Geopolitica
Il ministro degli Esteri tedesco definisce Xi «un dittatore»
Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha definito il presidente cinese Xi Jinping un «dittatore», avvertendo che una vittoria russa nel conflitto ucraino potrebbe incoraggiare leader come lui. Si tratta, per il massimo esponente della diplomazia del principale Paese d’Europa, di una dichiarazione clamorosa quanto sconsiderata.
In un’intervista con Fox News rilasciata giovedì, alla Baerbock è stato chiesto il suo punto di vista su come Berlino e l’Occidente pensano che finiranno le ostilità tra Kiev e Mosca. Secondo il ministro degli Esteri l’unico risultato può essere «la libertà e la pace in Ucraina».
Perché se Putin «dovesse vincere questa guerra, quale segnale sarebbe per gli altri dittatori nel mondo? Come Xi, il presidente cinese? Quindi, quindi, l’Ucraina deve vincere questa guerra», ha detto, ribadendo l’impegno della Germania a sostenere Kiev “per tutto il tempo necessario”.
German Foreign Minister Annalena Baerbock calls Chinese President Xi Jinping a DICTATOR on live news.
Germany’s top imports are from China. Talk about vassal shooting it’s own foot to please thy master.
— The Poll Lady (@ThePollLady) September 15, 2023
Il Ministero degli Esteri cinese non ha ancora commentato queste osservazioni.
La Baerbock non è il primo leader occidentale ad etichettare apertamente Xi come un «dittatore» negli ultimi mesi. A giugno, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha rilasciato una dichiarazione simile in seguito a un incidente che ha coinvolto un pallone aerostatico cinese entrato nello spazio aereo statunitense poi abbattuto da un caccia USA. Mentre Washington affermava che il pallone stava spiando le strutture militari statunitensi, Pechino negava l’accusa, affermando che aveva deviato dalla rotta a causa di «fattori di forza maggiore».
«Questo è un grande imbarazzo per i dittatori», aveva detto allora il Biden. A tali osservazioni Pechino ha reagito duramente, definendole «estremamente assurde e irresponsabili».
I commenti della Baerbock arrivano anche dopo che il governo tedesco ha pubblicato a luglio la sua prima «Strategia sulla Cina», che chiedeva un cambiamento nel suo approccio nei confronti di Pechino. Il documento insisteva sulla riduzione della dipendenza del Paese dalla Cina – il principale partner commerciale della Germania – in una serie di «settori critici», tra cui la medicina, le batterie al litio e gli elementi utilizzati nella produzione di chip.
Pur riconoscendo che la Cina rimane il partner chiave della Germania nella lotta al cambiamento climatico e nella promozione dello sviluppo sostenibile, Berlino ha espresso preoccupazione per quelle che ha definito le politiche sempre più assertive di Pechino e i tentativi di «rimodellare l’ordine internazionale esistente basato su regole».
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Ad aprile, la Baerbock aveva avvertito l’Europa di non chiudere un occhio sulle tensioni tra Pechino e Taiwan sottolineando che ciò potrebbe portare a uno «scenario peggiore» per l’economia globale.
L’uscita del ministro ha dell’incredibile, considerando che ad ogni modo nel 2022 Berlino ha visto importazioni dalla Cina per 195,18 miliardi di dollari ed esportazioni verso la Cina per 107,4 miliardi.
Come la verde Baerbock, capace di tali sparate sconsiderate, possa essere diventata ministro degli Esteri resta un mistero. Tuttavia, ricordiamo in Italia il caso del ministro Di Maio preso in giro senza pietà dal ministero degli Esteri russo. Come noto, reagì anche lui con un insulto diretto ad Est, dicendo in diretta TV che Putin è «più atroce di un animale», anche se ammettiamo cosa esattamente volesse dire usando quell’aggettivo.
Il caso del ministro degli Esteri tedesco è aggravato da dichiarazioni via via sempre più pericolose.
La Baerbock, allieva della London School for Economics (un tempio della democrazia, certo), è arrivata a dire che avrebbe sostenuto l’Ucraina anche contro il volere del suo stesso elettorato. Ad inizio anno aveva implicitamente dichiarato guerra alla Federazione Russa: «noi stiamo combattendo una guerra contro la Russia, non fra noi» aveva dichiarato solennemente il ministro germanico per spronare i partner europei a «fare di più» per l’Ucraina in una seduta all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa».
Come riportato da Renovatio 21, la Baerbock la settimana scorsa si era fatta insultare pubblicamente dal ministro degli Esteri ucraino Kuleba, che le ha detto in faccia, in conferenza stampa, che i missili Taurus tedeschi sarebbero stati comunque consegnati a Kiev, sarebbe solo questione di tempo, di fatto ridicolizzando l’autonomia decisionale di Berlino.
