5G
«Il vaccino COVID mi ha reso magnetico e lo adoro!»
Al Washington Post, il quotidiano di proprietà di Amazon che è il secondo giornale più importante e forse del pianeta, hanno voglia di scherzare.
L’articolo si intitola «Il vaccino mi ha reso magnetico e lo adoro!». In seguito per qualche ragione lo hanno ri-titolato come «Il vaccino contro il covid ha cambiato il mio DNA. Mi ha trasformato in un repubblicano di Trump».
Tuttavia l’articolo parla proprio di quella roba là: la strana storia delle persone magnetizzate dopo l’iniezione.
L’articolo si intitola «Il vaccino mi ha reso magnetico e lo adoro!». In seguito per qualche ragione lo hanno ri-titolato come «Il vaccino contro il covid ha cambiato il mio DNA. Mi ha trasformato in un repubblicano di Trump»
«Ricordo bene il momento in cui è iniziata: subito dopo la mia prima iniezione COVID. Stavo passando i controlli di sicurezza all’aeroporto e ho attivato il metal detector. Infastidito, ho tolto la pistola dalla fondina e l’ho messa sul nastro trasportatore. Ho ancora su onato. Ho rimosso il mio machete, i nunchaku e il lanciagranate e li ho fatti passare attraverso la macchina a raggi X. Ma ho ancora suonato! Ero diventato magnetico».
Il giornalista Dana Millibank ha voglia di divertirsi. A noi però viene in mente che in effetti abbiamo visto un video, che non sappiamo dire se vero o falso, in cui una hostess in aeroporto passava il metal detector sui vaccinati e faceva vedere che suonava. Una burla? Chi lo sa. Nel frattempo però non possiamo dirci convinti del lavoro degli sbufalatori professionisti, che dicono che il video è un falso, una fake news, con motivazioni inarrivabili:
«Nel video ci si spinge oltre e si arriva addirittura a sostenere che una persona “non è stata fatta passare sull’aereo perché il metal detector continuava a suonare”. Ma vi immaginate che vasta cassa di risonanza avrebbe avuto una notizia del genere? Secondo voi, la persona in questione sarebbe rimasta inerme, avrebbe perso l’aereo senza protestare, non avrebbe denunciato la cosa alla pubblica autorità?» scrive l’incredibile Giornalettismo.
Con questi argomenti la persuasione non arriva subito. Il video comunque sembra sparito dai social, nel frattempo.
L’obbiettivo di normalizzazione tentato con la goffa satira, scopriamo, va oltre il semplice vaccino. «Questi “scienziati” sono gli stessi che ci dicono che il vaccino non impianta microchip in noi e non fa sì che i nostri corpi si “interfaccino” con le torri cellulari 5G, come professa l’osteopata Tenpenny. Eppure ho annullato il mio piano dati Verizon poco dopo la mia seconda dose, perché sono in grado di trasmettere video in streaming attraverso il mio sito di vaccinazione»
«La mattina dopo, mentre stavo mangiando la mia farina d’avena, il mio cucchiaio si è attaccato al palato. Avrei potuto soffocare, ma fortunatamente il cucchiaio si è staccato quando la forza magnetica mi ha sbattuto contro il frigorifero, dove sono rimasto sospeso finché i membri della famiglia non sono stati in grado di tirarmi giù». Divertentissimo.
«Le cose sono diventate davvero strane dopo la mia seconda dose. Tornando alla mia macchina dalla clinica dei vaccini, mi sono improvvisamente ritrovato incollato alla griglia di un camion UPS al minimo. Ho fatto una passeggiata nei boschi per allontanarmi da tutto il metallo, ma mi sono perso: la mia bussola ha smesso di puntare a nord e puntava solo su di me».
Questo tentantivo comico fallito ha una sua ragione: un medico osteopata dell’Ohio, Sherri Tenpenny ha appena testimoniato ad una commissione parlamentare dello Stato che i vaccini COVID magnetizzano la gente.
Il giornalista ribadisce che il CDC nega l’effetto magnetico che invece stanno testimoniando tutti, e in tutto il mondo. Comunque sia, la voglia di continuare la buffonata deve essere altissima: «dillo al wok di ghisa che è attualmente attaccato alla mia spalla sinistra».
