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Gli scienziati hanno votato Biden (e sono sconvolti dal fatto che qualcuno abbia votato Trump)

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Gli scienziati hanno votato Biden. Lo dice la più prestigiosa rivista scientifica al mondo. Tuttavia, nonostante l’incoronazione a mezzo mass media del loro prediletto, gli scienziati si sono detti sconvolti.

 

Nature infatti riferisce che la maggior parte degli scienziati americani sono costernati dai risultati delle elezioni.

«Alcuni scienziati hanno visto l’elezione in stallo come un segno della loro incapacità di comunicare l’importanza della scienza, delle prove e della verità alla popolazione generale»

 

«Alcuni scienziati hanno visto l’elezione in stallo come un segno della loro incapacità di comunicare l’importanza della scienza, delle prove e della verità alla popolazione generale», scrive Jeff Tollefson .

 

«La sfiducia nei confronti di Trump all’interno della comunità scientifica deriva dal suo rifiuto della scienza del clima, dal suo annullamento di numerose normative ambientali e dalla sua cattiva gestione della pandemia COVID-19, che ha ora ucciso più di 230.000 persone negli Stati Uniti. L’indagine di Nature sui suoi lettori scienziati ha  dimostrato la loro condanna per queste azioni: dei circa 580 intervistati idonei al voto, l’87% ha dichiarato che lo avrebbe fatto per Biden».

Praticamente 9 scienziati su 10 avrebbero votato il vecchio democratico

 

Praticamente 9 scienziati su 10 avrebbero votato il vecchio democratico. Viene da chiedersi come sia possibile che questi 500 scienziati non abbiano notato nessuna stranezza nello stato di Salute del candidato anti-Trump. Sono davvero scienziati?

 

I sapientoni, con probabilità, devono ancora apprendere la cattiva notizia: è certificato oramai che la popolazione non si fiderà più nemmeno di loro

I sapientoni, con probabilità, devono ancora apprendere la cattiva notizia: è certificato oramai che la popolazione mediamente non solo non si fiderà più degli apparati politici dell’establishment – e vedremo in USA, in caso, il rigetto di una presidenza derivata da elezioni truccate – ma non si fiderà nemmeno di loro, che con il COVID hanno, diciamo così, perso un po’ la faccia.

 

 

 

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Politica

Hillary, il ritorno?

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l direttore di un istituto di sondaggi, Douglas E. Schoen, ha pubblicato una rubrica sul Wall Street Journal per lanciare l’idea di un ritorno di Hillary Clinton sulla scena politica  (1).

 

L’idea è che il presidente Joe Biden (79 anni) non potrà più correre e che il suo vicepresidente, Kamala Harris, non possa vincere.

 

Né il senatore Bernie Sanders (80) né la presidente della Camera Nancy Pelosi (81) possono farlo. La strada è dunque chiara per la moglie dell’ex presidente Bill Clinton ed ex segretario di Stato.

 

Come l’ex presidente Donald Trump ha lasciato intendere questo fine settimana che potrebbe anche correre di nuovo, potremmo assistere a un nuovo duello Clinton-Trump nel 2024

 

 

NOTE

1)  «Hillary Clinton’s 2024 Comeback», Douglas E. Schoen e Andrew Stein, Wall Street Journal , 12 gennaio 2022.

 

 

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

Fonte: «Hillary, le retour?», Réseau Voltaire, 19 gennaio 2022.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

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Politica

La Commissione Europea rifiuta di pubblicare i messaggi tra Ursula von der Leyen e il capo di Pfizer

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La Commissione Europea ha rifiutato di rendere pubblici i messaggi tra la presidente Ursula von der Leyen e il CEO del colosso farmaceutico Pfizer Albert Bourla. Il caso è stato dapprima riportato dal sito Politico.

 

Un articolo del New York Times dello scorso aprile dava notizia di un rapporto tra Ursula e Bourla che sarebbe avvenuto per via telefonica e per messaggi di testo.

 

Ora la Commissione Europea sostiene di non aver traccia dei messaggi, perché «di breve durata» e quindi esclusi dal processo di archiviazione.

 

La Commissione Europea sostiene di non aver traccia dei messaggi, perché «di breve durata» e quindi esclusi dal processo di archiviazione

Sul caso si è espresso l’Ombudsman (cioè, il «difensore civico») della UE Emily O’Reilly, che ha chiesto chiarezza sulla questione dei messaggi, e in una lettera scrive che è «necessario» che una sua squadra di inquirenti incontri i funzionari per sentire le motivazioni dietro alla «politica della Commissione sulla tenuta dei registri dei messaggi di testo e su come questa politica venga attuata».

