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Protesta

Aggiornamento triste sulla bambina più veloce d’Europa e la polizia tedesca

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Ieri vi abbiamo mostrato le immagini della bambina che correva velocissima seminando gli agenti in tenuta antisommossa durante una manifestazione in Germania.

 

Avevamo scritto che non sapevamo cosa fosse successo poi. «Non abbiamo idea di come sia andata a finire. È probabile che la bambina si ancora in fuga, e che i poliziotti stiano ancora imprecando».

 

È arrivata, purtroppo, prova visiva di come parrebbe essere proseguita la storia.

 


 

Un utente Twitter fa notare che il poliziotto di grossa stazza seminato poco prima pare essere nel gruppo degli agenti che trascina la bambina, che potrebbe avere 13 o 14 anni.

 

 

 

 

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Protesta

Altra manifestazione massiva contro le restrizioni. A Norimberga.

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Continuano in Germania le manifestazioni di popolo contro le restrizioni vaccinali.

 

«Wie sind die rote linie» recita uno striscione visto in più occasioni: noi siamo la linea rossa.

 

Il popolo scandisce, durante la lunga processione, una parola inequivocabile, «Freiheit!», «libertà!».

 

Le immagini che vedete qui sotto vengono da una città speciale, che ha un significato simbolico non di poco conto: Norimberga.

 

 

 

 

Per lungo tempo le demo, come chiamano in Germania le manifestazioni di protesta, non erano consentite.

 

Dopo le brutalità di Berlino la scorsa estate, le violenze della repressione si sono riaffacciate anche alle manifestazioni di queste settimane.

 

E non solo violenza fisiche: indimenticabile è stata la scena del poliziotto che dice al manifestante «Sie haben jegliche Menschlichkeit verloren», cioè «Lei ha perso ogni umanità».

 

Come riportato da Renovatio 21, il giornale tedesco Die Welt ha rivelato, citando fonti interne al potere berlinese, che il governo è seriamente preoccupato per la quantità di persone, tutte determinatissime, che si vedono alle manifestazioni.

 

 

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Protesta

Molotov, spari e poliziotti feriti. Ancora scontri in Guadalupa: le immagini

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Ancora disordini in Guadalupa, territorio d’oltremare della Francia che negli ultimi mesi ha visto la popolazione insorgere contro le autorità.

 

Lo scorso venerdì ecco una nuova ondata di violenze, con scontri tra forze di polizia e manifestant che protestano contro le restrizioni pandemiche.

 

Secondo quanto riferito dalla prefettura locale, verso gli agenti sarebbero stati indirizzati spari e bottligie molotov. Un poliziotto sarebbe stato ferito da un proiettile.

 

«La prefettura condanna questi atti indicibili e offre il suo sostegno al ferito», si legge in un comunicato ufficiale.

 

 

 


 

 

 

 

A dicembre, la città di Basseterre in Guadalupa ha visto diverse centinaia di persone prendere d’assalto l’edificio del consiglio regionale. All’epoca, secondo quanto riportato, i deputati regionali stavano tenendo l’ultima sessione plenaria dell’anno e hanno dovuto essere evacuati dall’aula prima che di essere raggiunti dai manifestanti.

 

L’incidente di dicembre è avvenuto poco dopo che le autorità locali hanno imposto il coprifuoco a causa delle crescenti violenze durante le proteste contro il COVID-19 a novembre. Il presidente francese Emmanuel Macron all’epoca aveva descritto la situazione della Guadalupa come «molto esplosiva».

 

Come riportato da Renovatio 21, la Francia, dopo la prima rivolta anti-lockdown sull’isola, decise di mandare a sedare la situazione le forze speciali.

 

C’è da registrare anche un altro fatto rilevante: Parigi per tranquillizzare i rivoltosi aveva promesso anche la creazione di un vaccino di tipo «tradizionale», cioè non mRNA. Fatto che apre una crepa abissale in tutto quello che ci hanno raccontato: che l’mRNA era la tecnologia giusta, che un vaccino ha bisogno di anni e anni di ricerche, che non abbiamo altra possibilità se non quella di confidare nei prodotti di Big Pharma come Pfizer  e Moderna etc.

 

 

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Protesta

Grande manifestazione a Bruxelles. Scontri con le forze dell’ordine: le immagini

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La manifestazione nella capitale belga di domenica 23 gennaio contro  le restrizioni pandemiche ha registrato scontri e tensioni.

 

Le forze dell’ordine hanno sparato un abbondante numero di lacrimogeni.

 

Immancabili, anche qui, gli onnipresenti idranti, grande costante della repressione pandemica europea.

 

Secondo il quotidiano Belga Le Soir in piazza sarebbero scese circa 50 mila persone. È facile, guardando le immagini, pensare che i partecipanti fossero molti, molti di più.

 

Come testimoniano i video circolati in rete, la manifestazione era stata, in larga parte, totalmente pacifica. Tuttavia, pesanti scontri hanno fatto vedere scene di vera guerriglia urbana, con danni agli edifici UE.

 

Secondo alcuni organizzatori, i disordini sarebbero stati perpetrati da un gruppo di antifa, che dai video sembra molto ben organizzato e determinato. Tutti hanno il volto coperto.

 

 

Come visto ad Amsterdam a inizio mese, la presenza nella protesta di veterani ha aiutato a de-escalare situazioni di tensione.

 

 


Tensione dinanzi a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione Europea.

 

 


Attaccato l’ingresso dell’Unione Europea.

 

 

Scene di guerriglia vera sulle strade. Cannoni ad acqua in azione. La polizia, munita come ad Amsterdam di cani di razza pastore olandese, ha usato lacrimogeni.

 

 

 

 


Agenti di polizia in tenuta antisommossa sono stati colpiti da lanci di oggetti e costretti a ripiegare

 

 

In una situazione, si è visto un furgone della polizia costretto a fuggire.

 

 

 

 

 

Uno degli organizzatori della manifestazione, Alexander Ehrlich, ha dichiarato che stavano coordinandosi con la polizia per evacuare centinaia di migliaia di manifestanti pacifici fuori dalla rivolta animata, a suo dire, dagli antifa.

 

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