Guerra cibernetica
Europol arresta grande gruppo hacker ransomware
L’Europol ha annunciato lo smantellamento di RagnarLocker, un gruppo criminale multinazionale descritto come «una delle operazioni ransomware più pericolose» degli ultimi anni.
In una dichiarazione rilasciata venerdì, l’agenzia di polizia europea ha affermato che il gruppo è stato arrestato durante un’importante operazione, chiamata «Operazione Talpa» da parte delle autorità di polizia e giudiziarie di undici Paesi.
«Questo controllo internazionale segue una complessa indagine condotta dalla Gendarmeria Nazionale francese, insieme alle autorità di contrasto di Repubblica Ceca, Germania, Italia, Giappone, Lettonia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Ucraina e Stati Uniti d’America», ha affermato Europol in una dichiarazione, aggiungendo che la prima serie di arresti nell’ambito del caso era stata effettuata in Ucraina alla fine del 2021.
La fase finale dell’operazione durata mesi si è svolta dal 16 al 20 ottobre con molteplici perquisizioni condotte in Lettonia, Spagna e Repubblica Ceca. Il presunto leader del gruppo è stato arrestato in Francia il 16 ottobre e contemporaneamente è stata perquisita la sua abitazione nella Repubblica Ceca. Poco dopo altri cinque sospettati sono stati interrogati in Spagna e Lettonia, ha rivelato Europol.
Le forze dell’ordine hanno sequestrato server e altre infrastrutture utilizzate dal gruppo nei Paesi Bassi, in Germania e in Svezia, mettendo offline il sito di leak di RagnarLocker, che si trova nel dark web.
All’operazione, che ha portato all’arresto di un informatico russo di basa a Praga, ha partecipato attivamente anche la Polizia Postale italiana. L’uomo è stato scoperto grazie a una vacanza in Italia. I dati lasciati presso una struttura dove ha soggiornato a Milano hanno permesso agli investigatori di identificarlo e attribuirgli un nome e un volto.
L’indagine condotta dagli investigatori milanesi ha preso avvio dall’analisi forense dei sistemi informatici attaccati da RagnarLocker nell’ottobre del 2020. Utilizzando anche intercettazioni telematiche transnazionali dei server controllati dal gruppo criminale, è stato possibile identificare, ricostruire e individuare l’intera infrastruttura criminale. Questa infrastruttura era protetta da un complesso sistema di anonimizzazione multilivello, sfruttando server dislocati in varie parti del mondo.
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Il gruppo era attivo dal dicembre 2019 e sfruttava software di accesso remoto e amministrazione per attaccare diverse aziende e istituzioni chiedendo loro un riscatto.
Il gruppo avvertiva esplicitamente le sue vittime di non contattare alcuna autorità, diffondendo i dati rubati sul dark web nel caso in cui comunicassero alle forze dell’ordine invece di pagare il riscatto. Un’altra parte della tattica di estorsione da parte del gruppo prevedeva la richiesta di denaro alle vittime per gli strumenti di decrittazione.
Gli attacchi più importanti compiuti dal gruppo hanno coinvolto la TAP Air Portugal, la compagnia aerea di bandiera di Lisbona, alla fine del 2022, nonché un’importante clinica israeliana, l’ospedale Mayanei Hayeshua, nel settembre di quest’anno. Anche la compagnia elettrica portoghese Energias de Portugal sarebbe stata colpita nel 2019, con un leak da 10 terabyte.
In Italia aveva colpito un’azienda ospedaliera in Piemonte e altre società, tra cui un celeberrimo produttore di bevande alcoliche.
La banda operava secondo il modello Ransomware As A Service (RaaS), ed era finita nel mirino dell’FBI quando arrivò a violare 52 organizzazioni in una decina di aree differenti, pure in infrastrutture critiche come l’energia. La banda era nota per le grandi capacità di offuscamento. Secondo quanto riportato utilizzava la tecnica della doppia estorsione, che prevede un secondo ricatto pena la pubblicazione sul Dark Web dei dati esfiltrati.
In tutto, sarebbero stati accertati 168 colpi, nei quali secondo quanto riportato chiedeva da 50 a 70 milioni di dollari per la restituzione dei dati.
Il software dannoso verifica le impostazioni del sistema operativo e, nel caso identifichi una configurazione simile a quella utilizzata nei paesi dell’ex Unione Sovietica, interrompe immediatamente l’esecuzione. In caso contrario, invia una copia dei file al server principale e disabilita tutti i servizi che contengono determinate stringhe di testo.
Il malware inserisce un file contenente un’installazione di VirtualBox con un’immagine di Windows XP, all’interno della quale è incorporato il ransomware stesso, pesante solamente 49 kB. Questo sistema è configurato in modo da poter accedere ai file del computer ospite ed è avviato tramite uno script batch che avvia la macchina virtuale.
Secondo gli esperti, il malware viene creato su misura per ogni vittima. Grazie a questa tecnica, l’intero carico virale rimane confinato nel sistema virtuale. Le operazioni sui file sembrano del tutto legittime per i software di sicurezza poiché vengono eseguite attraverso l’applicazione di VirtualBox.
