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Stragi

Diplomatico israeliano parla delle uccisioni gli adolescenti a Gaza

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Secondo una registrazione trapelata e diventata virale sui social media la scorsa settimana, l’ambasciatore israeliano in Austria, David Roet, avrebbe parlato della questione degli adolescenti palestinesi di Gaza che vengono uccisi se visti portare un’arma.

 

La registrazione segreta di due minuti, datata 20 marzo, apparentemente cattura un incontro a porte chiuse che Roet ha tenuto con la comunità ebraica locale a Innsbruck. Nella clip, condivisa anche da Al Jazzera, si può sentire l’inviato respingere i resoconti di vittime civili nell’enclave palestinese, affermando «se credi che Israele stia prendendo di mira intenzionalmente i bambini, non è corretto».

 

Poi nota che «non ci sono estranei a Gaza». «Dovrebbe esserci una condanna a morte per essere uccisi… In guerra, se hai una pistola, anche se hai 16 anni… o un bambino, un 17enne, che ha una granata», aggiunge.

 


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Roet avverte poi che se l’UE dovesse essere «abbastanza pazza» da investire nella ricostruzione di Gaza, Israele dovrebbe «distruggerla» ancora una volta.

 

In una dichiarazione diffusa sui social media, l’attivista che ha registrato l’incontro e il cui nome è sconosciuto ha condannato le osservazioni dell’ambasciatore, affermando: «mi sono sentito disgustato dalla calma nella voce del signor Roet mentre faceva queste affermazioni. Nessuno è intervenuto quando ha suggerito la pena di morte per i bambini».

 

L’attivista ha anche suggerito che «questo mi fa pensare a quanto sia corrotta la questione quando le persone con il potere di cambiare qualcosa suggeriscono di commettere crimini di guerra come soluzione».

 

L’ambasciatore Roet non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulla registrazione.

 


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L’incidente avviene nel mezzo di un’escalation di violenza a Gaza, mentre il cessate il fuoco, dichiarato a gennaio e che ha portato, tra le altre cose, al rilascio di numerosi ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi, è scaduto all’inizio di questo mese. Martedì, Israele ha ripreso gli attacchi aerei nell’enclave dopo aver accusato Hamas di sabotare l’accordo.

 

L’ufficio del premier dello Stato degli ebrei Beniamino Netanyahu ha dichiarato che gli attacchi sono una risposta al «ripetuto rifiuto di Hamas di rilasciare i nostri ostaggi, nonché al suo rifiuto di tutte le proposte» ricevute dagli Stati Uniti e da altri mediatori. «Israele, da ora in poi, agirà contro Hamas con una forza militare crescente», si legge nella dichiarazione.

 

Nel video trapelato, ci sono anche altri commenti degni di interesse, come l’affermazione, fatta da un altro signore con la kippah seduto al tavolo «giocherò a golf a Gaza, vi piaccia o no».

 

Poi l’ambasciatore si riferisce alla UE e ai suoi investimenti nella Striscia, soldati buttati vista la certezza di un ulteriore ciclo di distruzione operato dalle forze dello Stato Ebraico.

 

«L’Unione Europea è pazza abbastanza da investire danaro ancora a Gaza, così dobbiamo distruggere un’altra volta?».

 

«Fino a che Hamas vi sarà, nulla funzionerà» afferma il diplomatico israeliano.

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Catastrofi

Alluvioni letali in Ghana

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Almeno 12 persone, tra cui una madre e un bambino, sono morte in Ghana a seguito delle inondazioni provocate dalle forti piogge, secondo quanto riferito dalle autorità del Paese dell’Africa occidentale. L’agenzia meteorologica ghanese ha avvertito dell’arrivo di ulteriori precipitazioni.   Lunedì le inondazioni hanno colpito la capitale, Accra, e la vicina città di Tema, sommergendo strade, case ed edifici e isolando diverse zone, come mostrano i video condivisi sui social media.   Il Servizio nazionale antincendio del Ghana (GNFS) ha dichiarato di aver tratto in salvo oltre 470 persone fino a martedì. Tra le vittime figurano tre donne, otto uomini e un bambino. Un impianto di lavorazione della gomma nella capitale ha inoltre preso fuoco a causa dell’alluvione.   Il portavoce del GNFS, Alex King Nartey, ha dichiarato all’AP che la madre e il bambino sono stati travolti dalla corrente nel distretto di Achimota-Agbogbloshie. Ha aggiunto che i servizi di emergenza hanno avuto difficoltà a raggiungere alcune zone e hanno richiesto l’intervento dell’esercito mentre le operazioni di soccorso continuavano.    

