costringere il prossimo.

 

 

Cristiani Lugli

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Epidemie

Nuovo virus incurabile compare tra le zecche

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Sembra che non passi mese senza sentire notizie sempre più preoccupanti che arrivano dal mondo di una creatura di cui, fino a pochi anni fa, si parlava pochissimo: la zecca. Essa ora si sta, in maniera davvero inquietante, prendendosi la scena riguardo le questioni sanitarie e, per chi uniscono i puntini di questa strana ascesa, perfino politica.

 

I danni delle zecche sembrano sempre più consistentemente andare al di là della giù di per sé terrificante sindrome di Lyme, per la quale, ovviamente, Pfizer sta preparando il vaccino.

 

A Nuova York in questi giorni è stato confermato il primo caso di virus Bourbon, il che ha spinto i ricercatori a chiedere un’intensificazione della sorveglianza e dei test, in un contesto di avvertimenti secondo cui questa rara infezione trasmessa dalle zecche potrebbe essere più diffusa di quanto si pensi attualmente.

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Scoperto nel 2014 e chiamato così in onore della contea di Bourbon, in Kansas, dove è stato identificato per la prima volta, si ritiene che il virus venga trasmesso dalla zecca della stella solitaria. Non esiste un vaccino o una cura per prevenire o trattare la malattia. I sintomi includono febbre, affaticamento, eruzione cutanea, mal di testa, dolori muscolari, nausea e vomito.

 

Da quando il virus è stato identificato, sono stati segnalati solo sei casi umani, principalmente negli Stati Uniti centrali. Il primo paziente noto, a cui è stata diagnosticata la malattia in Kansas nel 2014, è deceduto.

 

Secondo uno studio della Stony Brook Medicine pubblicato il mese scorso, il virus Bourbon «potrebbe presto iniziare a complicare le diagnosi se dovesse diffondersi maggiormente quest’estate e nei prossimi anni».

 

Tra il 2019 e il 2024, i ricercatori hanno analizzato campioni di sangue prelevati da 107 pazienti che avevano sviluppato febbre e altri sintomi in seguito a recenti punture di zecca nella contea di Suffolk, scoprendo che due di loro presentavano anticorpi contro il virus Bourbon.

 

Uno dei pazienti, un uomo di 67 anni di Long Island, ha sviluppato sintomi gravi ed è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato morso da una zecca della stella solitaria nel 2021. Inizialmente è stato trattato con doxiciclina per sospetta malattia di Lyme, ma la stanchezza e i forti mal di testa non sono migliorati. Alla fine è guarito completamente, ma una nuova analisi dei risultati ha mostrato un aumento di otto volte dei livelli di anticorpi contro il virus Bourbon in un mese, confermando l’infezione.

 

«A Nuova York e nel Nord-Est degli Stati Uniti sono presenti moltissime zecche della specie Amblyomma americanum. Le popolazioni sono dense e, quando una persona viene infettata dal virus Bourbon, i sintomi sono simili a quelli di altre infezioni trasmesse dalle zecche», ha affermato il dottor Luis Marcos, professore alla Stony Brook Medicine e direttore della clinica per le malattie trasmesse dalle zecche.

 

«Per questi motivi, è probabile che il virus Bourbon sia più diffuso di quanto pensiamo nella nostra regione, e che altri casi non vengano diagnosticati».

 

Al momento non è disponibile alcun test diagnostico commerciale e i campioni sospetti a Nuova York devono essere inviati al dipartimento della Salute dello Stato per analisi specializzate. I ricercatori hanno chiesto un ampliamento della sorveglianza e dei test, sostenendo che senza identificare la causa di un’infezione, le possibilità di sviluppare test diagnostici accurati o trattamenti efficaci «sono minime».

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Le zecche della stella solitaria sono aracnidi aggressivi, di colore bruno-rossastro, ematofagi. Le femmine adulte sono riconoscibili per una vistosa macchia bianca sul dorso, mentre le ninfe e le femmine adulte mordono più frequentemente gli esseri umani e diffondono malattie, secondo il CDC.

 

Precedentemente concentrata nel Sud degli Stati Uniti, questa specie si è diffusa in gran parte della costa orientale e ora si può trovare fino al Maine. I suoi morsi possono trasmettere l’ehrlichiosi, la malattia da virus Heartland e la tularemia.

 

Tale tipo di zecca è stato anche collegato alla sindrome allergica alle zecche (SAMS) e – significativamente – alla sindrome alfa-gal, un’allergia alla carne rossa.

 

Qui si innesta un discorso vertiginoso sul possibile uso di aracnidi bioingegnerizzati per far decrementare il consumo di carne, ritenuto dalle élite mondialiste come un grande problema ambientale.

 

Come riportato da Renovatio 21, anni fa aveva destato scalpore la proposta di un bioeticista legato al WEF di bioingegnerizzare esseri umani con intolleranza alla carne in nome della lotta al cambiamento climatico. Nella sua proposta il dottor Matthew Liao, direttore del Centro per la bioetica del College of Global Public Health presso la New York University, nominava specificatamente la zecca della stella solitaria.