L’obbiettivo di normalizzazione tentato con la goffa satira, scopriamo, va oltre il semplice vaccino. «Questi “scienziati” sono gli stessi che ci dicono che il vaccino non impianta microchip in noi e non fa sì che i nostri corpi si “interfaccino” con le torri cellulari 5G, come professa l’osteopata Tenpenny.
Eppure ho annullato il mio piano dati Verizon poco dopo la mia seconda dose, perché sono in grado di trasmettere video in streaming attraverso il mio sito di vaccinazione».
Farà ridere, ma a noi ricorda molto una situazione riportata ancora un anno fa da Renovatio 21, l’ex capo della più grande telefonica mondiale, che peraltro sedeva nel comitato direttivo proprio di Verizon, che parla del 5G come della possibilità di connettere i corpi e distribuirvi quindi il rilascio di medicinali a distanza.
Farà ridere, ma a noi ricorda molto una situazione riportata ancora un anno fa da Renovatio 21, l’ex capo della più grande telefonica mondiale, che peraltro siede nel comitato direttivo proprio di Verizon, che parla del 5G come della possibilità di connettere i corpi e distribuirvi quindi il rilascio di medicinali a distanza.
Quella persona si chiama Vittorio Colao e adesso fa il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale nel Governo Draghi.
Con il 5G «si potrà collegare oggetti, si potrà collegare robot, si potrà collegare tutto, e avere una remotizzazione di tutti i controlli, dalle serrature delle porte che diventeranno elettriche, alle macchine che leggeranno ovviamente chi attraversa la strada» diceva l’attuale ministro.
Colao con il 5G auspica «sistemi medici [per] avere in tempo reale le condizioni di una persona e iniettare o magari rilasciare una sostanza medica che è necessaria per le condizioni della salute… cioè si potrà fare tutto in remoto quasi istantaneamente».
Ne abbiamo parlato anche di recente, quando, nell’ultima tornata di notizie sull’umanità terminale, è uscita la notizia che è allo studio la possibilità di trasformare gli essere umani in batterie – come quel filmetto distopico di qualche anno fa, che è piaciuto a tutti ma che nessuno ha preso sul serio.
Scrive il giornalista di Bezos (questa sì, in effetti, una definizione professionale di comicità irresistibile): «Tenpenny e i suoi simili dicono anche che il vaccino altera il nostro DNA. Quelle spugne divertenti al CDC dicono che “i vaccini non possono influenzare o interagire con il nostro DNA in alcun modo”. Ma non ne sono così sicuro. Da quando ho preso il vaccino, ho smesso di credere in qualcosa che assomigliasse alla scienza a favore di cose che leggo sui social media. Sono diventato totalmente immune a ciò che gli “esperti” chiamano “fatti”. E ho la sensazione che i miei poteri magnetici siano diventati così grandi che l’intero universo ruota intorno a me».
Quei video di gente sconvolta nel vedere che al braccio gli si attacca la tessera magnetica del supermercato, sono solo ragazzate: migliaia e migliaia di perditempo che fanno questi video per pigliare per il culo i no vax
«Vedete? Il vaccino ha cambiato il mio DNA: mi ha trasformato in un repubblicano di Trump».
Tranquillo giornalista simpaticone, non c’entra nulla il DNA, si chiama mRNA per caso (è l’acronimo mica-roviniamo-la-natura), le spike fanno benissimo, sono un fatto perfettamente naturale, così come la «piccola» malattia autoimmune (i vostri anticorpi che attaccano le vostre cellule mutate geneticamente…) che programmaticamente questi vaccini procurano.
E quei video di gente sconvolta nel vedere che al braccio (e non solo al braccio) gli si attacca la tessera magnetica del supermercato, sono solo ragazzate: migliaia e migliaia di perditempo che fanno questi video per pigliare per il culo i no vax, proprio come fai tu.
Credere a questo, davvero, implica uno sforzo fideistico maggiore di credere che la vaccinazione renda magnetici (lo abbiamo ammesso: abbiamo fatto fatica).