Immagine di Michael Brandtner via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Washington sta cercando il prossimo leader di Cuba
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Geopolitica
Colono ebreo armato accusato della morte di un leader palestinese in Cisgiordania
Giovedì i procuratori israeliani hanno formalizzato l’accusa di omicidio colposo a carico del colono ebreo Yinon Levi in relazione all’uccisione a colpi d’arma da fuoco, avvenuta nel 2025 nella Cisgiordania occupata, della leader della comunità palestinese Awdah Hathaleen. Si tratta della prima incriminazione di questo genere in sette anni.
Hathaleen, insegnante di 31 anni, è stata uccisa il 28 luglio durante uno scontro con un gruppo di coloni che avevano introdotto escavatori nel villaggio di Umm al-Khair per livellare il terreno e realizzare un nuovo avamposto. Gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono considerati illegali dal diritto internazionale, poiché le Nazioni Unite li ritengono un ostacolo alla nascita di uno Stato palestinese indipendente.
Le immagini dell’episodio mostrano Levi mentre brandisce una pistola durante lo scontro con i residenti e apre il fuoco contro la folla. Si odono alcuni degli uomini che lo circondano gridare «Sparatemi» in inglese. Secondo l’atto d’accusa, citato da Haaretz, Levi ha esploso un colpo verso degli edifici «agendo in modo sconsiderato, consapevole della possibilità che le sue azioni potessero causare la morte di qualcuno».
Se dichiarato colpevole, rischia fino a 12 anni di reclusione. Levi era stato inserito nella lista degli «estremisti violenti» dall’amministrazione Biden, ma il presidente statunitense Donald Trump lo ha cancellato dalle sanzioni americane nel 2025. Resta comunque soggetto alle sanzioni dell’Unione europea.
El grupo DDHH B’Tselem publica vídeo del periodista palestino Awdah Hathaleen filmando su propio asesinato a manos del colono israelí Yinon Levi
Como es habitual en Israel, juez liberó rápidamente a Levi, a pesar d q las imágenes muestran q le disparó a Hathaleen a sangre fría pic.twitter.com/788KmMSqRc
— aapayés (@aapayes) August 11, 2025
This is the settler who killed our dear friend ‘Awdah Hathaleen.
At the end of the video, he fires the bullet that took the life of ‘Awdah
Today, the apartheid court decided to release him to house arrest.
Yinon Levi, a settler sanctioned by 9 countries (now 8, because of Trump) pic.twitter.com/pwFBFVmBkc— Basel Adra (@basel_adra) July 29, 2025
An Israeli settler just shot Odeh Hadalin in the lungs, a remarkable activist who helped us film No Other Land in Masafer Yatta. Residents identified Yinon Levi, sanctioned by the EU and US, as the shooter. This is him in the video firing like crazy. pic.twitter.com/xH1Uo6L1wN
— Yuval Abraham יובל אברהם (@yuval_abraham) July 28, 2025
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Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, coloni e soldati israeliani hanno ucciso almeno 1.100 palestinesi in Cisgiordania dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas a Gaza nell’ottobre 2023.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din evidenzia che Levi è il primo civile israeliano a essere incriminato per la morte di un palestinese in Cisgiordania dal 2019. I dati dell’associazione, riportati dai media israeliani, indicano che tra il 2005 e il 2025 oltre il 90% dei casi non ha portato ad alcuna incriminazione e soltanto il 3% si è concluso con una condanna.
Negli ultimi anni Israele ha intensificato l’espansione degli insediamenti, una politica sostenuta da esponenti politici tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il mese scorso Smotrich ha annunciato lo stanziamento di circa 440 milioni di dollari per la creazione di 34 nuovi insediamenti, provocando la condanna delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata. Una moschea è stata data alle fiamme nel villaggio palestinese di Tal.
Due settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
I coloni due mesi fa hanno incendiato la città cristiana di Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania come Taybeh, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
La Knesset ha votato la proposta di legge di Ben-Gvir (che gira con una spilla a forma di cappio e festeggia il compleanno con torte sempre a tema di impiccagione) per dare la pena di morte ai «terroristi», intendendo per questi solo i palestinesi.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Attacco su vasta scala Houthi contro le forze sostenute dai sauditi
Reports are emerging of a significant Houthi assault on the Saudi backed Yemen Emergency Forces encampment near Marib, Yemen with several casualties reported. This video purports to show the aftermath of one of the attacks, though it has not been verified.
Marib is the… pic.twitter.com/6LmQyHkhW2 — OSINTdefender (@sentdefender) August 6, 2026
From point-blank range: Very powerful footage showing Yemeni army forces storming positions of the Iran-backed Houthi group on the Marib front.
– Yemeni army soldiers are seen assaulting Houthi positions. pic.twitter.com/gKpOt91Gnu — The Middle East (@A_M_R_M1) August 7, 2026
Footage shows a large fire erupting in Saudi Arabia’s Najran region just hours after Yemen said it targeted a military facility there with a rocket attack.
A Yemeni drone attack targeted Saudi-backed militia positions in the Hadhramaut province. LOUD explosions. U.S. media… pic.twitter.com/HQsZZGtbUh — Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) August 7, 2026
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