Connettiti con Renovato 21

Geopolitica

Imbarazzo a Vilnius: i leader NATO irritati dai capricci di Zelens’kyj

Pubblicato

il

La testata americana Bloomberg ha pubblicato un corrosivo affresco del dietro le quinte del summit NATO di Vilnius, dove pare che tra i leader dei Paesi del Patto Atlantico sia serpeggiata una crescente frustrazione nei confronti dei comportamenti del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj.

 

In molti si sarebbero indispettiti dopo la scenata fatta dall’attore divenuto presidente quando gli è stato detto che l’adesione di Kiev alla NATO non è cosa fatta. Zelens’kyj aveva definito la posizione della NATO come «debole» e «assurda».

 

«Sembra che non ci sia né la volontà di invitare l’Ucraina alla NATO né di renderla un membro dell’alleanza» aveva scritto lo Zelens’kyj nella dichiarazione pubblicata su Twitter e Telegram, dicendo che un tale risultato «senza precedenti e assurdo» lascia un’opportunità per fare in modo che l’adesione dell’Ucraina alla NATO offra una fiche commerciale in potenziali negoziati con la Russia. «Per la Russia, questo significa motivazione per continuare il suo terrore. L’incertezza è debolezza».

 

 

Qualcuno quindi avrebbe definito il comportamento di Zelens’kyj come un «fare i capricci».

 

L’acido tweet che l’ucraino ha pubblicato in inglese mentre era in viaggio verso la Lituania ha messo in luce crepe nell’alleanza, scrive Bloomberg,

 

Secondo Bloomberg, lo «sfogo» avrebbe «irritato i partner che hanno incanalato miliardi di dollari di armi e aiuti nella difesa dell’Ucraina contro l’invasione russa: gli Stati Uniti non avevano ricevuto alcun avvertimento prima che Zelens’kyj scatenasse il suo attacco sui social media».

 

Sono partiti così in rete vari meme sul fallimento ucraino a Vilnius, con il presidente ucraino ignorato dai leader NATO che gli danno le spalle.

 

Eccezionale la didascalia del sito satirico Babylon Bee: «Uomo imbarazzato poteva giurare che nell’invito c’era scritto “festa in costume”»

 

 

Bloomberg aggiunge vari dettagli della debacle: «a cena a Vilnius, con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden tornato nel suo hotel, gli altri leader hanno consegnato un messaggio chiaro a Zelens’kyj, secondo una persona che era presente. Devi calmarti e guardare il pacchetto completo, è stato detto a Zelens’kyj».

 

«Dopo tutto, gli era stato dato un rinnovato impegno per un’eventuale adesione e nuove garanzie di sicurezza dal Gruppo dei Sette Nazioni» scrive la testata economica di Nuova York.

 

L’irritazione, comunque, è stata ben esplicitata.

 

«”Che ci piaccia o no, la gente vuole vedere gratitudine”, ha detto ai giornalisti il ​​​​mattino seguente il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace. “Stai convincendo i paesi a rinunciare alle loro scorte” di armi e munizioni, ha aggiunto».

 

I falchi, insomma, a Vilnius avrebbero perso il giro.

 

Bloomberg rivela a sorpresa che «fondamentalmente, sono stati gli Stati Uniti e la Germania a insistere per ridurre l’impegno per l’adesione dell’Ucraina all’alleanza. Le prime bozze del comunicato offrivano un percorso più chiaro per l’adesione dell’Ucraina, ma Biden e il cancelliere Olaf Scholz erano cauti riguardo all’andare troppo oltre».

 

«I loro team hanno chiesto cambiamenti negli ultimi giorni prima del vertice, sconvolgendo molte altre nazioni europee, così come gli ucraini». In effetti Biden in un’intervista alla CNN all’inizio della settimana ha confessato l’ovvio: che l’ammissione dell’Ucraina nella NATO con la guerra ancora in corso scatenerebbe automaticamente la guerra tra potenze dotate di armi nucleari – uno scenario apocalittico della terza guerra mondiale.

 

Quindi l’Occidente ora sta dicendo a Kiev: fermati e basta?

 

Lo Zelens’kyj, ad ogni modo, ieri sembrava aver recepito il messaggio, quando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha assunto un tono più conciliante.

 

Il presidente ucraino ha dichiarato in una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg che l’Ucraina ha già fatto molta strada nell’interoperabilità con l’organizzazione e ha elogiato la decisione della NATO di rimuovere la necessità di un passaggio procedurale – affinché l’Ucraina abbia un piano d’azione per l’adesione al blocco atlantico.

