Vaccini
Ai dentisti non vaccinati sequestrano lo studio
Si moltiplicano i casi di ortodontisti non-vaccinati che vengono privati del proprio studio dalle autorità.
Non basta quindi che i professionisti che non si sottopongono al siero genico incorrano la sospensione dall’Ordine (inflitta, ci dicono, anche a medici in pensione!) e il blocco del salario e delle entrate: è necessario anche sequestrare lo studio, onde impedire la possibilità di esercitare quella professione che è permessa solo dopo essere passati per la siringa mRNA.
A Forlì la Cassazione ha confermato un sequestro preventivo impeditivo di un dentista che sotto indagine per il reato dell’art. 348 del Codice Penale: «Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con la multa da euro 10.000 a euro 50.000».
I non vaccinati sono quindi da considerarsi lavoratori abusivi.
«La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e, nel caso in cui il soggetto che ha commesso il reato eserciti regolarmente una professione o attività, la trasmissione della sentenza medesima al competente Ordine, albo o registro ai fini dell’applicazione dell’interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività regolarmente esercitata» continua l’articolo 348 C.P.
Secondo quanto riportato, l’odontoiatra era stato oggetto di un controllo nel suo studio, dove sarebbe stato «trovato a lavorare in studio nonostante la sospensione e denunciato per esercizio abusivo della professione», scrive il sito Odontoiatria 33.
Il dentista ha quindi fatto ricorso contro il sequestro delle attrezzature, ma pochi giorni fa è stato ritenuto inammissibile dalla Cassazione. Il tribunale ha quindi condannato l’uomo a pagare le spese processuali nonché 3 mila euro alla Cassa delle Ammende.
Si possono contare almeno altri due casi simili, entrambi in provincia di Vicenza.
A maggio un odontoiatra aveva ricevuto una visita della Guardia di Finanza: sospesa dall’Ordine in quanto non vaccinata. Il medico «esercitava abusivamente la professione», scriveva Il Giornale di Vicenza, per cui i finanzieri «hanno anche sequestrato un ambulatorio di Breganze».
Il quotidiano locale getta luce anche sul metodo usato per i controlli.
«Avvalendosi delle informazioni presenti nelle banche dati, le Fiamme Gialle di Thiene hanno avviato alcuni approfondimenti nei confronti di quelle figure “esercenti le professioni sanitarie” e “operatori di interesse sanitario” che eseguono prestazioni, seppur già destinatari di provvedimenti di sospensione dall’ordine professionale di riferimento su segnalazione dell’autorità sanitaria, continuando a svolgere la libera professione negli studi medici di proprietà o ambulatori di terzi».
«Successivamente, sono state effettuate accurate indagini, anche attraverso controlli, pedinamenti e sopralluoghi, rilevando diversi clienti che si recavano nello studio odontoiatrico».
«È quindi scattato il blitz dei militari, che hanno eseguito una perquisizione del locale adibito ad ambulatorio, nel corso della quale la professionista è stata sorpresa mentre esercitava abusivamente la professione su un paziente, mentre un altro paziente presente nello studio ha confermato di essere stato visitato nel corso del 2022».
La professionista è stata denunciata e lo studio ha subito un sequestro poi convalidato dal giudice per le indagine preliminari con un decreto di sequestro preventivo.
La professionista nel titolo del giornale è chiamata «dentista no vax».
Situazione analoga a Schio a inizio anno, dove sempre la Guardia di Finanza aveva «eseguito il sequestro preventivo d’urgenza di uno studio odontoiatrico, riconducibile ad un professionista sospeso dall’Ordine provinciale per inosservanza dell’obbligo vaccinale», scrive Vicenza Today.
«Dopo mirati sopralluoghi, che permettevano di appurare un andirivieni di pazienti nei dintorni dello studio, ubicato a Schio, i finanzieri hanno eseguito una perquisizione che ha portato loro all’individuazione ed acquisizione delle prenotazioni per le visite odontoiatriche avvenute nei mesi di sospensione, confermate dai quattro pazienti che si erano sottoposti a visite e interventi dentari» continua il sito di cronache vicentine.
Sarebbe stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vicenza anche l’assistente alla poltrona.
Nel frattempo, tuttavia, emersa l’inefficacia del vaccino nel non trasmettere il contagio, sono emerse sentenze come quella di Firenze dove il giudice civile ha reintegrato una psicologa sospesa dall’Ordine perché non in regola con la vaccinazione obbligatoria disposta su tutti gli operatori sanitari.
