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«L’unica cosa che manca è l’invasione di zombi»: il premier spagnuolo per una volta tiene ragione

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Il premier spagnuolo Pedro Sanchez parla di invasione zombi, che sostiene sia l’unica cosa che il suo Paese non ha affrontato in questi anni. Si potrebbe trattare della prima e unica volta che dice una cosa giusta.

 

Durante un’intervista a TVE, il Sanchez ha spiegato che da quando è entrato in carica nel 2018, il suo governo ha dovuto affrontare un assalto di questioni come la pandemia di COVID-19, l’eruzione del vulcano La Palma, la tempesta Filomena, il vaiolo delle scimmie, nonché il conflitto in Ucraina e il successivo conseguenze economiche.

 

Alla domanda sui sondaggi inclementi per il suo governo, il primo ministro del Regno borbonico ha affermato di aver compreso la frustrazione e la rabbia della gente e di lavorare per «invertire questi sondaggi».

 

Anche la Spagna è stata colpita dalle conseguenze economiche della congiuntura. Come riportato dall’Istituto nazionale di Statistica spagnolo, l’inflazione al consumo nel Paese è balzata al 10,7% a luglio, mentre i prezzi dell’elettricità sono aumentati del 49%, del carburante e del gas del 23,9% e dei generi alimentari del 13,5% negli ultimi 12 mesi.

 

Come riportato da Renovatio 21, già sei mesi fa in Ispagna erano partiti con il razionamento nei supermercati. Il Regno è tuttavia meno esposto nei confronti del gas russo rispetto a Germania e Italia, acquistando il gas in larga parte dall’Algeria. Come segnalato su questo sito, a causa di frizioni diplomatiche con Madrid che avrebbe fatto (inusualmente) dichiarazioni pro Marocco nello scontro tra Rabat e Algeri (che nessun giornale, ovviamente sta riportando), gli algerini hanno improvvisamente alzato dell’8% il costo degli idrocarburi mandati in Spagna, dando così una bella dimostrazione di affidabilità anche ai nuovi clienti, gli italiani, arrivati con il cappello in mano in Maghreb per sostituire il gas russo.

Tornando al Sanchez, il governo spagnuolo ha precedentemente affermato di non avere alcun protocollo in atto per un’apocalisse di zombi, a differenza di paesi come Stati Uniti e Regno Unito, che hanno ufficialmente confermato di avere piani di emergenza in atto – e  non scherziamo: in il piano del Pentagono contro gli zombi si chiama CONOP 888.

 

Come sa il lettore, Renovatio 21 ritiene che l’immensa quantità di film e serie sugli zombi degli ultimi anni sia servita a preparare la popolazione mondiale ad una situazione dove si possa comodamente sterminare i malati come si fa con gli zombi, mitragliandoli o facendoli a pezzi con la motosega, con conseguente ampia riduzione della popolazione terrestre.

 

Se avete presente l’odio fatto crescere nella società contro i no-vax untori sapete di cosa stiamo parlando, alcuni commenti sui social, da parte di zelanti particelle della massa vaccina, andavano proprio in questa direzione.

 

In pratica, gli zombi siamo noi.

 

Ciò detto, Renovatio 21 non vi lascia senza ricordare una curiosità: come noto la parola zombi deriva dalle pratiche di magia nera vudù di Haiti; meno nota, ma molto insistita su questo sito, è la connessione tra i Clinton e Haiti, divenuta di fatto loro catastrofico feudo.

 

I Clinton vi trascorsero la luna di miele, assistendo ad una cerimonia del «papa» del vudù Max Beauvoir – probabilmente l’uomo al mondo che riguardo agli zombi la sapeva più lunga.

 

Bille Hillary parteciparono ad un rito vudù del «re degli zombi»:

 

«Gli spiriti arrivarono, e possederono una donna e un uomo – ricorda il Bill nella sua autobiografia My Life – L’uomo si strofinò una torcia sul suo corpo e camminò sui carboni ardenti senza essere bruciato. La donna, nella frenesia, urlava ripetutamente, poi prese un pollo vivo e gli staccò la testa a morsi».

