Stragi
Diplomatico israeliano parla delle uccisioni gli adolescenti a Gaza
Secondo una registrazione trapelata e diventata virale sui social media la scorsa settimana, l’ambasciatore israeliano in Austria, David Roet, avrebbe parlato della questione degli adolescenti palestinesi di Gaza che vengono uccisi se visti portare un’arma.
La registrazione segreta di due minuti, datata 20 marzo, apparentemente cattura un incontro a porte chiuse che Roet ha tenuto con la comunità ebraica locale a Innsbruck. Nella clip, condivisa anche da Al Jazzera, si può sentire l’inviato respingere i resoconti di vittime civili nell’enclave palestinese, affermando «se credi che Israele stia prendendo di mira intenzionalmente i bambini, non è corretto».
Poi nota che «non ci sono estranei a Gaza». «Dovrebbe esserci una condanna a morte per essere uccisi… In guerra, se hai una pistola, anche se hai 16 anni… o un bambino, un 17enne, che ha una granata», aggiunge.
“I will play golf in #Gaza whether you like it or not” – Former Consul Wiehl-Volgger during visit of Israeli Amb. Roet
“I felt sickened by the calm in Mr. Roet’s voice,” says the activist who took the video. “No one intervened when Roet suggested the death penalty for children.” pic.twitter.com/ELEps9q6x6
— 🍉 ronnie barkan (@ronnie_barkan) March 22, 2025
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Roet avverte poi che se l’UE dovesse essere «abbastanza pazza» da investire nella ricostruzione di Gaza, Israele dovrebbe «distruggerla» ancora una volta.
In una dichiarazione diffusa sui social media, l’attivista che ha registrato l’incontro e il cui nome è sconosciuto ha condannato le osservazioni dell’ambasciatore, affermando: «mi sono sentito disgustato dalla calma nella voce del signor Roet mentre faceva queste affermazioni. Nessuno è intervenuto quando ha suggerito la pena di morte per i bambini».
L’attivista ha anche suggerito che «questo mi fa pensare a quanto sia corrotta la questione quando le persone con il potere di cambiare qualcosa suggeriscono di commettere crimini di guerra come soluzione».
L’ambasciatore Roet non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulla registrazione.
In a leaked video, Israel’s ambassador to Austria, David Roet, was seen suggesting that Palestinian minors should be killed. pic.twitter.com/Xc0ferfD2O
— Al Jazeera English (@AJEnglish) March 24, 2025
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L’incidente avviene nel mezzo di un’escalation di violenza a Gaza, mentre il cessate il fuoco, dichiarato a gennaio e che ha portato, tra le altre cose, al rilascio di numerosi ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi, è scaduto all’inizio di questo mese. Martedì, Israele ha ripreso gli attacchi aerei nell’enclave dopo aver accusato Hamas di sabotare l’accordo.
L’ufficio del premier dello Stato degli ebrei Beniamino Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi sono una risposta al «ripetuto rifiuto di Hamas di rilasciare i nostri ostaggi, nonché al suo rifiuto di tutte le proposte» ricevute dagli Stati Uniti e da altri mediatori. «Israele, da ora in poi, agirà contro Hamas con una forza militare crescente», si legge nella dichiarazione.
Nel video trapelato, ci sono anche altri commenti degni di interesse, come l’affermazione, fatta da un altro signore con la kippah seduto al tavolo «giocherò a golf a Gaza, vi piaccia o no».
Poi l’ambasciatore si riferisce alla UE e ai suoi investimenti nella Striscia, soldati buttati vista la certezza di un ulteriore ciclo di distruzione operato dalle forze dello Stato Ebraico.
«L’Unione Europea è pazza abbastanza da investire danaro ancora a Gaza, così dobbiamo distruggere un’altra volta?».
«Fino a che Hamas vi sarà, nulla funzionerà» afferma il diplomatico israeliano.
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Immagine screenshot da Twitter
Droni
Attacco di droni a un matrimonio: decine di morti in Sudan
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Stragi
Israele massacra il Libano: tregua già finita, Stretto chiuso. Quali altre stragi di civili in arrivo?
È bastato pochissimo perché il cessate il fuoco su due fronti» del presidente statunitense Donald Trump, in base al quale l’Iran accetterebbe l’apertura «completa» e «immediata» dello Stretto di Ormuzzo, finisse all’angolo.
A mettere in difficoltà l’accordo è stato, come molti si aspettavano, Israele, che ha compiuto in Libano un massacro immane, con centinaia di morti e feriti.
