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Sacerdote è stato preso di mira per aver negato la Comunione ad un omosessuale «sposato»
Un parroco in Spagna è al centro di proteste per aver impedito a un omosessuale di ricevere la Santa Comunione. Lo riporta LifeSite.
Un uomo afferma che il 30 maggio un parroco nella sua città natale, Villanueva del Rio y Mina, gli ha chiesto di rimanere dopo la Messa e lo ha informato che, sebbene avesse ricevuto la Comunione quel giorno, non gli sarebbe più stato permesso di ricevere l’Eucaristia perché è «sposato» con un uomo. «Mi ha detto che doveva parlarmi di un argomento un po’ spiacevole», ha scritto l’omosessuale «sposato»in un post su Facebook. «Mi ha fatto capire che non mi avrebbe mai più dato la comunione».
«Mi disse che quando mi dava la comunione mi stava dando del “veleno” e che sia io che mio marito eravamo persone “indegne” e condannate a vivere in eterno in purgatorio», ha affermato l’uomo.
L’uomo ha affermato di aver reagito immediatamente alle parole del prete alzando la voce. «Ho gridato a tutti i presenti sulla porta della parrocchia ciò che quell’uomo aveva detto. Mi sono sentito molto nervoso e umiliato dal mio parroco», ha detto. «Nei miei 40 anni di fede cristiana, non mi era mai capitata una cosa così terribile e sconvolgente».
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«Vorrei aggiungere che queste parole non sono state usate solo con me. Molte persone mi hanno avvicinato per dirmi che era successa loro qualcosa di simile. Persone di diversi gruppi, divorziati, coppie, ecc.», ha aggiunto l’omosessuale, che ha poi inevitabilmente citato papa Francesco: «La Chiesa è casa per tutti, tutti, tutti.»
Secondo quanto riportato dal quotidiano locale Viva Seville, in un successivo incontro tra il parroco e l’uomo, il sacerdote non ha fatto marcia indietro: martedì 2 giugno, diversi giorni dopo l’incidente, il sacerdote ha contatto l’omosessuale telefonicamente per scusarsi del modo in cui gli si era rivolto e per invitarlo nel suo ufficio. Tuttavia, secondo la testimonianza del denunciante, il sacerdote ha mantenutola sua posizione anche durante l’incontro.
«Si è scusato, ma è rimasto fermo sulla sua posizione. Ha ribadito che non poteva darmi la Comunione perché sono sposato pubblicamente con un uomo – tutta la città sa del mio matrimonio – e farlo equivarrebbe a convalidare la mia posizione», spiega.
L’omosessuale afferma di aver anche informato il sacerdote della sua intenzione di portare la questione ai media. La risposta che ha ricevuto, secondo il suo racconto, è stata che «è molto comune che persone come te facciano questo genere di cose», un’osservazione che ha interpretato come un ulteriore riferimento al suo orientamento sessuale.
Secondo quanto riferito, l’Arcidiocesi di Siviglia sta raccogliendo informazioni sull’accaduto al fine di rilasciare una dichiarazione.
Questo episodio è simile a un altro avvenuto nel 2012, quando un parroco dell’Arcidiocesi di Washington, DC, aveva coperto l’Ostia mentre una donna lesbica, presente al funerale della madre, si avvicinava per ricevere l’Eucaristia. Il parroco le aveva detto: «Non posso darti la Comunione perché vivi con una donna, e agli occhi della Chiesa questo è un peccato».
Il sacerdote, padre Marcel Guarnizo, era stato conseguentemente privato delle sue facoltà sacerdotali dall’allora cardinale arcivescovo di Washington, Donald Wuerl.
Come riportato da Renovatio 21, in un altro caso di due anni fa un prete della Florida aveva difeso la Santa Eucarestia da una donna lesbica irata che aveva schiacciato diverse ostie e cercato di amministrarsi illecitamente la Santa Comunione. In quel caso il sacerdote, nella difesa del Santissimo, era arrivato a mordere il braccio della agguerrita lesbica, che poi definì alla polizia la Santa Eucarestia come «un biscotto».
