Oligarcato
Come i Rothschild hanno operato in Ucraina dopo il colpo di Stato del 2014
La famosa famiglia di banchieri ebrei è stata profondamente coinvolta negli affari ucraini dopo il colpo di Stato del 2014. Lo riporta un articolo della testata governativa russa Sputnik.
La multinazionale finanziaria Rothschild & Co avrebbe avuto un ruolo determinante nella ristrutturazione del debito ucraino di oltre 20 miliardi di dollari nel luglio 2024.
Secondo quanto riferito, la società era coinvolta nell’organizzazione di incontri faccia a faccia tra ucraini e società di gestione patrimoniale, tra cui Black Rock e Amundi, meno di due mesi prima della scadenza della moratoria biennale sui pagamenti, il 1° agosto.
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I Rothschild avrebbero coinvolto nei colloqui gli esperti del FMI, mentre sul tavolo c’era anche il piano di sequestrare i beni sovrani congelati della Russia, scrive Sputnik.
Si ritiene che il clan stia traendo profitto dallo Stato dell’Europa orientale attraverso vari piani, tra cui la futura «ricostruzione dell’Ucraina».
«L’allora presidente ucraino Petro Poroshenko scelse una Rothschild & Co per vendere i suoi asset nel 2014. In seguito si scoprì che le società non erano state vendute, ma consegnate a Rothschild Trust» scrive Sputnik, che compila una cronologia dell’operato dei Rothschild in Ucraina.
- «Nel 2015, Rothschild si è offerta per la prima volta di mediare nei colloqui dell’Ucraina con i creditori sulla ristrutturazione del debito del Paese».
- «Nel 2017, la Rothschild S.p.A. si è aggiudicata la gara d’appalto per i servizi bancari e di investimento alla compagnia petrolifera e del gas ucraina Naftogaz».
- «Nello stesso anno, il consiglio di sorveglianza del creditore statale ucraino PrivatBank ha chiesto a un consorzio di società Rothschild, EY e FinPoint di ristrutturare i suoi fondi. Anche il magnate ucraino Ihor Kolomoisky si è rivolto ai Rothschild quando ha cercato di riacquistare una quota del 25% in PrivatBank, il suo precedente asset, nel 2019».
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- «Nel luglio 2017, l’allora primo ministro ucraino Volodymyr Groysman avrebbe tenuto un incontro privato con Nathaniel Jacob Rothschild a Londra. L’ex deputato ucraino Oleg Tsarev suggerì all’epoca che Groysman voleva che Rothschild lo nominasse prossimo presidente.
- «Nel luglio 2023, i burloni russi Vladimir Kuznetsov (Vovan) e Alexey Stolyarov (Lexus) hanno ingannato Alexandre de Rothschild, presidente esecutivo di Rothschild & Co, il quale ha detto loro che il clan bancario collabora con il regime di Kiev dal 2017.”Abbiamo avuto ottimi rapporti con le persone del vostro governo. Eravamo principalmente coinvolti nell’attrarre o prestare fondi”, ha detto de Rothschild a Vovan e Lexus pensando che stesse parlando con Volodymyr Zelens’kyj. De Rothschild ha detto ai burloni che l’azienda di famiglia intende prendere parte alla “ricostruzione dell’Ucraina”, anche nei settori dell’energia, dell’edilizia abitativa e della logistica. «Avete espresso la necessità di finanziamenti per la ricostruzione per un importo totale di oltre 750 miliardi di dollari, a partire dal 2023 per un periodo di circa dieci anni, e questo è abbastanza adeguato», ha detto il banchiere.
Come riportato da Renovatio 21, l’Ucraina ha raggiunto il suo recente accordo con gli obbligazionisti su una ristrutturazione del debito come risultato degli sforzi di Rothschild & Co.
Nei mesi scorsi è emerso che i rami svizzero e francese della famiglia Rothschild stanno combattendo per il dominio nel settore della gestione patrimoniale, il che sta causando tensioni e scatenando speculazioni su una fusione che avrebbe un impatto significativo sul panorama finanziario globale.
La banca privata svizzera, il gruppo Edmond de Rothschild, e il più piccolo istituto di credito francese, Rothschild & Co., sono le uniche banche rimaste con legami con la famiglia il cui nome è stato sinonimo di ricchezza e potere per più di due secoli.
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La famiglia Rothschild emerse dal ghetto ebraico di Francoforte nel XIX secolo per diventare una delle dinastie finanziarie più ricche e potenti del mondo, che finanziò guerre e imperi e contribuì a plasmare la storia economica e politica dell’Europa.
Dalla banca francese dei Rothschild è passato, notoriamente, l’attuale presidente francese Emmanuel Macron.
