Connettiti con Renovato 21

Spirito

Cardinale Sarah: la Fiducia Supplicans «minaccia l’unità della Chiesa», dovrebbe essere «dimenticata». Poi difende il Concilio Vaticano II

Pubblicato

il

Il cardinale Robert Sarah ha affermato che il documento di Papa Francesco che consente le «benedizioni» tra persone dello stesso sesso «mette in pericolo l’unità della Chiesa» e rappresenta «un documento da dimenticare».

 

In una recente intervista al quotidiano dei vescovi Avvenire, al cardinale africano è stato chiesto della controversa dichiarazione di Francesco Fiducia supplicans, che ha consentito la «benedizione» delle coppie dello stesso sesso in determinate situazioni.

 

«Mi auguro che si possa chiarire meglio e forse riformulare quanto contenuto in Fiducia supplicans. La dichiarazione è teologicamente debole e quindi ingiustificata» ha detto il porporato africano.

 

«Mette in pericolo l’unità della Chiesa» ha proseguito il cardinale. Fiducia supplicans, dice, costituisce «un documento da dimenticare».

 

A Sarah è stato anche chiesto delle restrizioni alla Santa Messa tradizionale, detta volgarmente messa in latino.

Sostieni Renovatio 21

«Nei secoli la diversità di riti celebrativi dell’unico sacrificio eucaristico non ha mai creato problema all’autorità, perché era chiara l’unità della fede» ha chiosato Sarah. «Anzi, ritengo sia una grande ricchezza la varietà dei riti nel mondo cattolico».

 

Tuttavia, ha espresso dubbi sul fatto che il rito antico possa essere «vietato».

 

«Mi chiedo se si possa “vietare” un rito ultramillenario. Infine, se la liturgia è una fonte anche per la teologia, come vietare l’accesso alle “fonti antiche”? Sarebbe come vietare lo studio di sant’Agostino a chi volesse riflettere correttamente sulla grazia o sulla Trinità».

 

Sarah sul quotidiano CEI ha parlato positivamente dei primi mesi del pontificato di Papa Leone XIV. Ha affermato che il Romano Pontefice «sta facendo riemergere l’irrinunciabile centralità di Cristo, l’evangelica consapevolezza che “senza di Lui non possiamo fare nulla”: né costruire la pace, né edificare la Chiesa, né salvare la nostra anima».

 

Inoltre mi sembra abbia un’intelligente attenzione al mondo, in spirito di ascolto e di dialogo, sempre con un’avveduta considerazione della Tradizione (…) La Tradizione è come un motore della storia: sia della storia in generale, sia di quella della Chiesa» ha detto il cardinale. «Senza Tradizione vivente che permette la trasmissione della Divina Rivelazione, non potrebbe esistere la Chiesa stessa. Tutto ciò è in perfetta continuità con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II».

 

Sarah puntualizza che il fatto che Leone si sia affacciato al balcone dopo la sua elezione con la mozzetta non è un segno di un ritorno al tradizionalismo. «Non comprendo il clamore suscitato da questa scelta» sostiene il cardinale, «la mozzetta è un segno che indica la giurisdizione del Papa, ma anche dei vescovi. Forse il clamore è stato dettato dal fatto che papa Francesco non l’aveva indossata il giorno dell’elezione. Ma non mi sembra un valido motivo per una tale meraviglia».

 

In passato il prelato africano era noto per il suo forte sostegno alla Messa latina tradizionale e alla riverenza liturgica, nonché per la sua difesa della fede cattolica, arrivando a definire i piani per «abolire» la messa in latino come «diabolici». In passato il Sarah aveva dichiarato che il rifiuto della liturgia tradizionale e della morale sono forme di «ateismo pratico» nella Chiesa.

 

Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa Leone aveva nominato il cardinale Sarah «inviato speciale» per le celebrazioni liturgiche in onore di Sant’Anna in Francia.

