Politica
Scontri a Belgrado. Il presidente del Parlamento serbo: i manifestanti chiedono la guerra civile:
Sabato, durante una grande manifestazione antigovernativa a Belgrado, in Serbia, i dimostranti si sono scontrati con la polizia.
Gli ultimi disordini sono scoppiati dopo che il governo serbo ha respinto un ultimatum dei manifestanti che chiedevano lo scioglimento del Parlamento e l’indizione di nuove elezioni.
Il termine fissato dagli attivisti è scaduto alle 21:00.
Le riprese della scena mostrano manifestanti mascherati che lanciano pietre, razzi e altri proiettili contro le forze dell’ordine.
La polizia antisommossa armata di scudi e manganelli è stata vista respingere i manifestanti dal quartiere governativo, mettendo in sicurezza l’area attorno al palazzo del parlamento.
Il capo della polizia Dragan Vasiljevic ha affermato che gli agenti hanno «agito con grande professionalità» e hanno usato solo «un uso minimo della forza» per impedire la rivolta. Ha riferito che sei agenti e due civili sono rimasti feriti e che diverse persone sono state arrestate.
In precedenza, il presidente serbo Aleksandar Vucic aveva promesso di «difendere il Paese», ribadendo la posizione del governo secondo cui le proteste erano state istigate da «potenze straniere».
Il presidente Vucic aveva inoltre messo in guardia gli attivisti dal ricorrere alla violenza.
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Western shenanigans: a regime change operation in Serbia, different pretexts, same scenario, looking at the footage from Belgrade now and remembering Minsk after the 2020 presidential election. Nothing good awaits Serbia if the Serbian authorities are too lenient. pic.twitter.com/WawZUdKE2e
— Mats Nilsson (@mazzenilsson) June 29, 2025
BREAKING: Chaos erupts in the streets of Belgrade (Serbia).
Riot police have fired tear gas as protesters that demand early elections from the pro-EU government. pic.twitter.com/zaYJN3h930
— Global Dissident (@GlobalDiss) June 28, 2025
It’s going down right now on the streets of Belgrade as 1000’s of anti-govt protesters face off with Vucic’s riot cops. Cops using batons & teargas. Protesters standing strong. This is how we do it comrades. Solidarity with the Serbian workers. pic.twitter.com/Mv2KhMZe6R
— GhostofDurruti (@DurrutiRiot) June 28, 2025
police brutality against the protesters on the streets of belgrade pic.twitter.com/hVPuCqX8pW
— 🧟♀️ (@crewslover) June 28, 2025
🇷🇸 MASSIVE PROTEST ROCKS SERBIA, STREETS FLOOD WITH ANGER
Belgrade just turned into one giant protest party, with over 140,000 people yelling for the government to quit and calling for new elections.
People are fed up with political drama, shady media, and corruption.
They… pic.twitter.com/ezX7NfpPzO
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) June 29, 2025
Serbian police clashed with anti-government protesters in Belgrade as they demanded snap elections and an end to the 12-year rule of President Aleksandar Vučić https://t.co/vhdKZ8nzJm pic.twitter.com/qRtz5Bi7IQ
— Reuters (@Reuters) June 29, 2025
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L’ultima manifestazione segue mesi di proteste ricorrenti, guidate dagli studenti, innescate dal crollo di una pensilina di cemento in una stazione ferroviaria di Novi Sad lo scorso novembre, che ha causato la morte di 16 persone. L’incidente ha scatenato indignazione nazionale e richieste di responsabilità.
La presidente del Parlamento serbo Ana Brnabic ha accusato i manifestanti antigovernativi di Belgrado di incitare alla guerra civile, dopo che una manifestazione guidata dagli studenti si è trasformata in scontri con la polizia.
Gli ultimi disordini sono scoppiati sabato, dopo che le autorità hanno respinto un ultimatum dei manifestanti che chiedevano lo scioglimento del parlamento e l’indizione di elezioni anticipate.
La protesta ha coinciso con Vidovdan, una festa nazionale che ricorda la battaglia del 1389 tra la Serbia e l’Impero Ottomano detta battaglia della Piana dei Merli, o battaglia del Cossovo.
In un post su X, la Brnabic, che è stato primo ministro dal 2017 al 2024, ha condiviso un video degli ultimi momenti della protesta, in cui un organizzatore dice alla folla di «prendere in mano la libertà».
«Non hanno concluso il loro raduno gridando “Lunga vita alla Serbia”. L’hanno concluso con un agghiacciante appello a massacrare la Serbia – un mostruoso e palese appello alla guerra civile», ha scritto Brnabic.
In un altro post, ha accusato la vicina Croazia di appoggiare i disordini nel tentativo di spodestare il presidente Aleksandar Vucic.
Un’ondata di proteste ha travolto la Serbia dopo il crollo mortale di una pensilina di cemento in una stazione ferroviaria di Novi Sad, avvenuto lo scorso novembre, che ha causato la morte di 16 persone e ha scatenato un’ampia indignazione pubblica e richieste di responsabilità.