Credere a questo, davvero, implica uno sforzo fideistico maggiore di credere che la vaccinazione renda magnetici
Ma che importa? Non di soli dogmi ebeti vive il mondo moderno con la sua serqua di pisciatori di inchiostro che un tempo si chiamavano giornalisti. Si vive soprattutto di stipendi. Quindi, per la pagnotta, eccoteli disposti a credere a qualsiasi cosa. Provano a farci pure dello spirito, ma l’unica cosa che fanno, davvero, è schifo.
Ma schifo vero.
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Le persone che vivono vicino alle torri cellulari sono maggiormente a rischio di stress immunitario cronico
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Secondo uno studio peer-reviewed pubblicato su Electromagnetic Biology and Medicine, vivere vicino a una torre cellulare è associato a livelli elevati di globuli bianchi, paragonabili a quelli osservati nei fumatori. Un numero cronicamente elevato di globuli bianchi è correlato a infiammazione e stress immunitario.
Secondo uno studio sottoposto a revisione paritaria pubblicato su Electromagnetic Biology and Medicine, vivere vicino a una torre cellulare è associato a livelli elevati di globuli bianchi, paragonabili a quelli riscontrati nei fumatori.
Lo studio ha inoltre scoperto che usare il cellulare per 4-6 ore al giorno aumenta il numero dei globuli bianchi, in particolare tra gli adulti sotto i 30 anni.
«Questi risultati indicano che i sistemi biologici umani sono sottoposti a stress sia a causa dell’uso del telefono cellulare sia a causa dell’esposizione alle torri di telefonia mobile locali, con conseguenti potenziali effetti sulla salute», hanno scritto gli autori.
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Secondo la Cleveland Clinic, i globuli bianchi sono fondamentali per la risposta immunitaria dell’organismo e aumentano naturalmente durante infezioni o infiammazioni.
Ma secondo gli autori dello studio, l’esposizione continua alle radiazioni wireless provenienti da torri cellulari e telefoni cellulari può indebolire il sistema immunitario, aumentando cronicamente il numero dei globuli bianchi.
«L’esposizione quotidiana delle persone ai telefoni cellulari e alle torri potrebbe influire sulla loro salute creando o aggravando condizioni infiammatorie e indebolimento del sistema immunitario», hanno dichiarato a The Defender Julie McCredden, Ph.D., e Zothan Siama, Ph.D., autori corrispondenti dello studio.
Cellulari, ripetitori e altri dispositivi wireless sono tutti «potenziali fonti di stress fisico, non solo sociale o emotivo», hanno affermato. «Purtroppo, la maggior parte dei medici non è consapevole dei potenziali effetti immunitari e infiammatori dell’esposizione alle frequenze wireless, perché non è formata in materia di salute ambientale».
McCredden è consulente presso l’Oceania Radiofrequency Scientific Advisory Association (ORSAA) di Brisbane, in Australia. Siama è professore associato presso la Mizoram University di Aizawl, in India. Tra i loro coautori figurano altri ricercatori dell’ORSAA e della Mizoram University.
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L’esposizione alle torri cellulari può contribuire a una «serie di condizioni infiammatorie croniche»
Gli autori dello studio hanno confrontato i campioni di sangue di 50 adulti di Aizawl che vivono entro 60 metri da una torre cellulare con i campioni di sangue di 51 adulti che vivono a più di 300 metri di distanza da una torre cellulare.
Hanno misurato il livello di radiazioni a radiofrequenza (RF) nei soggiorni dei partecipanti. Hanno anche verificato che i partecipanti non fossero esposti a una quantità significativa di radiazioni RF sul posto di lavoro, il che avrebbe potuto influenzare l’esito dello studio.
Hanno chiesto ai partecipanti informazioni sulle loro abitudini di utilizzo del cellulare, da quanto tempo vivevano nella loro casa e sui fattori dello stile di vita che potevano influenzare il loro stress biologico. Hanno anche abbinato i partecipanti in base a età e sesso per un confronto più chiaro tra chi viveva vicino o lontano da un ripetitore cellulare.
Utilizzando analisi statistiche, gli autori hanno scoperto che circa un quarto (24%) di coloro che vivevano vicino a una torre cellulare presentava un numero elevato di monociti, un tipo di globuli bianchi, paragonabile a quello riscontrato nelle persone che fumano sigarette.
