Connettiti con Renovato 21

Gender

Fauci omaggiato dagli LGBT. Una volta gli attivisti gay lo chiamavano «assassino»

Pubblicato

il

All’inizio di questa settimana, nel ritirare un riconoscimento da un’organizzazione per i diritti omotransessualisti, il dottor Anthony Fauci si è rivolto a una platea di omosessuali e transgender con queste parole: «sono profondamente onorato di far parte della vostra storia». L’affermazione non è falsa, ma piuttosto bizzarra, come lo è il premio: Fauci per decenni è stato visto come un nemico della comunità omosessuale.

 

Domenica Fauci era a Filadelfia per ricevere un premio dall’Equality Forum, l’ente che coordina il Mese della Storia LGBT, segue la richiesta e l’installazione di targhe commemorative LGBT approvate dalle istituzioni, produce documentari e porta avanti altre «iniziative di grande impatto», come si legge sul suo sito, come riporta LifeSite.

 

«Nel corso di questi decenni, non ho semplicemente ammirato la comunità, ma ho sinceramente apprezzato far parte del dialogo con essa», ha detto Fauci ai presenti. «Ho apprezzato le discussioni, i dibattiti, i disaccordi, l’umorismo, l’amicizia e soprattutto lo straordinario impegno per alleviare la sofferenza e prevenire la morte prematura delle persone che vivono con l’HIV». E ha concluso: «Sono grato all’Equality Forum per questo premio. Sono grato alla comunità LGBTQ per avermi permesso, nel corso di tutti questi anni, di partecipare alla vostra lotta e sono profondamente onorato di far parte della vostra storia».

Sostieni Renovatio 21

La serata ha inaugurato anche il «Mese della storia LGBT», che renderà omaggio a 31 «Icone LGBT», una per ogni giorno di ottobre. Quest’anno l’Equality Forum ha inserito fra le sue icone persino il presidente Abramo Lincoln. Da decenni, del resto, storici revisionisti cercano con ostinazione di dimostrare che il Lincoln fosse omosessuale, esattamente come hanno fatto con Davide e Gionata nell’Antico Testamento e con Gesù e il giovane apostolo Giovanni nel Nuovo.

 

Sembra che oggi si assista in diretta a una revisione storica anche per quanto riguarda Fauci e il suo rapporto con gli attivisti gay. Non perché lo si voglia dichiarare uno di loro, ma perché se ne sta edulcorando la storia dei rapporti con lui.

 

Circa quarant’anni fa, nel pieno dell’epidemia di AIDS, Fauci era considerato dagli omosessuali che stavano morendo decimati dalla nuova malattia venerea come un mostro.

 

Una requisitoria durissima contro di lui, scritta nel 1988 da un importante attivista gay, Larry Kramer, quando gli effetti devastanti dell’AIDS erano ancora al culmine, esordiva così: «Ho urlato contro i National Institutes of Health fin da quando ho visitato per la prima volta la vostra Casa degli Orrori nel 1984. Allora vi chiamavo mostri… e ora vi chiamo assassini».

 

«La comunità gay, per cinque anni, ha detto al NIH quali farmaci testare perché sappiamo e sentiamo prima cosa sta funzionando su alcuni di noi. Non te ne potrebbe fregare di meno di quello che diciamo. Non risponderai alle nostre telefonate o lettere, né ascolterai nessuno nella nostra comunità colpita».

 

«Lei ha ammesso di essere un idiota incompetente» continuava la lettera da 1.900 parole che descrivevano la sua gestione di quella che allora fu definita «la peggiore epidemia della storia moderna».

 

Da lì in poi i toni non fecero che inasprirsi: «Lei è responsabile della supervisione di tutti i programmi di ricerca sulla cura dell’AIDS finanziati dal governo. In nome della giustizia, prende decisioni che costano la vita ad altre persone. Io lo chiamo omicidio».

 

Durante le audizioni del 29 aprile davanti al deputato Ted Weiss e alla sua sottocommissione per le risorse umane della Camera, dopo quasi otto anni della peggiore epidemia della storia moderna, forse la peggiore di tutta la storia, sei stato costretto ad ammettere pubblicamente ciò che alcuni di noi sostengono da quando hai assunto l’incarico tre anni fa.