Il giudice ha così detto che la psicologa toscana «non possa essere costretta, per poter sostentare se stessa e la sua famiglia, a questi trattamenti iniettivi sperimentali talmente invasivi da insinuarsi nel suo Dna alterandolo in un modo che potrebbe risultare irreversibile, con effetti ad oggi non prevedibili per la sua vita e salute», riporta Quotidiano Sanità.
Il giudice toscano rilevava che lo scopo di «impedire la malattia e assicurare condizioni di sicurezza in ambito sanitario» è «irraggiungibile perché sono gli stessi report di AIFA ad affermarlo». Il magistrato quindi menzionava un «fenomeno opposto a quello che si voleva raggiungere con la vaccinazione, ovvero un dilagare del contagio con la formazione di molteplici varianti virali e il prevalere numerico delle infezioni e decessi proprio tra i soggetti vaccinati con tre dosi».
Il giudice quindi si rivolgeva anche alle autorità sanitarie della Regione Toscana e al Consiglio dell’Ordine degli Psicologi regionale dicendo che «non possono non essere al corrente del dilagare dei contagi nonostante l’80/90% della popolazione sia vaccinata e sono anche al corrente o dovrebbero esserlo del dilagare del contagio tra vaccinati con tre dosi, degli eventi avversi anche gravi e mortali di soggetti vaccinati; si tratta, infatti, di dati pubblicati dallo stesso Ministero della Salute».
Come visibile, un’armonia tra le opinioni giuridiche riguardo i provvedimenti pandemici è di là da venire.
Vaccini
Raccomandano agli adulti di vaccinarsi prima di abbracciarei neonati: in realtà è pericoloso
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La pratica, da tempo promossa, di rendere obbligatorie le vaccinazioni per chi fa visita ai neonati – nota come «cocooning» [«bozzolo», ndt]– è oggetto di nuove critiche da parte dei medici, i quali sostengono che manchi di solide basi scientifiche e che possa comportare maggiori rischi per i bambini. Sebbene persino i CDC ne riconoscano i limiti, l’American Academy of Pediatrics continua a promuoverla.
Secondo il dottor Robert Malone, la pratica del «cocooning» [«bozzolo», ndt], ovvero l’obbligo per i familiari e chi si prende cura del neonato di vaccinarsi prima di fargli visita, dovrebbe essere «lasciata ai bruchi».
Le autorità sanitarie pubbliche e i sostenitori delle vaccinazioni hanno introdotto questa pratica per la prima volta nel 2004 come metodo per proteggere i neonati troppo piccoli per essere vaccinati, in particolare contro la pertosse.
Tuttavia, la pratica del «cocooning» non ha fondamento scientifico.
I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) riconoscono da oltre un decennio che questa pratica non sembra funzionare bene. I ricercatori del CDC hanno concluso nel 2016 che il «cocooning» «è costoso, presenta numerose difficoltà di implementazione e ha un’efficacia incerta».
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Nel 2011, il comitato consultivo sui vaccini dei CDC ha affermato che si trattava di «una strategia insufficiente per prevenire la morbilità e la mortalità da pertosse nei neonati», pur continuando a raccomandarla.
Oggi, il CDC pone maggiore enfasi sulla vaccinazione materna. Pur continuando a raccomandare il «cocooning» (ovvero la protezione del neonato sotto la supervisione di un adulto durante il periodo neonatale), l’agenzia sottolinea anche che potrebbe non essere sufficiente a proteggere i neonati.
Tuttavia, l’Accademia Americana di Pediatria (AAP) continua a promuovere questa pratica, spingendosi persino oltre e raccomandando l’isolamento protettivo non solo per la pertosse, ma anche per altre malattie, tra cui l’influenza e il virus respiratorio sinciziale (RSV).
L’AAP raccomanda inoltre che i bambini piccoli non bacino i neonati e che le famiglie continuino la strategia del «cocooning» anche dopo che i neonati hanno ricevuto le loro vaccinazioni.
L’AAP offre persino una lettera di esempio che le persone possono inviare ai propri amici e familiari, informandoli che non sono benvenuti a far visita a un neonato finché non sarà vaccinato. La lettera dice:
«Il modo migliore per sostenerci è quello di essere in regola con le vaccinazioni prima della visita. Nessun problema se non siete ancora vaccinati! Potete sempre fare il vaccino contro la pertosse (Tdap) e quello contro l’influenza presso il vostro medico di base. Anche le farmacie offrono vaccinazioni. Assicuratevi di aver completato il ciclo di vaccinazioni Tdap almeno 2 settimane prima della visita».