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Immagine di Ingo Mehling via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Bambino di 7 anni torturato a morte da «mamme transgender»
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Ex star della NBA vogliono iscriversi al campionato femminile
L’ex giocatore NBA Enes Kanter Freedom, alto 2,08 metri e con undici stagioni alle spalle (Utah Jazz, Oklahoma City Thunder, New York Knicks, Portland Trail Blazers e Boston Celtics), ha annunciato di volersi candidare al draft (‘evento annuale in cui le squadre scelgono i nuovi giocatori giovani provenienti dai college o da altre nazioni) del campionato di pallacanestro femminile WNBA del 2027.
In un video pubblicato su X ha dichiarato di aver esaminato le linee guida della lega femminile e di ritenersi idoneo: «Se dichiarare chi sei è tutto ciò che serve, allora soddisfo ogni requisito». Ha poi inviato una lettera formale alla commissioner Cathy Engelbert per entrare nel pool dei giocatori.
After careful consideration and reviewing the current eligibility guidelines,
I’m officially declaring myself a @WNBA prospect.If simply declaring who you are is all that’s required, then I meet every single requirement necessary to compete in the WNBA.
My team and I have… pic.twitter.com/msncUZUT1J
— Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) August 7, 2026
Let “The Transition” to the @WNBA begin.
Rules Are Rules!#LetFreedomPlay pic.twitter.com/EWWjrl7DaL
— Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) August 11, 2026
Officially official, @WNBA
I have officially declared for the 2027 #WNBA Draft.
Rules are rules!#LetFreedomPlay pic.twitter.com/d1iXjPxqSY
— Enes Kanter FREEDOM (@EnesFreedom) August 10, 2026
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Subito dopo è arrivata la dichiarazione di Royce White, altro ex NBA (pochi minuti di gioco nella sua carriera) e oggi candidato repubblicano al Senato. Lo White, che è nero, ha affermato di identificarsi «a volte come donna ai fini del basket professionistico» e di voler inseguire una carriera in WNBA.
EXCLUSIVE: Former NBA first-round pick Royce White says he’s declaring for the 2027 WNBA Draft, claiming he now identifies as transgender for the purpose of playing professional basketball.
The 6-foot-8 former Houston Rockets draft pick follows fellow former NBA player Enes… pic.twitter.com/yUI8NdoiaX
— Fox News (@FoxNews) August 8, 2026
Il Kanter Freedom aveva già nel 2023 ironizzato: «Dato che sono stato ostracizzato dalla NBA, dovrei mettermi una parrucca, identificarmi come donna e dominare la WNBA?». L’obiettivo dichiarato è evidenziare l’ambiguità delle regole.
Enes ha giocato per varie squadre NBA, tra cui gli Utah Jazz di Salt Lake City, dove il direttore di Renovatio 21 ha avuto modo di vederlo e forse pure, ma si ricorda non benissimo, stringergli la mano in un ascensore quando glielo presentò un amico comune.
L’attivismo politico non è una novità per il personaggio, che ha aggiunto legalmente il cognome Freedom (libertà in inglese) nel novembre 2021, in occasione del ottenimento della cittadinanza statunitenseper simboleggiare la sua lotta per i diritti umani e la libertà di espressione, dopo essere diventato un esiliato politico ed essere perseguito dal governo turco d’Erdogan a causa delle sue forti critiche.
Nel corso di questi anni, il cestista ha criticato apertamente le violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare il trattamento degli uiguri e l’uso del lavoro forzato. Si è espresso anche su Turchia, Russia, Iran, Corea del Nord e Venezuela. Il governo di Ankara lo aveva reso apolide e oggetto di mandati di cattura internazionali: va ricordato che a partire dalla seconda elementare, Kanter ha frequentato scuole affiliate a Hizmet, parte del movimento di Fetullah Gulen, prima alleato poi acerrimo nemico di Erdogan. Anche la stella calcistica dell’Inter Hakan Sukur, gulenista che pure ebbe l’Erdogano (e il Guleno) alle sue nozze, si trova in una situazione non dissimile, e farebbe ora il tassista in Silicon Valley.