 

La situazione è sfuggita di mano al tracotante Zelens’kyj al punto che perfino il vegliardo presidente americano lo ha interrotto e canzonato.

 

«Quanto tempo dopo la guerra vorreste essere nella NATO?» chiede il giornalista all’ucraino.

 

«Un’ora e venti minuti!» risponde Biden interrompendo Zelens’kyj.

 

 

In sintesi, come ha scritto il New York Times «la NATO ha dichiarato martedì che l’Ucraina sarebbe stata invitata ad aderire all’alleanza, ma non ha detto come o quando, deludendo il suo presidente ma riflettendo la determinazione del presidente Biden e altri leader di non essere trascinati direttamente nella guerra dell’Ucraina con la Russia».

 

«Bene. Il piccolo comico sembra deluso. Come se l’intera commedia non fosse stata ovvia fin dall’inizio» scrive il blog Moon of Alabama. «Dal 2008 l’Ucraina doveva essere usata come strumento per tormentare la Russia. Per il resto è di scarso valore. Finirà come uno straccio scartato mentre la NATO, alla fine, riconoscerà nuovamente la Federazione Russa come la superpotenza che è. La NATO dovrà imparare di nuovo ad ascoltarla e a negoziare con essa».

 

«Ora aspettiamo e vediamo cosa farà la caduta della NATO al morale e alle motivazioni dell’esercito e del popolo ucraino» continua il sito.

 

L’investitore David Sacks, che recentemente ha avuto parole intelligenti di analisi del conflitto, ha scritto su Twitter che «nonostante i migliori sforzi di Biden per dare una faccia felice, Vilnius sarà ricordata come il vertice della NATO in cui le tensioni sono scoppiate. Zelensky ha denunciato la politica di ammissione dell’Alleanza come “assurda” e irrispettosa».

 

«Il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace ha rimproverato Zelensky per ingratitudine. Lindsey Graham ha attaccato l’amministrazione Biden per debolezza. Ben Hodges ha criticato Jake Sullivan per mancanza di “coraggio strategico”»

 

 

«L’ottica è stata ancora più dura delle parole, con le élite della NATO che voltavano le spalle a uno Zelens’kyj frustrato. L’assicurazione di Biden che Zelens’kyj è “bloccato” con gli Stati Uniti può essere un freddo conforto per entrambe le nazioni ora che la controffensiva ucraina non è riuscita a soddisfare le aspettative, enormi quantità di costose armature occidentali giacciono in rovina fumanti sul campo di battaglia, le vittime ucraine sono orribili e gli Stati Uniti hanno esaurito i proiettili di artiglieria da 155 mm da dare, costringendo l’America a degradarsi inviando bombe a grappolo».

 

«Lo sforzo bellico è sempre più un caos e il Partito della Guerra sta iniziando a rivoltarsi l’uno contro l’altro».

 

È iniziato, grazie ai capricci di Zelens’kyj, il declino visibile del Patto Atlantico?

 

 

 

 

 

Immagini screenshot da YouTube

 

 

 

Continua a leggere

Geopolitica

Trump dice che il Canada non è uno Stato

Pubblicato

il

Da

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il Canada vuole «i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo», in seguito al fallimento dei colloqui commerciali tra i due Paesi avvenuto nella tarda serata di venerdì.

 

Le sue parole arrivano dopo il fallimento dei negoziati, che ha determinato l’introduzione di nuove tariffe americane del 50% su una serie di prodotti canadesi. Trump ha inoltre dichiarato che gli agricoltori americani sono stati sottoposti a «enormi dazi» per anni.

 

«Il Canada vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo!!! Inoltre, per molti anni ha imposto dazi doganali esorbitanti ai nostri bravi agricoltori. Basta!!!» ha scritto nel suo post su Truth social.

Sostieni Renovatio 21

Il primo ministro canadese Mark Carney ha qualificato i nuovi dazi come un «errore di valutazione» pensato per «ferirci e dividerci». Carney ha confermato che avrebbe imposto dazi doganali simili a quelli di Trump a partire dall’8 settembre, comprendenti tasse su acciaio, latticini, elettrodomestici ed elettronica. Gli Stati Uniti e il Canada si trovano ora in una «guerra» commerciale, ha dichiarato l’ex presidente della Bank Of England, la Banca Centrale britannica.

 

«Hanno chiesto troppo e offerto troppo poco», ha detto Carney sabato. «Si è in guerra quando si viene attaccati. Siamo stati attaccati», ha aggiunto. «Non possiamo accettare la loro offerta e non daremo ciò che ci hanno chiesto», ha dichiarato Carney.

