Arte
Funzionario tedesco contro la censura della cultura russa
Un funzionario tedesco si scaglia contro la cancel culture russofobica in atto.
In un’ampia intervista con l’Augsburger Allgemeine Zeitung pubblicata il 2 luglio, il commissario tedesco per la Cultura ei media Claudia Roth ha dichiarato:
«Quello che trovo completamente sbagliato è il boicottaggio di tutto ciò che è cultura russa. Un sindaco della Renania settentrionale-Vestfalia ha recentemente vietato a un’orchestra giovanile di suonare Čajkovskij. C’è stata una discussione pubblica, in seguito è stato permesso loro di suonarla. Ma ovviamente il dibattito infuria».
«C’è una grande incertezza su come affrontare la cultura russa. Credo che un boicottaggio sia completamente sbagliato, perché spesso sono gli artisti russi che cercano di mantenere le ultime libertà. E c’è una così grande cultura russa, sia essa musica, sia letteratura… Anton Cechov. Non lascerò che Putin mi porti via Cechov!».
Sergey Loznitsa, un importante regista e sceneggiatore ucraino di origine bielorussa, ha affermato nel suo discorso di accettazione al Festival di Cannes che tutte le figure culturali si erano improvvisamente trovate «in prima linea», esprimendosi contro la cancellazione della cultura russa: «non c’è logica o senso», ha dichiarato il cineasta, nel rispondere alla supposta «barbarie» «richiedendo la distruzione o l’abolizione di ciò che si è sempre opposto alla barbarie».
«La Cardiff Philharmonic Orchestra in Galles ha rimosso la famosa Overture del 1812 di Pyotr Čajkovskij, che celebra la difesa vittoriosa della Russia contro Napoleone, dal suo programma, sostenendo che era “inappropriata”. Nel frattempo, un’università di Milano, in Italia, ha cercato di sospendere un corso sull’acclamato romanziere russo Fëdor Dostoevskij, affermando che stava cercando di evitare le tensioni concentrandosi invece sugli autori ucraini. Dopo una reazione pubblica, la decisione è stata revocata» ha dichiarato la Roth.
«La Royal Opera House ha anche cancellato la tradizionale stagione estiva del balletto Bolshoi, mentre Netflix ha sospeso la produzione di “Anna K”, un adattamento del romanzo di Leo Tolstoj Anna Karenina».
Il presidente russo Vladimir Putin aveva parlato degli sforzi dell’élite occidentale per armare la cultura dell’annullamento «contro famosi compositori e scrittori russi ai roghi di libri nazisti». Un potente discorso pubblico contro la cosiddetta cancel culture era stato tenuto da Putin anche nel novembre 2021, prima della guerra, al Club Valdai, dove aveva paragonato la teoria del gender al coronavirus.
Forse, tuttavia, una forma di opposizione a quanto sta accadendo sta prendendo forma nel mondo della cultura «Sebbene ci siano stati alcuni bandi molto pubblici di cantanti lirici negli Stati Uniti – scrive EIRN – come l’iniziativa della Metropolitan Opera per vietare al soprano russo di fama mondiale Anna Netrebko di esibirsi, molte orchestre americane da costa a costa hanno eseguito varie opere di Čajkovskij durante la primavera del 2022, in quello che potrebbe essere un tacito disaccordo con le attuali politiche contro la cultura russa».
Il 2 luglio 2021 il Cremlino aveva pubblicato la nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale, aggiornata per la prima volta dopo sei anni. Si tratta di un documento che segna una svolta dello Stato russo anche sul piano culturale.
Nella Strategia per la Sicurezza Nazionale sono per la prima volta contemplati attacchi ai «valori spirituali, morali, culturali e storici tradizionali della Russia» perpetrati da Stati, ONG e gruppi terroristici.
Arte
L’Iran sta facendo propaganda con fantasiosi video AI
Nella guerra della propaganda, l’Iran si sta distinguendo per i suoi molti creativi filmati fatti con l’Intelligenza Artificiale in cui attacca il nemico americano ed israeliano e chiede giustizia per la strage delle scolarette in apertura del conflitto.
