Guerra cibernetica
Il Colorado pubblica le password del sistema di voto
L’ufficio del Segretario di Stato del Colorado ha pubblicato accidentalmente sul suo sito web un documento contenente numerose password del sistema di voto, hanno ammesso martedì le autorità dello Stato americano.
L’ufficio del Segretario di Stato del Colorado ha dichiarato di aver preso provvedimenti immediati dopo essere stato informato della violazione, oltre ad aver informato la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency. «Il foglio di calcolo presente sul sito web del Dipartimento includeva impropriamente una scheda nascosta contenente password parziali per alcuni componenti dei sistemi di voto del Colorado», hanno affermato i funzionari.
«Ciò non rappresenta una minaccia immediata alla sicurezza delle elezioni in Colorado, né avrà ripercussioni sul conteggio delle schede», ha affermato il portavoce Jack Todd in un comunicato stampa.
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Le password erano solo uno strato di sicurezza che protegge le elezioni statali, ha sottolineato il portavoce. Ci sono due password univoche per ogni pezzo di equipaggiamento elettorale, entrambe utilizzabili solo con «accesso fisico di persona» a un sistema di voto. I sistemi stessi sono protetti da videosorveglianza e richiedono badge identificativi per l’accesso, ha detto Todd. «È un reato accedere all’equipaggiamento di voto senza autorizzazione», ha aggiunto.
Secondo 9News, la vicepresidente repubblicana del Colorado Hope Scheppelman ha condiviso un file contenente una scheda nascosta in un’e-mail di massa, che includeva anche una dichiarazione giurata di una persona anonima che afferma di aver scaricato il file Excel dal sito web del segretario di Stato e di essere riuscita a leggere la scheda nascosta semplicemente cliccando su «Mostra».
La segretaria di Stato del Colorado Jena Griswold ha minimizzato l’incidente. «Per essere molto chiari, non lo consideriamo una minaccia completa alla sicurezza dello Stato. Non è una minaccia alla sicurezza», ha detto a 9News martedì sera. La Griswold ha osservato che il documento era sul sito web del governo da diversi mesi prima che l’errore venisse reso pubblico.
Il Partito Repubblicano del Colorado ha rilasciato una dichiarazione, affermando che sono state compromesse oltre 600 cosiddette password BIOS per le apparecchiature di voto in 63 delle 64 contee dello Stato.
«È davvero scioccante. Nella migliore delle ipotesi, anche se le password fossero obsolete, ciò rappresenta una significativa incompetenza e negligenza e solleva enormi interrogativi sulla gestione delle password e altri protocolli di sicurezza di base ai massimi livelli all’interno dell’ufficio di Griswold», ha affermato il presidente del GOP del Colorado Dave Williams.
L’incidente avviene a meno di una settimana dalle elezioni presidenziali statunitensi del 5 novembre. Repubblicani e democratici si sono accusati a vicenda di minare la fiducia nel giusto esito del voto e di tentare di usare mezzi illeciti per influenzare le elezioni a loro favore.
All’inizio di questo mese, l’ex impiegata della contea del Colorado Tina Peters è stata condannata a nove anni di carcere per aver consentito a una persona non autorizzata di accedere al sistema elettorale. Peters ha affermato di aver tentato di trovare prove della presunta frode della macchina per il voto che il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump ha affermato gli sia costata le elezioni del 2020.
Trump continua a insistere sul fatto che le elezioni sono state «rubate», e ha dichiarato nel recente podcast di Joe Rogan che Elon Musk gli avrebbe assicurato che l’unico modo per avere elezioni sicure è quello di tornare ai voti di carta, in quanto i supporti informatici sono sempre in qualche modo violabili.
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Come riportato da Renovatio 21, il podcast era temporaneamente «sparito» da YouTube: era divenuto difficile trovare la clip nel motore di ricerca del sito di condivisione video.
Riguardo alla violabilità del sistema di voto, esiste un documentario del canale TV via cavo americano HBO, Kill Chain (2017) fatto in era Trump con il recondito messaggio che le elezioni 2016, quelle in cui proprio Trump aveva vinto, potevano essere state «rubate» elettronicamente. Nel film è spiegato in dettaglio come le macchine elettorali potevano essere hackerate, anche con relativa facilità.
Sul tema dell’impossibilità di una sicurezza cibernetica elettorale si può leggere il capitolo «La grande truffa della Jamahiriyya elettronica» del libro del fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco Incubo a 5 stelle.
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Immagine di Onetwo1 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Guerra cibernetica
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Guerra cibernetica
Nuova Intelligenza Artificiale trova centinaia di falle nei sistemi informatici: più nessuno è al sicuro
Anthropic, l’azienda di Intelligenza Artificiale che di recente ha avuto una disputa con il Pentagono sull’utilizzo della sua tecnologia, ha sviluppato un nuovo modello di IA che, a suo dire, è troppo potente per essere reso pubblico. Lo riporta il New York Times.
