Economia
Trump ha ospitato un grande evento di criptovalute alla Casa Bianca
Venerdì scorso il presidente Donald Trump ha ospitato alla Casa Bianca un incontro con i leader del settore delle criptovalute, incentrato sulla pianificazione di una riserva nazionale di asset digitali.
Trump ha accolto esponenti del settore tra cui Zach Witkoff, uno dei fondatori della società di criptovalute del presidente, World Liberty Financial; il CEO di MicroStrategy Michael Saylor; il co-fondatore e CEO di Coinbase Brian Armstrong; gli investitori Cameron e Tyler Winklevoss; e l’imprenditore David Bailey.
Il fulcro dell’evento era l’obiettivo del presidente in carica di creare una riserva nazionale di criptovalute e altre risorse digitali.
POTUS: “Last year, I promised to make America the Bitcoin superpower of the world and the crypto capital of the planet and we’re taking historic action to deliver on that promise — Yesterday, I signed an executive order officially creating our strategic Bitcoin reserve.” pic.twitter.com/wDRBMf0glE
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) March 7, 2025
L’annuncio fatto da Trump la scorsa settimana in merito alle valute che sarebbero state incluse nella riserva ha fatto schizzare alle stelle il prezzo delle criptovalute.
In risposta all’annuncio, Bitcoin ha registrato un aumento dell’11%, a $ 94.164, domenica pomeriggio. Ether, la seconda criptovaluta più grande al mondo, è salita del 13%, a $ 2.516.
Secondo CoinGecko, il mercato delle criptovalute nel suo complesso è cresciuto di circa il 10%, raggiungendo un valore complessivo di 300 miliardi di dollari, nelle ore immediatamente successive ai post di Trump.
Il «Crypto Czar» dell’amministrazione Trump, l’investitore ex PayPal David Sacks, ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca che una riserva di criptovalute avrebbe dovuto essere istituita qualche tempo fa, aggiungendo che i fondi dei contribuenti non sarebbero stati utilizzati per acquisire asset digitali e ha sottolineato le protezioni esistenti per salvaguardare i consumatori dagli investimenti in criptovalute.
Il presidente Trump ha descritto l’Intelligenza Artificiale e le criptovalute come «due aree critiche per il futuro della competitività americana» e ha criticato l’amministrazione Biden per aver soffocato l’innovazione e la crescita delle criptovalute in particolare.
Trump ha abbracciato la criptovaluta durante la sua campagna, promettendo di rendere gli Stati Uniti la «capitale delle criptovalute del pianeta» e di creare una riserva nazionale di Bitcoin. È diventato il primo candidato presidenziale importante ad accettare donazioni in criptovaluta, e ad effettuare una transazione in Bitcoin per acquistare un cheesburgherro.
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L’industria delle criptovalute ha speso quasi 120 milioni di dollari per sostenere i candidati pro-cripto alle elezioni. Quella campagna è stata in gran parte un successo e ha visto la detronizzazione di nemici dichiarati delle criptovalute come il presidente del Senate Banking Sherrod Brown in Ohio e vittorie per i candidati pro-cripto in Michigan, West Virginia, Indiana, Alabama e North Carolina.
A novembre, dopo la vittoria elettorale di Trump, il Bitcoin ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia simbolica dei 100.000 dollari la soglia simbolica dei 100.000 dollari.
The Donald aveva inoltre promesso di graziare subito Ross Ulbricht, fondatore del marketplace criminale del dark web Silk Road, ritenuto da molti incastrato dalle autorità per alcuni reati e condannato alla pena, ritenuta da alcuni sproporzionata, dell’ergastolo. Promessa che è stata, come tante altre, mantenuta: Ulbricht è ora un uomo libero.
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Musk, maxi-pagamento da SpaceX con la prima colonia su Marte
SpaceX ha approvato un piano che lega la remunerazione in azioni del fondatore e CEO Elon Musk alla costruzione di una colonia su Marte e alla gestione di data center su larga scala nello spazio, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, citando documenti aziendali riservati.
Secondo quanto riportato martedì, nell’ambito di questo ambizioso piano, Musk potrebbe ricevere fino a 200 milioni di azioni con diritto di voto multiplo se la società raggiungerà una valutazione di 7.500 miliardi di dollari e contribuirà a stabilire un insediamento umano permanente su Marte con almeno un milione di residenti.
Ulteriori incentivi sono legati allo sviluppo di infrastrutture di calcolo spaziali in grado di fornire almeno 100 terawatt di potenza di elaborazione, un valore grosso modo paragonabile a quello di 100.000 reattori nucleari da un gigawatt in funzione contemporaneamente.
La struttura prevede che Musk non riceva alcuna azione a meno che non vengano raggiunti gli obiettivi. Gli obiettivi non sono vincolati a una scadenza fissa, a condizione che rimanga in azienda. Musk, che ha fondato SpaceX nel 2002 ed è attualmente considerato l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto stimato di circa 800 miliardi di dollari, percepisce uno stipendio nominale di circa 54.000 dollari all’anno dal 2019, pur detenendo decine di milioni di stock option.
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Il pacchetto di compensi arriva mentre SpaceX si starebbe preparando per una massiccia offerta pubblica iniziale (IPO) a giugno, con una potenziale valutazione stimata intorno a 1.750 miliardi di dollari.
Secondo gli esperti di corporate governance citati da Reuters, l’accordo potrebbe sollevare interrogativi tra gli investitori, soprattutto considerando il ruolo di leadership di Musk in diverse aziende, tra cui il produttore di veicoli elettrici Tesla, dove la sua remunerazione è legata al raggiungimento di obiettivi di performance. Gli analisti ritengono che il piano potrebbe intensificare il controllo su come Musk distribuisce il suo tempo e la sua attenzione tra le diverse attività aziendali.
La scorsa settimana, un’inchiesta del New York Times ha suggerito che SpaceX avesse concesso prestiti a Musk, inclusi prestiti garantiti dalle sue partecipazioni. Il quotidiano ha affermato che Musk avrebbe preso in prestito circa 500 milioni di dollari da SpaceX tra il 2018 e il 2020 a tassi di interesse inferiori a quelli di mercato, utilizzando l’azienda come fonte di finanziamento per altre iniziative come Tesla e SolarCity.
Il giornale neoeboraceno ha descritto l’accordo come una vera e propria trasformazione dell’azienda aerospaziale in un «salvadanaio» per il più ampio impero commerciale di Musk, affermando che quest’ultimo potrebbe dover affrontare un maggiore controllo da parte di Wall Street in vista della quotazione in borsa di SpaceX.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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