Persecuzioni
Ancora sacerdoti rapiti in Nigeria
Dall’inizio dell’anno la Nigeria è stata nuovamente teatro di ripetuti rapimenti di sacerdoti. Ma il clero non è l’unica vittima di questi rapimenti che colpiscono l’intera popolazione, e in particolare i bambini. Da maggio 2023 sono stati registrati più di 3.900 rapimenti.
Il motivo principale di questi rapimenti è la richiesta di riscatto. Gli autori vengono definiti «banditi». È così che, il 7 marzo, «circa 300 ragazze e ragazzi sono stati rapiti dalla loro scuola nello stato di Kaduna» (Centro Nord del Paese). Per questi bambini il riscatto richiesto è stato di 1 miliardo di naira (pari a circa 600mila euro), secondo le informazioni di Le Monde.
Il giornale precisa inoltre che la somma doveva essere pagata «entro venti giorni dalla data del rapimento», altrimenti «hanno detto che li avrebbero uccisi tutti”, ha indicato Jubril Aminu, leader della comunità del villaggio di Kuriga, dove è avvenuto il fatto».
Ma, indica Le Monde, «le autorità nigeriane affermano ad alta voce che non verrà pagato un centesimo». Dal 2022 una legge vieta ufficialmente il pagamento del riscatto agli autori di sequestro di persona, pena quindici anni di reclusione.
Malik Samuel, un ricercatore nigeriano, dichiara: «si tratta di scoraggiare i potenziali rapitori dall’agire per denaro. Ma i riscatti continuano a essere pagati e questa misura non ha fatto nulla per arginare il fenomeno», conclude il giornale. E infatti, il numero di rapimenti di massa è più elevato nel primo trimestre del 2024 che in tutto il 2019.
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Rapimenti di preti
La Conferenza episcopale nigeriana ha indicato «nell’aprile 2023 che, in 17 anni, dal 2006 al 2023, 53 sacerdoti sono stati rapiti, 15 uccisi e 12 aggrediti in Nigeria», riferisce Aleteia. I preti sono facilmente presi di mira perché i «banditi» sanno che il più delle volte, se non sempre, il riscatto verrà pagato. Questo è quanto afferma il sito InfoCatolica.
Un articolo pubblicato sul sito dell’Osservatorio Cristianofobia lo scorso novembre riportava le parole di mons. Matthew Kukah, vescovo di Sokoto, che ammetteva di «aver pagato riscatti a chierici liberi, contrariamente alla posizione ufficiale dei vescovi della Nigeria, che si rifiutano di pagare riscatti in caso di rapimento di sacerdoti o religiosi».
È comprensibile che anche se si pagano i riscatti, il silenzio più fitto circonda le transazioni, da un lato perché la legge lo vieta, dall’altro per evitare pubblicità o mettere in pericolo il clero che potenzialmente diventa preda da catturare.
Nel 2024, già otto sacerdoti sono stati rapiti a partire dal 22 giugno, data dell’ultimo rapimento. Sei sono stati rilasciati rapidamente, molto probabilmente dopo il pagamento di un riscatto. Ma padre Christian Ike, rapito nello stato di Anamba il 16 giugno, è ancora nelle mani dei suoi sequestratori, così come padre Mikah Suleiman, rapito il 22 giugno, riferisce Fides.
Infine, va sottolineato che alcuni rapimenti di sacerdoti sono opera di jihadisti – siano essi «banditi» o meno – che non sempre liberano i membri del clero, ma finiscono per ucciderli.
È l’occasione per ricordare che la Nigeria è il Paese più praticante al mondo – il 94% dei fedeli va a messa la domenica – e che è senza dubbio anche quello dove i cattolici sono più perseguitati: ogni anno se ne contano centinaia, se non migliaia, uccisi tra coloro che professavano la fede cattolica.
Articolo previamente apparso su FSSPX.news.
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Immagine di Allan Leonard via Flickr pubblicato su licenza CC BY-NC 2.0
Persecuzioni
Uomo armato di coltello interrompe il rosario prima della Messa per accoltellare una donna pro-life
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Persecuzioni
Il dittatore anticattolico Ortega dichiara la fine delle elezioni in Nicaragua
Le elezioni rappresentano ormai un ricordo del passato in Nicaragua, ha affermato nel fine settimana Daniel Ortega, l’ottantenne dittatore anticattolico del Paese.