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Il ministro dell’Interno Muntaka Mohammed-Mubarak ha dichiarato che 7.761 famiglie sono state colpite e che almeno sette persone risultano disperse.   Le inondazioni sono un problema ricorrente ad Accra, dove i canali di scolo ostruiti, la rapida espansione urbana e le costruzioni sui corsi d’acqua sono stati indicati come cause principali del peggioramento degli effetti delle forti piogge. All’inizio di questo mese, forti acquazzoni hanno nuovamente allagato alcune zone della capitale in occasione dell’undicesimo anniversario dell’alluvione e dell’incendio del 3 giugno 2015, che causarono la morte di oltre 150 persone nei pressi di Kwame Nkrumah Circle.   Parlando dopo aver visitato le zone colpite martedì, il presidente ghanese John Dramani Mahama ha affermato che i dati preliminari mostrano che ad Accra sono caduti circa 140 millimetri di pioggia, la quantità più intensa registrata negli ultimi anni.   Mahama ha dichiarato: «I canali di drenaggio ostruiti e le strutture che impediscono il naturale flusso dell’acqua continuano ad aggravare l’impatto delle forti piogge in diverse zone della capitale». Ha ordinato lo stanziamento di 300 milioni di cedis ghanesi (circa 26,5 milioni di dollari) per gli interventi di soccorso e mitigazione delle inondazioni e ha messo in guardia contro le costruzioni abusive lungo i corsi d’acqua.   Martedì l’Agenzia meteorologica del Ghana ha emesso un’allerta, avvertendo dell’arrivo di una tempesta nel Ghana meridionale, con temporali e piogge che dovrebbero estendersi anche ad alcune zone della fascia centrale del paese.   Anche la vicina Costa d’Avorio è stata colpita da inondazioni mortali dopo giorni di forti piogge. Il ministro ivoriano della Coesione Nazionale, Myss Belmonde Dogo, ha dichiarato che più di una dozzina di persone sono morte ad Abidjan, la capitale economica del paese.

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Stragi

11 morti in un incidente aereo durante un lancio con il paracadute

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Domenica, un aereo che trasportava paracadutisti si è schiantato nel Nord-Est della Francia, causando la morte di tutte le 11 persone a bordo.

 

Un Pilatus PC-6 Porter monomotore di fabbricazione svizzera è decollato dall’aeroporto di Nancy-Essey e si è schiantato poco dopo su una strada vicino a un supermercato Auchan a Tomblaine, nei pressi della città di Nancy, hanno riferito le autorità.

 

Secondo quanto riportato da Radio ICI, il velivolo, immatricolato in Germania, era stato noleggiato da una compagnia locale che offre corsi introduttivi di paracadutismo.

 


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A bordo si trovavano, secondo quanto riferito, un pilota, cinque istruttori e cinque tirocinanti. Tra le vittime figuravano anche infermiere libere professioniste, stando a quanto dichiarato dal responsabile della sezione locale dell’Associazione nazionale degli infermieri francesi.

 

Il prefetto del dipartimento di Meurthe-et-Moselle, Yves Seguy, ha dichiarato a BFM TV che l’incidente è stato probabilmente causato da un guasto meccanico e che l’aereo è precipitato anziché tentare un atterraggio di emergenza. Le cause dell’incidente sono ancora oggetto di indagine, ha aggiunto.

 

Il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot e il ministro dell’Interno Laurent Nunez si sono recati domenica sul luogo dell’incidente. Le autorità hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto.

 

Il paracadutismo, pur regolato da rigidi standard di sicurezza, ha vissuto pagine drammatiche a causa di guasti meccanici, collisioni ed errori umani. La più grande tragedia della storia avvenne il 29 settembre 1994 a Hinckley, negli Stati Uniti: un aereo DHC-6 Twin Otter, che trasportava paracadutisti per un lancio di gruppo, si schiantò subito dopo il decollo a causa di un cedimento strutturale, provocando la morte di tutte le 19 persone a bordo.

 

Un altro evento catastrofico si verificò il 22 aprile 1992 a Perris Valley, in California, dove un analogo velivolo perse potenza a bassa quota e precipitò, causando 16 vittime tra sportivi ed equipaggio. In Europa, si ricorda il disastro del maggio 1993 a Gap-Tallard, in Francia, dove la collisione tra due aerei carichi di atleti costò la vita a 12 persone. Più recentemente, nel 2014 a Namur, in Belgio, un velivolo Pilatus PC-6 perse un’ala in volo, uccidendo gli 11 paracadutisti a bordo e segnando la comunità sportiva.

