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Grande Reset

Davos, la riunione delle élite al WEF sarà protetta da un esercito di 5000 persone e da una no-fly-zone

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L’incontro annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, prevede immense misure di sicurezza per i suoi partecipanti d’élite, tra cui 5.000 militari e una no-fly zone rigorosamente applicata.

 

Secondo Reuters, per la sicurezza dell’élite globale , lo Stato elvetico ha offerto 5.000 unità delle sue forze armate per aiutare le forze di polizia locali durante la riunione annuale del WEF di quest’anno dal 22 al 26 maggio.

 

Già ora molti soldati stanno già erigendo grandi recinzioni di sicurezza intorno al complesso della riunione mentre i membri dell’aviazione svizzera sorvoleranno lo spazio aereo sopra la conferenza elitista per garantire che venga mantenuta una no-fly zone.

 

Il consesso  globalista presenterà fino a 2.000 leader politici e professionali, che si riuniranno per discutere i loro piani per «la ripresa dalla pandemia, affrontare il cambiamento climatico, il futuro del lavoro, accelerare il capitalismo delle parti interessate e sfruttare le nuove tecnologie».

 

Come noto, il WEF di Klaus Schwab è il luogo dove è stato incubato il concetto di Grande Reset, il progetto radicale di riprogrammazione dell’economia mondiale e, in ultima analisi, della stessa umanità.

 

Il WEF ha apertamente dichiarato di considerare la pandemia COVID-19 come una grande opportunità per ottenere la rivoluzione globale da essi programmata.

 

«I lockdown per il COVID-19 potrebbero gradualmente allentarsi, ma l’ansia per le prospettive sociali ed economiche del mondo si sta solo intensificando. Ci sono buone ragioni per preoccuparsi: è già iniziata una forte recessione economica e potremmo trovarci di fronte alla peggiore depressione dagli anni ’30. Ma mentre questo risultato è probabile, non è inevitabile», ha scritto Schwab nel giugno 2020.

 

Come riportato da Renovatio 21, il World Economic Forum ha un programma giovanile chiamato Young Global Leader attraverso cui sono passati negli ultimi 30 anni un numero impressionante di personaggi di rilevanza globale, dalla Merkel a Bill Gates a Macron a Justin Trudeau.

 

È lo stesso Schwab a vantarsene, dicendo di essere in grado di «penetrare i gabinetti» di governo.

 

 

I piani del WEF sono inoltre implementati da enti come quelli bancari: è sintomatico il caso delle unione delle banche canadesi che, d’accordo con il governo, spingono, su idea del WEF, per la creazione di un ID digitale unico per i cittadini.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’ID digitale è stata la prima proposta da mettere in atto per la presidenza di Macron appena rieletto. Macron sarebbe anche lui passato per i programmi del WEF.

 

Il piano del WEF, al di là del Grande Reset rivendicato apertamente oltre che dal guru Schwab anche da alcuni adepti rilevanti come Trudeau, prevede la digitalizzazione del reale, la «Quarta Rivoluzione Industriale» come «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica» nel segno del transumanismo più spinto unito alla volontà di controllo totale sulla società e sull’individuo, perfino sul suo foro interiore, tramite chip cerebrali.

 

 

Lo Schwab è arrivato a proporre «scansioni» cerebrali per i passeggeri in aeroporto, perché vuoi mai che chi prende l’aereo abbia le idee sbagliate: «anche attraversare un confine nazionale potrebbe un giorno richiedere una scansione cerebrale dettagliata per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo».

 

«I microchip impiantabili attivi che rompono la barriera cutanea del nostro corpo» cambieranno il modo in cui ci interfacciamo con il mondo «e ci costringeranno a chiederci «cosa significhi essere umani», sostiene Schwab.

 

Come riportato da Renovatio 21, sei mesi fa lo Schwab ha incontrato il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi a Roma; Draghi ha altresì partecipato in passato ad eventi del WEF di Davos.

 

Di recente, il WEF ha dichiarato di aver chiuso con Putin e con altre personalità russe con cui aveva avuto in passato legami.

 

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

 

 

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Grande Reset

«Ristrutturazione profonda, sistemica e strutturale del nostro mondo»: Klaus Schwab parla al G20

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Per qualche ragione, al G20 indonesiano era presente anche il guru del World Economic Forum Klaus Schwab.

