Geopolitica
Fico parla del crollo imminente dell’UE
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha criticato duramente l’UE per quella che ha definito la sua incapacità di affrontare le ricadute economiche dell’intera Unione e ha affermato che potrebbe crollare.
Fico ha lanciato l’allarme mercoledì in un videomessaggio pubblicato su Facebook in merito alla recente decisione dell’Ucraina di bloccare il transito del gas russo verso gli stati membri dell’UE.
Kiev ha rifiutato di estendere il contratto con la russa Gazprom oltre il 2024, interrompendo di fatto il flusso di gas naturale verso Ungheria, Austria e Slovacchia.
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Fico ha accusato il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj di «sabotare gli interessi finanziari della Slovacchia e dell’UE», affermando che l’interruzione del transito potrebbe innescare una crisi energetica in tutto il blocco e causare danni per circa 70 miliardi di euro .
«Né la Slovacchia né l’UE sono in guerra, non abbiamo motivo di tollerare le avventure di Zelensky, soprattutto considerando gli aiuti che la Slovacchia e l’UE stanno fornendo all’Ucraina», ha affermato Fico nel video, esprimendo la sua frustrazione per l’incapacità dell’UE di intervenire, affermando che si sarebbe recato a Bruxelles per incontrare il commissario per l’energia e avrebbe fatto tutto il possibile «per svegliarlo dal suo dolce sonno, perché abbiamo un problema “maledettamente serio”».
Giovedì Fico ha incontrato il responsabile dell’energia dell’UE, Dan Jorgensen, per discutere dell’impatto che l’interruzione dei flussi avrebbe avuto sui prezzi dell’energia nella regione. Si è convenuto che i colloqui sulla questione sarebbero continuati.
Nel video, il primo ministro slovacco ha anche respinto le accuse di Zelens’kyj, dell’opposizione slovacca e di alcuni funzionari occidentali secondo cui sarebbe allineato con Mosca. Fico ha affermato che la sua priorità è salvaguardare gli interessi finanziari e nazionali della Slovacchia, sottolineando che l’attenzione generale nell’UE dovrebbe essere rivolta ad affrontare le ricadute economiche e non a impegnarsi in inutili dibattiti politici.
«Guardando all’UE, temo che crollerà prima di quanto possiamo immaginare», ha sottolineato.
Ripensando al suo recente viaggio a Mosca, Fico ha sottolineato che il motivo della sua visita in Russia è stato il blocco del transito del gas da parte di Kiev.
«Avevo bisogno di garantire almeno il gas per il consumo interno della Slovacchia, cosa che abbiamo fatto, anche senza aumentare i prezzi del gas», ha affermato, confermando l’impegno di Mosca a continuare la fornitura di energia tramite il gasdotto TurkStream.
Il taglio da parte di Kiev delle forniture di gas russo tramite gasdotto ha già causato un’impennata nei prezzi dell’energia europea, che hanno raggiunto i 50 € per megawattora per la prima volta in oltre un anno. Ciò ha portato a un appello immediato da parte dell’Italia per estendere il tetto di emergenza del prezzo del gas dell’UE per prevenire uno shock dei prezzi dell’energia in tutto il blocco.
La settimana scorsa Fico ha definito «irrazionale» l’atteggiamento della UE sul gas russo.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi giorni Fico aveva avvertito di un «grave conflitto» è possibile se il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj «non rilascia il nostro gas». Fico aveva parlato un giorno dopo un incontro a porte chiuse tra i due a Bruxelles, lanciando quindi una grave accusa al presidente ucraino, dicendo che quest’ultimo voleva corromperlo per accettare l’ingresso di Kiev nella NATO con mezzo miliardo di dollari provenienti da fondi russi congelati.
Due settimane fa Fico ha affermato che l’Occidente «tradirà» l’Ucraina accettando di ridisegnare i confini del Paese. Anche i tentativi di indebolire la Russia tramite sanzioni economiche sono falliti, ha aggiunto.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi tempi Fico aveva aspramente criticato il presidente americano Joe Biden dichiarando che muovere le restrizioni all’uso da parte dell’Ucraina di missili a lungo raggio forniti dagli Stati Uniti contro obiettivi in territorio russo è insensato e controproducente. «Si tratta di un’escalation di tensioni senza precedenti», ha affermato Fico, definendola un tentativo di influenzare negativamente le politiche del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump e di «frustrare e ritardare» qualsiasi colloquio di pace.
Mesi fa, dopo l’attentato, assicurando che la Slovacchia avrebbe posto il veto sull’entrata di Kiev nell’Alleanza Atlantica, Fico aveva detto che «l’adesione dell’Ucraina alla NATO significa una Terza Guerra Mondiale garantita».
Come riportato da Renovatio 21, Fico negli scorsi giorni, dopo la sua visita a Mosca da Putin, aveva dichiarato che la Slovacchia è disposta a ospitare qualsiasi tipo di negoziato di pace tra Russia e Ucraina.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Israele effettua il più pesante bombardamento del Libano dalla tregua di giugno
VIDEO | Footage documents the moment Israeli artillery shelling targeted Al-Hanniye in south Lebanon’s Tyre District amid ongoing attacks. pic.twitter.com/xXn0k7w9UY
— The Cradle (@TheCradleMedia) August 5, 2026
Following Hezbollah breaking the ceasefire and attempting to target Israeli forces, the IDF launched multiple airstrikes in Bourj El Shemali, a suburb of the city of Tyre in Lebanon. pic.twitter.com/RIkE1wCBfx
— Israel Military Channel (@IsraelMilitaryC) August 5, 2026
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Geopolitica
Marjorie Taylor Greene e Massie accusano i repubblicani di essere responsabili dell’«invasione» di migranti in Spagna
L’ex deputata Marjorie Taylor Greene ha accusato i repubblicani della Camera di finanziare un’«invasione» della Spagna dopo aver citato il collega repubblicano Thomas Massie in merito a una recente legge di bilancio.