I partecipanti allo studio che vivevano a più di 300 metri da una torre cellulare non hanno mostrato questo aumento.
L’epidemiologo Nicolas Hulscher ha definito questa la scoperta «più sorprendente» dello studio. Ha scritto in un post su Substack a proposito dello studio:
«I monociti non sono semplici globuli bianchi. Sono attori centrali nell’infiammazione sistemica e nel danno vascolare. … Sono fortemente associati al rischio cardiovascolare».
McCredden e Siama hanno anche segnalato l’aumento dei monociti come preoccupante, dato il ruolo dei monociti nell’infiammazione. L’esposizione alle torri cellulari potrebbe «contribuire alla gamma di condizioni infiammatorie croniche che stiamo osservando nel mondo moderno», hanno affermato.
Nel 2025, gli stessi autori hanno pubblicato uno studio condotto nella stessa area dell’India. Lo studio ha rilevato che le persone che vivono vicino alle antenne cellulari hanno segnalato più allergie, infezioni e problemi cognitivi rispetto a coloro che vivono più lontano.
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Anche l’uso eccessivo del cellulare è collegato allo stress del sistema immunitario
Quando i ricercatori hanno esaminato l’effetto dell’uso del cellulare sui globuli bianchi, hanno scoperto che un uso intenso del cellulare era collegato a un aumento dei linfociti, un altro tipo di globuli bianchi che svolge un ruolo importante nel sistema immunitario.
Oltre il 50% delle persone che utilizzavano il cellulare dalle 4 alle 6 ore al giorno presentava livelli di linfociti superiori ai normali intervalli di riferimento. La maggior parte di questi individui aveva meno di 30 anni.
I linfociti sono utili per combattere le infezioni a breve termine, hanno affermato gli autori. «Tuttavia, a lungo termine, questa risposta immunitaria può esaurirsi».
In altre parole, le loro scoperte suggeriscono che passare ore al giorno al cellulare potrebbe indebolire il sistema immunitario di una persona.
«Si tratta di una considerazione importante, visti gli attacchi al sistema immunitario a cui abbiamo assistito negli ultimi anni in tutto il mondo», hanno aggiunto.
Gli autori hanno anche misurato l’amilasi, un enzima presente nel sangue, e l’ormone cortisolo. Entrambi sono marcatori dello stress. I loro risultati sono stati incoerenti: non sono riusciti a trarre una conclusione chiara sull’eventuale e in che modo l’esposizione a ripetitori e cellulari influisse su questi marcatori.
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CHD minaccia azioni legali se la FCC non rivede i limiti di sicurezza delle radiazioni wireless
Questo studio giunge in un momento in cui si registrano sempre più prove che l’esposizione alle radiazioni wireless ai limiti attualmente consentiti è collegata a molti problemi di salute, tra cui un aumento del rischio di diabete, disturbi del sonno e cancro.
La Federal Communications Commission (FCC), che negli Stati Uniti stabilisce il limite di radiazioni RF che le torri cellulari e i dispositivi wireless possono emettere, non ha aggiornato i propri limiti dal 1996.
Tali limiti si basavano su una manciata di studi degli anni Settanta e Ottanta, condotti su campioni di piccole dimensioni, che misuravano solo l’impatto a breve termine delle radiazioni wireless a livelli sufficientemente elevati da riscaldare i tessuti umani.
In altre parole, negli Stati Uniti non sono stati stabiliti limiti di sicurezza che tengano conto dell’esposizione a lungo termine ai livelli emessi dalla maggior parte dei moderni cellulari e ripetitori cellulari.
Secondo Physicians for Safe Technology, i limiti dell’India sono generalmente 10 volte più severi di quelli degli Stati Uniti . L’India consente 45 microwatt per centimetro quadrato per le radiazioni RF a una frequenza di 900 megahertz. Gli Stati Uniti consentono 450 microwatt per centimetro quadrato per la stessa frequenza.
In una mozione presentata alla FCC nel novembre 2025, la Children’s Health Defense (CHD) ha esortato l’agenzia a collaborare con il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti per stabilire limiti di esposizione alle radiazioni wireless che tutelino la salute pubblica.
