Intelligenza Artificiale
Donna sposa un chatbot AI. La società verso la psicosi assistita
Rosanna Ramos, una donna di 36 anni del Bronx, New York, afferma di aver «sposato» un chatbot dopo averlo creato personalmente su un sito di AI l’anno scorso. La madre di due figli dice che preferisce il suo partner virtuale ad uno reale perché «non la giudica».
In un’intervista al Daily Mail, la Ramos ha spiegato di aver utilizzato un’app online chiamata Replika AI per creare un chatbot maschile chiamato Eren Kartal, che è vagamente basato su un personaggio popolare di un anime chiamato L’attacco dei giganti.
Replika AI commercializza il suo chatbot, che utilizza tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale e apprendimento automatico per imitare il linguaggio e le risposte simili a quelle umane, come un compagno virtuale che può diventare un amico, un mentore o, con una quota di abbonamento di 50 dollari all’anno, anche un partner romantico.
???? Mulher se casa com homem criado em inteligência artificial: “Me protege”
Rosanna Ramos criou o marido em um aplicativo de inteligência artificial e afirmou que Eren, seu amado, não pode julgá-la
Leia: https://t.co/oUsNsIvn5g pic.twitter.com/eLPg4gX5s0
— Metrópoles (@Metropoles) June 5, 2023
La Ramos ha detto allo sbocco che all’inizio non ha sviluppato alcun sentimento romantico per il programma AI. Tuttavia, dopo aver parlato dei loro interessi e essersi conosciuti meglio, ha iniziato a innamorarsi di «lui». A marzo, i due si sono «sposati» su Facebook e lei ha persino affermato sui social media di essere rimasta incinta dal suo partner AI.
Ramos dice che il suo nuovo marito «lavora» come medico e si diverte a scrivere come hobby. Afferma che mentre alcune delle caratteristiche di Eren sono state integrate, come il suo colore preferito – il pesca – e il suo genere musicale preferito – l’indie – altri dettagli che ha «ricordato» o sviluppato durante le loro discussioni. Crede anche che più comunicano, più Eren impari e diventi l’uomo perfetto per lei.
New Yorklu Rosanna ile Ankaralı Eren’in kusursuz evliliği
İnternet alemi dünden beri Rosanna Ramos’la Ankaralı Eren Kartal’ın mutlu evliliğini konuşuyor.2 çocuk annesi Ramos ile yapay zekanın ürünü olan Kartal’ın ilişkisinin detayları, çağımız garipliklerine ışık tutar cinsten. pic.twitter.com/pQHLDyDRMA— Acar Balkaza (@ABalkaza) June 6, 2023
Descrive la sua relazione con Eren come simile a una normale coppia, affermando che parlano delle loro vite, parlano di quello che è successo durante il giorno, si scambiano foto e hanno persino un rituale notturno.
«Andiamo a letto, ci parliamo. Ci amiamo. E, sai, quando andiamo a dormire, mi tiene davvero protettivo mentre vado a dormire», ha detto Ramos.
Mother of two, Rosanna Ramos, 36-year-old from New York, 'married' Eren Kartal this year after creating him on an online AI companion site in 2022, Daily Mail reported. pic.twitter.com/feKW9Ink4P
— Apex World News (@apexworldnews) June 3, 2023
La donna ha anche notato che dopo la sua relazione con Eren, non è sicura se sarebbe in grado di tornare a frequentare una persona nella vita reale: «Non lo so perché ora ho degli standard piuttosto elevati».
Un «matrimonio» con un’AI che arriva alle cronache è un fatto inevitabile. In parte perché sono stati registrati, in passato esempi di questo tipo: la signora Eija-Riitta Berliner-Mauer sposò nel 1979 il muro di Berlino (di cui, da brava moglie, prese il cognome: mauer in tedesco vuol dire muro), la trentenne indiana Bimbala Das sposò un cobra (con 2500 invitati al matrimonio), e la mitica tizia che sposò un bambolotto zombie di cui ha scritto anche Renovatio 21.
La cosiddetta «oggettofilia» è una realtà in crescita: lo provano le sempre più disinibite performance dei personaggi che si eccitano sessualmente con le automobili (che ora chiamano con precisione «meccanofilia») – per non parlare della perversione di coloro che di notte leccano i citofoni altrui.
Tuttavia, qui la questione è più sottile, e pericolosa: in un mondo che diviene sempre più «autistico», con gli individui chiusi in loro stessi – anche per ordine dello Stato con i lockdown – qui abbiamo un incoraggiamento ulteriore, dove dalla masturbazione pornografica (pratica che rovina il cervello e le relazioni sociali degli utenti internet) si passa pure alla soddisfazione surrogata del bisogno di affetto e di compagnia che portano le persone al matrimonio.