 

L’autore della lettera aperta, Larry Kramer, era un drammaturgo e scrittore affermato, diventato la voce più autorevole del Paese nel denunciare sia l’apatia degli uomini gay di fronte alla gravissima crisi, sia la lentezza esasperante con cui rispondeva il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, guidato da Fauci. Kramer fu tra i cofondatori della Gay Men’s Health Crisis, nata per mobilitare risorse e affrontare il problema in modo efficace.

 

La missiva del 1988 proseguiva così: «Da cinque anni, la comunità gay dice al NIH quali farmaci testare perché sappiamo e veniamo a sapere per primi cosa funziona per alcuni di noi, da qualche parte. A voi non importa niente di quello che diciamo. Non rispondete alle nostre telefonate o lettere, né ascoltate nessuno della nostra comunità sofferente. Che tragica presunzione!»

 

Forse per il timore di essere accusato ancora una volta di omofobia, nelle prime fasi del rigido lockdown per il COVID Fauci si mostrò con gli omosessuali più indulgente di quasi chiunque altro, concedendo loro carta bianca per continuare a cercare incontri sessuali anonimi tramite Grindr o altri canali.

 

Negli anni Ottanta il Fauci fu frequentatore delle saune gay era, per motivi di studio, il dottor Anthony Fauci, che all’epoca si era lanciato nella ricerca del morbo che decimava gli omosessuali. Gli errori ascritti a Fauci sono di portata mostruosa: promuovendo come cura il farmaco anticancro AZT avrebbe cagionato la morte di migliaia di omosessuali. La storia è in parte raccontata nel film Texas Buyers Club (2013).

 

Come riportato da Renovatio 21, Fauci anche a quel tempo pontificava beato sui media sparando bufale a tavoletta, come quando disse che l’HIV poteva trasmettersi in casa senza contatto.

 

Aiuta Renovatio 21

Fauci era divenuto quindi una sorta di nemico pubblico del movimento omosessuale, con un attivista che arrivò a scrivergli una storica lettera pubblica in cui lo definiva «idiota e incompetente».

 

Secondo il libro di John F. Kennedy jr. The Real Anthony Fauci, il dottore avrebbe eseguito studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.

 

Fauci, che è come lo definisce Robert Kennedy jr. il tessitore della narrazione pandemica era anche il socio di Robert Gallo, l’altro virologo connesso alla scoperta dell’AIDS. Montagnier e Gallo si disputarono la scoperta e la scienza dell’AIDS per anni. Anche in un ambiente non prono alle scenate, come quello dell’alta medicina, fu uno spettacolo poco edificante, tenuto in piedi anche da Fauci, che secondo alcuni ha favorito come ha potuto – con il potere sanitario che già accumulava – il socio Gallo. Alla fine, a risolvere furono, addirittura, i presidenti di USA e Francia, che siglarono una pace per le pretese scientifiche e soprattutto le questioni di brevetti e proprietà intellettuale.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

Continua a leggere

Gender

Gli adolescenti americani stanno tornando eterosessuali: nuove statistiche

Pubblicato

il

Da

La quota di adolescenti americani che si definiscono omosessuali o bisessuali sarebbe in diminuzione, stando agli ultimi dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Lo riporta LifeSite.   Il CDC ha diffuso l’indagine biennale nazionale sui comportamenti a rischio tra i giovani, che «fornisce un’istantanea della salute e del benessere degli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti nel 2025 e dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 2 e 10 anni» su alimentazione, attività fisica, sonno, comportamento online, salute mentale e rischio di suicidio.   Il rapporto evidenzia solo una parte delle questioni che il CDC giudica statisticamente significative. Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University, ha però esaminato i dati completi del sistema del CDC e ha rilevato che «gli adolescenti più giovani sono ora molto meno propensi a dichiararsi lesbiche, gay o bisessuali».   Il 16% dei ragazzi di 17-18 anni si è identificato come «LGB» (lesbiche, gay o bisessuali), la quota più alta tra i sottogruppi, ma in calo di due punti rispetto al 2023. Tutti i gruppi più giovani erano meno numerosi e hanno registrato flessioni più marcate: il calo maggiore riguarda i 14-15enni, passati dal 17% che si identificava come LGBT nel 2023 all’11% nel 2025.