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«Il vaccino contro la pertosse aumenta la probabilità di trasmettere l’infezione ad altri»
Il dottor Paul Thomas, pediatra, ha dichiarato a The Defender che le ricerche dimostrano che la pratica di tenere i neonati in un bozzolo, soprattutto in caso di pertosse, potrebbe in realtà aumentare il rischio per la loro salute.«”Questa pratica dovrebbe essere abbandonata», ha affermato.
Thomas ha spiegato che il vaccino acellulare contro la pertosse non previene l’infezione, ma ne sopprime solo i sintomi. Una persona vaccinata può comunque contrarre e diffondere silenziosamente la pertosse, senza saperlo.
Le ricerche suggeriscono che questa trasmissione asintomatica potrebbe essere la causa principale della recrudescenza della pertosse in corso. Pertanto, richiedere la somministrazione del vaccino Tdap ai visitatori potrebbe non ridurre il rischio per il neonato e, in teoria, potrebbe addirittura aumentarlo.
Nel suo libro Vax Facts: Cosa considerare prima di vaccinare in tutte le età e fasi della vita, Thomas ha scritto:
«Dato che la pertosse è più pericolosa nel primo anno di vita, [l’isolamento] sembrava un ottimo approccio. Il problema è che numerosi studi hanno ormai dimostrato che il vaccino attualmente disponibile non previene l’infezione e non impedisce la trasmissione dell’infezione al bambino o ad altri. Anzi, sembra che vaccinarsi contro la pertosse aumenti la probabilità di trasmettere l’infezione ad altri».
Thomas ha affermato che i «nuovi» vaccini acellulari contro la pertosse esistono da decenni: sono stati introdotti negli Stati Uniti negli anni Novanta. Da allora, e in risposta alla vaccinazione, ha spiegato, i ceppi di Bordetella pertussis si sono evoluti fino a non produrre più una proteina chiamata pertactina, che è uno dei bersagli del vaccino.
«I vaccini non offrono più una protezione sufficiente, il che spiega perché stiamo assistendo a un aumento senza precedenti dei casi di pertosse», ha scritto Thomas. «Non si tratta di un problema legato ai non vaccinati, bensì di un fallimento dei vaccini».
Malone avanza un’argomentazione simile. Riassume le ricerche più recenti, scrivendo: «il vaccino non previene la trasmissione; si limita a mascherare i sintomi, e questo, paradossalmente, può aumentare il rischio di trasmissione».
Malone ha anche affermato che le regole «niente vaccino, niente visita» causano danni reali di cui si parla raramente: tensioni familiari, isolamento e aumento del rischio di depressione post-parto.
I nonni e i parenti offrono un aiuto pratico e un sostegno emotivo di cui le neomamme hanno davvero bisogno. Promuovere una politica basata su prove inconsistenti, spezzando al contempo i legami familiari, è un pessimo affare, sostiene.
Nel frattempo, le principali organizzazioni sanitarie, tra cui l’AAP e l’Immunization Action Coalition, continuano a promuovere questa pratica.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 21 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
Vaccini, programma finanziato da Gates distribuisce 100 milioni di dosi, tra alcuni ad alto rischio
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Kennedy si scontra con il senatore Shaheen sui finanziamenti a Gavi
Durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti la scorsa settimana, il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. si è scontrato con la Senatrice Jeanne Shaheen (DN.H.) in merito alla decisione di Kennedy, presa nel 2025, di bloccare i finanziamenti statunitensi a GAVI. In un video preregistrato per i funzionari di GAVI nel giugno 2025, Kennedy affermò che i finanziamenti statunitensi sarebbero stati sospesi fino a quando GAVI non avesse «riconquistato la fiducia del pubblico», citando preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini. «Nella sua foga di promuovere la vaccinazione universale, ha trascurato la questione fondamentale della sicurezza dei vaccini», ha affermato Kennedy. «Quando