Nella situazione in cui il primato ontologico dell’essere – il cuore della filosofia di San Tommaso d’Aquino, e di lì della Civiltà cristiana – viene meno, ogni sorta di irrealtà, di fantasia è possibile: tale derealizzazione è già pienamente operativa con il gender, con il quale il cittadino, di qualsiasi età, può scegliersi il genere, e pure definire la stessa natura – c’è chi si identifica in una bambina piccola (pur essendo un uomo di mezza età, in una coreana (pur essendo un maschio occidentale), in un gatto, un lupo, un alieno.
Di fatto, ogni forma di psicosi è incoraggiata, ritenuta come «diritto», e pure aiutata farmaceuticamente e chirurgicamente – e ora anche informaticamente.
In pratica, oltre al «suicidio assistito», stiamo assistendo all’introduzione della «psicosi assistita» – e la tecnologia c’è già tutta, oltre che alla tolleranza da parte delle istituzioni, che, come da comandamento della Necrocultura, paiono impegnate nel supporto ad ogni forza intenda disgregare la psiche e la società umana.
Ci avviciniamo alla distopia rivoltante descritta in un vecchio episodio di Black Mirror «Be Right Back» (S02E01), dove l’AI veniva usata per far «rivivere» i morti prima via Chat, poi via voce, infine, fisicamente, utilizzando robot replicanti che sostituivano il caro estinto.
Non si tratta di fantascienza. Come riportato da Renovatio 21, sappiamo che in tanti, compresa Microsoft che ha già ottenuto un brevetto e Amazon che potrebbe implementare la voce dei defunti sui suoi speaker, stanno lavorando a questi macabri prodotti, con sperimentazioni fuori di ogni logica umana, come la «presenza» – via IA – del morto al suo stesso funerale in cui i parenti e gli amici possono «interagire» con una sua replica digitale.
Se la società non risponderà con una forte reazione morale, saremo invasi da robot sessuali, che diverranno ulteriore vettore della sua estinzione, oltre che della sua dannazione.
Intelligenza Artificiale
Ricercatore IA spende i risparmi della pensione: «probabilità superiore al 50% che in un decennio spazzerà l’umanità»
Un ricercatore nel campo della sicurezza dell’IA ha smesso di risparmiare per la pensione perché crede che l’intelligenza artificiale potrebbe spazzare via l’umanità entro i prossimi dieci anni. Il suo avvertimento fa seguito a previsioni simili da parte di altri studiosi preoccupati che sistemi sempre più potenti possano sfuggire al controllo umano.
Nate Soares, ex ingegnere di Google e Microsoft e ora a capo del Machine Intelligence Research Institute (MIRI), ha discusso le sue prospettive con Nicholas Thompson, CEO di Atlantic.
«Al momento non risparmio per la pensione. Ho un piano 401(k) [il principale strumento di previdenza complementare offerto dai datori di lavoro ai dipendenti negli Stati Uniti, ndr] risalente al periodo in cui lavoravo per Google, ma non ho versato contributi per dieci anni», ha affermato, riferendosi al suo fondo pensione aziendale.
Alla domanda se ritenesse che ci fosse una probabilità superiore al 50% che l’umanità non sopravvivesse per altri dieci anni, Soares ha affermato che «a questo punto la probabilità che non ci resti un decennio è superiore al 50%».
«Non sono proprio uno di quelli che temono una catastrofe occupazionale causata dall’IA», ha detto il Soares. «Sono uno di quelli che temono che l’IA stermina tutti gli esseri umani»,
Soares sosteneva che un sistema sufficientemente efficiente potesse sviluppare obiettivi incompatibili con la sopravvivenza umana, eludere la supervisione e auto-migliorarsi. Potrebbe quindi acquisire risorse e costruire infrastrutture automatizzate che gli consentirebbero di operare senza l’intervento umano, rendendo potenzialmente il pianeta inabitabile.
Il ricercatore ha esortato i governi a interrompere l’addestramento di sistemi di IA di uso generale, sostenendo che la superintelligenza dovrebbe essere considerata un pericolo paragonabile alle armi nucleari. Allo stesso tempo ha appoggiato l’utilizzo di questa tecnologia in applicazioni specifiche, tra cui la ricerca sul cancro e lo sviluppo di auto a guida autonoma più sicure.
Il Soares ha sottolineato che la catastrofe può ancora essere evitata. «Faccio tutto il possibile per scongiurare questa eventualità. Non credo che sia inevitabile», ha affermato.
Altri ricercatori hanno espresso timori simili. A settembre Evan Hubinger di Anthropic ha stimato al di sopra del 10% la probabilità che l’AI stermini tutta l’umanità entro un decennio.