Il testo in dieci punti dell’accordo, pubblicato dai media statali iraniani e approvato dal Pakistan, menziona esplicitamente il Libano. Lo Stato Ebraico si è rifiutato di riconoscere tale condizione e ha lanciato quella che ha definito la sua serie di attacchi «più massicci di sempre» contro il Paese, compresa la capitale Beirut, causando centinaia di morti, secondo la protezione civile.
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L’Iran ha condannato il «selvaggio massacro israeliano» e il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha promesso vendetta per l’attacco che, secondo Teheran, costituisce una violazione del cessate il fuoco concordato con gli Stati Uniti.
Trump ha affermato che la proposta in dieci punti dell’Iran, presentata tramite il Pakistan, offre una «base praticabile su cui negoziare». Ha tuttavia avvertito che avrebbe ordinato nuovi e devastanti attacchi aerei se non si fosse raggiunto un accordo definitivo entro la nuova scadenza.
Teheran ha affermato che l’accordo rappresenta una «sconfitta storica e schiacciante» per gli Stati Uniti, sostenendo che Washington è stata costretta ad accettare il piano in 10 punti di Teheran come base per i negoziati.
Secondo diverse fonti, gli Stati Uniti hanno insistito sul fatto che il Libano non fa parte dell’accordo. Anche il primo ministro israeliano Benjamino Netanyahu ha affermato che l’attuale cessate il fuoco non riguarda la guerra di Israele nel Libano meridionale, contraddicendo le precedenti dichiarazioni del primo ministro pakistano Sharif.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha citato mediatori iraniani che, secondo quanto riferito, avrebbero parlato con il Wall Street Journal, sottolineando che il Libano fa parte dell’accordo di cessate il fuoco e che la navigazione attraverso lo Stretto di Ormuzzo sarà interrotta finché Israele non si impegnerà a rispettare tale condizione.
Il piano in dieci punti di Teheran includerebbe, a quanto pare, l’impegno degli Stati Uniti alla non aggressione, il mantenimento del controllo iraniano sullo Stretto ormusino, l’accettazione dell’arricchimento dell’uranio, la revoca di tutte le sanzioni, la cessazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’AIEA, il pagamento delle riparazioni di guerra, il ritiro delle forze combattenti statunitensi dalla regione e la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compresa quella contro la Resistenza islamica in Libano.
Le immagini che arrivano dalla capitale del Libano – Stato con enorme popolazione cristiana, retto sin dalla sua fondazione nel secolo scorso da presidenti cristiani – sono impressionanti. Le forze giudaiche sembrano aver colpito complessi residenziali, causando un’ecatombe totale nel panico della popolazione civili.
Summary of the series of Israeli airstrikes over a ten minute period in Lebanon:
*Raids on Beirut and the Southern Suburbs:*
Bir Hassan – Al-Rahab
Hayy al-Salloum
Al-Manara (apartment)
Ain al-Mreisseh
Corniche al-Mazraa
Msaytbeh
Al-Basta (apartment)
Shuwayfat
Aramoun… https://t.co/6FigrQrmoL pic.twitter.com/YXRSLer4J9— courtneybonneauimages (@cbonneauimages) April 8, 2026
More footage coming in from Beirut. No words. pic.twitter.com/A79SWk0hRZ
— Dalal Mawadدلال معوض (@dalalmawad) April 8, 2026
Chaos in Beirut as Israel carries out a wave of airstrikes across the country hitting what it said were more than 100 targets in ten minutes. pic.twitter.com/t0If72xogY
— Will Christou (@will_christou) April 8, 2026
Another day, another I$raeli massacre.
At least 8 killed in a strike on a cafe in Sidon in the early hours of the morning pic.twitter.com/JHdkvtOM4p
— Steve Sweeney (@SweeneySteve) April 8, 2026
BREAKING 🚨 Israel is unleashing hell on Lebanon’s capital Beirut in response to Trump’s call for ceasefire. Lebanon is The most Christian country in the middle east. Israel is demonic. pic.twitter.com/1zFodLr7Fh
— Syrian Girl (@Partisangirl) April 8, 2026
Israel launched its heaviest strikes yet on Lebanon, killing over 250 people, most of them in Beirut, as a two-week US-Iran ceasefire took effect, with Iran saying the intensified attacks made negotiations with Washington ‘unreasonable’ https://t.co/40tM1dXobL pic.twitter.com/7uWHqv9zuO
— Reuters (@Reuters) April 9, 2026
⚡️ The occupation army announces launching nearly 100 airstrikes within 10 minutes on Lebanon, concentrated on Beirut, Bekaa, and the South. pic.twitter.com/EpFSvi7ebp
— Middle East Observer (@ME_Observer_) April 8, 2026
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Ancora una volta la «Parigi del Medio Oriente» è ridotto ad un post-apocalittico cumulo di rovine in fiamme per opera della guerra israeliana.