Il CHD è pronto a portare nuovamente la FCC in tribunale se l’agenzia non ottempera a un’ordinanza del tribunale del 2021 che le impone di esaminare 11.000 pagine di prove a sostegno delle affermazioni secondo cui le radiazioni wireless ai livelli attualmente consentiti dalla FCC danneggiano le persone, in particolare i bambini, e l’ambiente.
Miriam Eckenfels, direttrice del programma sulle radiazioni elettromagnetiche (EMR) e wireless di CHD, ha affermato che la mozione rappresenta una «nuova fase di attacco» contro la FCC per la sua mancata conformità all’ordinanza del tribunale del 2021.
«Il documento dice essenzialmente alla FCC di proteggere le persone o di farsi da parte e lasciare che altre agenzie federali, come l’HHS, stabiliscano limiti di salute e sicurezza per l’esposizione alle radiazioni wireless», ha affermato Eckenfels.
Al momento in cui andiamo in stampa, la FCC non ha ancora risposto alla denuncia.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 10 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Kennedy: le radiazioni wireless sono un «grave problema di salute»
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Migliaia di studi documentano i danni causati dalle radiazioni wireless
Kennedy, che in precedenza era stato accusato di esagerare , non ha citato alcuna fonte per sostenere la sua affermazione secondo cui oltre 10.000 studi dimostrano gli effetti nocivi delle radiazioni wireless. Tuttavia, le raccolte online dimostrano che esistono almeno migliaia di studi sottoposti a revisione paritaria che attestano i danni causati dalle radiazioni wireless. Ad esempio, una recente raccolta di dati del dott. Henry Lai mostra che dal 1990 sono stati pubblicati oltre 2.500 studi sottoposti a revisione paritaria che hanno rilevato significativi effetti negativi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici. Lai, professore emerito di bioingegneria presso l’Università di Washington, studia e compila ricerche sulle cartelle cliniche elettroniche da oltre vent’anni. Per anni, le raccolte aggiornate di Lai sono apparse sul sito web di BioInitative. Ora sono disponibili su SaferEMR.com , gestito da Joel Moskowitz, Ph.D., professore di salute pubblica presso l’Università della California, Berkeley. L’EMF-Portal , gestito dall’Università RWTH di Aquisgrana in Germania, elenca circa 48.850 pubblicazioni relative ai campi elettromagnetici e riassume circa 7.000 di questi studi. Alcuni riguardano i possibili usi terapeutici di alcuni tipi di radiazioni wireless. Ad esempio, un articolo discute di come la terapia elettroconvulsivante possa essere utilizzata per trattare la depressione. Ma molti di essi mostrano effetti negativi sulla salute , secondo W. Scott McCollough, avvocato capo dei casi EMR e Wireless di CHD. «Più della metà segnala effetti significativi, anche se, come al solito, ci sono divergenze di opinione sulla qualità delle conclusioni della ricerca». L’esercito statunitense ha una lunga tradizione di studi sulle radiazioni wireless. Nel 1971, l’Istituto di Ricerca Medica Navale degli Stati Uniti pubblicò un rapporto che esaminava 2.311 studi scientifici che, nel complesso, collegavano i campi elettromagnetici a 132 diversi effetti biologici, sintomi e malattie. Analizzando il rapporto della Marina, i ricercatori Richard Lear e Camilla Rees hanno dimostrato che 23 delle 36 malattie croniche in più rapida crescita erano patologie identificate nel rapporto come collegate ai campi elettromagnetici, eppure le autorità di regolamentazione federali non hanno fatto nulla per proteggere la popolazione. «Sono lieto di vedere che l’HHS indagherà sugli effetti biologici e sulla salute delle radiazioni wireless», ha dichiarato Rees a The Defender.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Scienziati indipendenti: non c’è «alcuna garanzia» sulla sicurezza delle radiazioni wireless
