Guerra cibernetica
Potente ciberattacco paralizza le farmacie americane
Le farmacie negli Stati Uniti hanno subito interruzioni poiché un’azienda di tecnologia sanitaria ha riferito di essere stata l’obiettivo di un attacco informatico. Lo riporta la testata statunitense Epoch Times.
Change Healthcare, che gestisce i pagamenti dei pazienti e gli ordini per le farmacie di tutta la nazione, ha confermato in una dichiarazione giovedì pomeriggio di aver notato un incidente di sicurezza informatica che ha avuto un impatto sulle sue reti, secondo il suo sito web.
«Change Healthcare sta riscontrando un’interruzione della rete correlata a un problema di sicurezza informatica e i nostri esperti stanno lavorando per risolvere la questione. Una volta venuti a conoscenza della minaccia esterna, nell’interesse di proteggere i nostri partner e pazienti, abbiamo intrapreso azioni immediate per disconnettere i nostri sistemi per prevenire ulteriori impatti», ha dichiarato l’azienda. «Riteniamo che il problema sia specifico di Change Healthcare e che tutti gli altri sistemi del gruppo UnitedHealth siano operativi”, mentre “si prevede che l’interruzione durerà almeno per tutta la giornata».
Sostieni Renovatio 21
La società ha dichiarato in una serie di aggiornamenti di aver notato le interruzioni mercoledì mattina. La natura del problema di sicurezza informatica non è stata rivelata e non sono stati forniti altri dettagli. Non è inoltre chiaro quando verrà risolta l’interruzione del servizio.
Secondo quanto riportato, diverse farmacie hanno affermato di non essere in grado di accedere ai sistemi e hanno segnalato un’interruzione a causa dell’attacco informatico. Ad esempio, il gruppo sanitario Scheurer Health, con sede nel Michigan, ha scritto sui social media che non poteva elaborare le prescrizioni tramite la propria assicurazione a causa della «interruzione a livello nazionale del più grande processore di prescrizioni del Nord America», riferendosi a Change Healthcare.
Secondo la rivista Forbes, un certo numero di aziende sanitarie utilizzano Change Healthcare per effettuare pagamenti e gestire i propri dati finanziari. Ciò significa che un’azienda sanitaria che utilizza Change potrebbe subire perdite monetarie durante l’interruzione.
Change Healthcare è di proprietà dell’assicurazione sanitaria UnitedHealth Group ed è diventata una filiale nel 2022 con un accordo del valore di 7,8 miliardi di dollari. Ciò significa che l’azienda ha accesso alle cartelle cliniche di un numero significativo di americani. Non è chiaro se l’incidente di sicurezza informatica abbia portato all’accesso non autorizzato all’assistenza sanitaria o alle informazioni personali, scrive Epoch Times.
Ieri mattina è stata segnalata anche una grande interruzione del servizio di AT&T, carrier nazionale americano per la telefonia. A causa dell’interruzione, diverse forze dell’ordine, amministrazioni e servizi di emergenza hanno affermato che i clienti AT&T non potevano chiamare i servizi di emergenza, ottenendo una risposta da funzionari statali e federali.
A mezzogiorno, tuttavia, AT&T ha dichiarato di aver ripristinato l’accesso a circa il 75% dei clienti. La società non ha rivelato il motivo per cui si è verificata l’interruzione del servizio.
La fragilità della società moderna rispetto agli attacchi informatici rappresenta qualcosa di preoccupante, anche se non percepito: un rapporto governativo britannico ha avvertito ad inizio anno che Londra rischia una «catastrofe in qualsiasi momento». La città di Wuhan a fine 2023 si è esercitata in previsione di un blackout (ricordando che nel 2019 si esercitava per un’emergenza epidemica).
Aiuta Renovatio 21
Una paralisi del sistema di distribuzione dei farmaci può, certamente, ferire o perfino uccidere una quantità di popolazione la cui vita da quei farmaci dipende. Attacchi cibernetici al sistema sanitario si sono registrati anche in Italia, come accaduto due anni fa con la Regione Lazio.
Come riportato da Renovatio 21, nelle ultime settimane attacchi cibernetici si sono consumati in Iran, colpendo la distribuzione del carburante. Sono state avanzate supposte rivendicazioni da parte di gruppi hacker israeliani.
L’anno passato vi era stato il caso significativo di aeroporti e sistemi aerei di vari Paesi colpiti da misteriosi «malfunzionamenti informatici», che hanno causato, negli USA, la messa a terra di ogni aereo – cosa che non accadeva dall’11 settembre 2001. Secondo speculazioni, potrebbe essersi trattato di un attacco ransomware, idea potenzialmente corroborata dal concomitante improvviso aumento del prezzo del Bitcoin.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Mike Mozart via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic; immagine modificata
Guerra cibernetica
Gli hacker dicono di aver rubato i dati di «quasi tutti gli agenti dell’FBI»