Aiuta Renovatio 21

All’inizio di gennaio 2024, in una lunga dichiarazione pubblicata dal veterano vaticanista Sandro Magister, Sarah ha unito la sua voce a quella dei suoi colleghi vescovi africani nel respingere l’appoggio del documento vaticano Fiducia Supplicans alle «benedizioni» omosessuate. Nella sua dichiarazione, il cardinale Sarah si è alleato con i vescovi e le conferenze episcopali africane che avevano fatto sapere il loro rifiuto della  Fiducia Supplicans.

 

Come riportato da Renovatio 21, il porporato si era detto «molto orgoglioso» dei vescovi africani per il rifiuto delle benedizioni gay di Bergoglio. Sarah l’anno scorso aveva tuonato anche riguardo al fatto che «nessuno può inventare un sacerdozio femminile». Lo scorso dicembre celebrando la messa pontificale a Dakar (in Senegal), il cardinale Sarah si era espresso contro la «distorsione» della messa in Occidente e contro le celebrazioni troppo «africane».

 

Bergoglio aveva poi affermato che la nomina del cardinale Sarah a capo del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per lui è stata «un errore».

Il cardinale Sarah è un fermo oppositore dell’idea di un sacerdozio femminile, favorita invece dalla recente nomina di Leone a San Gallo, in Svizzera, dove la Cattedra è andata ad un presbitero, padre Beat Grögli, che la chiede apertamente.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Immagine di Lawrence OP via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic

 

Continua a leggere

Spirito

Accusati di scisma, pregano nella tempesta per il Santo Padre e la Chiesa

Pubblicato

il

Da

Per quasi trenta minuti, un temporale si è abbattuto sui 16.000 fedeli riuniti a Écône per le consacrazioni episcopali del 1° luglio. Poco prima della comunione, sono rimasti sotto la pioggia battente per recitare il rosario. Quando è stata annunciata l’ultima decina per il Santo Padre e per tutta la Chiesa, l’assemblea ha pregato ferventemente, offrendo questo sacrificio in spirito di fede. Poi il tempo è migliorato.   La decina del rosario offerta per il Santo Padre e la Chiesa universale.     Un filmato girato da un fervente americano mostra l’entusiasmo della folla durante la tempesta.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da FSSPX.News
Continua a leggere

Spirito

«Il non appartenere alla Chiesa conciliare è una grazia e una testimonianza provvidenziale»: le parole di mons. Tissier

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica un estratto dell’articolo di monsignor Bernard Tissier de Mallerais (1945-2024) «Y a‑t-il une Église conciliaire ?» («esiste una Chiesa conciliare») apparso sulla rivista Le Sel de la Terre n° 85 (estate 2013).

 

Beati coloro che non appartengono a questa «comunione dei profani», che sono provvidenzialmente esclusi da essa o minacciati di esclusione!

 

Felice relegazione o abbandono! La vocazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fin dalla sua erezione da parte della Chiesa Cattolica nel 1970 e dal decreto di lode che la onorò nel 1971, non è mai stata quella di ricevere le benedizioni e i riconoscimenti di questa Chiesa conciliare! Era indubbiamente necessario che questa società sacerdotale, con tutta la famiglia della Tradizione, fosse come la fiaccola accesa e posta non sotto il moggio conciliare, ma sul candelabro della gogna, affinché illuminasse tutti coloro che sono nella casa di Dio.

 

Era probabilmente preferibile, secondo le vie della Provvidenza, che questa sana parte della Chiesa, che, come il divino Maestro, era diventata pietra d’inciampo, pietra rigettata dai costruttori della dissociazione ecclesiastica conciliare, diventasse la pietra angolare e la chiave di volta dell’indistruttibile cattedrale cattolica.