la scienza era scomoda, Gavi l’ha ignorata». Gli Stati Uniti hanno donato 300 milioni di dollari a GAVI nel 2024, e l’amministrazione Biden, sempre nel 2024, si era impegnata a versare all’organizzazione oltre 1,5 miliardi di dollari in cinque anni, fondi che Kennedy ha poi sospeso. Shaheen ha elogiato GAVI per aver vaccinato 1,2 miliardi di bambini nel corso della sua esistenza e per essere «il principale acquirente al mondo di vaccini prodotti negli Stati Uniti». Shaheen ha affermato che i rappresentanti di Gavi l’hanno avvertita che «se questi fondi non verranno sbloccati, milioni di bambini moriranno». Ha chiesto a Kennedy di impegnarsi a collaborare con lei e con i rappresentanti di Gavi per ripristinare i fondi. Kennedy ha affermato che è necessario innanzitutto affrontare le preoccupazioni relative all’utilizzo dei fondi da parte di GAVI. GAVI convoglia fondi all’OMS, «da cui ci siamo ritirati perché stava svolgendo un lavoro pessimo», ha dichiarato.Aiuta Renovatio 21
Le cause legali per danni causati dal vaccino DTP hanno portato all’immunità legale per le aziende produttrici di vaccini
Kennedy ha inoltre riferito a Shaheen che GAVI sta distribuendo a milioni di bambini un vaccino con noti gravi effetti collaterali, quando esiste un’alternativa più sicura. «Il loro vaccino più diffuso ora è il vaccino DTP… una vecchia versione che è stata ritirata da questo Paese perché causava danni cerebrali», ha affermato. «Noi l’abbiamo ritirato. L’Europa l’ha ritirato. Lo somministrano ancora a 161 milioni di bambini africani e asiatici ogni anno». Kennedy ha affermato di aver chiesto a GAVI perché non avessero utilizzato la versione più sicura, ovvero il vaccino DTaP. «Mi hanno risposto che non volevano farlo». I vaccini DTP distribuiti in Africa contengono in genere il vaccino contro la pertosse a cellule intere per proteggere dalla pertosse. Questi vaccini contengono una versione inattivata dell’intero batterio Borrelia pertussis, e la maggior parte contiene sali di alluminio come adiuvante e timerosal come conservante. Negli Stati Uniti e in altri paesi ad alto reddito, il vaccino a cellule intere è stato sostituito con il vaccino acellulare DTP negli anni Novanta, poiché il primo era stato associato a effetti collaterali sia lievi che gravi. La controversia che circonda i vaccini DTP a cellule intere è alla base di importanti leggi statunitensi in materia di vaccini. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, crebbe una seria e diffusa preoccupazione per la sicurezza del vaccino DTP, dopo che molti bambini manifestarono convulsioni, gravi danni cerebrali o morirono in seguito alla vaccinazione. Tra il 1980 e il 1986, furono intentate cause legali contro i produttori di vaccini, per un totale di oltre 3 miliardi di dollari di risarcimento danni, la maggior parte dei quali relativi ai vaccini DTP prodotti da Wyeth (ora Pfizer). Dopo che le cause legali rivelarono che Wyeth era a conoscenza dei rischi, le giurie iniziarono ad autorizzare ingenti risarcimenti alle famiglie dei bambini danneggiati dal vaccino. Poiché le cause legali minacciavano di mandare in bancarotta il settore delle assicurazioni sui vaccini, i produttori iniziarono ad abbandonare il settore. Il Congresso rispose approvando il National Childhood Vaccine Injury Act del 1986, che istituì il National Vaccine Injury Compensation Program, un sistema senza colpa volto a fornire all’industria farmaceutica un’ampia protezione dalla responsabilità, risarcendo al contempo i bambini danneggiati dai vaccini obbligatori. Nel 1991, l’Institute of Medicine concluse che le prove dimostravano una relazione causale tra il vaccino DTP e l’encefalopatia acuta, sebbene gli scienziati affermassero che non vi fossero prove sufficienti per affermare che causasse danni neurologici a lungo termine.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il DTP è più economico e potenzialmente più efficace, ma è associato a lesioni più gravi.