«I repubblicani hanno pagato 40 milioni di dollari delle vostre tasse al Marocco per invadere la Spagna», ha scritto Greene su X. «E poi hanno fatto finta che i confini contino e si sono scandalizzati come se le invasioni fossero offensive. Repubblicani e Democratici sono uguali e il partito unico ci ha fatto indebitare per 40 trilioni di dollari, e gli americani sono gli ultimi».
La Greene ha ritwittato un precedente post di Massie in cui osservava che, «due settimane prima che i migranti dal Marocco invadessero Ceuta, il Partito Repubblicano ha approvato una legge con 40 milioni di dollari per il Marocco e una relazione di una commissione che affermava: le città di Ceuta e Melilla, amministrate dalla Spagna, si trovano in territorio marocchino e rimangono oggetto della rivendicazione di lunga data del Marocco».
Republicans paid $40 MILLION of your tax dollars to Morocco to invade Spain.
And then they all pretended like borders matter and clutched their pearls like invasions are offensive.
R’s and D’s are the same and the Uniparty has put us in $40 T in debt and Americans LAST. https://t.co/MZyOF2OOcc
— Former Congresswoman Marjorie Taylor Greene🇺🇸 (@FmrRepMTG) August 2, 2026
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In un altro post, il Massie ha aggiunto: «Non fatevi ingannare dalla finta indignazione di Fox/GOP [il canale TV conservatore Fox News e il Partito Repubblicano USA, ndr]. Due settimane fa, la Camera ha approvato una legge che ha dato il via libera al trasferimento di territorio spagnolo al Marocco. Tutti i repubblicani tranne me hanno votato a favore, ma ora LORO si mostrano scioccati dall’invasione». La legge in questione è la HR 8595, approvata dalla Camera il 15 luglio.
Il leader di Ceuta, Juan Jesus Vivas, in seguito descrisse l’afflusso come un’«atrocità» e affermò che la popolazione riteneva che fosse stato «se non orchestrato, quantomeno incoraggiato o permesso dal Marocco». Notò la presenza di 88 cadaveri nell’obitorio locale, mentre le autorità spagnole riferirono che circa 69.500 persone erano rientrate in Marocco, con circa 2.500 ancora presenti sul posto.
Dopo l’invasione, alcuni anno ipotizzato che, con la Spagna che ha denunciato Israele come «Stato genocida» a causa delle continue atrocità commesse a Gaza, annullando al contempo gli accordi sulle armi e riconoscendo lo Stato di Palestina nel 2024, quest’invasione di rifugiati sia forse una punizione organizzata per questi e altri atti di sfida contro la politica israelo-americana.
In un articolo pubblicato sabato da Al Jazeera, la scrittrice Belan Fernandez ha osservato come, avendo firmato gli Accordi di Abramo, il Marocco intrattenga buoni rapporti con Israele, e come almeno due funzionari e commentatori filo-israeliani abbiano recentemente espresso pubblicamente l’opinione che questa nazione a maggioranza musulmana (99%) dovrebbe invadere e conquistare territori della Spagna, a maggioranza cattolica.
La Spagna è stata criticata per la sua «posizione di principio» nei confronti della Palestina e per l’opposizione alla guerra con l’Iran.
Come riportato da Renovatio 21, ad aprile Netanyahu aveva attaccato duramente la Spagna per quella che ha definito una ripetuta opposizione a Israele e la «diffamazione» delle forze armate, dopo che Madrid ha condannato le Forze di Difesa Israeliane (IDF) per gli attacchi in Libano.
Nel settembre scorso era emerso che la Spagna aveva cancellato quasi 1 miliardo di euro di contratti di difesa con aziende israeliane, la sua mossa più forte finora nell’ambito delle misure annunciate dal Sanchez contro lo Stato degli ebrei.
A maggio 2025 il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, durante una riunione di Paesi arabi ed europei svoltasi a Madrid, aveva affermato che la comunità internazionale dovrebbe valutare l’imposizione di sanzioni contro Israele per fermare la guerra a Gaza.
Il mese prima il Regno di Spagna ha denunciato i bombardamenti israeliani sul Libano e ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza, dopo le notizie secondo cui sarebbero state uccise più di 350 persone.
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Madrid, assieme ad Irlanda, Norvegia, si era coordinata ancora mesi fa per il riconoscimento dello Stato palestinese, provocando il richiamo degli ambasciatori da parte di Israele.
Durante la primavera 2024 la Spagna si era rifiutata di far attraccare nel porto di Cartagena una nave che trasportava armi verso Israele.
Come riportato da Renovatio 21, nell’ottobre 2024 il ministro spagnuolo per i diritti sociali Ione Belarra ha esortato i leader europei a intraprendere azioni immediate contro Israele, paventando la possibilità che altrimenti la UE diventi «complice del genocidio».
Come riportato da Renovatio 21, il Regno di Spagna, assieme all’Irlanda, ha chiesto che la UE sospenda l’accordo di libero scambio con Israele e accusa Netanyahu per gli attacchi all’UNIFIL dello scorso ottobre.
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Geopolitica
L’Iran sospende gli attacchi di rappresaglia contro l’Ucraina dopo le scuse di Kiev
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