Sostieni Renovatio 21

La Twenge, che in passato si era espressa in modo contrastante sulla validità di queste dichiarazioni, ha definito il risultato «sorprendente» e ha detto che «sembra davvero un crollo verticale», e che «apparentemente è dovuto quasi esclusivamente alle ragazze». Il cambiamento dipenderebbe in larga parte dal fatto che le ragazze hanno smesso di definirsi bisessuali: dal 26% delle ragazze del nono anno nel 2021 al 13% nel 2025.   L’aumento precedente rende il ribaltamento più netto. «Tra il 2015 e il 2021, il numero di ragazze in età scolare che si identificano come LGB è aumentato del 128%, mentre l’autoidentificazione come LGB dei ragazzi è quasi raddoppiata, con un aumento del 99% tra il 2015 e il 2023», osserva il Daily Caller. «Pertanto, le ragazze del primo anno delle superiori sono state il fattore principale nell’ultimo calo, con la percentuale di ragazze che si identificano come LGB quasi dimezzata, passando dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025».   I dati indicano anche un calo dei sentimenti di tristezza o disperazione, dal 40% nel 2023 al 33% nel 2025, e dei problemi di salute mentale, dal 29% al 23%. Ancora più netto il ridimensionamento degli studenti che pianificavano il suicidio, dal 16% al 12%, e dei tentativi effettivi, dal 9% al 6%.   Twenge non ha indicato una possibile causa del mutamento nell’autoidentificazione sessuale. Altri vi hanno visto un’ulteriore prova che queste tendenze, tra giovani suggestionabili, dipendano almeno in parte da influenze culturali e non da un’attrazione sessuale innata e stabile. Una spiegazione possibile sarebbe il numero di ragazze adolescenti che negli ultimi anni hanno subìto le conseguenze dell’«adattamento» dei ragazzi biologici transgender negli sport, nei bagni e negli spogliatoi femminili.   Questi risultati arrivano mentre una reazione culturale diffusa alla difesa aggressiva dei diritti delle persone transgender da parte della lobby LGBT sembra essersi estesa a uno spostamento, minore ma percepibile, che si allontana sia da «LGB» sia da «T». A luglio un sondaggio Economist/YouGov ha rilevato per la seconda volta che il sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è sceso al 54%: resta una maggioranza, ma è molto al di sotto del 65% e oltre registrato in precedenza da Gallup.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
Continua a leggere

Gender

Bar per lesbiche allenta le misure sulle mascherine: minacce dagli LGBT. È la storia dell’anno

Pubblicato

il

Da

Mentre il settore dell’informazione si interroga sul proprio futuro e sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale, il quotidiano locale Boston Globe ha un motivo per festeggiare. L’inchiesta pubblicata il 22 settembre nella sezione magazine, dedicata a un locale in crisi del Massachusetts, ha portato circa mille nuovi abbonamenti in un solo giorno. Lo riporta la testata Semafor, citando una comunicazione interna alla redazione: il caporedattore l’avrebbe definita di gran lunga il pezzo più performante dell’anno, destinato a battere diversi record del giornale.

 

Al centro del pezzo c’è il Last Ditch Bar and Arts Venue di Greenfield, locale lesbico di impostazione dichiaratamente anticapitalista e di sinistra, che garantisce l’ingresso anche a chi non può pagare e accoglie persone povere e senza fissa dimora. Da notare il giuoco di parole: «last ditch» in inglese significa «ultima risorsa», tuttavia «ditch» è anche un termine altamente spregiativo, epperò amato dagli omosessuali (come in Italia frocio, non utilizzabile al di fuori dei consorzi omofili, che sembrano amare il termine), per definire la vagina.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

A fine agosto il bar lesbico, in gravi difficoltà economiche, ha annunciato che il sabato sera avrebbe tolto l’obbligo di mascherina per cercare di aumentare gli incassi.

 

«È con amore che informiamo le nostre dive disabili immunocompromesse che il sabato sera saremo aperti con la mascherina facoltativa», ha scritto il Last Ditch Bar sul suo profilo  Instagram alla fine di agosto.

 

Sui social è esplosa la protesta di chi ha accusato il locale di trascurare le persone immunodepresse e disabili, mettendoli in pericolo, con messaggi durissimi e persino auspici di attentati incendiari.

 

«Spero che il vostro locale venga incendiato per aver rovinato i programmi di sabato alle persone immunocompromesse come me, solo per estorcere qualche soldo in più agli abilisti», ha scritto un utente nei commenti al post originale, secondo il Boston Globe.

 

«Persone come voi  uccidono persone disabili in nome del proprio svago e della propria comodità», ha scritto un altro utente nei commenti.

 

«Dite semplicemente che siete complice di un evento che causa disabilità di massa e chiudiamo la questione» ha tuonato un altro ancora.