 

La strana passione dei Clinton per le cose haitiane fu al centro anche di un video elettorale che circolava anni fa-

 

 

Si dice che alcuni manufatti haitiani furono poi trasferiti alla Casa Bianca, almeno fino a che, dicono voci non confermate, non arrivò Melania Trump, che avrebbe fatto eseguire un «esorcismo» presso la casa del presidente.

 

Si tratta solo di voci.

 

È vera invece la storia, segnalata da Renovatio 21 tre anni fa, di una signora fuori forma che ha sposato un bambolotto zombie.

 

Così come è vera la storia dell’ameba-mangia cervello, che ha ucciso un bambino in Nebraska poche settimane fa. I prioni sarebbero invece alla base anche di un’epidemia del 2019 di cervi-zombie:  ai poveri ungulati, già martoriati dalle zecche portatrici di Lyme che ritengono il loro manto peloso il luogo migliore per accoppiarsi,  viene «mangiato» il cervello da proteine infette, ingenerando così nelle tenere bestie cornute comportamenti di zomberia pura.

 

 

 

 

 

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Effetto Ormuzzo: produttore mondiale di preservativi aumenterà il prezzo. Speriamo che spariscano del tutto

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L’effetto primario del conflitto tra Stati Uniti e Iran e la conseguente chiusura del punto strategico di Ormuzzo è stata l’interruzione dei flussi energetici globali, dal GNL al petrolio greggio fino ai prodotti raffinati. L’effetto secondario è stato un’impennata dei prezzi dei prodotti petrolchimici e una crescente carenza di materie prime industriali essenziali.

 

Ora gli effetti di terzo ordine stanno iniziando a colpire i beni di consumo quotidiani, con Karex, azienda malese leader mondiale nella produzione di preservativi, che avverte che i prezzi sono sul punto di esplodere.

 

In un’intervista esclusiva con l’agenzia Reuters, Goh Miah Kiat ha parlato del suo piano di aumentare i prezzi dei preservativi del 20-30%, e forse anche di più, dato che la guerra in Iran continua a interrompere le catene di approvvigionamento e a far lievitare i costi delle materie prime e delle spedizioni.

 

«La situazione è decisamente molto fragile, i prezzi sono alti… Al momento non abbiamo altra scelta che trasferire i costi sui clienti», ha affermato il Goh, affermando che i costi sono aumentati per qualsiasi cosa, dalla gomma sintetica e dal nitrile utilizzati nella produzione di preservativi ai materiali di imballaggio e ai lubrificanti come la carta stagnola e l’olio di silicone.

 

All’inizio di questo mese, l’analista di Goldman Sachs Georgina Fraser ha avvertito i clienti del peggioramento della crisi petrolchimica in tutta l’Asia, con gli impianti tessili e di imballaggio che si profilano come le prime grandi vittime a valle.

 

«Lo shock dell’offerta si sta propagando più rapidamente e con maggiore intensità di quanto avessimo previsto», ha avvertito Fraser nella nota.

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«Il produttore di preservativi si unisce a un elenco crescente di aziende, tra cui i produttori di guanti medicali, che si preparano ad affrontare colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento, poiché la guerra con l’Iran mette a dura prova i flussi di energia e prodotti petrolchimici provenienti dal Medio Oriente, interrompendo l’approvvigionamento di materie prime» scrive Reuters.

 

Allo stesso tempo, Kiat ha affermato che la domanda di preservativi è aumentata del 30% dall’inizio dell’anno, e che le interruzioni nelle spedizioni hanno ulteriormente aggravato la carenza. Ha osservato che i tempi di spedizione verso gli Stati Uniti e l’Europa sono ora di due mesi, rispetto al mese precedente.