Tale tecnologia ha profonde conseguenza per la cibersicurezza globale, compresa quella dei singoli utenti. Anthropic ha annunciato martedì che renderà disponibile il nuovo modello, noto come Claude Mythos Preview, a un consorzio di oltre 40 aziende tecnologiche, tra cui Apple, Amazon e Microsoft, che lo utilizzeranno per individuare e correggere le vulnerabilità di sicurezza nei programmi software critici.
Anthropic ha dichiarato di non avere intenzione di rilasciare la sua nuova tecnologia su scala più ampia, ma ha annunciato le capacità del nuovo modello in un’area specifica, ovvero l’identificazione delle vulnerabilità di sicurezza nel software, nel tentativo di lanciare l’allarme su quella che l’azienda ritiene sarà una nuova e più inquietante era di minacce legate all’IA.
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«L’obiettivo è duplice: sensibilizzare l’opinione pubblica e dare un vantaggio iniziale a chi opera in modo responsabile nel processo di messa in sicurezza di infrastrutture e codice open source e privati», ha dichiarato Jared Kaplan, responsabile scientifico di Anthropic, in un’intervista. La coalizione, nota come Project Glasswing, includerà alcuni concorrenti di Anthropic nel campo dell’AI, come Google, nonché fornitori di hardware come Cisco e Broadcom e organizzazioni che gestiscono software open source di importanza critica, come la Linux Foundation. Anthropic si impegna a fornire fino a 100 milioni di dollari in crediti di utilizzo di Claude per l’iniziativa.
Logan Graham, a capo di un team di Anthropic che testa nuovi modelli per verificarne le capacità pericolose, ha definito il nuovo modello «il punto di partenza per quello che riteniamo sarà un punto di svolta per il settore, o un momento di resa dei conti, con ciò che deve accadere ora».
Anthropic occupa una posizione insolita nel panorama odierno dell’intelligenza artificiale. È impegnata in una corsa contro il tempo per costruire sistemi di IA sempre più potenti e guadagna miliardi di dollari vendendo l’accesso a tali sistemi, attirando al contempo l’attenzione sui rischi che la sua tecnologia comporta. Quest’anno, il Pentagono ha classificato l’azienda come un rischio per la catena di approvvigionamento per aver richiesto alcune limitazioni all’utilizzo della sua tecnologia. Un giudice federale ha poi bloccato l’entrata in vigore di tale classificazione.
Anthropic non ha rilasciato molte nuove informazioni sul modello, che durante la fase di sviluppo era stato denominato in codice «Capybara». Tuttavia, dopo che alcuni dettagli sono trapelati involontariamente il mese scorso, l’azienda ha riconosciuto di considerarlo un «punto di svolta» nelle capacità dell’intelligenza artificiale, con prestazioni migliorate in aree come la programmazione e la ricerca sulla sicurezza informatica.
La decisione dell’azienda di non rendere disponibile l’anteprima di Claude Mythos, consentendone l’accesso solo ai partner per timore di un suo possibile uso improprio, ha un precedente. Nel 2019, OpenAI annunciò di aver sviluppato un nuovo modello, GPT-2, ma non ne avrebbe rilasciato subito la versione completa. L’azienda sostenne che le sue capacità di generazione di testo potevano essere utilizzate per automatizzare la produzione di massa di propaganda o disinformazione. (In seguito, il modello venne rilasciato dopo aver condotto ulteriori test di sicurezza). Molti dei leader del progetto GPT-2 lasciarono poi OpenAI per fondare Anthropic.
Anthropic ha annunciato ufficialmente Mythos Preview, un modello AI capace di trovare e sfruttare vulnerabilità zero-day (cioè vulnerabilità di sicurezza informatica non espressamente nota allo sviluppatore, quindi immediatamente attaccabile da un hackre) con un tasso di successo del 72,4%. Il lancio del 7 aprile è arrivato dopo che a fine marzo un leak aveva già anticipato l’esistenza del modello.
Il divario rispetto ai modelli precedenti misura un salto qualitativo netto. Claude Opus 4.6 raggiungeva un tasso di successo appena sopra lo zero nella generazione di exploit funzionanti. Mythos Preview arriva al 72,4%. Anthropic ha dichiarato: «I modelli AI hanno raggiunto un livello di capacità di coding tale da sorpassare tutti gli esperti di sicurezza informatica, tranne i più abili.» Una formulazione misurata che descrive, di fatto, una rottura di scala nelle capacità offensive automatizzate.
