Immigrazione
Il capo delle frontiere USA contro Bergoglio: più che all’immigrazione, «pensi a sistemare la chiesa cattolica»
Il responsabile della frontiera del presidente Donald Trump, Tom Homan, ha criticato papa Francesco per l’ipocrisia delle sue critiche al piano di Trump di deportare gli immigrati illegali.
In un’apparizione del 19 gennaio al programma TV «Che Tempo Che Fa», Bergoglio aveva detto che le deportazioni di migranti illegali da parte degli Stati Uniti sarebbero una «vergogna». Venerdì, Homan ha sottolineato che la politica degli Stati Uniti è coerente con l’applicazione dei propri confini da parte del Vaticano.
«Hanno un muro attorno al Vaticano. Se entri illegalmente in Vaticano, il reato è grave», ha detto Homan durante un’apparizione a Newsmax, aggiungendo che chiunque entri illegalmente passerà del tempo in prigione.
Infatti, proprio lo scorso dicembre, il Vaticano ha aumentato le sanzioni per coloro che entrano illegalmente nelle sue aree riservate, che ora includono multe di circa 10.000-25.000 euro e pene detentive che vanno da uno a quattro anni. Coloro che vengono condannati per ingresso illegale in Vaticano sono banditi dalla città-Stato fino a 15 anni.
Gran parte della Città del Vaticano, compresi i palazzi, i giardini e gli uffici, è circondata da mura alte circa 12 metri e i suoi cancelli sono presidiati da Guardie Svizzere che proteggono la città dagli intrusi.
Homan ha osservato riguardo a Francesco: «Può proteggere il Vaticano dove vive. Può costruire un muro dove vive. Al popolo americano non è permesso?»
«Mettere in sicurezza il confine salva vite», ha sottolineato Homan. «Quando arrivano meno persone, meno donne vengono stuprate dal cartello. Meno bambini muoiono nel fiume. Meno americani muoiono per overdose di fentanyl».
Da un rapporto pubblicato in ottobre è emerso che il solo traffico sessuale di minori è triplicato a causa delle politiche di apertura delle frontiere dell’amministrazione Biden-Harris, scrive LifeSite.
«Sono cattolico da sempre. Sono nato cattolico. Ho seguito la dottrina cattolica. Guarda, dovrebbe concentrarsi sul sistemare la Chiesa cattolica… ha grossi problemi lì», ha detto Homan. «Dovrebbe attenersi alla Chiesa cattolica e sistemare la cosa. È un pasticcio», ha concluso.
Bergoglio ha ripetutamente affermato che opporsi all’immigrazione è un «grave peccato». Tuttavia, il Catechismo della Chiesa Cattolica riconosce il diritto dei leader politici di regolamentare l’immigrazione:
«Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del Paese che li accoglie» (CCC 2241).
Inoltre, il Catechismo sottolinea che «l’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri».
Questo insegnamento è stato esposto nel 2011 da papa Benedetto XVI nel suo messaggio per la 97ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Mentre citava Papa Giovanni Paolo II per difendere la «possibilità» per le persone «di entrare in un altro paese per cercare migliori condizioni di vita», Benedetto ha anche difeso i diritti delle nazioni di origine a limitare tali ingressi:
«Ogni Stato ha il diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, ma sempre assicurando il rispetto della dignità di ogni persona umana. Gli immigrati, inoltre, hanno il dovere di integrarsi nel Paese di accoglienza, rispettandone le leggi e l’identità nazionale» aveva detto Ratzinger quattordici anni fa.
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Immigrazione
Relativismo culturale e anarco-tirannia: sikh in ospedale col coltello archiviato dal giudice. Prossima fermata poligamia?
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Immigrazione
Uomo accoltellato in pieno giorno a Dublino: è stato un immigrato?
In Irlanda la polizia ha arrestato un uomo dopo che questi aveva accoltellato un quarantenne nel centro di Dublino. Mentre internet specula sul fatto che l’attacco sia stato portato da un immigrato, le fonti ufficiali non dicono nulla.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio in O’Connell Street. Le immagini mostrano i soccorritori che assistono l’uomo ferito, il quale perde molto sangue, mentre la polizia ferma l’aggressore.
Nelle stesse riprese si vedono anche agenti che allontanano a calci una lama rimasta a terra, ritenuta presumibilmente l’arma impiegata nell’attacco.
Secondo quanto riportato, le ferite dell’uomo non sarebbero pericolose per la vita. Non è ancora chiaro che cosa abbia scatenato l’incidente e un’indagine è in corso.
🚨 Ataque con cuchillo en plena calle O’Connell, una de las zonas más concurridas de #Dublín. Un hombre resultó herido y tuvo que ser trasladado a un hospital.
La policía irlandesa detuvo al presunto agresor en el lugar. La víctima se reporta fuera de peligro.…
— Michelle Rivera (@michelleriveraa) September 6, 2026
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La mancata identificazione dell’aggressore pone vari problemi: da una parte la stampa è complice, se non imbavagliata da statuti stile Carta di Roma (il documento deontologico giornalistico che in Italia scoraggia l’informazione riguardo alla provenienza etnica dei convolti in fatti di cronaca), dall’altra parte, le autorità non vogliono dare fuoco alla polveriera di conflitto sociale creata con l’immigrazione massiva, che pare aver investito l’Irlanda con una foga forsennata, al punto che interi villaggi di campagna ora sono abitati con una maggioranza schiacciante da «richiedenti asilo», che, lì trasferiti dalle autorità politiche e pagati dal contribuente per far nulla, vi sollazzano in numero multiplo rispetto a quello degli abitanti irlandesi.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il Paese fu teatro di un caso di incendi incrociati: prima andò a fuoco l’antico convento di San Patrizio, poi a Dublino andò in fiamme un centro islamico. Subbugli erano scoppiati ancora l’anno scorso quando un immigrato fu accusato di aver violentato una bambina di dieci anni.
Per Dublino si tratta di un déjà vu: tutti ricordano l‘accoltellamento di tre bambini e di una custode vicino a una scuola provocò violente rivolte urbane a sfondo anti-immigrazione. In quel caso, l’attentatore era un cittadino irlandese naturalizzato di origine algerina, e le conseguenze furono rivolte violente da parte della popolazione autoctona.
Un altro attacco con coltello a Dublino si ebbe l’anno scorso, con tanto dell’inevitabile grido «Allahu Akbar».
Come sa il lettore di Renovatio 21, l’uso dei coltelli da parte degli immigrati pare essere un pattern oramai consolidato: gli attacchi con coltello sono divenuti la norma nell’Europa dell’immigrazione di massa.
Si ricorda, tra i tantissimi casi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
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L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato l’accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
Sanguinari attacchi di immigrati con coltello si sono registrati anche in Olanda, Belgio, Austria. Anche in Italia non si contano oramai gli episodi di «maranza» armati di coltello, che riempiono le cronache oramai tutte le settimane.
La violenza da lama è un problema da decenni per la gioventù britannica, al punto che lo scorso anno il premier Keir Starmer ha vietato definitivamente la vendita di katane.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
Trump: la migrazione di massa porterà la Spagna alla rovina
‘What’s happened with Spain is an outrage.’
Donald Trump says migrant invasions in Spain, like that of Ceuta, will be the ‘ruin’ of Europe.@beverleyturner pic.twitter.com/Dj6BnFaEAq — GB News (@GBNEWS) September 3, 2026
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