 

«Il COVID forse non disabilita («disable», sic)l e persone  il sabato sera?» ha accusato un utente nei commenti, dimostrando un uso del termine disabile come verbo che non ci era prima noto.

 

Le scuse pubblicate dal bar non hanno placato gli animi, e stando al racconto il sabato sera il locale è rimasto vuoto. «Ci scusiamo per il tono passivo e sprezzante con cui abbiamo affrontato la modifica delle norme e degli orari, che ha un impatto sulle persone più vulnerabili tra noi» aveva scritto su Instagram.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Last Ditch (@lastditchbar)

Sostieni Renovatio 21

La vicenda è peggiorata durante la riunione comunitaria mensile dell’11 settembre. Alcuni partecipanti collegati online hanno contestato il locale, mentre la proprietaria, in lacrime, ha raccontato di lavorare in più posti e di vivere in auto per mantenere il bar. La donna ha spiegato di essere rimasta sola con un’attività da 50.000 dollari dopo l’uscita degli altri soci (una drag queen e una persona ora in una scuola di clown) e ha ammesso che non è il suo «progetto del cuore».

 

Anche il suo sfogo è stato criticato, definito da qualcuno un comportamento razzista, e il mediatore scelto, una terapeuta bianca, è stato contestato. Secondo l’articolo, la titolare è in arretrato con l’affitto e il proprietario dei locali chiede 3.900 dollari entro fine mese.

 

La storia è rivelatrice di tantissime cose: per esempio, come sacche della comunità LGBT indossino ancora la mascherina, il cui obbligo per accedere agli eventi era all’epoca richiesto pure dai satanisti, ma che oggi pare un anacronismo sorprendente.

 

Come questo sia l’articolo dell’anno, che ha aumentato di 1.000 unità gli abbonamenti al quotidiano bostoniano, pure è sorprendente. Non abbiamo bene capito perché, ma Renovatio 21 prende nota.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artificialmente

 

Continua a leggere

Gender

I transessuali avrebbero rubato oltre 2.200 medaglie d’oro ad atlete femmine

Pubblicato

il

Da

Transessuali maschi hanno potuto sottrarre migliaia di medaglie d’oro e mezzo milione di dollari in premi ad atlete. Lo riporta LifeSite.   Il rapporto proviene da Concerned Women for America, mentre mercoledì la Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti ha tenuto un’audizione sull’ingresso degli uomini nello sport femminile. I nuovi dati indicano che le medaglie continuano a essere sottratte; un rapporto analogo dello scorso anno aveva contato 2.000 medaglie d’oro sottratte.   Il comitato di azione legislativa di Concerned Women for America ha condannato la sottrazione delle vittorie alle atlete. «È incredibilmente ingiusto che le donne biologiche debbano competere con uomini che si identificano come trans», ha detto l’amministratrice delegata Penny Nance in un comunicato stampa, definendo la notizia «uno scandalo» e ha richiamato il fatto ormai accertato che gli uomini, anche chi ha assunto farmaci per la transizione di genere, mantengono un vantaggio fisico.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Gli uomini biologici hanno vantaggi netti rispetto alle donne biologiche», ha dichiarato Nance, usando l’aggettivo diffuso, seppure fuorviante, di «biologico» per descrivere gli uomini confusi sulla propria identità di genere. Esistono solo uomini e donne.   Tra gli altri risultati:  
  • Atleti maschi transgender hanno sottratto oltre 501.498 dollari in premi in denaro a donne nello sport professionistico.
 
  • Nella sola California, oltre 611 donne e ragazze hanno ottenuto una medaglia d’argento, classificandosi dietro a un uomo ammesso a gareggiare nella categoria femminile.
 
  • Gli uomini che si identificano come transgender hanno partecipato a oltre 14.301 eventi sportivi femminili, sia amatoriali sia professionistici.
  «Questa realtà non solo mette le donne in pericolo, ma elimina anche le opportunità per le donne biologiche di guadagnarsi da vivere e vincere competizioni», ha detto la Nance. «Il Congresso deve intervenire per proteggere le donne biologiche». Il suo gruppo chiede tutele federali per impedire agli uomini di gareggiare con le donne.   Oggi circa 29 Stati statunitensi vietano esplicitamente agli uomini di partecipare agli sport femminili, tramite leggi o regolamenti dell’organo di governo. A giugno la Corte Suprema USA aveva stabilito che gli Stati hanno il diritto di tutelare lo sport femminile.   La sentenza, tuttavia, non obbliga gli Stati a vietare agli uomini di competere contro le donne, quindi in molti Stati, tra cui la California, le donne restano senza tutela.