Nel resoconto dell’intervista con Kennedy, pubblicato da USA Today, l’organo di stampa ha citato una revisione sistematica del 2024 commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La revisione, che ha analizzato 63 studi su cellulari e cancro, ha affermato di non aver trovato alcun collegamento tra l’uso del cellulare e il cancro. Lo studio è una delle 12 revisioni sistematiche sostenute dall’OMS sui possibili effetti sulla salute delle radiazioni RF. Tuttavia, USA Today non ha menzionato che nell’ottobre 2025, scienziati indipendenti della Commissione internazionale sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici (ICBE-EMF) hanno respinto le revisioni dell’OMS. Gli scienziati hanno pubblicato un rapporto sottoposto a revisione paritaria in cui sostenevano che le revisioni dell’OMS non fornivano «alcuna garanzia di sicurezza». L’ICBE-EMF è un «consorzio di scienziati, medici e professionisti del settore» che studia le radiazioni wireless e raccomanda linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless «basate sulle migliori pubblicazioni di ricerca scientifica sottoposte a revisione paritaria». «Le revisioni sistematiche commissionate dall’OMS sono semplicemente inadeguate per concludere che le radiazioni wireless siano sicure», ha affermato in un comunicato stampa il presidente dell’ICBE-EMF John Frank, medico ed epidemiologo presso l’Università di Edimburgo e professore emerito di sanità pubblica presso l’Università di Toronto. Secondo Frank, sarebbe «ingannevole per l’opinione pubblica» presentare le revisioni dell’OMS come prova che le attuali linee guida sull’esposizione alle radiazioni wireless siano sicure. La maggior parte delle revisioni dell’OMS presentavano «gravi difetti» – tra cui problemi metodologici e preoccupazioni di parzialità – che hanno minato le loro conclusioni sulla sicurezza delle radiazioni RF, ha affermato l’ICBE-EMF. Il gruppo ha affermato che, nonostante le lacune, una delle revisioni dell’OMS ha dimostrato che l’esposizione alle radiazioni RF riduce la fertilità maschile, mentre un’altra ha collegato l’esposizione alle radiazioni dei cellulari a due tipi di cancro negli animali. L’ICBE-EMF ha pubblicato un documento supplementare insieme al suo rapporto, in cui vengono descritti esempi dei legami degli autori della revisione dell’OMS con il settore della telefonia mobile.Aiuta Renovatio 21
Un nuovo studio dell’HHS porterà a cambiamenti normativi?
Non è ancora chiaro se la volontà di Kennedy di parlare apertamente delle radiazioni wireless e il nuovo studio dell’HHS sui rischi delle radiazioni dei cellulari daranno luogo a cambiamenti normativi significativi. «Ulteriori ricerche non sono la soluzione», ha scritto in una nota Theodora Scarato, direttrice del Programma Wireless e CEM presso l’Environmental Health Sciences. «Le prove scientifiche esistenti e le sentenze dei tribunali richiedono già un’azione politica immediata. Le linee guida sulla sicurezza devono essere aggiornate per riflettere le attuali esposizioni continue e reali, e devono essere messe in atto misure di sicurezza applicabili fin da ora per proteggere i bambini». L’HHS potrebbe e dovrebbe richiedere che i cellulari abbiano etichette che indichino chiaramente la quantità di radiazioni wireless a cui sono esposti gli utenti, ha affermato. I cellulari dovrebbero avere «avvertenze ben visibili nel bugiardino» per le popolazioni particolarmente vulnerabili, tra cui bambini, donne incinte e persone con impianti medici o dispositivi medici elettronici come pacemaker. McCollough ha concordato sulla necessità di un cambiamento normativo. Ma ha affermato che il nuovo studio del governo potrebbe rappresentare un passo in quella direzione. «Sappiamo che l’esposizione alle onde radio è dannosa, ma ci sono ancora lacune nella conoscenza». Da tempo, le comunità scientifica e medica hanno individuato aree che necessitano di maggiore ricerca. Ad esempio, le Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina , in un rapporto del 2008, hanno individuato una serie di argomenti relativi alle radiazioni wireless che necessitano di essere studiati. Tra questi, l’impatto delle radiazioni wireless su bambini piccoli, feti e donne in gravidanza. «L’HHS è ben consapevole di ciò che deve essere fatto in ambito scientifico», ha affermato McCollough. «Ma il cambiamento deve iniziare dalla FCC e deve iniziare ora». Secondo McCollough «la FCC deve riconoscere che le sue attuali linee