 

È utile ricordare che l’uomo di Davos non è stato eletto da nessuno, né poteva essere lì in rappresentanza di qualche Nazione: anzi, egli predica un mondo dove le politiche da implementare vadano ben al di sopra dei confini tra gli Stati.

 

Il discorso di Schwab a Bali ha avuto il suo climax quando l’occhialuto e pelato globalista, da molti ormai riconosciuto come la possibile trasposizione nella vita reale di un cattivo dei vecchi film di James Bond, ha parlato di un supposto «bisogno di ristrutturazione» dell’ordine mondiale.

 

Potete vedere e sentire con i vostri occhi e le vostre orecchie l’eloquenza di questo minutino dello Schwab arrivato nel più alto consesso mondiale.

 

 

 

«Naturalmente, se si guardano a tutte le sfide, si può parlare di multicrisi, economica, politica, sociale, ecologica e istituzionale» ha dichiarato dal palco lo Schwab. «Ma in realtà ciò che dobbiamo affrontare è una ristrutturazione profonda, sistemica e strutturale del nostro mondo. E questo richiederà del tempo, poiché il mondo avrà un aspetto diverso dopo che avremo attraversato questo processo di transizione».

 

In pratica, il Grande Reset servito evitando la parola, perché il brand, forse riesce ad ammetterlo pure lui, è un po’ sputtanato, e il solo pronunziare il binomio provoca risentimento nella sempre più vasta porzione della popolazione che ha compreso che ciò che sta accadendo segue un piano mondialista definito ed addirittura mostrato pubblicamente come un vanto dai suoi perpetratori come Schwab.

 

Ricordiamo che la ristrutturazione di cui parla Schwab non riguarda solo l’economia e l’industria (la «Quarta Rivoluzione Industriale» annunciata da Schwab nel suo libro omonimo, vero Necronomicon del Grande Reset)  né la sola alimentazione (con la spinta al consumo di insetti) né i soli consumi della società (con la guerra ai combustibili fossili e alle automobili private), né il solo tracciamento delle attività umane (con i carbon tracker), né l’educazione (con i vostri figli messi nel metaverso), né la farmaceutica (con i chip piazzati nei medicinali) e nemmeno solo i fondamenti stessi della cittadinanza così come la conosciamo («non possiederai nulla e sarai felice»).

 

La ristrutturazione di cui parla Schwab, seguendo il suo pensiero, potrebbe ricordare l’essenza stessa del cervello umano, con chip cerebrali in grado di scansionare la mente delle persone per trovarvi idee sbagliate, e via con valanghe di transumanismo teorizzato e discusso apertis verbis dallo Schwab in questi anni.

 

«Politicamente, le forze guida per questa trasformazione politica, sono certamente la transizione verso un mondo multipolare, che ha la tendenza a rendere il nostro mondo molto più frammentato» ha continuato a Bali l’uomo di Davos.

 

Questa concessione al mondo non unipolare, e al valore della politica, non tragga in inganno: come riportato da Renovatio 21, lo Schwab si è pubblicamente vantato di aver «penetrato» (sic) vari governi in tutto il mondo; una generazione di allievi del WEF, gli Young Global Leaders, ora sono nelle stanze dei bottoni di molti Paesi importanti e meno importanti.

 

Basti pensare che una di essi, ora associata in vari modi alla cricca di Davos, la vicepremier canadese Chrystia Freeland (già nota per la sua repressione totale dei camionisti che rifiutavano l’obbligo vaccinale, a cui ha chiuso i conti in banca), potrebbe diventare segretario NATO: le idee del WEF verranno quindi unite alla più grande potenza militare della Storia, con tanto di armi termonucleari a disposizione?

 

Contrariamente ai discorsi sul mondo multipolare, andiamo verso un nuovo ordine mondiale unipolare guidato invece che dagli USA, da Davos?

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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Controllo delle nascite

Le origini oscure del Grande Reset di Davos

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

È importante capire che non c’è una sola idea nuova o originale nella cosiddetta agenda del Great Reset per il mondo di Klaus Schwab. Né il suo programma della Quarta Rivoluzione Industriale nemmeno la sua affermazione di aver inventato la nozione di Stakeholder Capitalism è un prodotto di Schwab. Klaus Schwab è poco più di un abile agente di pubbliche relazioni per un’agenda tecnocratica globale, un’unità corporativa del potere aziendale con il governo, comprese le Nazioni Unite, un’agenda le cui origini risalgono all’inizio degli anni ’70, e anche prima. Il grande ripristino di Davos è semplicemente un progetto aggiornato per una dittatura distopica globale sotto il controllo delle Nazioni Unite che è stata sviluppata da decenni. Gli attori chiave sono stati David Rockefeller e il suo protetto, Maurice Strong.