Il massacro ha suscitato anche la reazione ufficiale dell’ONU, costretta a lapalissianamente ricordare che «i civili non sono un bersaglio»: una frase che oramai suona come involontariamente comica.
Lebanon has been hit with one of the largest waves of Israeli airstrikes since the escalation began.
Civilians are bearing the brunt of these attacks.
Civilians are #NotATarget. pic.twitter.com/3E9p84tocJ
— United Nations (@UN) April 8, 2026
Nel frattempo aumentano le voci negli USA che chiedono che allo Stato Giudaico sia messa una briglia dalla stessa Washington, verso la quale con evidenza lo Stato degli ebrei non ha alcun rispetto.
Bisogna capire che la minaccia di «cancellare l’intera civiltà» persiana aveva galzanizzato Israele, al punto che alla TV israeliana è andata in onda una maratona come si fa per i risultati elettorali, con tanto di orologio stile notte di capodanno che scandiva l’approsimarsi dello scadere dell’ultimatum.
La delusione da parte dello Stato Giudaico è enorme: il regime estremista al potere potrebbe ora fare qualsiasi cosa pur di ritornare all’assetto precedente, o far degenerare la situazione in maniera irreparabile: come riportato da Renovatio 21, il ministro della sicurezza israeliano, l’ipersionista Itamar Ben-Gvir in un programma televisivo ha riso ad una domanda sull’impiego di bombe a neutroni.
E le stragi potrebbero non limitarsi al Libano e ai Paesi limitrofi. Il bagno di sangue globale, pensa qualcuno, deve ripartire: costi quello che costi.
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Stragi
L’Iran accusa Stati Uniti e Israele di genocidio
This is not an isolated act of cruelty—it is part of a systematic and brutal pattern of illegal warfare against Iran. In the past 33 days, aggressors have deliberately targeted over 600 schools and educational centers, including the Shajareh Tayyebeh School in #Minab and the…
— Esmaeil Baqaei (@IRIMFA_SPOX) April 1, 2026
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La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran è iniziata con massicci attacchi contro centri urbani il 28 febbraio, tra cui il bombardamento della scuola elementare Shajarah Tayyebeh, che ha causato la morte di almeno 175 persone, di cui oltre 160 bambini. Inizialmente, funzionari americani e israeliani hanno fornito smentite e spiegazioni contrastanti, con il presidente statunitense Donald Trump che ha addirittura insinuato che l’attacco fosse stato «operato dall’Iran». Tuttavia, il Pentagono ha aperto un’indagine e, secondo alcune fonti, gli inquirenti avrebbero già confermato che gli Stati Uniti hanno effettuato l’attacco utilizzando «dati di puntamento obsoleti» che classificavano erroneamente la scuola come parte di un vicino complesso militare. Lo stesso giorno dell’attacco a Minab, anche una scuola e una palestra nella città di Lamerd, nel sud dell’Iran, sono state colpite, causando almeno 21 morti. Un articolo del New York Times, citando l’analisi di filmati e il parere di esperti di armi, ha affermato che l’attacco è stato condotto dagli Stati Uniti utilizzando il missile Precision Strike Missile (PrSM), mai testato prima, che detona sopra gli obiettivi disperdendo piccole sfere di tungsteno. Mentre l’attacco di Lamerd ha attirato scarsa attenzione a livello globale, l’atrocità di Minab ha suscitato condanne. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato Stati Uniti e Israele di «crudeltà, cinismo e disumanizzazione». Il primo ministro italiano Giorgia Meloni e quello spagnuolo Pedro Sanchez hanno entrambi espresso solidarietà alle vittime del «massacro». Tuttavia, né il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC) né il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) hanno adottato risoluzioni formali di condanna dell’atrocità.Heartbreaking, cruel, despicable, and utterly outrageous: the American-Israeli aggressors have attacked the Pasteur Institute of Iran — the oldest and most prestigious research and public health center in Iran and the entire Middle East, founded in 1920 through an agreement… pic.twitter.com/DQvyiuxIw6
— Esmaeil Baqaei (@IRIMFA_SPOX) April 2, 2026
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