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La manifestazione di sabato è iniziata pacificamente, ma è diventata violenta in serata, quando alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare uova, bottiglie e altri oggetti contro la polizia nei pressi di un parco del centro, dove i sostenitori del governo stavano tenendo una veglia. Gli agenti sono intervenuti con spray al peperoncino e scudi antisommossa per disperdere la folla.
Il ministro dell’Interno Ivica Dacic ha dichiarato che sei agenti e due civili sono rimasti feriti e che decine di «teppisti» sono stati arrestati.
Intervenendo in precedenza durante una cerimonia a Vidovdan, Vucic – che ha ripetutamente affermato che le proteste sono istigate da attori stranieri – ha invocato l’unità nazionale e ha esortato alla moderazione.
«Alla fine, la Serbia vince sempre», ha scritto sui social media.
Come riportato da Renovatio 21, Belgrado nel dicembre 2023 produsse evidenti segni di «maidanizzazione» in corso. Già allora presidente serbo accusò le potenze occidentali di tentare di «ricattare» la Serbia affinché sostenga le sanzioni e di tentare di orchestrare una «rivoluzione colorata» – una sorta di Maidan belgradese –contro il suo governo a dicembre.
All’epoca il governo serbo in quel caso aveva ringraziato pubblicamente i servizi segreti russi per il loro aiuto, come confermato in seguito dal Vucic.
Vucic, che lo scorso 9 maggio era unico leader europeo con lo slovacco Fico a partecipare alla parata di Mosca per la Vittoria sulla Seconda Guerra Mondiale, mesi fa ha dichiarato che l’Occidente ha speso miliardi per tentare di rovesciarlo.
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Pedofilia
Osceno scandalo a base di pedofilia e bestialità potrebbe travolgere il governo polacco
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Politica
Trump licenzia il procuratore generale Pam Bondi: tra Epstein, spie straniere e complotti di palazzo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha licenziato il procuratore generale Pam Bondi, accusata di aver gestito in modo improprio la diffusione di documenti relativi al finanziere e molestatore sessuale Jeffrey Epstein.
Sia i democratici che i repubblicani hanno accusato Bondi, fedelissima di Trump da lungo tempo, di aver tentato di nascondere alcune email e fotografie provenienti dal patrimonio di Epstein. Nel corso degli anni, Epstein ha coltivato amicizie con personaggi di spicco, tra cui Trump.
Il dipartimento di Giustizia (DOJ) della Bondi è stato anche accusato di aver insabbiato le circostanze della morte di Epstein, avvenuta in una cella di una prigione di Manhattan nel 2019 e classificata come suicidio.
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In un post pubblicato giovedì su Truth Social, Trump ha ringraziato Bondi per l’ottimo lavoro svolto nella lotta contro la criminalità violenta. «Vogliamo molto bene a Pam, e ora sta per intraprendere un nuovo incarico, altrettanto importante e necessario, nel settore privato», ha scritto Trump.
Todd Blanche, ex avvocato di Trump e vice di Bondi, le succederà come procuratore generale ad interim. Il Blanche, già iscritto al Partito Democratico, è stato l’avvocato personale di Trump.
«Guidare gli sforzi storici e di grande successo del presidente Trump per rendere l’America più sicura è stato l’onore di una vita», ha scritto Bondi su X. Nel 2025, Bondi finì sotto accusa dopo che il Dipartimento di Giustizia pubblicò una grande quantità di documenti sul caso Epstein che contenevano poche informazioni nuove e negavano che il miliardario avesse tenuto una lista di clienti a cui avrebbe presumibilmente fornito servizi di prostituzione. Il Dipartimento di Giustizia pubblicò poi milioni di email e immagini dopo che il Congresso approvò l’Epstein Files Transparency Act nel novembre 2025.
Bondi, che in precedenza ha ricoperto la carica di procuratore generale della Florida dal 2011 al 2019, si è distinta per la difesa del matrimonio, delle leggi a favore della vita e della libertà religiosa come massima autorità giudiziaria dello Stato del Sole. Durante l’udienza di conferma per la nomina a procuratore generale degli Stati Uniti, ha condannato la sorveglianza delle chiese cattoliche da parte dell’amministrazione Biden e le azioni intraprese contro i sostenitori del diritto alla vita e i genitori che si erano espressi durante le riunioni dei consigli scolastici.
Durante i suoi 14 mesi alla guida del DOJ, l’agenzia ha intrapreso numerose azioni per proteggere la vita e la libertà e per contrastare l’ideologia transgender e altre ideologie di sinistra.
Lo scorso anno, il Dipartimento di Giustizia ha ritirato le cause contro le leggi statali anti-abortiste e i divieti sulle «transizioni di genere» dei minori, ha istituito una task force per «sradicare i pregiudizi anti-cristiani», ha indagato sullo stato di Washington per una legge – ora bloccata – che obbligava i sacerdoti a violare il segreto confessionale e ha posto fine al procedimento giudiziario dell’amministrazione Biden contro i medici che avevano denunciato mutilazioni genitali femminili su minori e aiutato persone a eludere l’obbligo vaccinale contro il COVID.