 

 

All’inizio degli anni ’70, probabilmente non c’era persona più influente nella politica mondiale del compianto David Rockefeller, allora ampiamente conosciuto come presidente della Chase Manhattan Bank.

 

 

Creare il nuovo paradigma

Alla fine degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70, i circoli internazionali direttamente legati a David Rockefeller lanciarono una stupefacente schiera di organizzazioni d’élite e gruppi di riflessione.

 

Questi includevano Il Club di Roma; il 1001: A Nature Trust, legato al World Wildlife Fund (WWF); la conferenza sulla Giornata della Terra delle Nazioni Unite di Stoccolma; lo studio del MIT Limits to Growth; la Commissione Trilaterale di David Rockefeller.

 

 

Club di Roma

Nel 1968 David Rockefeller fondò un think tank neomalthusiano, il Club di Roma, insieme ad Aurelio Peccei e Alexander King.

 

Aurelio Peccei, era un senior manager della casa automobilistica FIAT, di proprietà della potente famiglia italiana Agnelli. Gianni Agnelli della FIAT era un intimo amico di David Rockefeller e membro dell’International Advisory Committee della Chase Manhattan Bank di Rockefeller. Agnelli e David Rockefeller erano amici intimi dal 1957. Agnelli divenne un membro fondatore della Commissione Trilaterale di David Rockefeller nel 1973. Alexander King, capo del Programma scientifico dell’OCSE, fu anche consulente della NATO. Quello fu l’inizio di quello che sarebbe diventato il movimento neo-malthusiano «la gente inquina».

 

Nel 1971 il Club di Roma pubblicò un rapporto profondamente viziato, Limits to Growth [I limiti dello sviluppo, ndt], che prevedeva la fine della civiltà come la conoscevamo a causa della rapida crescita della popolazione, combinata con risorse fisse come il petrolio.

 

Il rapporto concludeva che senza cambiamenti sostanziali nel consumo di risorse, «il risultato più probabile sarà un calo piuttosto improvviso e incontrollabile sia della popolazione che della capacità industriale». Era basato su simulazioni al computer fasulle di un gruppo di scienziati informatici del MIT, e faceva un’audace previsione: «se le attuali tendenze di crescita della popolazione mondiale, dell’industrializzazione, dell’inquinamento, della produzione alimentare e dell’esaurimento delle risorse continueranno invariate, i limiti alla crescita su questo pianeta saranno raggiunti entro i prossimi cento anni». Era il 1971.

 

Nel 1974, il Club di Roma dichiarò audacemente: «La Terra ha il cancro e il cancro è l’Uomo». Quindi: «il mondo sta affrontando una serie senza precedenti di problemi globali interconnessi, come sovrappopolazione, carenza di cibo, esaurimento delle risorse non rinnovabili [petrolio-noi], degrado ambientale e cattiva governance».

 

Sostenevano che «è necessaria una ristrutturazione “orizzontale” del sistema mondiale… sono necessari cambiamenti drastici nello strato normativo – cioè nel sistema di valori e negli obiettivi dell’uomo – per risolvere crisi energetiche, alimentari e di altro tipo, cioè cambiamenti sociali e sono necessari cambiamenti negli atteggiamenti individuali se si vuole che avvenga il passaggio alla crescita organica».

 

Nel loro rapporto del 1974, Mankind at the Turning Point («L’umanità al punto di svolta»), il Club di Roma ha ulteriormente affermato che «la crescente interdipendenza tra nazioni e regioni deve quindi tradursi in una diminuzione dell’indipendenza. Le Nazioni non possono essere interdipendenti senza che ciascuna di esse rinunci ad una parte o almeno ne riconosca dei limiti alla propria indipendenza».

 

«Ora è il momento di elaborare un piano generale per la crescita organica sostenibile e lo sviluppo mondiale basato sull’allocazione globale di tutte le risorse limitate e un nuovo sistema economico globale».

 

Questa è stata la prima formulazione dell’Agenda 21 delle Nazioni Unite, dell’Agenda 2030 e del Grande Reset di Davos del 2020.

 

 

David Rockefeller e Maurice Strong

L’organizzatore di gran lunga più influente dell’agenda della “crescita zero” di Rockefeller all’inizio degli anni ’70 era l’amico di lunga data di David Rockefeller, un petroliere miliardario di nome Maurice Strong.