Nel 1991, la Food and Drug Administration statunitense ha autorizzato il vaccino contro difterite, tetano e pertosse acellulare (DTaP), che causava meno effetti collaterali rispetto al vaccino precedente. Nel 1997, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) raccomandarono il vaccino DTaP rispetto al vaccino DTP a cellule intere per i neonati, sostituendo completamente la formulazione precedente negli Stati Uniti. All’epoca, il comitato citò ricerche che suggerivano come il vaccino DTP a cellule intere causasse comunemente eritema, gonfiore e dolore nel sito di iniezione, febbre e altri lievi eventi sistemici, nonché eventi avversi gravi, tra cui convulsioni ed episodi di iporeattività ipotonica. Gli eventi gravi si verificavano in 1 caso su 1.750 dosi somministrate. I vaccini acellulari non sono altrettanto efficaci contro la pertosse, presumibilmente perché l’immunità diminuisce più rapidamente e perché l’agente patogeno si è adattato ai vaccini. Sono inoltre più costosi da produrre. Alcuni esperti sostengono che, nonostante tassi più elevati di eventi avversi, la maggiore efficacia dei vaccini DTP a cellule intere li renda candidati migliori per campagne di vaccinazione di massa come «The Big Catch-Up». «Valutare il rapporto rischio-beneficio dei diversi tipi di vaccini è spesso complicato», ha affermato Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior presso Children’s Health Defense. «Bisogna considerare la prevalenza della malattia e l’accesso alle cure mediche nel caso in cui il vaccino non protegga o si manifestino eventi avversi». Jablonowski ha affermato che anche il costo è solitamente un fattore determinante, «poiché le soluzioni meno pericolose spesso costano di più. È triste constatare che i soggetti più vulnerabili si assumano il rischio maggiore di contrarre malattie che potrebbero essere prevenute o curate con altri mezzi». Brenda Baletti Ph.D. © 27 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Il vaccino RSV per le donne in gravidanza correlato alla preeclampsia e ad altre complicazioni
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Una nuova analisi di sicurezza post-autorizzazione del vaccino Abrysvo contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) di Pfizer ha rilevato che le donne vaccinate avevano il 29% di probabilità in più di sviluppare disturbi ipertensivi, tra cui la preeclampsia. I ricercatori, finanziati da Pfizer, hanno tuttavia avvertito che i loro risultati non sono conclusivi.
Secondo un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open, la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) durante la gravidanza potrebbe aumentare il rischio di complicanze e portare a parto prematuro e infezione.
I ricercatori hanno esaminato il vaccino Abrysvo contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer, l’unico vaccino contro l’RSV approvato per le donne in gravidanza negli Stati Uniti. Il vaccino è destinato a proteggere i neonati fino a 6 mesi di età contro l’RSV.
Secondo lo studio, le donne che hanno ricevuto il vaccino avevano il 29% di probabilità in più di sviluppare disturbi ipertensivi, tra cui preeclampsia, eclampsia e sindrome HELLP (emolisi, enzimi epatici elevati e piastrinopenia), una complicanza della gravidanza potenzialmente letale considerata una variante della preeclampsia.
Lo studio ha rilevato che le donne che avevano ricevuto il vaccino avevano maggiori probabilità di essere ricoverate in ospedale per ipertensione.
Lo studio ha inoltre identificato segnali statisticamente significativi per la rottura prematura delle membrane (PROM) e per la PROM pretermine.
Hanno scoperto che la rottura prematura delle membrane (PROM), ovvero la perdita di liquido amniotico troppo precoce, e la rottura prematura delle membrane pretermine, che si verifica prima della 37a settimana di gestazione, si sono verificate nel 14,1% delle donne in gravidanza vaccinate.
Sebbene i ricercatori abbiano sottolineato che i loro risultati non stabiliscono un rapporto di causalità, hanno riconosciuto che i segnali erano sufficientemente forti da giustificare ulteriori indagini.
I risultati, pubblicati questa settimana, si aggiungono agli studi post-marketing che hanno già riscontrato un legame tra il farmaco e i parti prematuri e la sindrome di Guillain-Barré.
Il dottor Peter Selley ha dichiarato a The Defender che, sebbene lo studio affermi che a livello globale il virus respiratorio sinciziale (RSV) causi «una notevole morbilità e mortalità nel primo anno di vita», gli autori omettono di notare che oltre il 97% dei decessi infantili dovuti all’RSV si verifica nei Paesi a reddito medio e basso.
Nella stagione 2024-2025 del virus respiratorio sinciziale (RSV), 31 bambini e adolescenti sono deceduti a causa della malattia negli Stati Uniti. Non si conosce lo stato vaccinale delle loro madri durante la gravidanza.
La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato Abrysvo nell’agosto del 2023, nonostante i membri del Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC) della FDA avessero sollevato preoccupazioni in merito ai parti prematuri riscontrati durante le sperimentazioni cliniche di Pfizer.
Nel settembre 2023, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno raccomandato il vaccino per le donne in gravidanza tra la 32a e la 36a settimana di gestazione.