 

«Stiamo notando un numero sempre maggiore di preservativi a bordo di navi che non hanno ancora raggiunto la loro destinazione, pur essendo molto richiesti», ha aggiunto Goh. Ha inoltre sottolineato che molti paesi in via di sviluppo non dispongono di grandi scorte di preservativi.

 

I «goldoni» (così chiamati in Veneto e non solo forse per derivaizone del «Gold One» portato dai soldati occupanti USA durante e dopo la Seconda Guerra, o forse a causa del nome dell’industriale Franco Goldoni, fondatore negli anni ’20 della ditta bolognese Hatù, abbreviazione di Habemus Tutorem) sono degli inventi disgustosi quanto inefficaci il cui uso da parte della popolazione rimane un mistero.

 

Consigliati, quasi imposti come dovere morale, dagli Stati occidentali come rimedio anti-HIV – virus che ora alcuni omosessuali, i cosiddetti bugchasers, prendono volontariamente – i profilattici possono rompersi con facilità per calore, frizione e pressione, tre fenomeni che avvengono naturalmente durante il coito. Problemi, viene spiegato, si hanno anche all’apertura della confezione, dove possono subire microstrappi causa unghie, denti o oggetti appuntiti, nonché a causa di anelli e piercing (portati in genere dal tipo di persona che poi ricorre al lattice intimo).

 

Viene spiegato inoltre che danni meccanici al dispositivo possono essere indotti da rapporti molto intensi o prolungati: il piacere che promettono nella réclame, dunque, è pure limitato.

 

I profilattici danneggiano pure con la luce solare o a temperature troppo alte o troppo basse, per cui non si capisce perché, come per il vaccino COVID dei primi mesi, non si chieda una catena del freddo anche per gli anticoncezionali di gomma trasparente, che, per soprammercato, hanno una data di scadenza.

 

Secondo i dati, il fallimento complessivo (rottura, scivolamento, errori vari) arriva al 13-18% all’anno per quanto riguarda la prevenzione di gravidanze: quasi due volte su 10, una percentuale che crediamo non sia accettabile per chi vorrebbe proprio evitare di concepire durante il sesso ridotto a attività non più procreativa ma meramente ricreativa. Stesso dicasi per coloro che sperano di non contrarre una malattia venerea: una volta su cinque potrebbe capitarvi – altro che mascherina COVID. Per fidarsi, bisogna essere, come vuole sempre il lemma veneto, un «goldòn», ossia una persona un po’ tonta, ingenua.

 

Ancor di più ci stupisce, al di là delle questioni tecniche che dovrebbero preoccupare gli antinatalisti e i salutisti, come gli uomini vogliano porsi sulla parte più innervata del proprio corpo un pezzo di materia sintetica – come se fosse una cosa maschile da fare, qualcosa di cui essere orgogliosi. Dal punto di vista organolettico, ci chiediamo altresì come le donne vogliano dentro di esse un pezzo di plastica.

 

Speriamo col cuore che la stretta ormusina possa far fallire per sempre quest’industria dello schifo, nemica dell’umanità e della sessualità, della salute, della vita, del buon gusto.

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Immagine di Shawn Latta via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0

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L’uomo nudo continua a terrorizzare l’Italia: l’anarconudismo figlio dell’anarcotirannia

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Il lettore di Renovatio 21 sa come questa testata si sia spesa, negli anni, contro quel terribile fenomeno che impesta la moderna società: parliamo dell’«uomo nudo», talvolta qui detto anche «uomonudismo». Un pericolo che gli altri giornali si limitano a registrare in maniera cronachistica, senza vedere il terribile disegno soggiacente.   Per chi non fosse al corrente dell’emergenza, spieghiamo: uomini ignudi continuano a manifestarsi nelle nostre città, correndo per istrada, passeggiando per il centro, profanando basiliche, importunando o meno i passanti. Molto spesso, c’è da dire, l’uomo nudo è immigrato.   Le radici del fenomeno sono ancora ignote, tuttavia esso sta continuando senza requie sotto i nostri occhi e alcune segnalazioni, con tanto di video, sono arrivate direttamente anche alla redazione di Renovatio 21. Se poi sembra che il fenomeno sia legato per lo più all’immigrazione massiva subita dal Paese, probabilmente è perché proprio di questo si tratta.

