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Rispunta l’epidemia dei cervi zombi

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Ricercatori statunitensi hanno lanciato ancora una volta l’allarme per un picco di casi di malattia da deperimento cronico (CWD) tra la fauna selvatica in tutto il Nord America, avvertendo che il virus mortale potrebbe diffondersi agli esseri umani.

 

La CWD, nota anche come «malattia del cervo zombi», è causata dai prioni, agenti patogeni trasmissibili anomali che alterano il cervello e il sistema nervoso dell’ospite e rendono l’animale infetto sbavante, letargico, caracollante e con lo sguardo vuoto – in pratica come gli zombi dei film.

 

In un articolo di poche settimane fa sul Guardian, il dottor Cory Anderson, ricercatore sulla CWD presso l’Università del Minnesota, ha spiegato che la malattia è «invariabilmente fatale, incurabile e altamente contagiosa», quasi impossibile da sradicare una volta che infetta un ambiente.

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Gli scienziati hanno anche notato che la CWD è resistente ai disinfettanti, alla formaldeide, alle radiazioni e all’incenerimento a 600°C e può persistere nello sporco o sulle superfici per anni.

 

L’anno scorso, secondo quanto riferito, la malattia è stata rilevata in circa 800 campioni raccolti da cervi, alci e alci in tutto lo stato del Wyoming, secondo Breanna Ball del dipartimento statale Fish & Wildlife (selvaggina e pesce). Secondo il funzionario, il tasso di infezione è aumentato rispetto agli anni precedenti.

 

Gli scienziati sono particolarmente preoccupati per il fatto che la malattia si sia apparentemente diffusa nel Parco Nazionale di Yellowstone negli ultimi mesi. L’ex capo della salute animale del servizio federale Fish & Wildlife degli Stati Uniti, il dottor Thomas Roffe, ha spiegato che l’ecosistema del parco attualmente supporta la più vasta e diversificata gamma di grandi mammiferi selvatici del continente.

 

«È una malattia che ha enormi implicazioni ecologiche», ha detto Roffe, sottolineando che l’incapacità di frenare la sua diffusione significa che milioni di persone che visitano Yellowstone ogni anno potrebbero presto constatare personalmente le conseguenze della CWD.

 

Un’indagine geologica statunitense pubblicata all’inizio di questo mese ha affermato che la malattia è attualmente presente in 32 stati e in tre province canadesi.

 

Finora non sono stati segnalati casi di diffusione della CWD a gli esseri umani, anche se si stima che nel 2017 siano stati consumati dagli esseri umani fino a 15.000 animali infetti, secondo l’Alliance for Public Wildlife. Tuttavia, epidemiologi negli Stati Uniti e in Canada hanno avvertito che potrebbe essere solo questione di tempo poiché la malattia fa parte di un gruppo di disturbi neurologici fatali che include la famigerata malattia della mucca pazza, o encefalopatia spongiforme bovina (BSE).

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Un’epidemia di BSE nel Regno Unito negli anni Ottanta e Novanta portò alla macellazione di oltre 4 milioni di capi di bestiame e alla morte di 178 persone che contrassero la variante umana della malattia, la vCJD, attraverso il consumo di carne bovina infetta.

 

«Stiamo parlando della possibilità che qualcosa di simile accada. Nessuno dice che accadrà sicuramente, ma è importante che le persone siano preparate», ha detto il dottor Anderson al Guardian.

 

Come riportato da Renovatio 21, Le ripetute segnalazioni di cervi-zombie registrate negli USA, e non solo negli USA, sono realtà da molti anni.

 

Il fenomeno degli animali-zombie esiste, e incombe. Pochi mesi fa abbiamo riportato il caso dei salmoni zombie, ma vi sono altri episodi inquietanti, specie per gli esseri umani, come le ondate di casi di ameba-mangia cervello, che sembrano colpire alcuni laghi e fiumi americani.

 

Anche con l’acqua salata non va meglio. Nelle spiagge dei caraibi e della Florida sono stati trovati i batteri del ceppo vibrio vilnificus – cioè batteri che, come gli zombie dei film, son pronti a divorare la carne umana.

 

«L’unica cosa che manca è l’invasione di zombie» aveva detto a fine 2022 il premier spagnuolo Pedro Sanchez resosi conto della marea di sfighe che erano capitate anche a Regno d’Ispagna. Come tutti i goscisti, con ogni evidenza il Sanchez vive separato dalla realtà. La zomberia è ovunque, in natura e perfino in società.