Le capacità documentate di Mythos vanno ben oltre la ricerca automatizzata di bug. Il modello costruisce exploit di complessità professionale: in un caso ha concatenato quattro vulnerabilità in un attacco a un browser, scrivendo un codice capace di sfuggire sia al sandbox del renderer sia a quello del sistema operativo. Ha ottenuto escalation di privilegi su Linux, e ha scritto un exploit per accesso root non autenticato sul server NFS di FreeBSD, distribuendo una catena di 20 gadget su più pacchetti. Ha anche identificato un bug di 27 anni in OpenBSD, ora corretto.
In totale, Mythos ha rilevato migliaia di vulnerabilità ad alta e critica gravità, per le quali è in corso un processo di responsible disclosure, rivelazione responsabilizzata.
Project Glasswing è la struttura con cui Anthropic gestisce l’accesso al modello. I partner che hanno già ricevuto Mythos Preview includono AWS, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorganChase, Linux Foundation, Microsoft, NVIDIA e Palo Alto Networks. Oltre a questi undici nomi di primo piano, circa 40 organizzazioni aggiuntive partecipano all’iniziativa. Anthropic ha stanziato 100 milioni di dollari in crediti d’uso per Mythos Preview e 4 milioni in donazioni dirette a organizzazioni di sicurezza open source.
La logica dichiarata è difensiva: usare Mythos per trovare le falle nei propri sistemi prima che lo facciano gli attaccanti. Gli ingegneri di Anthropic senza formazione specifica in sicurezza, si legge nel report tecnico, «hanno chiesto a Mythos Preview di trovare vulnerabilità RCE durante la notte, e la mattina seguente si sono svegliati con exploit completi e funzionanti.» La stessa disponibilità è quella offerta ai partner del consorzio: accesso notturno a uno strumento di attacco che opera in autonomia e consegna risultati pronti all’uso.
Mythos Preview, secondo Anthropic stessa, identifica zero-day in ogni sistema operativo e ogni browser principale quando guidato da un utente a farlo. In pratica, tutto il potere di hacking del mondo è ora concentrato su un sistema – una vera superarma cibernetica in mano a pochissimi
Per le aziende, la questione operativa è immediata. L’accesso a Mythos Preview rimane chiuso: lo hanno le grandi corporation del tech, i nomi storici della cybersecurity enterprise, le istituzioni finanziarie con budget e strutture adeguate. Chi non rientra in questo perimetro, PMI, team di sicurezza con risorse limitate, pubbliche amministrazioni, dipenderanno dalla velocità con cui questi grandi attori comunicheranno le vulnerabilità trovate. Come già analizzato nel contesto degli agenti AI come minaccia interna alle aziende, le asimmetrie tecnologiche tra grandi e piccoli operatori si amplificano a ogni nuovo salto di capacità.
Il quadro della cybersecurity enterprise ne esce trasformato. Quando la cybersecurity era già diventata una sfida tra macchine, con Mythos quella sfida si sposta di un ulteriore ordine di grandezza. I prezzi record delle vulnerabilità zero-day riflettevano la loro rarità e il costo di produzione. Con un modello che le genera in automatico durante la notte, quella rarità scompare. La questione si è spostata dal costo degli exploit all’accesso agli strumenti che li trovano in autonomia. The Register ha sintetizzato la situazione con una metafora efficace: è come un piromane che distribuisce estintori. Irriverente ma non imprecisa.
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Per gli utenti comuni invece dovrebbe essere l’ora del panico: nessuna informazione che hanno uploadato in rete, volontariamente o involontariamente, è al sicuro.
A notarlo è imprevedibilmente Elizabeth Holmes, già notissima startupper della Silicon Valley ora finita in galera per frode.
«Elimina la cronologia delle ricerche, elimina i segnalibri, elimina Reddit, le cartelle cliniche, il Tumblr di quando avevi 12 anni, elimina tutto» scrive la Holmes. «Ogni foto sul cloud, ogni messaggio su ogni piattaforma. Niente è al sicuro. Tutto diventerà pubblico entro il prossimo anno. Archiviazione e elaborazione locali».
Delete your search history, delete your bookmarks, delete your reddit, medical records, 12 yr old tumblr, delete everything.
Every photo on the cloud, every message on every platform.
None of it is safe.
It will all become public in the next year
Local storage and compute 📈 https://t.co/KRfamnRSRk— Elizabeth Holmes (@ElizabethHolmes) April 8, 2026
«Esistono rischi che ancora non comprendiamo» ha continuato l’ex imprenditrice galeotta in un post. «Siate diligenti. Vivete partendo dal presupposto che tutto verrà alla luce. Buona fortuna. L’Intelligenza Artificiale generale (AGI) è qui. Anche se non è ancora ampiamente diffusa».
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