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Dinosauro morto sotto un museo di dinosauri
Un dinosauro sembra essere morto sul punto esatto in cui hanno poi costruito un museo dei dinosauri, seppellendo il suo fossile sotto la struttura musiva.
A Denver alcuni scienziati hanno scoperto un fossile di dinosauro di 67,5 milioni di anni fa nel sottosuolo del parcheggio del museo che ospita questi enormi animali oramai estinti milioni di anni fa. Come il Denver Museum of Nature and Science ha spiegato a Catalyst, la sua rivista online, l’antico frammento osseo è stato sepolto a circa 230 metri sotto il parkingo dell’istituzione.
Al di là della coincidenza di tale scoperta sotto un museo di storia naturale, tuttavia, il modo in cui gli amabili resti dinosaurici sono stati rivenuti sfida la credulità del lettore.
Diversi mesi fa, i ricercatori hanno iniziato a perforare sotto il parcheggio del museo per vedere se le temperature sotterranee della Terra potrebbero riscaldarle e raffreddarle in modo sostenibile. Questo «riscaldamento geotermico» utilizza lo stesso principio delle sorgenti termali, rendendo questa forma di energia rinnovabile una delle più antiche del mondo, scrive Futurism.
Una volta che le due piattaforme di perforazione sono iniziate, gli scienziati dietro il progetto hanno deciso di vedere cos’altro potevano trovare scavando in profondità nella crosta terrestre.
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Come spiega un articolo sull’incredibile scoperta, gli archeologi non solo hanno scoperto interessanti campioni geologici all’interno del nucleo campione di sei centimetri e mezzo, ma anche, per puro caso, l’osso parziale di un dinosauro scomparso circa 70 milioni di anni fa.
«È fondamentalmente come vincere alla lotteria e rimanere colpiti da un fulmine nello stesso giorno», ha spiegato il curatore di geologia del museo James Hagadorn in un’intervista a Catalyst. «Nessuno avrebbe potuto prevedere che questo piccolo piede quadrato di terra dove abbiamo iniziato a perforare avrebbe effettivamente contenuto un osso di dinosauro sotto di esso!».
Naturalmente ci sono volute alcune ricerche per determinare che l’osso era di un dinosauro di una non determinata specie fosse e comprendere come fosse deceduto. Successivamente, come spiegato nel documento di Rocky Mountain Geology, l’osso è stato catalogato come un frammento vertebrale da un ornitopode, un’ampia classificazione paleontologica per i dinosauri bipedi ed erbivori del periodo Cretaceo.
Come comunicato dalla direzione del museo, il ritrovamento ha dell’incredibile.
«Questo fossile proviene da un’epoca appena prima dell’estinzione di massa che ha spazzato via i dinosauri», ha spiegato lo Hagadorn, curatore di geologia del museo. «Questa è una scoperta scientificamente e storicamente emozionante».
Come sottolinea Rocky Mountain Geology, questi tipi di «scoperte paleontologiche urbane» sono davvero rari, ma quando accadono, «accendono l’interesse pubblico per la scienza e approfondiscono la nostra connessione con la natura».
Curioso ripensare a un noto cartone animato dinosauresco trasmesso sulla rete berlusconide qualche decennio fa che ha accompagnato i pomeriggi di tanti bambini parcheggiati dai bommer dinanzi alla TV: Ti voglio bene Denver, con l’inevitabile, come sempre inascolatabile ed inaffrontabile, sigla di Cristina D’Avena.
La storia parlava di un cucciolo di dinosauro verde, trovato da un gruppo di adolescenti californiani (sportivissimi, capelli lunghi e biondi) ancora all’interno del suo uovo, che ha il potere di teletrasportare qualsiasi essere vivente nella preistoria oppure di mostrare sulla sua superficie scene di quell’epoca, viene rinvenuto. I californici ragazzotti si affezionano al dinosauro, al quale danno il nome di Denver, ispirandosi all’omonima città capitale del Colorado, dopo aver letto questo nome su un autobus. Il Denverro si scopre un abile schettinatore e chitarrista ghiotto di patatine in bustina. Il rettile pasticcione inoltre riesce a parlare il linguaggio degli esseri umani, doppiato in italiano da Graziano Galoforo.
Se gli scienziati di Denver chiamassero la creatura preistorica del parcheggio Denver saremmo a cavallo. Di un dinosauro.
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Immagine generata artifizialmente.
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Cane spara a donna
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La polizia arresta un pitone. Non è la prima volta
La polizia dell’Ohio ha dichiarato che una segnalazione di «strisci indesiderati» in un quartiere di Westlake ha portato al fermo di un pitone reale.
Il dipartimento di polizia di Westlake ha dichiarato sui social media che gli agenti «non sanno mai cosa riserverà la giornata» e che la chiamata di lunedì è stata particolarmente insolita.
Gli agenti sono intervenuti dopo aver «ricevuto una segnalazione di presenza indesiderata di rettili» e hanno trovato un pitone reale che vagava libero, si legge nel post. «Era in buona salute e ha già trovato una famiglia per sempre», ha scritto la polizia.
You never know what the day will bring! Our officers recovered this Ball Python yesterday after receiving a complaint of unwanted slithering. It was in good health and already has a forever home! via City of Westlake Ohio Police Department pic.twitter.com/LLimqwPUcM
— neohio – Northeast Ohio News (@neohionews) May 12, 2026
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I pitoni reali, la specie di pitone più piccola, sono originari dell’Africa e vengono comunemente tenuti come animali domestici.
L’Italia ha la sua dose di arresti di ofidi esotici. Nel cosiddetto caso dell’Olgiata (Roma), un pusher era stato arrestato nella sua villa dove, oltre a 1.500 dosi di droga, le forze dell’ordine hanno sequestrato cinque gatti rari e un pitone.
Ci fu poi sempre nella capitale l’operazione Shyla Connection, dove La Guardia di Finanza AVEVA arrestato 12 persone sequestrando 5 chili di cocaina e un rarissimo esemplare di pitone albino.
Nel 2005, ad Aosta, l’«Operazione Pitone» condotta dalle forze dell’ordine ha portato all’arresto di diverse persone e a successive condanne per un vasto giro di spaccio di cocaina sul territorio.
La cronaca criminale e i pitoni si sono toccate anche nel caso dell’arresto di un boss camorrista nel rione Don Guanella di Napoli. Il giovane boss della camorra custodiva un pitone in un rettilario all’interno del proprio appartamento come status symbol.
L’abbandono in spazi pubblici di esemplari come il Python regius (pitone reale) senza le dovute certificazioni legali costituisce reato penale e può comportare l’arresto fino a sei mesi o forti ammende pecuniarie per violazione della tutela della fauna selvatica.
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Immagine da Twitter
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Finalmente un film in cui gli ippopotami sono rappresentati come violenti ed assassini
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