Il Dipartimento di Giustizia ha inoltre avviato indagini sulla California e su altri stati a guida democratica per aver ospitato uomini con disforia di genere in carceri femminili, e li ha citati in giudizio per aver permesso la partecipazione di uomini a sport femminili. Il dipartimento di Giustizia ha anche avviato indagini su importanti esponenti democratici, tra cui l’ex governatore di New York Andrew Cuomo, per aver presumibilmente mentito sui decessi di pazienti in case di cura a causa delle sue politiche anti-COVID.
Allo stesso tempo, il Dipartimento di Giustizia della Bondi ha dovuto affrontare le critiche dei movimenti pro-vita per aver cercato di bloccare diverse cause intentate da stati contro le norme permissive della FDA sulle pillole abortive, norme che l’amministrazione Trump si è finora rifiutata di revocare.
Secondo alcune fonti, Trump avrebbe cercato di sostituire Bondi, sua sostenitrice di lunga data, in parte a causa del modo in cui aveva gestito il caso Epstein.
Il mese scorso, la Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti ha emesso un mandato di comparizione nei confronti di Bondi affinché testimoniasse nel caso Jeffrey Epstein, in merito alle accuse secondo cui il Dipartimento di Giustizia avrebbe insabbiato informazioni sul defunto predatore sessuale e sui suoi potenti collaboratori. La sua testimonianza era prevista per il 14 aprile.
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Altre fonti danno invece un’altra traccia dell’accaduto. In rete circola l’idea secondo cui la Bondi avrebbe avvertito il controverso rappresentante democratico californiano Eric Salwell di un’azione di giustizia nei suoi confronti. Il Salwell è noto, e assai scherzato pure, per aver suppostamente avuto una relazione con una sospetta agente cinese chiamata Fang Fang, che secondo Axios era inviata dal Dragone per stabilire rapporti con politici promettenti.
La Fang Fang avrebbe avuto rapporti sessuali con almeno due sindaci del Midwest e avrebbe partecipato ai fundraising per la campagna elettorale del Salwell, che avrebbe poi collaborato con l’FBI senza essere accusato di nulla. Il Salwell, che pazzecamente sedeva nelle commissioni parlamentari sull’Intelligence, avrebbe poi affrontato tentativi di rimuoverlo dagli incarichi riguardanti la sicurezza.
Riguardo la rimozione della Bondi, altri ancora parlano di un possibile avvicendamento nell’Intelligence: i falchi neocon che consigliano Trump volevano spostare la Bondi alla direzione del Direttorato dell’Intelligence Nazionale (DNI), rimuovendo così Tulsi Gabbard, veterana di Afghanistan e Iraq considerata ostile alle aventure belliche statunitensi – se non in combutta con il dimissionario capo del controspionaggio Joe Kent, un altro veterano che pochi giorni fa si è licenziato in protesta alla guerra iraniana e all’influenza di Israele nella politica USA. A quanto pare il presidente non avrebbe ascoltato il consiglio e lasciato la Gabbarda lì dov’è, spedendo la Bondi verso il «settore privato», cioè fuori dall’amministrazione.
La Bondi rimarrà immortalata da quantità di meme che ricordano la sua performance alla commissione sui file Epstein, quando, invece che rispondere alle domande sul caso del finanziere pedofilo, urlò che il Dow Jones, l’indice azionario della Borsa di Wall Street, era «sopra i 50.000 dollari», senza sapere che i dollari non c’entrano nulla con la cifra statistica.
It’s legit a banger pic.twitter.com/OMox984FUF
— @jason (@Jason) April 3, 2026
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Politica
Israele approva la pena di morte per i palestinesi, ma non per gli israeliani ebrei che commettono crimini identici
Video del Ben Gvirro che festeggia felice stanno circolando in rete. «Presto li conteremo uno per uno» dice versando alcolici ad un gruppo di amici con la kippah.Today, the State of Israel has taken a historic and necessary step in the global fight against terrorism.
The passage of the law allowing for the death penalty for terrorists who commit premeditated, nationalistically motivated acts of murder sends a clear message: those who… pic.twitter.com/5al3vgDU6j — איתמר בן גביר (@itamarbengvir) March 31, 2026
VIDEO | Israeli National Security Minister Ben Gvir, outside the Knesset chamber, celebrates the passing of the death penalty law for Palestinian detainees, describing it as historic and saying, “Soon we will count them one by one.” pic.twitter.com/yc4Aan0dLf
— The Cradle (@TheCradleMedia) March 30, 2026
Israel’s NS Minister Ben Gvir pops champagne to celebrate Knesset’s passage of a death penalty law for Palestinian detainees. He and his party members wore golden noose-shaped pins.
“Soon we will get them one by one.” Netanyahu, who almost never votes, also came in to say… pic.twitter.com/VLXRd1nwcz — Chay Bowes (@BowesChay) March 31, 2026
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