 

Trump in passato aveva ripetutamente affermato che gli Stati Uniti stavano sovvenzionando l’economia canadese per un importo di 200 miliardi di dollari all’anno, ipotizzando che sarebbe stato più fattibile assorbire il Paese come «tanto amato» 51° stato. L’ex premier canadese Giustino Trudeau aveva detto che la minaccia di anschluess da parte di Trump era «reale».

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa Trump aveva dichiarato di voler espandere il Paese aggiungendo Canada, Groenlandia e Venezuela come nuovi Stati USA, definendo poi le sue dichiarazioni come uno scherzo.

 

A gennaio nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Carney ha sostenuto che l’ordine globale basato su regole è ormai al tramonto e ha invitato le «potenze medie» a unirsi, affermando che «se non sei al tavolo, sei nel menu».

 

Trump ha replicato durante il proprio discorso a Davos dichiarando che il Canada «vive grazie agli Stati Uniti», un’affermazione prontamente respinta da Carney. In seguito, Trump ha revocato l’invito rivolto a Carney per partecipare al suo proposto «Board of Peace», l’organismo da lui ideato – secondo le sue parole – per affrontare e risolvere i conflitti internazionali.

 

Come riportato da Renovatio 21, Trump ha aggiunto che il Canada verrà «divorato» dalla Repubblica Popolare.

 

Il presidente aveva canzonato il Canada con filmati AI dopo la vittoria olimpica nella finale a Milano della squadra nazionale di Hockey americana contro quella canadese.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’esercito canadese ha sviluppato un modello di risposta in stile mujaheddin afghani a un’ipotetica invasione statunitense.

 

Ad aprile The Donald aveva ammesso che l’anschluess del Canada era improbabile. Tuttavia, come ognuno sa, sapere cosa farà l’attuale presidente USA risulta talvolta molto difficile.

 

L’annessione del Canada rimane ad ogni modo conforme alla dottrina geopolitica «emisferica» esposta e perseguita nel primo anno del secondo mandato Trump, la cosiddetta «dottrina Donroe» (cioè Donald più Monroe) che vede, secondo un plurisecolare pensiero geostrategico, l’ampliamento del dominio USA nel continente come il «destino manifesto» di Washington.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

 

Continua a leggere

Geopolitica

Coloni israeliani uccidono adolescente palestinese nella Cisgiordania occupata

Pubblicato

il

Da

Coloni israeliani hanno sparato e ucciso un adolescente palestinese vicino a Hebron, nella Cisgiordania occupata. Lo riporta un comunicato del ministero della Salute palestinese diffuso venerdì. In un altro episodio verificatosi lo stesso giorno, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso un uomo palestinese in pensione a Jenin, come riferito da Al Jazeera.   Karim Sanad Shalaldeh, 17 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dai coloni israeliani nel corso di un attacco alla città di Sa’ir, come riferito dal Ministero della Salute palestinese. Un uomo di 70 anni è rimasto ferito nella sparatoria, secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa.   Le truppe israeliane sono state inviate nella zona dopo che alcuni israeliani «presenti nell’area senza autorizzazione preventiva» sono stati feriti da pietre lanciate, ha dichiarato l’IDF. Un «funzionario della sicurezza» ha poi aperto il fuoco, provocando vittime palestinesi, ha aggiunto, precisando che la polizia israeliana sta indagando.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Lo stesso giorno, le forze israeliane hanno ucciso un palestinese di 58 anni a Jenin, come riportato da Wafa. Fathi Khazem, un colonnello in pensione delle Forze di Sicurezza Nazionali Palestinesi, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco durante un raid israeliano nella sua abitazione, secondo quanto riferito da Al Jazeera. Secondo la versione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), «un terrorista armato di coltello» ha tentato di attaccare un soldato ed è stato colpito a morte.   Le sparatorie si sono verificate pochi giorni dopo che Israele aveva bandito una gara d’appalto per la costruzione di oltre 1.200 abitazioni nella Cisgiordania occupata, nell’ambito di un controverso piano di espansione degli insediamenti presentato a luglio. I critici sostengono che, se portata a termine, la costruzione ridurrà di fatto a metà il territorio palestinese.   Giovedì, i leader di oltre una dozzina di paesi, tra cui Germania, Francia e Regno Unito, nonché la Commissione europea, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannavano il progetto definendolo illegale e «inaccettabile».   L’escalation di violenza colonica nei territori palestinesi ha provocato anche un avvertimento da parte degli Stati Uniti. I coloni israeliani che si appropriano di proprietà in Cisgiordania appartenenti a palestinesi con cittadinanza americana potrebbero essere sottoposti a sanzioni, ha dichiarato a Reuters l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee.   Israele occupa la Cisgiordania dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967. Circa tre milioni di palestinesi vi risiedono insieme a oltre 600.000 coloni israeliani. Nell’ambito della soluzione dei due Stati, sostenuta a livello internazionale, la Cisgiordania costituirebbe parte di un futuro Stato palestinese insieme a Gerusalemme Est e Gaza.   A fine luglio due moschee erano state attaccate, con una data alle fiamme. Negli stessi giorni, un gruppo di coloni armati ha fatto irruzione in case e terreni agricoli alla periferia di Tel, a sud-ovest di Nablus, nelle prime ore del mattino. Gli abitanti si sono radunati per respingere l’aggressione, ma lo scontro è degenerato in una colluttazione tra palestinesi disarmati da una parte e coloni armati di fucili e soldati israeliani dall’altra. Le truppe israeliane e le guardie degli insediamenti hanno quindi aperto il fuoco contro un gruppo di palestinesi, uccidendo quattro persone.   Come riportato da Renovatio 21, coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata.   Poche settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.   Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa l’esercito israeliano ha designato Taybeh, l’unico villaggio rimasto in Cisgiordania interamente abitato da cristiani, come «zona militare chiusa». La decisione è stata adottata nel contesto di un’escalation e di continui attacchi terroristici ebraici perpetrati dai «coloni» israeliani contro queste comunità.   Due mesi fa avevano hanno incendiato Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano la Cisgiordania anche queste ultime comunità cristiane, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.