 

Il canadese Maurice Strong è stato uno dei primi propagatori chiave della teoria scientificamente fraudolenta secondo cui le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo dai veicoli di trasporto, dalle centrali a carbone e dall’agricoltura hanno causato un drammatico e accelerato aumento della temperatura globale che minaccia «il pianeta», il cosiddetto riscaldamento globale.

 

In qualità di presidente della Conferenza di Stoccolma delle Nazioni Unite per la Giornata della Terra del 1972, Strong ha promosso un’agenda di riduzione della popolazione e abbassamento del tenore di vita in tutto il mondo per «salvare l’ambiente». Strong ha dichiarato la sua agenda ecologista radicale:

 

«Non è l’unica speranza per il pianeta che le civiltà industrializzate crollino? Non è nostra responsabilità realizzarlo?” Questo è ciò che sta accadendo ora sotto la copertura di una pandemia globale pubblicizzata».

 

Strong è stata una scelta curiosa per guidare un’importante iniziativa delle Nazioni Unite per mobilitare l’azione sull’ambiente, poiché la sua carriera e la sua considerevole fortuna erano state costruite sullo sfruttamento del petrolio, come un numero insolito di nuovi sostenitori della «purezza ecologica», come David Rockefeller o Robert O. Anderson dell’Aspen Institute o John Loudon della Shell.

 

Strong aveva incontrato David Rockefeller nel 1947 quando il giovane canadese aveva abbandonato le scuole superiori di diciotto anni e da quel momento la sua carriera si legò alla rete della famiglia Rockefeller.

 

Attraverso la sua nuova amicizia con David Rockefeller, Strong, all’età di 18 anni, ha ricevuto una posizione chiave delle Nazioni Unite sotto il tesoriere delle Nazioni Unite, Noah Monod. I fondi delle Nazioni Unite sono stati gestiti abbastanza convenientemente dalla Chase Bank di Rockefeller. Questo era tipico del modello di «partenariato pubblico-privato» che doveva essere implementato da Strong: guadagno privato dal governo pubblico.

 

Negli anni ’60 Strong era diventato presidente dell’enorme conglomerato energetico e compagnia petrolifera di Montreal noto come Power Corporation, allora di proprietà dell’influente Paul Desmarais. Sarebbe stata utilizzata anche come fondo nero politico per finanziare campagne di politici canadesi selezionati come Pierre Trudeau, padre del protetto di Davos, Justin Trudeau, secondo la ricercatrice investigativa canadese Elaine Dewar (Elaine Dewar, op cit. p. 269-271).

 

 

 Il primo Earth Summit e il Summit della Terra di Rio

Nel 1971 Strong è stato nominato Sottosegretario delle Nazioni Unite a New York e Segretario Generale della prossima conferenza sulla Giornata della Terra, Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente umano (Earth Summit I) a Stoccolma, in Svezia. Nello stesso anno fu anche nominato amministratore fiduciario della Rockefeller Foundation, che finanziò il suo lancio del progetto Stockholm Earth Day (Elaine Dewar, op cit. p.277). A Stoccolma è stato creato il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) con Strong come capo.

 

Nel 1989 Strong è stato nominato dal Segretario generale delle Nazioni Unite a capo della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo del 1992 o UNCED (Rio Earth Summit II). Lì ha supervisionato la stesura degli obiettivi delle Nazioni Unite «Sustainable Environment» (Ambiente sostenibile), l’Agenda 21 per lo sviluppo sostenibile che costituisce la base del Great Reset di Klaus Schwab, nonché la creazione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite. Strong, che era anche un membro del consiglio di Davos WEF, aveva fatto in modo che Schwab fungesse da consulente chiave per il Summit della Terra di Rio.

 

In qualità di Segretario Generale della Conferenza delle Nazioni Unite di Rio, Strong ha anche commissionato un rapporto al Club di Roma, The First Global Revolution, scritto da Alexander King, in cui ammetteva che l’affermazione sul riscaldamento globale della CO2 era semplicemente uno stratagemma inventato per forzare il cambiamento:

 

«Il nemico comune dell’umanità è l’uomo. Nella ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, ci è venuta l’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d’acqua, la carestia e simili sarebbero adatti al conto. Tutti questi pericoli sono causati dall’intervento umano ed è solo attraverso atteggiamenti e comportamenti modificati che possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è l’umanità stessa».