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Come nessuno, a parte noi, si interroghi sul fenomeno, non riusciamo subito a capirlo, se non comprendendo la cifra di sottomissione che politica e media hanno oramai nei confronti della società dell’anarcotirannia che ci è ora offerta.   Cerchiamo, quindi, di ricapitolare gli ultimi avvistamenti.   Caserta, provincia di Caserta: «Passeggia in strada ed entra nel cimitero completamente nudo». Lo riporta Il Mattino.   Montebello della Battaglia, provincia di Pavia: «Compare un uomo nudo tra le fabbriche e mistero». Lo riporta MilanoPavia.news.   Ravenna: «Nudo sui tetti lancia tegole su auto e passanti: arrestato, sembrava un film horror». Lo riporta Fanpage.   Caserta: «Evade da un’ambulanza e gira nudo per la città: l’ingresso al cimitero tra lo sconcerto dei passanti». Lo riporta Leggo.   Brugherio, provincia di Monza e Brianza: «Uomo nudo attraversa il centro e viene fermato in chiesa». Lo riporta MB News.   Caserta, provincia di Caserta: «Passeggia nudo al cimitero di Caserta. Colpo di sole o crisi mistica?». Lo riporta CasertaWeb.   Reggio nell’Emilia: «Auto danneggiate dall’uomo nudo, il Comune pagherà i risarcimenti». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Anzio, provincia di Roma: «Uomo nudo passeggia per le strade di Lavinio Stazione: intervengono le forze dell’ordine». Lo riporta Quotidiano La Voce.

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Milano: «L’uomo nudo che ruba all’Esselunga poi colpisce i motorini in strada e aggredisce la polizia: arrestato». Lo riporta MilanoToday.   Ronco all’Adige, provincia di Verona: «Degrado a Ronco all’Adige, segnalato anche un uomo nudo in strada». Lo riporta Verona Sera.   Monopoli, città metropolitana di Bari: «42enne nudo salta su un’auto e distrugge una tabaccheria: panico in via Procaccia». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Lido, città metropolitana di Venezia: «Uomo nudo e bianco come il gesso sdraiato sulla spiaggia, immobile: i passanti lo scambiano per un cadavere e scatta l’allarme». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Reggio nell’Emilia: «Uomo nudo “attacca” e sale sulle auto in transito, il video fa il giro del web». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Milano: «Cammina nudo in strada, soccorso un 22enne nel traffico in viale Zara». Lo riporta MilanoToday.   Selargius, città metropolitana di Cagliari: «Choc a Selargius, uomo nudo in auto si filma col cellulare mentre fa atti osceni: “Attenzione ai vostri figli”». Lo riporta Casteddu Online.   Brento, provincia di Bologna: «Bologna, due escursioniste: “Seguite da un uomo nudo con uno straccio sulla testa”». Lo riporta TGcom24.   Poggio Rusco, provincia di Mantova: «Uomo nudo davanti alla caserma dei carabinieri: «Allah mi ha parlato, devo liberarmi dagli oggetti del peccato»». Lo riporta Corriere della Sera.