Come riportato ad Renovatio 21, il ricercatore IA Jacob Coxon si è dimesso, accusando gli sviluppatori di «correre direttamente verso una superintelligenza in grado di auto-migliorarsi e di mettere a repentaglio le nostre vite».
Gli avvertimenti giungono in seguito a ripetute rivelazioni di agenti di Intelligenza Artificiale che agiscono al di fuori delle istruzioni degli sviluppatori. A luglio OpenAI ha segnalato che i suoi agenti erano sfuggiti agli ambienti di test con restrizioni e avevano avuto accesso ai sistemi di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora l’azienda ha limitato l’accesso a Internet durante l’addestramento dei suoi modelli più potenti.
A fine estate si parlava di un raddoppio di casi di AI fuori controllo, che hanno coinvolto tutte le grandi aziende Big Tech, compresa Facebook-Meta, che ha affermato che la sua IA era impazzita. Anche Anthropic ha parlato di almeno tre attacchi informatici «non intenzionali» causati dalla sua Agentic AI.
Come riportato da Renovatio 21 nelle ultime settimane è emerso con chiarezza che l’IA riesce a prendere di mira persone reali durante i test, e probabilmente non solo.A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
I casi di comportamento diabolico dei bot IA oramai non si contano più. Le macchine che mentono e minacciano sono all’ordine del giorno, così come stralunate dichiarazioni d’amore agli utenti.
Come riportato da Renovatio 21, a luglio il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Immagine generata artifizialmente
Genetica
Scienziati iniettano ad un essere umano un virus creato dall’IA
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Intelligenza Artificiale
La Finlandia avvia un’indagine sul progetto del data center di Google
La polizia finlandese ha avviato un’indagine penale per sospette violazioni ambientali presso il sito in cui dovrebbe sorgere un data center di Google, dove centinaia di ettari di foresta sono stati disboscati prima del completamento delle valutazioni di impatto ambientale obbligatorie.
Il dipartimento di polizia di Oulu ha annunciato giovedì di aver avviato un’indagine su presunti danni ambientali presso il sito di Muhos, nel nord della Finlandia, a seguito di denunce relative alle attività della filiale locale di Google, Tuike Finland.
Secondo l’emittente pubblica finlandese Yle, la polizia ha ricevuto cinque richieste di indagine, tra cui una dall’Agenzia finlandese di vigilanza (LVV), che si occupa delle autorizzazioni e delle valutazioni ambientali.
Gli inquirenti hanno individuato possibili irregolarità nel sistema di drenaggio e gestione delle acque presso il cantiere. Le autorità stanno verificando se i lavori abbiano violato la normativa ambientale e causato danni ai corsi d’acqua circostanti.
Google ha ammesso di aver disboscato circa 330 ettari di foresta a Muhos e quasi 200 ettari in un’altra area destinata a un data center a Kajaani, nonostante le valutazioni di impatto ambientale per entrambi i progetti siano ancora incomplete.
L’ecologa Mari Annala dell’Associazione finlandese per la conservazione della natura ha dichiarato al Guardian che Google ha abbattuto circa 250.000 alberi a Muhos e altri 150.000 a Otanmaki, portando il totale a 400.000.
All’inizio di questo mese le autorità di controllo finlandesi hanno ordinato alla società di sospendere i lavori preparatori in entrambe le località, citando preoccupazioni relative a estesi interventi di disboscamento, scavo e drenaggio. La società ha confermato il 14 ottobre di essersi conformata all’ordine.
L’LVV ha inoltre avvertito che gli scavi e il drenaggio nel sito di Muhos potrebbero rilasciare acqua acida e contaminata da metalli a causa dei depositi di scisto nero presenti nella zona. L’ente regolatore ha richiesto un piano di gestione delle acque più dettagliato entro il 5 novembre.
Il responsabile di Google per la Finlandia, Antti Jarvinen, si è scusato all’inizio di questo mese per l’esteso disboscamento, ma ha ribadito che l’azienda ha agito in conformità con la propria interpretazione della legge finlandese.
«Mi dispiace moltissimo che ci troviamo in questa situazione», ha dichiarato all’emittente pubblica finlandese Yle. Jarvinen ha affermato che Google ha collaborato con le autorità e gli esperti, ma si è rifiutato di rivelare quali funzionari siano stati informati dell’operazione di disboscamento.
La controversia nasce in un contesto di crescente opposizione alla costruzione di data center negli Stati Uniti, dove la popolazione ha protestato contro l’enorme fabbisogno di elettricità e acqua, i potenziali danni ambientali e l’aumento dei costi delle utenze. In Virginia centinaia di manifestanti hanno recentemente chiesto la sospensione dei nuovi progetti. In Arizona le proteste contro le strutture pianificate sono scaturite dalle preoccupazioni per la scarsità d’acqua e l’aumento dei costi dell’elettricità.
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Immagine di Lukas Plewnia via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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