 

Il delegato del presidente Clinton a Rio, Tim Wirth, ha ammesso lo stesso, affermando: «dobbiamo affrontare il problema del riscaldamento globale. Anche se la teoria del riscaldamento globale è sbagliata, faremo la cosa giusta in termini di politica economica e politica ambientale». (Elaine Dewar, Cloak of Green: The Links between key ambientali groups, government and big business, Toronto, James Lorimer & Co., 1995, pp. 259-265.)

 

A Rio Strong ha introdotto per la prima volta l’idea manipolativa di «società sostenibile» definita in relazione a questo obiettivo arbitrario di eliminare la CO2 e altri cosiddetti gas serra. L’Agenda 21 è diventata Agenda 2030 nel settembre 2015 a Roma, con la benedizione del Papa, con 17 obiettivi «sostenibili». Egli ha dichiarato, tra l’altro,

 

«La terra, per la sua unicità e per il ruolo cruciale che svolge nell’insediamento umano, non può essere trattata come un bene ordinario, controllato da individui e soggetto alle pressioni e alle inefficienze del mercato. La proprietà fondiaria privata è anche uno strumento principale di accumulazione e concentrazione della ricchezza e quindi contribuisce all’ingiustizia sociale… La giustizia sociale, il rinnovamento e lo sviluppo urbano, la fornitura di abitazioni dignitose e condizioni salubri per le persone possono essere raggiunti solo se si utilizza la terra nell’interesse della società nel suo insieme».

 

In breve, la proprietà privata della terra deve essere socializzata per la «società nel suo insieme», un’idea ben nota ai tempi dell’Unione Sovietica e una parte fondamentale del Grande Reset di Davos.

 

A Rio nel 1992, dove era presidente e segretario generale, Strong dichiarò:

 

«È chiaro che gli attuali stili di vita e modelli di consumo della classe media benestante – che implicano un’elevata assunzione di carne, il consumo di grandi quantità di cibi surgelati e pronti, l’uso di combustibili fossili , elettrodomestici, aria condizionata in casa e nei luoghi di lavoro e alloggi suburbani – sono non sostenibili». (corsivo aggiunto)

 

Strong non ha ascoltato la sua stessa chiamata. Ciò che Strong non ha detto ai suoi alleati ambientalisti a Rio è che aveva anche fatto un enorme acquisto della Colorado Land and Cattle Company, dal trafficante d’armi saudita e risorsa della CIA, Adnan Khashoggi.

 

A quel punto Strong era al centro della trasformazione delle Nazioni Unite nel veicolo per imporre un nuovo fascismo tecnocratico globale di nascosto, usando terribili avvertimenti sull’estinzione del pianeta e sul riscaldamento globale, fondendo le agenzie governative con il potere delle corporazioni in un controllo non eletto di graziosi quasi tutto, sotto la copertura fraudolenta della «sostenibilità».

 

Nel 1997 Strong ha supervisionato la creazione del piano d’azione dopo l’Earth Summit, il Global Diversity Assessment, un progetto per il lancio di una quarta rivoluzione industriale, un inventario di ogni risorsa del pianeta, come sarebbe stata controllata e come questa rivoluzione verrebbe raggiunto.

 

In questo momento Strong era co-presidente del Davos World Economic Forum di Klaus Schwab. Nel 2015 alla morte di Strong, il fondatore di Davos Klaus Schwab scrisse: «era il mio mentore sin dalla creazione del Forum: un grande amico; un consigliere indispensabile; e, per molti anni, membro del nostro consiglio di fondazione».

 

Prima di essere costretto a lasciare le Nazioni Unite in disgrazia per uno scandalo di corruzione in Iraq Food-for-Oil, Strong è stato membro del Club di Roma, fiduciario dell’Aspen Institute, fiduciario della Fondazione Rockefeller e della Fondazione Rothschild.

 

Strong è stato anche nell’occulto Tempio della Comprensione legato al Lucifer Trust (alias Lucis Trust) ospitato presso la Cattedrale di Saint Joh the Divine a New York City, «dove i rituali pagani includono la scorta di pecore e bovini all’altare per la benedizione. Qui, il vicepresidente Al Gore ha tenuto un sermone, mentre i fedeli marciavano verso l’altare con ciotole di compost e vermi…»

 

Questa è l’origine oscura del programma Great Reset di Schwab in cui dovremmo mangiare vermi e non avere proprietà private per «salvare il pianeta».