Come riportato da Renovatio 21, aveva subito lanciato un breve video a base di omini Lego che suggeriva che Netanyahu e Satana avessero spinto Trump alla guerra ricattandolo con i file di Epstein. Il tema dei filmati a base di mattoncini è ora esplorato in ulteriori video che mostrano La Mecca e la distruzione di portaerei statunitense.
I richiami ai file di Esptein continuano anche nei filmati recenti, che mostrano anche la possanza delle armi missilistiche della Repubblica Islamica. Colpisce nell’infornata di video AI generati dagli iraniani il rimando costante all’elemento demoniaco, con Netanyahu e Trump descritti come adoratori del demone Baal. Il demone siro-cananeo e fenicio sostituisce in un video la statua della Libertà, venendo distrutto dai missili sciiti.
Sostieni Renovatio 21
Thread-collection of Iranian AI propaganda videos.
A phenomenon to study.
1. pic.twitter.com/CaarEbpDo7— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
Aiuta Renovatio 21
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
— Maria Dubovikova (@politblogme) March 25, 2026
Come riportato da Renovatio 21, stanno suscitando polemiche i video postati dagli account ufficiale della Casa Bianca, che sembrano trattare la guerra come un videogiocoì, miscelando immagini di ver bombardamenti, meme e brani di film hollywoodiani. La comunicazione dell’amministrazione Trump sul conflitto è stata definita dai vescovi USA come «ripugnante».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Arte
È arrivata la morte per Chuck Norris. Ora è ricoverata in prognosi riservata
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il suo status di star si rafforzò ulteriormente con l’interpretazione di Cordell Walker in Walker, Texas Ranger, la serie trasmessa per nove stagioni negli anni Novanta, trasmessa in Italia per il sabato sera dalle reti berlusconiane e quindi popolare solo presso chi il fine settimana non usciva e/o aveva poco da fare. (L’altro grande mito degli sfigati che il sabato sera non uscivano era Lorenzo Lamas, protagonista di un telefilmo non dissimile di cui si è dimenticato il titolo) Negli anni 2000, Norris visse una vera rinascita culturale quando i «Chuck Norris Facts» divennero un fenomeno virale su internet, dove, ancora prima dei social network, trovarono una diffusione immensa per email, sui forum, newsgroup, canali IRC o siti internet appositamente dedicati: si trattava di battute che esageravano in modo ironico la sua durezza con frasi come «Quando l’uomo nero va a dormire, controlla nell’armadio se c’è Chuck Norris» o «Superman indossa il pigiama di Chuck Norris». Il Norris accolse con favore il fenomeno, arrivando persino a pubblicare un libro dedicato a quei «fatti», che divennero spesso una fonte irresistibile di ilarità collettiva.Benjamin Netanyahu says he is saddened to hear the news of the passing of his close friend, Chuck Norris.
Chuck Norris made a campaign video in 2015 endorsing Netanyahu, describing him as crucial to Israel’s safety. Norris’s ties to Israel began in the 1980s when he filmed… pic.twitter.com/FVnYcJllaj — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) March 20, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Norris lascia la moglie Gena, sposata nel 1998, cinque figli e tredici nipoti.Farewell, my friend! @chucknorris pic.twitter.com/0WKmU9W3cM
— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) March 20, 2026
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Arte
La Sagrada Família raggiunge il cielo
Con l’installazione della croce monumentale in cima alla torre di Gesù Cristo, la Sagrada Família (Barcellona, Spagna) raggiunge ora un’altezza di 172,5 metri, detronizzando la Cattedrale di Ulm e diventando il santuario cristiano più alto del mondo.