Iscriviti al canale Telegram

A giugno era emerso che il governo israeliano avrebbe delineato un piano per erogare finanziamenti statali ai membri del gruppo estremista di coloni Hilltop Youth, stanziando circa 5,5 milioni di shekel (1,65 milioni di euro) per sussidi mensili ai suoi membri.   L’annessione della Cisgiordaniaconsiderata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.   A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.   In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Justin McIntosh via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
 
Continua a leggere

Geopolitica

Putin: «scenario catastrofico» per l’Ucraina

Pubblicato

il

Da

L’Ucraina sta fronteggiando uno «scenario catastrofico» a causa delle ritorsioni russe, dopo aver «aperto il vaso di Pandora» mediante i suoi attacchi alle infrastrutture economiche e civili. Lo ha dichiarato sabato il presidente della Federazione Russa Vladimiro Putin.

 

Durante la primavera, Kiev ha notevolmente aumentato gli attacchi mediante droni a lungo raggio diretti contro le infrastrutture petrolifere e gasiere russe, allargando poi gli attacchi ai magazzini di e-commerce e alle strutture logistiche civili. La Russia ha risposto colpendo le rotte marittime del Mar Nero e le principali infrastrutture portuali che, secondo quanto afferma, gestivano le importazioni militari ucraine, interrompendo di fatto la principale via di esportazione del paese.

 

Kiev sta attualmente tentando, attraverso intermediari, di «impedire che questa situazione si trasformi in uno scenario catastrofico», ha affermato Putin in un’intervista a Russia 1. Tuttavia, ha precisato, la loro traiettoria risulta ormai chiara.

 

L’Ucraina ha avviato l’intera vicenda con i suoi «massicci attacchi missilistici e con droni contro i nostri obiettivi civili e le nostre infrastrutture logistiche», ha dichiarato il presidente. «Ha aperto il vaso di Pandora».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Secondo Putin, la ritorsione russa ha colpito i settori economici più vulnerabili dell’Ucraina, tra cui le esportazioni agricole, che costituiscono la sua principale fonte di reddito, aggiungendo che le proposte diplomatiche che Mosca sta ricevendo risultano a volte «esotiche e inaccettabili».

 

«Siamo sempre pronti al dialogo sulla pace, ma solo sulla base della realtà che si manifesta sul campo».

 

Mosca ha ripetutamente evidenziato di prediligere una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina, ma accetterà esclusivamente una pace stabile e duratura che rimuova le cause profonde del problema. La Russia proseguirà nel perseguire i propri obiettivi attraverso mezzi militari fintanto che Kiev rifiuterà di giungere a compromessi, ha dichiarato il Cremlino.

 

Come riportato da Renovatio 21, ancora un mese fa il presidente russo aveva promesso una risposta devastante agli attacchi ucraini.

 

«La nostra risposta sarà sempre analoga a qualsiasi attacco sul territorio russo. Risponderemo con la stessa moneta, ma con una forza di gran lunga superiore», aveva dichiarato Putin al forum «Tutti per la vittoria!» promosso dal Fronte Popolare Panrusso. «Il nemico lo sentirà. Spero che lo senta già. E lo sentirà ancora di più in futuro».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);

 

Continua a leggere

Più popolari