 

«La gente mangia troppa carne. E se dovessero ridurre il loro consumo di carne, allora aiuterebbe davvero il pianeta», aveva dichiarato il professor Liao. «Quindi ecco un pensiero. Quindi si scopre che ne sappiamo molto: abbiamo queste intolleranze», ha continuato il Liao. «Per esempio ho un’intolleranza al latte. E alcune persone sono intolleranti ai gamberi. Quindi forse possiamo usare l’ingegneria umana per dimostrare che siamo intolleranti a certi tipi di carne, a certi tipi di proteine ​​bovine».

 

«C’è questa cosa chiamata zecca della stella solitaria che se ti morde diventerai allergico alla carne. Quindi è qualcosa che possiamo fare attraverso l’ingegneria umana. Possiamo forse affrontare problemi mondiali davvero grandi attraverso l’ingegneria umana».

 


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La sindrome alfa-gal è stata indicata come causa din un caso degli anni scorsi. La saliva della zecca contiene una molecola di zucchero chiamata alfa-gal. Questa stessa molecola si trova nella carne di molti mammiferi, tra cui maiali e bovini. Il morso della zecca può scatenare una risposta immunitaria eccessiva, che porta a reazioni allergiche quando l’alfa-gal viene nuovamente a contatto con l’organismo. Alcune persone sviluppano orticaria, diarrea o vomito dopo aver mangiato un hamburger o della pancetta, o dopo aver consumato latticini.

 

Le zecche insomma, come le zanzare, potrebbero rientrare in un vasto programma eugenetico mondiale.

 

Le inquietanti dichiarazioni del bioeticista legato al WEF sono da collegarsi con recenti rivelazioni, sempre più credibili, di programmi di guerra biologica tramite le zecche: secondo alcuni, la malattia di Lyme potrebbe quindi essere uscita da un laboratorio americano che utilizzava le zecche come vettore epidemico-militare.

 

Va notato come le zecche, e la malattia di Lyme, si stiano diffondendo ora in tutta Europa, Italia compresa, così come ossessivi programmi vaccinali portati innanzi dalla regioni – si tratta, tuttavia, dell’encefalopatia, non del Lyme, per cui la protezione offerta è quantomeno limitata.

 

Lo scorso anno, un po’ a scoppio ritardato, il governatore della Florida Ron DeSantis ha pubblicamente respinto l’idea che gli esseri umani possano essere modificati geneticamente per sviluppare un’allergia alla carne rossa come un modo per limitare il consumo di carne e proteggere l’ambiente.

 

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 Immagine di Robert Webster via Wikimedia pubblicata su licenza CC-BY-SA-4.0

 

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Epidemie

Ciclosporiasi, l’epidemia di «diarrea esplosiva» uccide due michiganoani

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Due persone sono morte in Michigan a causa della vasta epidemia di ciclosporiasi che ha colpito lo stato, un raro caso di decesso causato da questo parassita intestinale, hanno dichiarato lunedì le autorità sanitarie.   Il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani del Michigan (MDHHS) ha dichiarato che i decessi sono stati identificati nell’ambito dell’epidemia in corso, che finora ha contagiato 11.234 persone in tutto lo stato. Giovedì, 193 persone con infezioni accertate hanno dichiarato di essere state ricoverate in ospedale.   Secondo l’agenzia, le cartelle cliniche mostravano che entrambe le persone decedute «presentavano gravi patologie pregresse che potrebbero essere state aggravate dalla ciclosporiasi e dalla disidratazione». I funzionari hanno dichiarato che non verranno rilasciate ulteriori informazioni sui casi.

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Le autorità sanitarie statali continuano a indagare sull’origine dell’epidemia e hanno affermato che le prove disponibili indicano la lattuga o le verdure a foglia verde come possibili responsabili. Tuttavia, gli investigatori hanno avvertito che non sono stati esclusi altri alimenti e che non è stato identificato alcun tipo specifico di prodotto, coltivatore o fornitore.   Il MDHHS ha dichiarato di collaborare con i dipartimenti sanitari locali e altri partner nel corso delle indagini e che fornirà aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori informazioni.   La ciclosporiasi è una malattia intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis. Il sintomo caratteristico dell’infezione da ciclosporiasi è una diarrea acquosa, spesso «esplosiva», che può durare settimane o addirittura mesi se non trattata, secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention). Altri sintomi includono forti crampi addominali, gonfiore, nausea, affaticamento e una significativa perdita di peso.   Le autorità sanitarie hanno sottolineato che la ciclosporiasi non è generalmente considerata una malattia mortale e che i decessi associati all’infezione sono rari negli Stati Uniti.   Come riportato da Renovatio 21, l’allarme per il parassita diarroico risale al mese scorso, con centinaia di persone colpite. Sotto accusa è stata messa la lattuga servita nella famosa catena di cibo messicano Taco Bell.