Uno dei principali patriarchi della famiglia, espansasi anche a Londra e Nuova York, Evelyn Rothschild, è morto nel 2022. Sette mesi fa è defunto all’età di 87 anni anche Lord Nathaniel Charles Jacob Rothschild, IV barone Rothschild, noto per essere amico dello Stato di Israele e della controversa artista Marina Abramovic.
Come riportato da Renovatio 21, la vedova di Evelyn Rothschild, Lynn Forester de Rothschild ha attaccato l’inchiesta dei trumpiani sull’integrità delle elezioni 2020; la famiglia avrebbe triplicato il loro investimento in Bitcoin.
Nel 2020 Lynn Forester de Rothschild ha formato una coalizione con il Vaticano, le Nazioni Unite, varie multinazionali e la Fondazione Rockefeller chiamata Council for Sustainable Capitalism.
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Immagine screenshot da YouTube
Misteri
I Clinton si rifiutano di testimoniare nell’inchiesta su Epstein
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Oligarcato
Trump sollecita la pubblicazione dei file di Epstein per «mettere in imbarazzo» il Partito Democratico
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollecitato il Dipartimento di Giustizia (DOJ) a divulgare i documenti relativi a Jeffrey Epstein, chiedendo in particolare di rendere noti i nomi dei democratici che, secondo lui, erano legati al defunto finanziere.
La settimana scorsa, il dipartimento ha reso disponibili online migliaia di file in ottemperanza all’Epstein Files Transparency Act. La legge, firmata da Trump a novembre, obbliga alla pubblicazione di materiali connessi alle indagini penali federali sul condannato per reati sessuali, che secondo la versione ufficiale si è suicidato in una prigione di New York mentre era in attesa di processo per traffico di minorenni.
In un post pubblicato venerdì su Truth Social, Trump ha sostenuto che, con l’emersione di «un milione di pagine in più su Epstein», il dipartimento di Giustizia è obbligato a concentrare tutte le sue risorse su quella che ha definito «questa bufala ispirata dai democratici».
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«Sono stati i Democratici a collaborare con Epstein, non i Repubblicani. Rendete pubblici i loro nomi, metteteli in imbarazzo e tornate ad aiutare il nostro Paese!», ha scritto, senza indicare nomi specifici.
Tra i documenti giudiziari già diffusi in precedenza compaiono atti e deposizioni che menzionano diverse personalità di rilievo, tra cui Trump e l’ex presidente statunitense Bill Clinton, quest’ultimo apparso anche in foto in cui si rilassa in una vasca con donne e amici; ulteriori foto di Clinton massaggiato da ragazze del giro Epstein erano uscite da anni.

L’ex presidente marito di Hillary ha sempre affermato di ignorare le attività criminali di Epstein e di aver interrotto i rapporti con lui anni prima dell’arresto del finanziere. Tuttavia, due anni fa documenti del processo Epstein mostravano che una accusatrice avrebbe detto che «a Clinton piacciono giovani».

Trump, che ha riconosciuto di aver avuto in passato rapporti sociali con Epstein ma di essersi distaccato dopo la rivelazione dei suoi crimini, è citato nei documenti relativi a voli compiuti a bordo del jet privato di Epstein. I due sembrano aver interrotto i rapporti per un disaccordo su una proprietà immobiliare in Florida; secondo altre versioni Epstein importunava le lavoratrici di Mar-a-Lago, scatenando le ire di Trump.
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Virginia Roberts in Giuffre, la principale accusatrice di Epstein e Ghislaine Maxwell trovata pochi mesi fa morta (suicidio, per le autorità), lavorava appunto a Mar-a-Lag, e mai tra i tanti che ha accusato – in ispecie, il principe Andrea di Inghilterra e il principe del foro statunitense Alano Dershowitz – ha tirato in ballo Trump, di cui ha parlato solo sottolineandone la correttezza.
Trump in clip di dieci anni fa, prima dell’avventura politica, sembrava presagire la catastrofe che si sarebbe scatenata su Epstein e sullo Windsor. Al contempo, ai tempi delle indagini è stato detto che Trump si era dichiarato pronto a collaborare dicendo tutto quel che sapeva.
«L’isola di Epstein è un pozzo nero, non c’è dubbio a riguardo, chiedetelo al principe Andrea» aveva detto Trump ai microfoni di Bloomberg nel lontano 2015.
Il dipartimento di Giustizia ha dichiarato che le accuse rivolte a Trump presenti nei file di Epstein erano affermazioni «false e sensazionalistiche» inviate all’FBI prima delle elezioni del 2020, aggiungendo che sarebbero state «già usate come armi contro il presidente Trump» se avessero avuto qualche fondamento.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Oligarcato
La Francia sequestra oro e orologi di lusso all’ex procuratore generale ucraino
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