guida sull’esposizione alle radiofrequenze non hanno basi biologiche e impegnarsi a stabilire livelli massimi di esposizione validi e scientificamente fondati. «Bisogna anche riconoscere finalmente che ci sono molte persone che si sono già ammalate, e sono persino morte, a causa di condizioni legate all’esposizione, e fornire loro alcuni mezzi per evitare il tipo di esposizione involontaria che deriva dalle torri cellulari e da altre fonti negli spazi pubblici». Mona Nilsson, co-fondatrice e direttrice della Swedish Radiation Protection Foundation, che ha studiato l’influenza del settore delle telecomunicazioni sulla ricerca EMR, ha dichiarato a The Defender che spera che lo studio dell’HHS dia priorità «al benessere e alla protezione dei bambini e del pubblico in generale» più che al settore della telefonia mobile. Lennart Hardell, MD, Ph.D., concorda. «Persone legate all’industria, inclusi i ricercatori, hanno a lungo minato e ignorato le prove scientifiche sui rischi per la salute derivanti dalle radiazioni RF». Blair Levin, analista politico presso New Street Research ed ex capo dello staff della FCC, ha affermato che è improbabile che gli sforzi dell’HHS si traducano in cambiamenti nella politica federale, ha riportato Broadband Breakfast. Levin ha scritto in una dichiarazione: «date le prove scientifiche finora disponibili, se l’HHS tenta di costringere il settore della telefonia mobile ad adottare modifiche costose alle sue attuali operazioni, non riteniamo probabile che i tribunali confermino tale regolamentazione dell’HHS». L’American Academy of Pediatrics non ha aggiornato i suoi consigli sulle radiazioni dei cellulari da quasi un decennio e un link sulla pagina web del gruppo dedicata ai consigli per i genitori elenca AT&T come uno dei suoi sponsor aziendali. Suzanne Burdick Ph.D. © 20 gennaio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Studio collega l’aumento dei problemi di memoria nei bambini all’esposizione alle radiazioni wireless
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Bambini e adolescenti in Svezia e Norvegia stanno sperimentando un aumento «allarmante» dei problemi di memoria, secondo gli autori di un nuovo studio peer-reviewed che ha collegato il problema alla maggiore esposizione alle radiazioni wireless. «L’esposizione alle radiazioni deve essere ridotta e le persone devono essere informate sui rischi per la salute associati», ha affermato uno degli autori dello studio.
In Svezia e Norvegia, bambini e adolescenti stanno riscontrando un aumento «allarmante» dei problemi di memoria , che gli autori di un nuovo studio sottoposto a revisione paritaria attribuiscono alla maggiore esposizione alle radiazioni wireless.
«Il forte aumento dei problemi di memoria non può essere spiegato solo da cambiamenti nei criteri diagnostici o dalla segnalazione ai registri», ha affermato in un comunicato stampa il dottor Lennart Hardell, Ph.D., uno degli autori dello studio.
«Invitiamo le autorità sanitarie pubbliche a prendere seriamente in considerazione i nostri risultati sull’aumento del numero di bambini con problemi di memoria e a considerare la crescente esposizione dei bambini alle radiazioni wireless come possibile causa» ha aggiunto.
«Pertanto, chiediamo misure volte a ridurre l’esposizione alle radiazioni RF [radiazioni a radiofrequenza] per proteggere il cervello e la salute generale dei bambini».
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Lo studio è stato pubblicato questo mese negli Archives of Clinical and Biomedical Research. Hardell, oncologo ed epidemiologo presso l’Environment and Cancer Research Foundation , è autore di oltre 350 articoli, quasi 60 dei quali riguardano le radiazioni RF. È anche uno dei primi ricercatori a pubblicare rapporti sulla tossicità dell’Agente Arancio.
Hardell e l’autrice principale dello studio, Mona Nilsson, co-fondatrice e direttrice della Swedish Radiation Protection Foundation , hanno esaminato i dati sanitari nazionali in Svezia e Norvegia e hanno scoperto che il numero di visite mediche per disturbi della memoria nei bambini norvegesi di età compresa tra 5 e 19 anni è aumentato di circa 8,5 volte dal 2006 al 2024.