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Bergamo: «Il video dell’uomo nudo in centro a Bergamo: la camminata sotto la pioggia con i passanti che riprendono». Lo riporta Corriere della Sera.   Arezzo: «Uomo nudo davanti ad una giovane donna alla ex Cadorna. “Ero sola, sono scappata. Tanta paura, serve più sicurezza”». Lo riporta Corriere di Arezzo.   Brescia: «Nudo in piazza Garibaldi inseguito dalla Locale. Ma c’è poco da ridere». Lo riporta eLive Brescia.   Taranto: «Il video dell’uomo nudo che vaga per strada nella Città Vecchia, fermato. Le foto». Lo riporta Buonasera24.   Lodi: «Uomo nudo molesta i passanti in corso Umberto a Lodi, è stato denunciato». Lo riporta Il Cittadino.   Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno: «Turismo cafone, uomo nudo in centro a Cortina: «È un atto di inciviltà inaccettabile. Pronti a chiedere i danni d’immagine»». Lo riporta Corriere del Veneto.   Rota d’Imagna, provincia di Bergamo: «Uomo percorre 20 km nudo, rintracciato nella cuccia di un cane a Sant’Omobono». Lo riporta La Voce delle Valli.   Cittiglio, provincia di Varese: «Nudo e in stato di alterazione all’interno dell’ospedale di Cittiglio, intervengono le forze dell’ordine». Lo riporta VareseNews.   Martina Franca, provincia di Taranto: «Uomo nudo si aggira per il centro, le immagini diventano virali». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Ancona: «Completamente nudo sotto l’albero di Natale in centro, soccorso un uomo». Lo riporta Cronache Picene.

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Città di Castello, provincia di Perugia: «Uomo trovato a dormire nudo in casa d’altri». Lo riporta Corriere dell’Umbria.   Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno: «Completamente nudo in pieno centro a Cortina, con una mano sulle parti intime: “Spero si vergogni e non si faccia mai più vedere”». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Roma: «Nudo semina il panico in strada all’Esquilino, poi aggredisce gli agenti: era stato fermato già 5 volte in zona Termini». Lo riporta Il Messaggero.   Sesto Fiorentino, città metropolitana di Firenze: «Uomo nudo e aggressivo in via Ponchielli, intervento della Polizia». Lo riporta AGR Toscana.   Torrenieri, provincia di Siena: «Nudo in mezzo alla strada: “Un camion l’ha evitato. Si era accovacciato”». Lo riporta La Nazione.   Lodi: «Uomo di 40 anni trovato nudo nella sua auto». Lo riporta Il Cittadino.   Terni, provincia di Terni: «Attimi di terrore per una ragazza in pieno centro: inseguita da un uomo nudo che cerca di entrare nella sua auto». Lo riporta Corriere dell’Umbria.   Adrano, città metropolitana di Catania: «Un uomo nudo in piazza Umberto: foto e video virali sui social». Lo riporta Corriere Etneo.   Arezzo: «Nudo in piazza Guido Monaco. Ai poliziotti ha detto: “Avevo caldo”». Lo riporta Corriere di Arezzo.   Sarzana, provincia della Spezia: «“C’è un uomo nudo in strada”. Il disagio del quartiere Trinità». Lo riporta La Nazione.   Olgiate Molgora, provincia di Lecco: «Uomo nudo prende il sole a pochi passi dalla scuola». Lo riporta La Provincia Unica TV.   Vieste, provincia di Foggia: «“Aiuto, così mi uccide”: turista si sveglia nel cuore della notte e si trova un uomo nudo davanti al letto. L’ha presa a pugni e ha tentato di abusare di lei sessualmente». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Gallipoli, provincia di Lecce: «Emergenza decoro, fotografato uomo nudo al porto. Pepe: “Serve fermezza”». Lo riporta TRNews.