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I dati sollevano interrogativi sui rischi della gravidanza
Gli autori dello studio pubblicato su JAMA hanno monitorato 13.619 donne in gravidanza che si erano sottoposte alla vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) durante la gestazione.
Per valutare la sicurezza del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer, i ricercatori hanno analizzato i dati post-marketing utilizzando i dati assicurativi e del sistema sanitario provenienti da cinque fonti, confrontando le donne che avevano ricevuto il vaccino con le donne in gravidanza che avevano ricevuto il vaccino antinfluenzale, il vaccino contro il COVID-19 o il vaccino Tdap.
Hanno inoltre confrontato i dati post-marketing con i dati storici relativi alle donne vaccinate tra il 2018 e il 2023, prima che i vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) fossero disponibili.
I ricercatori hanno monitorato 10 esiti di sicurezza predefiniti, tra cui parto pretermine, ipertensione, natimortalità e complicazioni a carico del sacco amniotico.
Nonostante le loro aspettative sulla sicurezza del vaccino, hanno riscontrato segnali di allarme per diverse complicazioni legate alla gravidanza.
Lo studio è stato concepito come un’analisi preliminare di «sorveglianza sequenziale», un sistema di monitoraggio rapido volto a individuare potenziali problemi di sicurezza subito dopo l’introduzione di un vaccino.
Di conseguenza, gli autori hanno osservato che la loro capacità di tenere sotto controllo i fattori confondenti era limitata e che i risultati dovrebbero essere interpretati come preliminari piuttosto che definitivi.
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Lo studio si aggiunge alle prove contrastanti sul rischio di parto pretermine.
Lo studio non ha rilevato alcun aumento dei parti prematuri tra le donne che si sono vaccinate. I ricercatori, e la copertura mediatica dello studio , hanno evidenziato questo risultato, presentandolo come prova per placare le preoccupazioni su un possibile legame tra il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer e il parto prematuro.
Durante le sperimentazioni cliniche di Pfizer per Abrysvo, i ricercatori hanno riscontrato una maggiore incidenza di parto pretermine e disturbi ipertensivi in gravidanza tra le donne che avevano ricevuto il vaccino, sebbene abbiano affermato che le differenze non fossero statisticamente significative.
Nel 2022, GSK ha interrotto lo sviluppo del suo vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) per le madri, che era quasi identico a quello di Pfizer, dopo aver rilevato un aumento simile nel numero di parti prematuri tra le donne in gravidanza.
Le informazioni sulla prescrizione di Abrysvo avvertono di un potenziale rischio di parto pretermine e di sindrome di Guillain-Barré, identificata in un altro studio post-marketing.
Un altro studio post-marketing, pubblicato lo scorso anno su BMJ Open, ha riportato che le donne in gravidanza vaccinate con il vaccino Abrysvo RSV di Pfizer avevano maggiori probabilità di partorire prematuramente.
Gli autori del nuovo studio pubblicato su JAMA hanno inoltre minimizzato i risultati relativi all’aumento del rischio, sottolineando che non sono conclusivi. Hanno osservato che si tratta di «solo un’analisi in un approccio multifase» e hanno affermato che sono previsti ulteriori studi.
«Questo monitoraggio precoce ha raggiunto il suo scopo: ha escluso alcune problematiche e sollevato rapidamente altri possibili interrogativi sulla sicurezza», ha dichiarato a MedPage Today Ashley Michnick, PharmD, Ph.D., coautrice dello studio. «L’obiettivo delle analisi rapide precoci come quelle descritte in questo articolo è quello di guidare studi più approfonditi, non necessariamente di trarre conclusioni definitive sul rischio».
Karl Jablonowski, ricercatore senior presso Children’s Health Defense, ha evidenziato una contraddizione nel modo in cui gli autori hanno presentato i loro risultati.
«Con sicurezza, gli autori dichiarano che non vi è alcun aumento del rischio di parto pretermine. Con timidezza, nelle stesse condizioni , mostrano un rischio di disturbi ipertensivi legati alla gravidanza e di rottura prematura delle membrane», ha affermato.
«Lo stesso principio di prudenza che si applica ai segnali rilevati vale anche per l’assenza di segnali», ha aggiunto.
Lo studio è stato sponsorizzato da Pfizer. In una lunga dichiarazione di conflitto di interessi , i ricercatori hanno riferito di aver ricevuto finanziamenti e di detenere opzioni su azioni della società.
Brenda Baletti
Ph.D.
© 24 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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