Cina
Fuori onda di Biden rivela parole contro la Cina
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è stato registrato mentre affermava che la Cina sta «mettendo alla prova» Washington e i suoi alleati nell’Indo-Pacifico, durante un incontro con i leader di Giappone, India e Australia sabato.
L’affermazione è stata fatta durante un incontro nella città natale di Biden, Wilmington, nel Delaware, con il primo ministro indiano Narendra Modi, il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il primo ministro australiano Anthony Albanese.
Il vertice del raggruppamento informale Quad, composto da Australia, India, Giappone e Stati Uniti, si è concentrato sul rafforzamento della cooperazione tra i suoi membri.
Dopo che i leader hanno pronunciato il loro discorso di apertura davanti alla stampa, i commenti del presidente statunitense uscente sono stati ripresi da un microfono acceso, mentre affermava che il presidente cinese Xi Jinping sta «cercando di guadagnarsi un po’ di spazio diplomatico, a mio avviso, per perseguire aggressivamente gli interessi della Cina».
#XiJinping is…’: #Biden caught on hot mic telling Quad leader about ‘#China secret’ | Watch pic.twitter.com/ywPcbz46x3
— The Times Of India (@timesofindia) September 22, 2024
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«La Cina continua a comportarsi in modo aggressivo, mettendoci alla prova in tutta la regione, e questo vale per il Mar Cinese Meridionale, il Mar Cinese Orientale, la Cina Meridionale, l’Asia Meridionale e lo Stretto di Taiwan», ha detto Biden mentre i giornalisti lasciavano la sede, in quello che avrebbe dovuto essere un commento a porte chiuse.
Un alto funzionario dell’amministrazione Biden ha cercato di minimizzare le dichiarazioni, affermando che non era necessario fornire ulteriori dettagli.
«Non credo che sarà una grande sorpresa scoprire che la nostra voce interiore coincide con quella esteriore», ha affermato il funzionario.
I leader del Quad non hanno fatto alcun accenno diretto alla Cina nella loro dichiarazione congiunta, pur esprimendo preoccupazioni per la crescente influenza di Pechino nella regione. La Cina è coinvolta in dispute territoriali molto contestate sia nel Mar Cinese Meridionale che nel Mar Cinese Orientale.
La Cina ha definito il Quad una «versione Asia-Pacifico della NATO», il cui scopo è quello di «perseguire la deterrenza regionale» nel tentativo di renderlo il «meccanismo dominante per la cooperazione» nella regione indo-pacifica e contenere l’influenza cinese.
Pechino ha anche accusato il blocco guidato dagli Stati Uniti di incoraggiare il Giappone e la Corea del Sud a interferire in quelli che ha definito «affari interni della Cina» su questioni come il Mar Cinese Meridionale e lo Stretto di Taiwan.
Non si tratta del primo momento di alto imbarazzo diplomatico con Pechino che il senile presidente ha creato di recente.
Come riportato da Renovatio 21, Biden, minuti dopo il summit sino-americano di San Francisco di inizio anno, aveva chiamato «dittatore» Xi Jinping nella conferenza stampa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Cina
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Cina
Il Pentagono raddoppia gli sforzi per contenere la Cina
Il Pentagono ha rafforzato i piani per tenere la Cina all’interno della Prima Catena di Isole, in linea con l’aggiornamento 2026 della Strategia di Difesa Nazionale. Nel rapporto del 22 settembre al Comitato per le Forze Armate del Senato sulla NDS 2026, consegnato due giorni prima del vertice Trump-Xi Jinping, il sottosegretario alla Difesa per le Politiche Elbridge Colby ha messo in evidenza l’impegno del Dipartimento a costruire nell’Indo-Pacifico una postura di «deterrenza per negazione» nei confronti della Cina. Si tratta del punto d’arrivo di un lavoro durato circa un decennio per predisporre le forze americane a un eventuale scontro con Pechino, che imporrebbe una logistica ampia e lanci di missili sulle grandi distanze del Pacifico.
«Il Dipartimento della Guerra è concentrato al massimo per garantire un equilibrio di potere favorevole nell’Indo-Pacifico», ha detto il Colby. «Il nostro obiettivo, così facendo, non è quello di dominare la regione o chiunque al suo interno. Piuttosto, è quello di garantire che nessun Paese possa dominare noi o i nostri alleati – in sostanza, creare le condizioni militari necessarie per raggiungere l’obiettivo fissato dalla Strategia di Sicurezza Nazionale 2025, ovvero un equilibrio di potere nell’Indo-Pacifico che permetta a tutti noi di godere di una pace dignitosa».
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Il Colby ha ricordato che da circa un anno i militari statunitensi e cinesi tengono un dialogo. Ha però aggiunto che «siamo sempre consapevoli della direttiva del Presidente Trump di negoziare sempre da una posizione di forza». «Pertanto, pur lavorando per evitare il confronto, proseguiamo i nostri sforzi per rafforzare la deterrenza attraverso la negazione lungo la Prima Catena di Isole (FIC), con l’obiettivo, come ha affermato il Segretario Hegseth, di garantire che “l’aggressione sia impraticabile, l’escalation non attraente e la guerra considerata irrazionale”».
A sostegno di questa linea, il Corpo dei Marines schiererà sull’isola giapponese di Yonaguni, per l’esercitazione Keen Sword, i propri sistemi missilistici terrestri antinave e di difesa aerea, aprendo nuove capacità congiunte Stati Uniti-Giappone su un’isola a soli 110 chilometri da Taiwan, come ha riferito Defense News.
Keen Sword, la maggiore esercitazione congiunta biennale tra Washington e Tokyo, impiegherà due sistemi centrali della forza costiera dei Marines: l’NMESIS (Navy-Marine Expeditionary Ship Interdiction System), per l’interdizione navale, e il MADIS (Marine Air Defense Integrated System), per la difesa aerea. Sarà la prima volta che questi sistemi arrivano a Yonaguni: l’edizione di quest’anno si sposta infatti verso operazioni di negazione del mare basate a terra e distribuite su più isole, con l’intento di disperdere le capacità.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Cina
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