 

L’agenda è oscura, distopica e ha lo scopo di eliminare miliardi di noi «normali esseri umani».

 

 

William F. Engdahl

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Grande Reset

Il WEF ci sta facendo marciare verso una vita di obbedienza passiva

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

L’opinionista politica Kim Iversen, in un recente episodio di The Kim Iversen Show, ha analizzato «Benvenuto nel 2030: non possiedo niente, non ho privacy e la vita non è mai stata migliore», un articolo scritto nel 2016 dalla collaboratrice del World Economic Forum Ida Auken.

 

 

Quando l’opinionista politica Kim Iversen ha letto: «Benvenuti nel 2030: non possiedo niente, non ho privacy e la vita non è mai stata migliore» – un articolo pubblicato nel 2016 sul sito web del World Economic Forum (WEF) – ha aspettato la battuta finale, presumendo che l’articolo fosse satira.

 

Ma non c’era una battuta finale. L’autore dell’articolo era serio.

 

La Iversen ha dedicato un recente episodio di The Kim Iversen Show all’analisi dell’articolo del WEF, il cui messaggio “«on possederai nulla e sarai felice» è riemerso tra il crescente interesse per il Great Reset del WEF .

 

 

La Iversen ha evidenziato alcune delle affermazioni chiave dell’articolo, che ha definito «assurde» e «folle»:

 

  • «Non possiedo una macchina. Non possiedo una casa. Non possiedo elettrodomestici né vestiti».

 

  • «Non avrebbe più senso per noi possedere auto, perché potremmo chiamare un veicolo senza conducente o un’auto volante per viaggi più lunghi in pochi minuti».

 

  • «Nella nostra città non paghiamo l’affitto, perché qualcun altro sta usando il nostro spazio libero ogni volta che non ne abbiamo bisogno. Il mio soggiorno viene utilizzato per riunioni di lavoro quando non ci sono».

 

  • «I problemi ambientali sembrano lontani, poiché utilizziamo solo energia pulita e metodi di produzione puliti».

 

  • «Acquisti? Non riesco proprio a ricordare cosa siano. Per la maggior parte di noi, si è trasformato nella scelta delle cose da usare. A volte lo trovo divertente, ea volte voglio solo che l’algoritmo lo faccia per me. Conosce i miei gusti meglio di me ormai».

 

  • «Di tanto in tanto mi infastidisce il fatto di non avere una vera privacy. Da nessuna parte posso andare e non essere registrato. So che, da qualche parte, tutto ciò che faccio, penso e sogno è registrato. Spero solo che nessuno lo usi contro di me».

 

L’articolo, pubblicato il 10 novembre 2016, è stato scritto da Ida Auken, membro del parlamento danese (dal 2007 ad oggi) ed ex ministro danese dell’ambiente.

 

Auken ha scritto l’articolo in preparazione dell’incontro annuale dei Consigli del futuro globale del WEF che si è svolto dal 13 al 14 novembre 2016 a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

 

Il WEF all’inizio del 2017 ha nominato Auken come Young Global Leader e ha promosso il suo articolo in un tweet :

 


«Loro [i leader del WEF] non stavano scherzando», ha detto Iversen. «Questo è il futuro che hanno immaginato. Tutto passerà alla robotica, tutto sarà monitorato in nome del risparmio climatico».

 

La Iversen ha detto che sebbene storicamente si definisse un’ambientalista – «È lì che è stata la mia prima incursione in politica, nel movimento ambientalista» – ora sta «mettendo in discussione la motivazione di tutto questo».

 

«Li ho visti [leader globali del WEF] affermare che molte cose sono davvero brutte e non lo sono. Sono stati esagerati molto per usare quelle [cose] per farci paura e controllarci».

 

Secondo la Iversen, il WEF ci sta facendo «marciare verso» una vita di obbedienza passiva a un sistema centralizzato di autorità che controllano e possiedono tutto.

 

Il loro messaggio, ha detto, è «Sii solo un buon cittadino e non hai nulla di cui preoccuparti finché non parli contro il governo, quindi se segui tutte le regole… Sì, avrai  privacy… Non possiedi nulla ma sarai molto, molto felice. Devi solo fare come ti è stato detto».

 

«Grazie al cielo sempre più persone riferiscono su questo e si svegliano dicendo: “No. Non siamo d’accordo con questa agenda”».

 

 

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

 

© 22 settembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di US Embassy Bern via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

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