La pazienza è una virtù catalana? Probabilmente sì, considerando i 144 anni che ci vollero perché il capolavoro di Antoni Gaudí raggiungesse il suo apice. Febbraio 2026 sarà ricordato per sempre come il mese in cui il sogno architettonico più audace della cristianità cessò di essere una promessa e divenne una realtà tangibile.
Con l’innalzamento dell’ultimo pezzo della torre di Gesù Cristo, i costruttori della Sagrada Família non solo completarono una struttura, ma regalarono alla Spagna e al mondo un nuovo punto di riferimento mondiale.
Sostieni Renovatio 21
Il tetto della cristianità
Finora, il titolo di chiesa più alta del pianeta apparteneva alla guglia della Cattedrale di Ulm, in Germania (161,5 metri). Ma con i suoi 172,5 metri, la basilica di Barcellona supera ora la sua rivale tedesca di ben undici metri.
Questa torre centrale, dedicata a Cristo, costituisce l’epicentro del complesso progettato da Gaudí. È sormontata da una monumentale croce a quattro braccia, una struttura massiccia ma traslucida in vetro e acciaio, che sembra catturare la luce divina e ridistribuirla sulla capitale della Catalogna.
L’erezione di questa croce alta 17 metri non è solo un’impresa tecnica; è un’apoteosi artistica. All’interno, la torre è progettata per essere inondata di luce, a simboleggiare il passo del Vangelo: «Io sono la luce del mondo».
Un dialogo tra l’uomo e Dio
Eppure, nonostante questa corsa verso le nuvole, Antoni Gaudí non cercò mai di sfidare il Creatore. Il maestro catalano aveva stabilito che la sua opera non avrebbe mai dovuto superare la collina di Montjuïc, che si erge a 173 metri. «L’opera dell’uomo non deve superare quella di Dio», amava ripetere. Il suo desiderio fu rispettato, con un margine di appena cinquanta centimetri.
Questo passo cruciale giunge mentre la Spagna si prepara a commemorare, il prossimo giugno, il centenario della morte dell’architetto. Mentre i lavori di decorazione e di realizzazione della scalinata della facciata della Gloria continueranno ancora per qualche anno, la struttura architettonica stessa è ormai completata. La sagoma della basilica, a lungo circondata da gru, rivela finalmente la sua forma definitiva.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un simbolo di fede e generosità
Fin dalla posa della prima pietra nel 1882, la Sagrada Família è sopravvissuta a guerre, crisi economiche e pandemie. La sua sopravvivenza e il suo completamento sono visti da molti come un miracolo di perseveranza. Finanziata esclusivamente dalle donazioni dei fedeli e dalla vendita dei biglietti dei visitatori, incarna una fede costruita nel tempo, ben lontana dall’immediatezza della nostra epoca moderna.
Oggi, mentre la luce si riflette sulla croce monumentale, Barcellona non vede più la Sagrada Família solo come un cantiere infinito, ma come un faro per la cristianità. La chiesa più alta del mondo è finalmente in piedi, anche se ci vorrà senza dubbio del tempo prima che la pratica religiosa riacquisti tale slancio in Spagna e in tutta Europa.
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Jopparn via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
-



Vaccini2 settimane faStudio su oltre un milione di bambini rileva la miocardite solo nei bambini vaccinati
-



Pensiero2 settimane faMao e il «blocco storico» che ha vinto il referendum
-



Vaccini1 settimana faProposte di legge USA per definire i vaccini a mRNA contro il COVID «armi di distruzione di massa»
-



Pensiero5 giorni faPizzaballa incontra il privilegio israeliano. Aspettando il Golem e l’Anticristo
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò, la Chiesa e l’intronizzazione dell’«arcivescova» anglicana: «Leone abbraccia l’eresia ecumenista»
-



Economia1 settimana faLa guerra in Iran e la rinazionalizzazione dell’industria italiana. Intervista al prof. Pagliaro
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò, cronologia del silenzio vaticano
-



Salute2 settimane faI malori della 12ª settimana 2026