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Roma: «Termini, caos in strada: uomo nudo e in stato di alterazione aggredisce la Polizia Locale». Lo riporta Abitare a Roma.   Assisi, provincia di Perugia: «Si spoglia nudo in piazza Garibaldi e si lava nella fontana pubblica». Lo riporta Corriere dell’Umbria.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Uomo nudo in corso Matteotti. Portato via dalla Polizia locale». Lo riporta Il Resto del Carlino.   San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia: «Massacrò anziana di botte e fuggì nudo: a S. Giovanni Rotondo la ricostruzione dei carabinieri in aula». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Torino, provincia di Torino: «Nudo al mercato di piazza Benefica molesta e insulta passanti e clienti». Lo riporta La Stampa.   Milano: «“Presa a mazzate in viso da un uomo mezzo nudo a Milano”. La denuncia social : “Ma lui non avrà alcuna sanzione”». Lo riporta Open.   Bari: «Tensione a Pane e Pomodoro: uomo si denuda davanti a una bimba, salvato dalla furia dei bagnanti». Lo riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Stupore in centro a Fano, c’è un uomo nudo tra i negozi. Era in stato confusionale». Lo riporta Corriere Adriatico.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Si spoglia nudo e si masturba in spiaggia. Fermato dai carabinieri». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Ostia, città metropolitana di Roma capitale: «Uomo nudo lancia sassi tra i passanti sul lungomare, intervengono i carabinieri». Lo riporta Abitare a Roma.   Gaeta, provincia di Latina: «Un uomo si spoglia nudo in strada per cambiarsi il costume nei pressi della Favorita». Lo riporta Tutto Golfo.   San Giovanni Rotondo, provincia di Foggia: «Anziana uccisa in casa a Foggia, fermato un uomo nudo ancora sporco di sangue». Lo riporta RaiNews.

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Firenze: «Uomo nudo minaccia i passanti dal balcone: il video». Lo riporta La7.   Rimini: «Uomo nudo corre intorno al grattacielo inseguito dai militari». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Napoli: «Corre nudo per 4 chilometri tra Vomero e Posillipo: interviene il 118, ricoverato». Lo riporta Il Mattino.   Mestre, città metropolitana di Venezia: «Uomo nudo scala un palazzo sotto gli occhi dei passanti». Lo riporta Corriere del Veneto.   Moie di Maiolati Spontini, provincia di Ancona: «Era nudo nell’auto e ha provato a parlare con due ragazzine». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Rimini: «L’uomo nudo “incubo dei negozi”: turista francese lancia uova e crea caos a Viserba». Lo riporta Il Resto del Carlino.   Cortina d’Ampezzo, provincia di Belluno: «Esce dal furgone completamente nudo e incurante dei passanti». Lo riporta Oggi Treviso.   Sezze, provincia di Latina: «Uomo nudo in strada all’alba: segnalata una rissa, ma i carabinieri trovano solo lui». Lo riporta Latina Oggi.

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Ci chiediamo a questo punto, la domanda che si fece Lenin, al punto da scriverci un imperdibile libro: «Che fare?»   Come affrontare la problematica dell’uomo nudo? Qualche autorità intende affacciarsi al fenomeno? Oppure la popolazione italiana deve essere lasciata in balìa di persone prive di vestiti?   Si tratta senza ombra di dubbio una scaturigine dell’assetto metapolitico oramai caricato sul codice sorgente della nostra società e financo dello Stato moderno, l’anarcotirannia. L’anarconudismo ne è uno dei figli.   L’anarconudismo è terrificante, e violento, visivamente, moralmente e molte volte pure fisicamente.   Eccoci quindi costretti a vivere in un mondo dove, ad ogni momento, un africano ignudo molesto può comparire dietro l’angolo, ed importunare noi, le nostre fidanzate, mogli, nonne, madri, figlie.   In un ennesimo classico esempio del divorzio della politica dagli interessi e dalla protezione del popolo, il Parlamento italiano ora discute leggi anticostituzionali sull’antisemitismo. Il legislatore non dovrebbe invece occuparsi direttamente dell’anarconudismo?

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L’Iran dice di voler allearsi con l’Italia, ma rivendica la scoperta del gelato

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Continua l’offensiva mediatica, decisamente vincente per creatività, della Repubblica Islamica dell’Iran.

