Politica
Ashli Babbitt ha ottenuto il funerale con tutti gli onori militari negato dall’amministrazione Biden
Ribaltando una decisione dell’amministrazione Biden, l’Aeronautica Militare concederà tutti gli onori funebri militari ad Ashli Babbitt, uccisa a colpi d’arma da fuoco da un poliziotto del Campidoglio degli Stati Uniti durante la protesta del 6 gennaio 2021.
La veterana trentacinquenne dell’aeronautica militare e sostenitrice di Trump è stata colpita in quello che sembra essere stato un uso eccessivo della forza dal tenente della polizia del Campidoglio Michael Byrd mentre tentava di arrampicarsi attraverso una finestra rotta per entrare nella Sala del Presidente.
Fu l’unica vittima ufficiale dell’omicidio del 6 gennaio.
Secondo quanto riferito, il Tenente Byrd non avrebbe dato alcun avvertimento o ordine a Babbitt prima di sparare il colpo che l’ha uccisa. Secondo Judicial Watch «Ashli non ha mai visto il Tenente Byrd perché era nascosto alla sua vista. È stata colta in un’imboscata ed era indifesa. Diversi testimoni presenti sulla scena hanno urlato: “L’hai appena uccisa!”».
Il Sottosegretario dell’Aeronautica Militare Matthew Lohmeier ha inviato una lettera indirizzata al marito e alla madre di Babbitt, confermando la decisione dell’Aeronautica Militare di revocare la sentenza dell’era Biden, scrivendo: «A nome del Segretario dell’Aeronautica Militare, scrivo per estendere l’offerta di onori funebri militari per SA Ashli Babbitt. Ho appreso che la richiesta iniziale della famiglia è stata respinta dai vertici dell’Aeronautica Militare con lettera datata 9 febbraio 2021».
«Tuttavia, dopo aver esaminato le circostanze della morte di Ashli e considerato le informazioni emerse da allora, sono convinto che la precedente decisione fosse errata. Inoltre, vorrei invitare lei e la sua famiglia a incontrarmi al Pentagono per porgerle personalmente le mie condoglianze».
Lohmeier aggiunse una nota manoscritta a margine, in cui diceva: «Per favore, fatemi sapere cosa posso fare per aiutarvi».
Il neo-nominato sottosegretario ha ricevuto elogi sui social media per aver esteso l’offerta di onori funebri militari per Babbitt.
Il generale Mike Flynn ha ringraziato Lohmeier, sottolineando che «non esiste esempio migliore di come un leader dovrebbe comportarsi, di quello contenuto in questa lettera».
«Che Ashli Babbitt possa ora riposare in pace e che la sua famiglia possa trovare un po’ di conforto per la persona meravigliosa che era e per la luce della verità che ha portato a ciascuno di noi», ha scritto Flynn.
There is no better example of how a leader is suppose to act, than right here in this letter.
Thank you @matthewlohmeier
May Ashli Babbitt now Rest In Peace and her family gain some measure of solace for the wonderful person she was and the light of truth she brought to each… https://t.co/t8oTEoVayA
— General Mike Flynn (@GenFlynn) August 28, 2025
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La decisione dell’Aeronautica Militare è stata presa dopo che il consigliere senior di Judicial Watch, Robert Patrick Sticht, ha scritto il mese scorso una lettera di sei pagine al Segretario della Difesa Pete Hegseth.
«Vi scrivo per sollecitarvi a prendere una nuova decisione per concedere onori funebri militari alla SrA Ashli Elizabeth Pamatian, alias Ashli Elizabeth McEntee, e ad Ashli Elizabeth Babbitt, veterana della guerra al terrorismo dell’aeronautica militare statunitense e della Guardia nazionale aerea», ha scritto lo Sticht.
«Ashli Babbitt è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021 dal tenente generale di polizia Michael Byrd. Il 9 febbraio 2021, il tenente generale Brian T. Kelly, dell’aeronautica militare statunitense (in pensione), ha negato gli onori funebri militari per il funerale di Ashli. La lettera del generale Kelly alla famiglia di Ashli affermava che il suo diniego era dovuto alle “circostanze precedenti alla sua morte”», ha spiegato il consulente senior di Judicial Watch, osservando che il generale Kelly aveva «espressamente lasciato aperta la possibilità che venisse presa una nuova e diversa decisione».
«La famiglia di Ashli Babbitt è grata al Presidente Trump, al Segretario Hegseth e al Sottosegretario Lohmeier per aver annullato la crudele decisione del Dipartimento della Difesa di Biden di negare ad Ashli gli onori funebri in quanto illustre veterana dell’Aeronautica Militare», ha dichiarato il presidente di Judicial Watch, Tom Fitton. «Il team di Judicial Watch ha trascorso anni a indagare, intentare cause e svelare la verità sull’omicidio di Ashli. Judicial Watch è orgogliosa di aver fatto la sua parte nel garantire alla sua famiglia giustizia e responsabilità per l’oltraggioso omicidio di Ashli. E la nostra battaglia per la giustizia continuerà».
La Babbit, unica vittima del J6, ha rappresentato chiaramente il momento più tragico della protesta del Campidoglio. La stampa scrisse che erano morti cinque poliziotti ma ciò poi risultò falso; nonostante questo la menzogna, fu ripetuta da giornalisti mainstream e dai politici.
Rimangono moltissimi interrogativi riguardo il J6: dalla bomba piazzata fuori dall’edificio del Partito Democratico, dove a poca distanza vi era Kamala Harris – un fatto gravissimo, stranamente messo in sordina – alla pressoché certa infiltrazione massiva di agents provocateurs dell’FBI e forse di altre agenzie di sicurezza USA.
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Immagine screenshot da YouTube
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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