Iscriviti al canale Telegram

Penny Nance ha elencato una lunga serie di proposte che il Congresso dovrebbe approvare:   «Il Congresso dovrebbe approvare il Protection of Women and Girls in Sports Act del 2025 (HR28/S.9) per vietare ai programmi sportivi scolastici finanziati a livello federale di consentire ai maschi di competere negli sport femminili; il Protection of Women in Olympic and Amateur Sports Act (HR1028/S. 405) per chiarire che gli organi di governo nazionali dello sport devono designare gli sport femminili esclusivamente per le donne, previa autorizzazione del Congresso; e il Title IX Clarification Act (HR 8781/S.5179) per chiarire che, ai fini del divieto di discriminazione previsto dal Titolo IX nei programmi e nelle attività educative finanziati a livello federale, il termine “sesso” si riferisce esclusivamente allo status biologico di un individuo come maschio o femmina».   «Quante altre donne e ragazze dovranno affrontare una situazione di disparità?», ha chiesto. «È ora di porre fine a questa ingiustizia intrinseca e di tutelare lo sport femminile».   I sostenitori del principio di realtà biologica nello sport sostengono che il rapporto mostra la condizione iniqua in cui molte atlete si trovano oggi.   «Se nasci maschio, sei maschio e dovresti competere con e contro altri maschi. È così semplice», ha scritto su X il capogruppo di maggioranza alla Camera, Tom Emmer. «Quando si introduce il vantaggio maschile negli sport femminili, si escludono proprio le persone per cui la categoria è stata creata, escludendole dai posti sul podio, dai premi in denaro e persino dalla partecipazione, perché se si distrugge l’equità, che senso ha?», ha scritto un’altra persona.   Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha vietato agli atleti transgender di competere nelle categorie femminili dei Giochi Olimpici, nell’ambito della sua nuova politica di ammissibilità, definendo la decisione «basata su dati concreti e sul parere di esperti». Il precedente regolamento del CIO consentiva la partecipazione delle persone transgender a condizione che avessero livelli ridotti di testosterone.   La partecipazione di atleti transgender allo sport è stata fonte di controversie a livello globale, con casi come quello della nuotatrice statunitense Lia Thomas e della sollevatrice di pesi neozelandese Laurel Hubbard che hanno alimentato il dibattito sui potenziali vantaggi competitivi.   Durante le Olimpiadi di Parigi del 2024, la pugile algerina Imane Khelif, precedentemente dichiarata non idonea ai Campionati del Mondo in base a criteri di genere, ha vinto la medaglia d’oro, mettendo in luce le continue controversie sui criteri di ammissibilità.   Come riportato da Renovatio 21, all’epoca, l’allora presidente del CIO Thomas Bach affermò che non esisteva «un sistema scientificamente valido» per distinguere tra categorie maschili e femminili nello sport.

Aiuta Renovatio 21

Studi scientifici hanno ripetutamente confermato che gli uomini hanno un vantaggio considerevole rispetto alle donne nello sport e nell’atletica. Una recente ricerca pubblicato su Sports Medicine ha scoperto che un anno di farmaci ormonali «transgender» provoca «cambiamenti molto modesti» nei vantaggi intrinseci della forza negli uomini.   Secondo il sito SheWon.org, i transessuali avrebbero vinto centinaia di titoli negli sport femminili. La pagine web mostra centinaia di nomi di atlete superate in gara da transessuali in ben 29 discipline sportive: ci sono ciclismo, atletica, sollevamento pesi, nuoto, canottaggio, corsa campestre, golf, sci alpino, sci nordico, skateboard, surf, biliardo, perfino il poker.   Oltre all’ovvio vantaggio che un maschio biologico ha chiaramente sulle donne in sport come il nuoto o il sollevamento pesi, i principali esperti medici concordano sul fatto che gli atleti transgender hanno un vantaggio ingiusto rispetto alle donne biologiche anche dopo essersi sottoposti a una terapia di soppressione del testosterone.   Come riportato da Renovatio 21, il transessualismo sta divenendo un problema in quantità impressionanti di discipline praticate dalle donne: abbiamo visto casi per il nuoto, la maratona, il ciclismo, la BMX, l’hockey, il sollevamento pesi, il basket…  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
Continua a leggere

Più popolari