 

A seguito della «rottura» tra il presidente americano Trump e il presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni, lo Stato iraniano sembra aver cominciato a disseminare sugli account X delle sue ambasciate in giro per il mondo messaggi scherzosi e complimentosi.

 

L’ambasciata iraniana in Ghana ha pubblicato la seguente lettera indirizzata all’Italia.

 

«Cara Italia Il vostro Primo Ministro ha appena difeso il Papa e ha perso un alleato a Washington: il Comandante in Dolore, eppure l’uomo più “folle di potere” sulla terra. Vorremmo candidarci per il posto vacante».

 

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«Le nostre qualifiche: 7.000 anni di civiltà, un amore condiviso per la poesia, l’architettura e il cibo che richiede più tempo per essere preparato della capacità di attenzione di Trump. L’unica cosa per cui Iran e Italia si sono mai scontrati è chi ha inventato il gelato [ice cream nel testo in inglese, ndr]. Il faloodeh è arrivato prima. Il gelato [in italiano nel testo, ndr] è arrivato più rumorosamente. Siamo in una guerra fredda per questo da 2.000 anni».

 

Il faloodeh, detto nel subcontinente indiano dove è diffusissimo falooda, è un antico dolce di origine persiana a base di semi di basilico dolce, latte, grano, e amido di mais o sago che in qualche modo ricorda il gelato.

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L’invenzione del gelato come lo conosciamo oggi risale al XVI secolo in Italia. Fu il cuoco fiorentino Bernardo Buontalenti a creare, nel 1565, la prima crema gelata servita a corte di Francesco I de’ Medici, mescolando latte, uova, zucchero e neve. Da Firenze la ricetta si diffuse rapidamente in tutta Europa, evolvendo fino alla versione industriale moderna. L’Italia rimane ancora oggi la patria indiscussa del vero gelato artigianale.

 

La provincia di Belluno (insieme a Val di Zoldo e Cadore) è considerata la vera patria del gelato artigianale italiano. A partire dalla metà dell’Ottocento, migliaia di gelatieri zoldani e cadorini emigrarono portando la loro arte in tutto il mondo (dall’Europa alle Americhe), trasformando il gelato da prodotto di lusso in un piacere popolare. Ancora oggi il Bellunese vanta una fortissima tradizione di gelato artigianale di altissima qualità, fatto con ingredienti locali (latte fresco delle Dolomiti, panna, uova e frutti di bosco).

 

L’apertura di questa diatriba ha un effetto-simpatia innegabile.

 

Non paga, la diplomazia iraniana si è spinta più in là. Ecco quindi che l’ambasciata iraniana in Tailandia raddoppia la dose.

 

«Perché dovremmo fare del male all’Italia? Amiamo gli italiani, il calcio e il cibo, e amiamo Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, la Sardegna, Firenze, Napoli, Genova, Torino, la Sicilia e tutto ciò che c’è in mezzo».

 

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Il capolavoro di social media management è nei commenti: l’ambasciata, con grazia ed ironia, risponde a tutti i commenti – persino quello più ostili. Ad esempio, ad un utente che fa notare che «l’Italia non è più conosciuta per il calcio» (essì: non qualificati tre mondiali, ma che roba è?), l’ambasciata risponde «But we are nostalgici». «Ma noi siamo nostalgici»… Impeccabile, stupendo.

 

 

Quanto all’immagine blasfema, poi cancellata, che il presidente ha pubblicato sui social – Trump come Cristo guaritore – l’ambasciata in Tajikistan ha pensato bene di postare un video che remixa l’immagine mostrando Gesù scende dal cielo per scagliare il blasfemo Trump all’inferno.

 

 

È incontrovertibile: dai video Lego in giù, la guerra di comunicazione sta venendo stravinta dall’Iran con fantasia e tecnologia e, fondamentale, tanto humor – alla faccia dei video della Casa Bianca che trattano la guerra come un vero videogame, facendo indignare non solo i vescovi statunitensi.

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Immagine di di Kahnchana Bose via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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