 

Ebbene, tra droghe zombificanti, COVID-zombie, virus siberiani da cambiamento climatico -zombie, donne in sovrappeso che sposano bambolotti zombie, oramai ci siamo.

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La rete elettrica cubana collassa per la seconda volta in una settimana

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L’intera Cuba è rimasta senza elettricità per la seconda volta in una settimana, a causa dell’embargo petrolifero statunitense che sta portando la rete elettrica nazionale al collasso.   «Alle 18:32 si è verificata una disconnessione totale del Sistema Elettrico Nazionale. Continueremo a fornire aggiornamenti», ha dichiarato la compagnia elettrica statale Union Electrica sui social media.   Si tratta del terzo blackout di questo mese. La maggior parte del sistema è andata fuori servizio il 4 marzo, e poi l’intera rete è andata in tilt lunedì, per ragioni ancora da chiarire. Sebbene le interruzioni di corrente siano frequenti a Cuba, non si erano mai verificati due blackout totali in una settimana.   Il presidente Trump ha imposto un embargo petrolifero a Cuba dopo aver deposto il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.

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Il Venezuela era stato il principale fornitore di petrolio e sostenitore di Cuba in America Latina.   Il Venezuela, su indicazione del presidente Trump, ha interrotto le forniture di petrolio a Cuba, e altre nazioni latinoamericane, tra cui il Messico, hanno seguito l’esempio a causa della minaccia di dazi punitivi, sospendendo anche altre forme di aiuti umanitari.   Il presidente Trump ha inoltre incluso disposizioni per impedire alla Russia di fornire petrolio a Cuba. Sebbene le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo siano state temporaneamente revocate a seguito dell’impennata dei prezzi, restano in vigore le sanzioni sulle transazioni con Cuba, così come con la Corea del Nord e la Crimea.   Alti funzionari dell’amministrazione Trump, così come lo stesso Trump, hanno manifestato l’intenzione di rovesciare il regime comunista che governa Cuba dagli anni Cinquanta.   Il segretario di Stato Marco Rubio, a sua volta figlio di esuli cubani, ha espresso chiaramente il suo sostegno al cambio di regime, e il Presidente Trump ha ribadito il suo appello per un’«acquisizione amichevole» dell’isola, prima di aggiungere: «Potrebbe non essere un’acquisizione amichevole».   Sebbene il regime cubano abbia avviato colloqui con gli Stati Uniti, ha ribadito che lo status del Presidente non è oggetto di negoziazione.

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Le api regine posso respirare sott’acqua e sopravvivere sommerse un’intera settimana

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Una scoperta casuale in laboratorio ha rivelato un meccanismo straordinario che permette alle regine dei bombi di resistere alle inondazioni durante la diapausa invernale, un adattamento che potrebbe rivelarsi cruciale di fronte ai cambiamenti climatici.

 

Secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society (2026) e raccontato da Smithsonian Magazine, le regine del bombus impatiens possono rimanere completamente sommerse in acqua per oltre sette giorni senza morire. Tutto è nato per caso nel 2024: durante un esperimento, la condensa ha allagato i tubi in cui erano conservate alcune regine in diapausa. Invece di annegare, quattro di loro sono sopravvissute perfettamente.

 

I ricercatori, guidati da Charles-A. Darveau e colleghi, hanno poi condotto test sistematici misurando il consumo di ossigeno, la produzione di anidride carbonica e il tasso metabolico delle regine sommerse. I risultati sono sorprendenti: le regine respirano sott’acqua, estraendo ossigeno disciolto attraverso un meccanismo ancora da chiarire completamente (probabilmente cutaneo o tracheale).

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Le regine dei bombi passano quindi a un metabolismo anaerobico (fermentazione lattica o simile) per produrre energia senza ossigeno, entrando entrano in uno stato di depressione metabolica profonda, riducendo drasticamente il consumo energetico, quasi in «modalità risparmio» estremo.

 

Dopo otto giorni di immersione, il metabolismo schizza temporaneamente verso l’alto per 2-3 giorni (fase di recupero), poi torna ai livelli normali. Le regine emergono vitali e in grado di riprendere le normali attività. Questo adattamento è particolarmente rilevante perché le regine dei bombi sono le uniche a svernare. Senza questa capacità, intere colonie future potrebbero essere spazzate via.