 

La nostra incrollabile testimonianza della vera Chiesa di Gesù Cristo, del sacerdozio e della regalità di Cristo sacerdote e re, esige indubbiamente, da parte della Chiesa conciliare, l’esclusione e l’ostracismo pronunciati contro di noi e contro ciò che rappresentiamo. Ma come san Giuseppe, nel suo esilio dall’Egitto, portò in sé il Bambino Gesù e la sua divina Madre, che costituirono il seme della Chiesa, così anche, nel suo esilio, la famiglia della Tradizione porta in sé la Chiesa, senza, certo, avere diritti esclusivi a questa gloriosa funzione, ma possedendone l’essenza stessa e il cuore, la sua integrità e incorruttibilità.

 

Essa dunque porta in sé il Pontefice Romano, nel quale il successore di Pietro un giorno si libererà da una lunga prigionia e si risveglierà dal sonno delle sue grandi illusioni, per proclamare, come fece il primo papa a Cesarea di Filippo al suo Maestro: «Tu es Christus, Filius Dei vivi!».

Sostieni Renovatio 21

Pertanto, se siamo complessi, rimpiangeremo di essere privati della comunione conciliare o della sua apparenza di comunione ecclesiale, e saremo infelici e ansiosi, costantemente alla ricerca di una soluzione. Se, d’altra parte, abbiamo la fede e la semplicità di un bambino, cercheremo semplicemente quale testimonianza rendere alla fede cattolica.

 

E la troveremo: è innanzitutto la testimonianza della nostra esistenza, della nostra permanenza, della nostra stabilità, insieme a quella della nostra piena professione di fede cattolica e del nostro rifiuto degli errori e delle riforme conciliari. Una testimonianza è assoluta. Se rendo testimonianza alla Messa cattolica, a Cristo Re, devo astenermi dalle Messe e dalle dottrine conciliari.

 

È come un granello d’incenso offerto agli idoli: o è un solo granello o non ce n’è affatto. Quindi, è «niente affatto». E questa testimonianza implica anche persecuzione, cosa normale da parte dei nemici di questa fede, che vogliono ridurre la nostra diametrale opposizione alla nuova religione, e finché piace a Dio che persistano nei loro perversi disegni. Non è forse Dio stesso a stabilire questa inimicizia tra la progenie del diavolo e i figli di Maria? Inimicitias ponam!

 

Perciò, non appena, nel raccoglimento della preghiera, abbiamo percepito questa vocazione a noi propria, adattata da Dio alla crisi presente, vi accogliamo con perfetta rettitudine e grande pace: una rettitudine incapace di qualsiasi complicità con il nemico, una pace senza amarezza.

 

Corriamo verso di essa, vi balziamo addosso ed esclamiamo come Santa Teresa di Gesù Bambino: «Nella Chiesa, Madre mia, ho trovato la mia vocazione!».

 

E chiediamo alla magnanima santa: «Ottieni per me la grazia di avere nella Chiesa e per la Chiesa l’anima di un martire o almeno di un confessore della fede!»

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da FSSPX.news

Continua a leggere

Spirito

Comunicato della Casa Generalizia: La Fraternità San Pio X presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026

Pubblicato

il

Da

Comunicato del 13 luglio 2026.   La Fraternità Sacerdotale San Pio X informa che, in risposta al decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato l’11 luglio un ricorso preliminare presso lo stesso Dicastero, conformemente ai cann. 1734 e seguenti del Codice di Diritto Canonico.   Tale iniziativa, che costituisce il previo adempimento richiesto prima dell’eventuale presentazione di un ricorso gerarchico, ha l’effetto di sospendere l’esecuzione del decreto, conformemente al can. 1353 del Codice di Diritto Canonico.   Con questo ricorso, la Fraternità intende esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a chiunque si ritenga leso da un atto amministrativo di chiederne la rettifica, in spirito di rispetto verso l’autorità ecclesiastica e di fedele attaccamento alla giustizia, alla verità e al bene della Chiesa.   La Fraternità Sacerdotale San Pio X affida questa richiesta alle autorità competenti e raccomanda questa iniziativa alle preghiere di tutti i fedeli.   Menzingen, 13 luglio 2026   Articolo pubblicata previamente su FSSPX.News  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da FSSPX.News
Continua a leggere

Più popolari