Hanno dato fuoco ad una casa-ritrovo della Chiesa di Satana

 

 

Il martedì precedente all’inaugurazione della presidenza Biden, qualcuno ha dato fuoco alla casa-ritrovo della Church of Satan – la Chiesa di Satana.

 

Una figura mascherata armata di due taniche di benzina ha versato il liquido infiammabile sulla casa sita a Poughkeespie (New York) e ha quindi appiccato l’incendio.

 

Il padrone di casa e altri sei inquilini sono riusciti a fuggire. La casa tuttavia è ridotta ad un cumulo di macerie annerite.

Il padrone di casa Matthew Camp e altri sei inquilini sono riusciti a fuggire. La casa tuttavia è ridotta ad un cumulo di macerie annerite.

 

La Chiesa di Satana è un’organizzazione satanista che dice di non adorare il diavolo: si definisce una organizzazione atea individualista volta a sviluppare il «potenziale umano delle persone» (dov’è che abbiamo già sentito questa storia?).

 

Il New York Times definisce il padrone di casa Matthew Camp come «gay adult entertainer» e  non sappiamo bene cosa significhi, né abbiamo voglia di cercarlo su internet, ma crediamo voglia dire attore di porno omosessuali.

Per anni, la casa è stata di proprietà di Joseph Mendillo, una popolare figura locale e un sacerdote della Chiesa di Satana

 

Per anni, la casa è stata di proprietà di Joseph Mendillo, una popolare figura locale e un sacerdote della Chiesa di Satana noto come Joe Netherworld. Alla sua morte Camp, definito «amico», ha rilevato l’immobile.

 

«La casa era un centro sociale per la comunità gay locale e le feste annuali di Winter Frolic del Mendillo hanno attirato personaggi bizzarri dal quartiere e da altri stati, dice Camp» scrive il NYT.

 

«Non era necessariamente una casa satanista –  era la casa di Joe», dice Camp riferendosi all’amico Mendillo. «Era un luogo in cui  Mendillo amava incontrare atei che la pensavano allo stesso modo non per il culto del diavolo ma per godersi un cocktail. “Joe diceva: ‘Sono troppo gay per i satanisti e troppo satanista per i gay”, dice Camp».

«La casa era un centro sociale per la comunità gay locale»

 

Pare che le forze dell’ordine non abbiano ancora trovato il colpevole.

 

 

 

 

 

Immagine d’archivio