Secondo quanto riportato dal Guardian, Ortega ha dato l’annuncio durante una cerimonia per celebrare il 47° anniversario della rivoluzione sandinista del 1979.
«Non ci saranno più elezioni qui, così che [i partiti di opposizione] possano tentare di impadronirsi del governo e del potere», ha dichiarato. «Collaboreremo con l’Assemblea Nazionale e le istituzioni competenti sulle leggi, perché abbiamo bisogno di leggi che costruiscano un muro, una barriera, contro i golpisti e i traditori che svendono il loro Paese».
NUNCA VOLVERÁN A HABER ELECCIONES ❌
Así lo acaba de anunciar el señor Daniel Ortega que en Nicaragua se acabaron las elecciones para elegir a sus futuros presidentes.
El seguirá siendo las veces que quiera y se le de la gana. pic.twitter.com/4RmydUw7p1
— TEAM NAYIB BUKELE 🇸🇻 (@nayibnoticiasSV) July 20, 2026
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Le elezioni erano già state svuotate di significato, con i partiti di opposizione messi al bando e i candidati avversari arrestati nel 2021, scrive LifeSite.
Secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, i diritti politici sono praticamente inesistenti e le libertà civili non versano in condizioni molto migliori in Nicaragua, documentando un costante deterioramento della democrazia da quando Ortega è salito al potere.
L’anno scorso il regime ha attribuito alla presidenza il potere di «coordinare» gli organi legislativi, giudiziari, elettorali e di controllo; inoltre, dal 2007, il regime ha «chiuso o confiscato almeno 61 organi di informazione nazionali, ha privato della cittadinanza 25 giornalisti, ne ha costretti 283 all’esilio e ne ha imprigionati 15, di cui 4 sono tuttora in detenzione».
«Le autorità hanno continuato a reprimere la libertà religiosa, anche attraverso la sorveglianza del clero, la confisca dei beni ecclesiastici e il divieto di processioni religiose, comprese quelle pasquali, di fatto proibite durante l’anno», afferma il rapporto. «A settembre, l’ONG Nicaragua Never Again ha riferito che il regime aveva espulso almeno 261 figure religiose e chiuso 1.294 organizzazioni religiose dal 2018».
Come riporato da Renovatio 21, solo tre settimane fa la polizia del Nicaragua ha arrestato un prelato cattolico di 80 anni, Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, dopo che questi aveva invitato pubblicamente a pregare per la Chiesa perseguitata nel Paese. Tre anni fa era stata la volta del vescovo di Siuna Isidoro Mora, arrestato mentre pregava per il vescovo di Matagalpa Rolando Alvarez, che era stato a sua volta arrestato e condannato a 26 anni di carcere.
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Secondo un rapporti dell’avvocatessa che da anni documenta le persecuzioni nel Paese Martha Molina, dal 2019, le autorità nicaraguensi hanno vietato più di 16.500 processioni religiose. E 309 tra sacerdoti, monaci e suore sono stati costretti ad abbandonare il loro ministero, molti dei quali espulsi o costretti all’esilio. A gennaio era emerso che il regime aveva ordinato al clero della diocesi di Leon di astenersi dal predicare fuori dalle chiese, un divieto emesso prima di una serie di missioni parrocchiali.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo il regime aveva vietato le ordinazioni, mentre centinaia di preti, monaci e suore erano messi a tacere, con il clero confinato nelle chiese ed espulsioni ed arresti di preti. Ortega e la moglie sono arrivati quattro anni fa a vietare le processioni in onore dell’Immacolata Concezione.
L’anno scorso, in quella che è con evidenza una persecuzione sistematica, il regime di Ortega aveva sequestrato il seminario maggiore di Matagalpa, diocesi dove la polizia è arrivata a sequestrare il vescovo. I gesuiti sono stati classificati «personae non gratae» con la confisca dei beni e la revoca dello status giuridico.
Il Vaticano, tuttavia, in questi anni ha giuocato la carta dell’appeasement, se non quella del silenzio più pilatesco.
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Immagine di Office of the President, Republic of China (Taiwan) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Gender
Arrestato omosessuale che minacciava di sparare in una scuola cattolica, uccidere bambini e «qualche suora» per divertimento”.
USA 🇺🇸
Police have apprehended a 32 year old man who was planning to carry out a mass shooting at a Catholic school in Nebraska He said he wanted to kill ‘children and a few nuns for (expletive) funsies’ pic.twitter.com/b5JoI9aOsn — Catholic Arena (@CatholicArena) July 18, 2026
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