 

La Von der Leyen nel 2019 fu al centro di un caso che ebbe molta eco in Germania: Ursula, che era stata ministro della Difesa, fu sommersa di critiche perché un cellulare, ritenuto prova importante all’interno di uno scandalo di appalti alla Difesa tedesca, fu «ripulito».

 

Mesi fa, la trasmissione RAI Report aveva cercato di fare delle domande riguardo ai contratti sui vaccini, ma il Commissario non si era fermata a rispondere al giornalista.

 

La Von der Leyen nel 2019 fu al centro di un caso che ebbe molta eco in Germania: Ursula, che era stata ministro della Difesa, fu sommersa di critiche perché un cellulare, ritenuto prova importante all’interno di uno scandalo di appalti alla Difesa tedesca, fu «ripulito».

Ora con lo specioso caso riemergono anche questioni, già riportate da Renovatio 21, sul marito di Von der Leyen, Heiko von der Leyen, che lavora come direttore medico presso Orgenesis, un’azienda di biotecnologie specializzata in terapie geniche: una filiera analoga a quella del vaccino Pfizer, che di fatto, più che un vaccino, è una terapia genica.

 

Non si tratterebbe del primo contatto un po’ oscuro tra il CEO di Pfizer e importanti figure internazionali. Come riportato da Renovatio 21, il papa avrebbe incontrato in segreto per ben due volte il Bourla.

 

Parimenti, i giornali israeliani hanno parlato di un «patto segreto» tra il governo di Tel Aviv e il colosso farmaceutico. All’interno dell’accordo vi sarebbe la condivisione di dati sanitari dei cittadini israeliani a Pfizer.

 

In realtà, i contratti poco trasparenti tra le varie nazioni e Pfizer sarebbero molti di più.

 

Pfizer ha formalizzato 73 accordi per il suo vaccino contro il coronavirus. Secondo Transparency International, un gruppo di difesa con sede a Londra, solo cinque contratti sono stati formalmente pubblicati dai governi e questi con “censure significative”»

Scrive un articolo del Washington Post che «Pfizer ha formalizzato 73 accordi per il suo vaccino contro il coronavirus. Secondo Transparency International, un gruppo di difesa con sede a Londra, solo cinque contratti sono stati formalmente pubblicati dai governi e questi con “censure significative”».

 

«Gran parte di ciò che si sa sui contratti di Pfizer è trapelato, spesso attraverso il giornalismo di testate locali o internazionali, incluso il Bureau of Investigative Journalism» scrive il giornale della capitale USA. «Il contratto stipulato con il Brasile vieta al governo di fare “qualsiasi annuncio pubblico riguardante l’esistenza, l’oggetto o i termini dell'[accordo]” o di commentare il suo rapporto con Pfizer senza il previo consenso scritto della società».

 

«Pfizer ha incluso anche clausole nei contratti con Albania, Brasile e Colombia che potrebbero modificare unilateralmente i programmi di consegna in caso di carenze».

 

«Nei contratti con Brasile, Cile, Colombia, Repubblica Dominicana e Perù, i governi dovevano firmare un documento in cui si affermava che ciascuno “rinuncia espressamente e irrevocabilmente a qualsiasi diritto di immunità che esso o i suoi beni potrebbero avere o acquisire in futuro”. Anche i primi quattro [Paesi] sono stati tenuti a rinunciare all’immunità contro il sequestro “precauzionale” dei loro beni» scrive il WaPo.

 

«Pfizer ha incluso anche clausole nei contratti con Albania, Brasile e Colombia che potrebbero modificare unilateralmente i programmi di consegna in caso di carenze»

Ma torniamo a Bruxelles. Vogliamo, infine, ricordare brevemente le circostanze dell’elezione della Von der Leyen, che terminarono – appunto – con un SMS.

 

È bene non dimenticare Ursula ha ottenuto lo scranno più alto della UE grazie ad una manciata di voti grillini. Secondo alcune rivelazioni scritte sul blog del senatore Bagnai, Matteo Salvini avrebbe manovrato con estrema perizia per impedirne l’elezione facendo credere ai socialisti che la Lega avrebbe votato la von der Leyen, così da ingenerarne una pavloviana ripulsa. Accadde invece che gli eurogrillini la votarono assegnandole la Presidenza della Commissione UE.

 

Secondo varie ricostruzioni, la manovra potrebbe essere passata attraverso Elisabetta Trenta, che come ex ministro della Difesa aveva conosciuto Ursula, anche lei donna a capo del dicastero delle forze armate del suo Paese. Le due si sarebbero conosciute ai vertici NATO di Bruxelles.