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Epidemie

I bambini nati durante il lockdown mostrano una ridotta funzione esecutiva all’età di 4 anni: studio

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Secondo un nuovo studio, i bambini nati durante il primo lockdown dovuto alla pandemia mostrano una ridotta funzione esecutiva, un indicatore chiave del controllo comportamentale, all’età di 4 anni.

 

La funzione esecutiva può essere concettualizzata come una sorta di «sistema di gestione» del cervello che consente all’individuo di svolgere compiti cognitivi di livello superiore come la pianificazione, la concentrazione, la memoria, il controllo degli impulsi e l’adattamento di piani e comportamenti in risposta al mutare delle circostanze.

 

Le funzioni esecutive sono principalmente associate alla regione della corteccia prefrontale del cervello. Le difficoltà nelle funzioni esecutive sono solitamente associate a condizioni come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), l’invecchiamento e le lesioni cerebrali. Possono verificarsi anche riduzioni transitorie a seguito di stress e privazione del sonno.

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I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 205 bambini nati in Gran Bretagna tra il 23 marzo e il 23 giugno 2020. I bambini sono stati sottoposti a valutazioni standardizzate all’età di quattro anni per una varietà di tratti dello sviluppo, tra cui il linguaggio espressivo e ricettivo, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale. Gli scienziati hanno quindi confrontato le valutazioni con quelle di un altro gruppo nato e valutato prima della pandemia.

 

Lo studio ha dimostrato che, sebbene alcuni parametri relativi alla coorte pandemica fossero nella norma, come la struttura delle frasi, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale, un numero significativamente maggiore di bambini ha mostrato una ridotta funzione esecutiva. Anche i punteggi molto bassi relativi alla struttura delle parole sono risultati più frequenti.

 

Lo studio si aggiunge a un crescente numero di prove che dimostrano come le restrizioni sociali imposte dalla pandemia abbiano avuto gravi effetti negativi sullo sviluppo infantile. Uno studio condotto su bambini scozzesi, ad esempio, ha mostrato un aumento del 6,6% nella percentuale di bambini piccoli con almeno un problema di sviluppo durante le 72 settimane di misure di distanziamento sociale.

 

Un altro studio ha dimostrato che i lockdown hanno interrotto lo sviluppo di un’abilità sociale fondamentale nei bambini piccoli: lo sviluppo della teoria della mente, che permette ai bambini di assumere la prospettiva di un’altra persona.

 

Come riportato da Renovatio 21, un anno fa uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports suggerisce che i lockdown e le altre misure adottate per prevenire la diffusione del COVID-19 hanno causato danni gravi e potenzialmente irreversibili ai bambini in età prescolare.

 

Anche il maggiore quotidiano del pianeta, il New York Times, già quattro anni fa ammise il danno procurato dai lockdown ai bambini. L’articolo, pubblicato a metà novembre, si intitola «Ecco le prove sorprendenti della perdita di apprendimento».

 

La lista dei danni dei lockdown sui bambini studiati dall’accademia è oramai imponenti. Il danno è autoevidente, a partire dal chiaro ritardo nell’apprendimento di alcuni a certi disegni disturbanti emersi.

 

Uno studio britannico aveva rilevato che molti bambini che iniziano la scuola elementare hanno abilità verbali gravemente sottosviluppate, e molti non sono nemmeno in grado di pronunciare il proprio nome.

 

La canadese York University ha rilevato in uno studio che i bambini ora «hanno difficoltà di riconoscere i volti a causa della mascherina».

 

Come riportato da Renovatio 21, una logopedista statunitense ha asserito di aver osservato un aumento del 364% delle segnalazioni di pazienti neonati e bambini piccoli che abbisognano di aiuto per il linguaggio non sviluppato.

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Un altro studio ha rivelato come i punteggi medi di quoziente intellettivo tra bambini nati durante la pandemia siano crollati di ben 22 punti mentre le prestazioni verbali, motorie e cognitive hanno tutte sofferto a causa del lockdown. La dannosità delle mascherine a livello respiratorio è stata sottolineata anche dall’agenzia tedesca per la protezione dei consumatori.

 

Secondo un rapporto di Ofsted, istituzione governativa britannica, la mascherina ha creato una generazione di bambini con problemi nel linguaggio e nelle relazioni.

 

Vi sarebbero poi problemi al sistema immunitario dei piccoli costretti alla clausura. Pochi mesi fa è emerso come bambini venivano colpiti, fuori stagione, da tre virus contemporaneamente – qualcosa di assolutamente raro, prima.

 

Qualcuno così propone una connessione tra l’inusuale aumento delle epatiti fra i bambini e le restrizioni pandemiche.

 

Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, i lockdown hanno portato 60.000 bambini britannici alla depressione clinica. Un’analogo aumento della depressione giovanile è stata rilevata in Italia dall’ISS.

 

In Italia si sta assistendo anche al fluire di un’aneddotica significativa sull’aumento della violenza fra i giovani.

 

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