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Guerra cibernetica
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Guerra cibernetica
Il grande exchange di criptovalute Binance da un ciberattacco
Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, ha stimato l’impatto di un attacco informatico in 6,3 miliardi di dollari, affermando che gli hacker potrebbero aver sfruttato il laptop compromesso di un dipendente per effettuare prelievi non autorizzati.
In un aggiornamento di venerdì, la società ha dichiarato che le indagini preliminari suggeriscono che un aggressore abbia ottenuto l’accesso a un container di servizio tramite un laptop compromesso appartenente a un ingegnere DevOps, consentendo l’invio di transazioni di prelievo non autorizzate.
Binance ha dichiarato di non aver trovato prove di fughe di chiavi private dei portafogli e si è impegnata a coprire tutte le perdite utilizzando il proprio Fondo di Sicurezza per gli Utenti e i fondi aziendali.
«L’impatto totale stimato si aggira intorno ai 6,3 miliardi di dollari. Abbiamo collaborato con partner blockchain per congelare gli asset interessati, con circa 3 miliardi di dollari congelati on-chain finora», ha dichiarato la piattaforma di scambio in un comunicato.
L’azienda ha sottolineato che i fondi dei clienti sono al sicuro e ha affermato che pubblicherà un rapporto tecnico dettagliato una volta completata l’indagine.
A titolo precauzionale immediato, Binance ha temporaneamente sospeso depositi e prelievi e ha effettuato controlli di sicurezza, revocando l’autorizzazione all’indirizzo interessato e si è avvalsa della collaborazione delle forze dell’ordine e di società specializzate in intelligence blockchain per rintracciare e recuperare i fondi e identificare i responsabili.
L’episodio fa seguito alle segnalazioni di transazioni sospette che hanno coinvolto miliardi di dollari in asset digitali trasferiti da portafogli collegati a Binance giovedì.
I ricercatori blockchain hanno inizialmente stimato i deflussi a 2,77 miliardi di dollari su cinque blockchain. Binance ha successivamente confermato che 2,54 miliardi di dollari di asset interessati sono stati congelati.
Tra le aziende che hanno provveduto a congelare i beni collegati al presunto attacco figurano gli emittenti di stablecoin Circle, Ripple e Tether, i colosso delle crypto che si è mosso per comperare la squadra di calcio Juventus.
Nel 2023 Changpeng Zhao, co-fondatore ed ex CEO di Binance, si è dichiarato colpevole di aver violato le leggi statunitensi antiriciclaggio e si è dimesso dalla carica di amministratore delegato della piattaforma di scambio nell’ambito di un accordo in cui Binance ha accettato di pagare 4,3 miliardi di dollari di sanzioni. Successivamente ha scontato una pena detentiva di quattro mesi.
Come riportato da Renovatio 21, nell’ottobre del 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso la grazia a Zhao. La Casa Bianca ha difeso la decisione, affermando che Zhao era stato ingiustamente perseguitato sotto la presidenza di Joe Biden, nell’ambito di una più ampia operazione di repressione contro il settore delle criptovalute.
Trump aveva già graziato Ross Ulbrich, come aveva promesso in campagna elettorale), ideatore della piattaforma di scambio del dark web Silk Road.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la società Trump Media aveva investito 2 miliardi in bitcoini. Il bitcoin in quelle settimane toccava il record di 120.000 dollari. Nella primavera 2025 i figli di Trump con il vicepresidente USA JD Vance avevano presenziato alla conferenza Bitcoin di Las Vegas esaltano le criptovalute. Eric Trump, figlio di Donald, ha avuto a dichiarare che con cripto e blockchain in dieci anni potremmo assistere all’estinzione degli istituti bancari.
Anche a destra, ora critici del presidente sostengono che il clan Trump si sta arricchendo mostruosamente con le criptovalute.
Il presunto attacco a Binance si inserisce in una serie di importanti furti di criptovalute avvenuti quest’anno. A settembre gli hacker hanno rubato circa 388 milioni di dollari dall’exchange Bitget. Gli attacchi alle piattaforme Drift Protocol e Kelp DAO ad aprile hanno causato perdite rispettivamente di 285 e 292 milioni di dollari. Nel febbraio 2025 presunti hacker nordcoreani hanno rubato circa 1,5 miliardi di dollari da Bybit in quello che all’epoca fu ampiamente descritto come il più grande furto di criptovalute mai registrato.
Pare evidente che la nuova ondata potrebbe essere guidata da tecnologie IA, se non addirittura essere partita senza nemmeno l’impulso umano: già vari casi hanno dimostrato attacchi coordinati di IA alleate su obiettivi decisi in autonomia.
Come riportato da Renovatio 21, banche USA hanno sospeso l’uso di IA agentiche per i clienti dopo che questi hanno visto movimenti di conto di cui non avevano contezza, disposti autonomamente dall’AI.
Il tutto ci porta ad una conclusione drammatica: se nemmeno le banche, con tutti gli investimenti in cibersicurezza che possono permettersi, sono al sicuro dall’hacking IA, chi lo è? Il cittadino, con i suoi account sanitari, postali, economici, di svago, può essere al riparto dalla nuova minaccia posta dall’hacking via IA o addirittura dall’hacking deciso dall’IA stessa?
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Hacker attaccano AfD
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