 

Secondo Dagospia, la von der Leyen avrebbe perfino mandato un SMS di ringraziamento alla Trenta: «You did that, I will remember. Tnks» («È merito tuo, me ne ricorderò, grazie»).

 

Non è dato di sapere da dove arrivi la notizia di questo SMS tra ex ministri della Difesa, né se sia vera. Tuttavia, è già molto di più di quello che succede con i messaggi del capo di Pfizer.

 

Messaggi che a questo punto immaginiamo siano stati ancora più brevi di questo gentile ringraziamento.

 

 

 

 

 

Immagine di European People’s Party via  Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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Sondaggio USA: metà degli elettori democratici vuole i lager per i non vaccinati

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Un sondaggio americano su territorio nazionale ha rilevato che il 45% dei probabili elettori del Partito Democratico USA sarebbe d’accordo con un governo «che richiede ai cittadini di vivere temporaneamente in strutture o luoghi designati se si rifiutano di fare il vaccino COVID-19».

 

La cifra è stata riportata da Rasmussen Reports e dall’Heartland Institute, che hanno anche rilevato come «il 59% degli elettori democratici sarebbe favorevole a una politica del governo che richiedesse che i cittadini rimangano sempre confinati nelle loro case, tranne che in caso di emergenza, se rifiutano di fare il vaccino contro il COVID-19».

 

Il 45% dei probabili elettori del Partito Democratico USA sarebbe d’accordo con un governo «che richiede ai cittadini di vivere temporaneamente in strutture o luoghi designati se si rifiutano di fare il vaccino COVID-19»

Il sondaggio ha anche rilevato che il 48% degli elettori democratici «pensa che i governi federali e statali dovrebbero essere in grado di multare o incarcerare individui che mettono pubblicamente in dubbio l’efficacia dei vaccini COVID-19 esistenti sui social media, televisione, radio o in pubblicazioni online o digitali».

 

 

Il 48% degli elettori democratici «pensa che i governi federali e statali dovrebbero essere in grado di multare o incarcerare individui che mettono pubblicamente in dubbio l’efficacia dei vaccini COVID-19

 

 

Il sondaggio ha trovato altre percentuali sorprendenti.

 

Rasmussen osserva che «il 47% dei democratici è favorevole a un programma di monitoraggio del governo per coloro che non faranno il vaccino COVID-19».

 

«Il 47% dei democratici è favorevole a un programma di monitoraggio del governo per coloro che non faranno il vaccino COVID-19»

I sondaggisti aggiungono che «il 29%  degli elettori democratici sosterrebbe la rimozione temporanea della custodia dei figli da parte dei genitori se i genitori si rifiutano di fare il vaccino contro il COVID-19».

 

Era stato riportato quattro mesi fa che «campi di quarantena» sarebbero in preparazione negli USA. A parlarne è stato lo stesso Centro di controllo per le malattie infettive, il potente CDC.

 

Come oramai noto, i campi di concentramento COVID sono realtà in Australia, dove stanno continuando a costruire strutture di internamento e dove le persone posso essere trasferite dall’esercito.

 

«Il 29%  degli elettori democratici sosterrebbe la rimozione temporanea della custodia dei figli da parte dei genitori se i genitori si rifiutano di fare il vaccino contro il COVID-19»

Un giornale scozzese il mese scorso ha chiesto ai suoi lettori se fossero d’accordo con l’idea di aver lager all’australiana anche in Iscozia.

 

Notizie di progetti di campi di concentramento pandemici si sono susseguite in questi mesi in vari Paesi come Canada, Germania, Nuova Zelanda.

 

L’Austria nella nuova legge in cui prevede il carcere per i non vaccinati che non pagano la multa ha indicato che la loro detenzione va considerata in luoghi diversi dai criminali comuni.

Con evidenza, come dimostra anche il sondaggio americano, alcune idee del totalitarismo più buio e crudele sono diventata, improvvisamente, patrimonio della sensibilità goscista

 

A Lucca pochi giorni fa è apparsa una misteriosa affissione legata ad una tragica memoria dei campi di sterminio: «Zyklon B ai no vax». Per chi non lo sapesse, lo Zyklon B era il gas tossico utilizzato per sterminare gli ospiti dei lager. Essendo che a tutte le latitudini hanno spiegato che i no vax sono di estrema destra, ci chiediamo: chi ha attaccato quel cartello?

 

Con evidenza, come dimostra anche il sondaggio americano, alcune idee del totalitarismo più buio e crudele sono diventata, improvvisamente, patrimonio della sensibilità goscista.

 

 

 

 

 

 

 

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