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Guerra cibernetica
Oltre 1.000 voli a terra in tutta la Gran Bretagna
Un problema al controllo del traffico aereo ha provocato disagi ai viaggi in tutta la Gran Bretagna martedì, con la cancellazione di oltre 1.000 voli e passeggeri bloccati per ore sulle piste e nei terminal degli aeroporti, secondo il sito di monitoraggio dei voli Flightradar24.
Il Servizio nazionale di controllo del traffico aereo britannico (NAS) ha dichiarato di aver risolto in serata un problema nel suo sistema di gestione dei voli, ma i ritardi si sono propagati in 15 aeroporti del Regno Unito e non solo, mentre compagnie aeree e scali si adoperavano per smaltire l’enorme arretrato di voli in ritardo.
Le partenze all’aeroporto di Londra Heathrow sono riprese, ma il trafficato scalo ha sospeso gli arrivi per il resto della notte a causa dei disagi e ha avvertito della possibilità di ulteriori ritardi.
Ufficialmente, la causa del blocco aereo totale è un guasto tecnico al sistema di elaborazione dei piani di volo di NATS (National Air Traffic Services), l’ente che gestisce il controllo del traffico aereo nel Regno.
Nel dettaglio, martedì 8 settembre 2026, a partire dalle 12:48 ora locale, l’interruzione nell’elaborazione automatica delle rotte ha costretto i controllori a passare alla gestione manuale, contingentando drasticamente i flussi in partenza per motivi di sicurezza. Il problema ha bloccato i decolli su larga scala in numerosi scali, coinvolgendo non solo Londra (Heathrow, Gatwick, Stansted, City) ma anche Aberdeen, Edimburgo, Manchester, Birmingham, Bristol, Nottingham East Midlands, Southend, Isola di Man e Jersey, con ripercussioni anche su Dublino, Cork e altri aeroporti europei come Parigi.
Il bilancio è stato pesante: secondo FlightRadar24 i voli cancellati hanno superato quota mille (1.055 entro le 20 di martedì sera, con altre centinaia il giorno successivo), coinvolgendo circa 65mila passeggeri solo per Ryanair e circa 10mila italiani. British Airways ha annullato o dirottato oltre 100 collegamenti.
Sostieni Renovatio 21
NATS ha dichiarato in serata di aver implementato una soluzione, ma i disagi sono proseguiti anche mercoledì 9 settembre, con altre decine di cancellazioni soprattutto a Heathrow. La ministra dei Trasporti Heidi Alexander si è scusata con i viaggiatori, mentre l’Autorità per l’aviazione civile britannica ha chiesto un rapporto completo sull’accaduto.
Va notato che non è un caso isolato: il sistema aeroportuale britannico ha già avuto crisi simili, come il guasto del luglio 2025 e soprattutto quello del marzo 2025, quando un incendio in una sottostazione elettrica aveva paralizzato Heathrow per 18 ore lasciando a terra centinaia di migliaia di passeggeri. Per questo il COO di Ryanair ha chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato di NATS, criticando anche il rincaro del 28% delle tariffe di controllo dal 2022 a fronte di guasti tecnici sempre più frequenti.
È possibile ricordare i casi di altri blocchi totali del traffico aereo dovuti a, ci è stato detto, errori informatici del sistema.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa il sistema dell’aviazione canadese fu oggetto di un misterioso attacco hacker che lo paralizzò totalmente, poco dopo che uno stop fosse dato agli aerei delle Filippine e un «problema tecnico» (questa la versione ufficiale) mettesse a terra tutti gli aerei USA, evento che non ha avuto precedenti se non nelle ore dopo l’attentato dell’11 settembre 2001.
In quel caso, alcuni ipotizzarono un attacco di hacking di tipo ransomware, con riscatto pagato in bitcoin, il cui valore, in quelle ore, di fatto aumentò.
Come riportato da Renovatio 21, un attacco hacker ha colpito il mese scorso anche grandi aeroporti europei.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine Taking off from Heathrow by John Lucas via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Guerra cibernetica
L’FBI rivela: hacker cinesi hanno penetrato la NASA, la Fed, il dipartimento di Giustizia e il Senato USA
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero2 settimane faL’attacco alla raffinerie è per ridurre la popolazione mondiale e distruggere America ed Europa
-



Pensiero2 settimane faVera rivolta contro il mondo moderno. Mons. Williamson commenta il manifesto di Unabomber
-



Salute2 settimane faEsplosione delle malattie legate alle muffe
-



Immigrazione4 giorni faCatastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
-



Spirito2 settimane faPapa Leone XIV celebra il motto massonico e rivoluzionario francese «Libertà, Uguaglianza, Fraternità»
-



Immigrazione1 settimana faL’ascesa del problema bengalese in Italia
-



Misteri1 settimana faLe indagini sull’Arca di Noè entrano in una nuova fase con le trivellazioni vicino all’Ararat
-



Animali2 settimane faLupi liberi tra le case, 15 pecorelle massacrate