 

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Stragi

Centinaia di morti in tutta Europa a causa dell’ondata di caldo che ha infranto ogni record

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Una intensa ondata di calore ha provocato centinaia di decessi in tutta Europa nel corso di questa settimana, con la Spagna che ha registrato il numero più elevato di vittime, mentre le temperature hanno oltrepassato i 40°C e numerosi record sono stati battuti sull’intero continente.   Secondo il sistema di monitoraggio della mortalità spagnolo, più di 200 morti sono stati ricollegati al caldo estremo. La Germania ha riferito oltre 20 vittime, molte delle quali per annegamento, dal momento che le persone cercavano ristoro in fiumi, laghi e piscine. La Francia ha confermato diversi decessi legati al caldo, inclusi anche bambini, mentre l’Italia ha segnalato anch’essa numerose vittime, con gli ospedali costretti a gestire un numero crescente di pazienti colpiti da colpo di calore e disidratazione.   L’ondata di calore ha colpito gran parte dell’Europa occidentale e meridionale, con Parigi che ha segnato la sua giornata di giugno più calda di sempre a 40,9°C e la Gran Bretagna che ha registrato la sua temperatura più alta di sempre per il mese di giugno a 36,4°C. Anche la Svizzera ha stabilito un nuovo record per giugno, mentre le autorità di tutta la regione hanno emesso allerte rosse, chiuso le scuole, annullato i servizi ferroviari e invitato i residenti a rimanere in casa durante le ore più calde della giornata.   I meteorologi hanno attribuito le temperature estreme a una persistente «cupola di calore» che ha intrappolato l’aria calda sull’Europa, impedendo l’arrivo di perturbazioni più fresche. Le condizioni sono state particolarmente rischiose nelle città densamente popolate, dove cemento e asfalto trattengono il calore durante la notte, offrendo ben poco sollievo dopo il tramonto.

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L’aumento del numero di vittime ha riportato alla memoria la catastrofica ondata di calore che ha colpito l’Europa nel 2003, provocando, secondo le stime, decine di migliaia di morti in eccesso in tutto il continente, e rendendola uno dei disastri naturali più letali della storia moderna europea.   Secondo gli esperti, l’Europa resta particolarmente vulnerabile perché gran parte del suo patrimonio edilizio è stato progettato per trattenere il calore durante i rigidi inverni, piuttosto che per mantenere le case fresche d’estate. A differenza del Nord America e di molte zone dell’Asia, l’aria condizionata nelle abitazioni è ancora relativamente rara in gran parte del continente, lasciando milioni di persone esposte al caldo estremo durante periodi prolungati.   I governi hanno avvertito che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare ulteriormente con il persistere dell’ondata di calore e stanno esortando la popolazione a mantenersi idratata, evitare le attività all’aperto durante le ore più calde e prendersi cura dei parenti anziani e delle altre persone vulnerabili.   In Italia si registrano almeno nove decessi complessivi riconducibili a malori per l’eccezionale ondata di caldo, di cui cinque casi già ufficialmente confermati dalle autorità sanitarie e dai media principali. Il picco dell’afa ha colpito duramente diverse regioni italiane, portando a tragici malori letali soprattutto tra lavoratori all’aperto e persone anziane.   In Lombardia un uomo di 57 anni è deceduto a causa di un malore improvviso in un campo nel lodigiano, mentre in Puglia un agricoltore di 61 anni ha perso la vita mentre si trovava al lavoro in una vigna. Si contano altre vittime per arresti cardiaci legati alle alte temperature anche in Veneto, nelle Marche e in diverse località del Centro-Sud, coinvolgendo sia operatori sia bagnanti.   L’allerta meteorologica del ministero della Salute ha raggiunto il livello massimo in gran parte del Paese, con ben 18 città che hanno ricevuto il bollino rosso per il weekend. Questa situazione di emergenza ha causato un aumento del 10-15% degli accessi ai Pronto Soccorso per malori legati all’afa.   Su Renovatio 21 non siamo tuttavia sicuri che i malori siano unicamente legati al caldo: potrebbero esserci, diciamo così, delle concause cardiache e non solo cardiache. Siamo ancora distanti, tuttavia, dal giorno in cui se ne parlerà.  

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Immagine di Sam-H-A via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
 
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