 

La scoperta, definita «straordinaria» da vari esperti, apre nuove prospettive non solo sulla fisiologia degli insetti impollinatori, ma anche su possibili strategie di conservazione per proteggere i bombi, specie vitali per l’agricoltura e gli ecosistemi.

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Tacchini malvagi terrorizzano un fattorino: le immagini

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Una coppia di tacchini selvatici ha inseguito e terrorizzato un fattorino a Branford, nello Stato statunitense del Connecticut.   L’autista della ditta UPS è stato fortunato ad uscirne illeso dopo la vile aggressione da parte dei pennuti.   Nei filmati finiti in rete, l’uomo sembra di fatto terrorizzato, riuscendo a malapena a sfuggire alla furia delle creature riparando nel suo autoveicolo.  

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«Ho quarant’anni, non posso avere a che fare con cose così» dice l’uomo nei video dell’attacco.   «Glu-glu-glu-glu» rispondo impudenti gli uccelli, nel verso tipico della loro controversa specie, chiamato appunto onomatopeicamente gloglottiò.   Il duo di non-volatili accerchia l’automezzo dello sfortunato signore per poi, gloglottando senza requie, inseguirlo quando questi cerca eroicamente di portare a termine una consegna correndo con un pacco sotto il braccio come un campione del Footballo americano.   Gli assalti dei tacchini selvatici agli esseri umani sono un fenomeno ben documentato e per niente raro, specialmente negli Stati Uniti e in Canada dove i tacchini selvatici si sono moltiplicati tantissimo negli ultimi 20-30 anni e ormai vivono anche in zone suburbane e urbane.   I tacchini maschi (detti «tom») diventano particolarmente aggressivi in primavera durante la stagione degli amori, o le femmine quando difendono il nido o i piccoli.   In Massachusetts nel 2017 gruppi di tacchini selvatici malvagi hanno attaccato persone per strada, con video virali di un uomo inseguito e beccato.   Nella capitale statunitense Washington si sono avuti più casi di tacchini che aggrediscono impunemente ciclisti e pedoni su sentieri pubblici come l’Anacostia Riverwalk Trail.   In un caso a Staten Island, Nuova York, del 2025 un tacchino selvatico ha inseguito ripetutamente un uomo nel suo stesso vialetto, colpendolo in testa e costringendolo a girare intorno alla macchina.  

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A Janesville, in Wisconsin, poche settimane fa una banda di tacchini selvatici ha terrorizzato il quartiere per settimane: inseguivano postini, bambini, bloccavano il traffico e hanno causato persino piccoli incidenti stradali.   Nella capitale canadese Ottawa negli scorsi mesi un uomo è stato inseguito da due tacchini aggressivi in mezzo alla strada, tanto da dover saltare dentro l’auto di uno sconosciuto per scappare.   Secondo quanto riferito, postini e corrieri sono tra le vittime più frequenti (in vari Stati USA e anche in video virali come codesto), perché i tacchini spesso vedono i furgoni o le persone in movimento come «intrusi» nel loro territorio, ma si tratta di una spiegazione semplicistica atta ad escludere la nequizia della specie pennuta.   In Italia e in Europa i tacchini selvatici sono rarissimi (anche perché non sono nativi dei nostri territori), quindi casi del genere sono praticamente inesistenti da noi. Tuttavia gli esperti dicono che i tacchini domestici maschi, se non gestiti bene, possono diventare aggressivi pure loro, soprattutto verso chi non conoscono o durante la primavera.   Renovatio 21 consiglia alla gloglottante genìa di orridi guastafeste bipedi di non esagerare, sennò ci ritroviamo a dover fare un’altra campagna di pressione internazionale come quella che stiamo portando avanti per i casi delle orche.   Anche perché ricordiamo la questione della sagra del pito, dove il tacchino viene, e giustamente, processato e giustiziato per le sue colpe e per quelle della comunità: si potrebbero catarticamente indire manifestazioni identiche su tutto il territorio italiano ed europeo, con grande benefizio pubblico dovuto al tacchino espiatorio e alla tavola imbandita, e al contempo chiaro esempio dissuasivo per l’augello ribelle.  

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