In Svezia, il numero di bambini di età compresa tra 5 e 19 anni a cui è stato diagnosticato un lieve deterioramento cognitivo (una diagnosi che include problemi di memoria) è aumentato di quasi 60 volte dal 2010 al 2024.
«I risultati devono essere presi sul serio e valutati», ha dichiarato Hardell a The Defender. «È necessario intervenire per ridurre l’esposizione complessiva dei bambini, soprattutto nelle scuole».
Nilsson concorda. «Queste tendenze allarmanti devono essere invertite: l’esposizione alle radiazioni deve essere ridotta e la gente deve essere informata sui rischi per la salute associati», ha affermato.
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Gli autori collegano i problemi di memoria alle radiazioni wireless
Nel loro rapporto gli autori sostengono che le radiazioni wireless sono una delle principali cause del declino della memoria nei bambini.
Hanno citato numerosi studi epidemiologici e sperimentali che dimostrano che livelli molto bassi di radiazioni RF possono avere effetti negativi sul cervello, in particolare sull’ippocampo , che svolge un ruolo centrale nella memoria e nell’apprendimento.
«Esistono numerose prove [risalenti a] diversi decenni fa, sia sugli animali che sugli esseri umani, che le radiazioni RF compromettono la memoria», ha affermato Nilsson. «Le tendenze che stiamo osservando coincidono strettamente con il forte aumento dell’esposizione di bambini e adolescenti alle radiazioni RF».
L’esposizione alla tecnologia wireless è aumentata negli ultimi dieci anni a causa del crescente utilizzo di cellulari, cuffie wireless, Wi-Fi e 5G, ha affermato Hardell.
«Naturalmente, non si possono escludere altri fattori contribuenti», ha affermato. «Tuttavia, devono essere definiti e non basati su discussioni ipotetiche».
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Una nuova indagine prende di mira il rapporto europeo «di parte» sulle radiazioni RF
Il nuovo studio coincide con l’indagine del Mediatore europeo sul modo in cui la Commissione Europea ha gestito un rapporto chiave che non ha trovato prove «moderate o forti» che collegassero gli effetti negativi sulla salute all’esposizione cronica o acuta alle radiazioni RF delle tecnologie wireless esistenti.
Il Mediatore europeo, che «indaga sui reclami relativi a cattiva amministrazione da parte delle istituzioni e degli organi dell’UE [Unione Europea]», interrogherà la Commissione europea su come ha scelto gli esperti per redigere il rapporto, ha affermato Sophie Pelletier, presidente di PRIARTEM/Electrosensibles de France , in un comunicato stampa del 22 ottobre.
Il rapporto, denominato Parere SCHEER , è stato adottato nell’aprile 2023 dal Comitato scientifico per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti (SCHEER) della Commissione Europea.
Secondo una critica pubblicata nell’ottobre 2023 dal Consiglio per la sicurezza delle telecomunicazioni in Danimarca e dalla Fondazione svedese per la protezione dalle radiazioni, il parere dello SCHEER era «chiaramente di parte».
L’indagine nasce da una denuncia presentata da diverse organizzazioni non profit europee, tra cui la Swedish Radiation Protection Foundation, che sostengono che gli autori del parere SCHEER avessero conflitti di interesse dovuti a legami con l’industria o a ricerche finanziate dall’industria.
Le organizzazioni non profit hanno inoltre affermato che la Commissione europea ha escluso dal gruppo di lavoro del rapporto gli esperti critici sui possibili effetti sulla salute delle radiazioni wireless e che gli autori del rapporto hanno ignorato gli studi sottoposti a revisione paritaria che dimostrano gli effetti nocivi dell’esposizione al di sotto dei limiti attuali.
Negli Stati Uniti, la Federal Communications Commission (FCC) non ha aggiornato i limiti di esposizione alle radiazioni RF dal 1996 e li basa in gran parte su alcuni piccoli studi campione condotti negli anni Settanta e Ottanta.
La FCC non ha ancora ottemperato all’obbligo imposto dal tribunale nel 2021 di spiegare in che modo ha stabilito che le sue attuali linee guida proteggono adeguatamente gli esseri umani e l’ambiente dagli effetti nocivi dell’esposizione alle radiazioni RF.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 23 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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