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Il Collective Bargaining Agreement della WNBA stabilisce semplicemente che «solo le giocatrici che sono donne sono eleggibili». Non definisce però cosa si intenda per «donna» né fornisce criteri medici o biologici chiari sulla partecipazione di persone transgender. Questa lacuna è al centro del dibattito acceso dopo le dichiarazioni della giocatrice Indiana Fever Sophie Cunningham, che ha chiesto di proteggere le atlete biologiche negli spogliatoi e in campo.
Nella storia della WNBA l’unica figura apertamente transgender e non binaria è stata Layshia Clarendon (AFAB, nata femmina), che ha giocato per dodici stagioni e si è ritirata nel 2024. Nessun uomo biologico ha mai gareggiato nella lega come donna.
La mossa di Kanter Freedom e White ha riacceso lo scontro tra chi chiede politiche basate sul sesso biologico per preservare equità e sicurezza, e chi sostiene l’autoidentificazione. La commissioner Engelbert ha annunciato discussioni interne. Intanto i due ex NBA insistono: «Le regole sono regole». La WNBA si trova ora a dover chiarire, sotto i riflettori, chi può davvero calcare i suoi campi.
Si tratta, ad ogni modo, di un momento d’oro per la WNBA, che offre generalmente, come tanti sport femminili, ore ed ore di noia e gioco inguardabile – il lettore di Renovatio 21 ricorderà la notizia del misterioso lancio in campo di vibratori colorati lo scorso anno.
La Cunningham aveva destato interesse internazionale, divenendo di fatto un meme, quando in una partita di settimane fa aveva protestato ad un fallo semplicemente puntando l’indice contro l’avversaria per 22 secondi netti, senza proferire parola.
LOL Sophie Cunningham finger pointing full video is hilarious 😆 pic.twitter.com/dVc39adDSp
— Lucy (@TheLucyShow1) June 28, 2026
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La bionda occhiocerulea Cunningham, che è in squadra nelle Indiana Fever con Caitlin Clark, un’altra campionessa bianca bersagliata in un campionato dove le negre sono la maggioranza, è stata oggetto di un fallo terrificante da parte di DiJonai Carrington, che in seguito all’espulsione ha parlato di «white privilege», privilegio bianco.
WNBA player DiJonai Carrington blames “white privilege” after being ejected for a hard foul on Sophie Cunningham.
Carrington was given a Flagrant 2 foul and was immediately ejected.
She then apparently rushed to the locker room so she could blame “white privilege.” pic.twitter.com/f97XWEXlEx
— Collin Rugg (@CollinRugg) August 8, 2026
La situazione quindi si sta spostando dall’asse sessuale a quella razziale. Tutto questo caos polemico ha fatto arrivare finalmente, dicono gli osservatori, un po’ di attenzione per il basket femminile, la cui spettacolarità è seriamente discutibile, ma le cui zuffe (vere irresistibili catfight tra spilungone) stanno ora offrendo materiale da popcorni.
La Cunningham nel frattempo si gode la popolarità, al punto da improvvisarsi miss portacartelli ai grandi incontro di MMA dell’UFC.
Sophie Cunningham as a ring girl at UFC 329 pic.twitter.com/TyMA5n5wll
— Hater Report (@HaterReport) July 12, 2026
Non nascondiamo che vedere Kanter e White giocare con delle donne non ci dispiacerebbe, e pensiamo che la naturale conseguenza di questo non potrebbe che essere un campionato di fatto «misto». Cosa che, chiediamoci perché, non potrebbe avvenire nel caso l’NBA ammettesse tra le sue squadre delle donne…
Una volta entrati gli uomini, è chiaro che le squadre «femminili», con gli sponsor e la voglia di vincere alle calcagna, non potrebbero che aumentare il numero di maschi in campo: abbiamo visto questo pendìo scivoloso in Italia con il numero di giocatori stranieri in ogni squadra (e il risultato è una nazionale che non va ai mondiali da 12 anni).
E quindi, avremmo alla fine due campionati maschili… Questo, cosa dice dell’intera questione gender?
E ancora più doloroso: che cosa dice dello sport femminile?
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Immagine di Enes Kanter via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Il cardinale arcivescovo di Tokyo elogia la nuova campagna statale giapponese pro-LGBT
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