Connettiti con Renovato 21

Immigrazione

Elon Musk si offre di finanziare la causa contro la polizia britannica per il ragazzo inglese ucciso dall’immigrato sikh

Pubblicato

il

Elon Musk è intervenuto pubblicamente per chiedere conto alla polizia britannica di quello che appare come uno dei più inquietanti fallimenti delle forze dell’ordine emersi in Gran Bretagna negli ultimi anni. Lo riporta Modernity News.

 

Il magnate della tecnologia si è offerto di finanziare una causa per omicidio colposo contro gli agenti che, a suo parere, avrebbero dato priorità alle accuse di «razzismo» formulate dall’aggressore invece di salvare la vita del diciottenne Henry Nowak.

 

L’intervento di Musk arriva mentre le drammatiche immagini delle telecamere indossate dagli agenti vengono proiettate alla Southampton Crown Court durante il processo per omicidio a carico di Vickrum Singh Digwa, il ventitreenne di origine sikh indiana accusato di aver accoltellato Nowak quattro volte con una lama di 21 centimetri.

 

Sostieni Renovatio 21

Ha poi posto un’altra domanda diretta: «Sono stati presi provvedimenti contro gli agenti di polizia che hanno ammanettato questo ragazzo e lo hanno lasciato morire dissanguato per strada? Chi sono?»

 

 

In un altro post, Musk ha scritto: «Inconcepibile. Sono felice di finanziare una causa per omicidio colposo contro queste disgustose scuse di forze dell’ordine. Devono assolutamente essere licenziati.»

 


Nowak, studente del primo anno di contabilità e finanza all’Università di Southampton e originario dell’Essex, stava rientrando a casa dopo una serata con i compagni della squadra di calcio universitaria quando è stato aggredito. Secondo l’accusa, Digwa lo ha colpito quattro volte dopo che Nowak aveva tentato di fuggire.

 

All’arrivo della polizia, le immagini della bodycam mostrano Nowak appoggiato a un muro, sorretto dal padre di Digwa. Quest’ultimo ha detto agli agenti: «Continua a cadere, quindi sto solo cercando di tenerlo su».

 

Nowak ripeteva continuamente «Non riesco a respirare» e affermava di essere stato accoltellato. Invece di fornire immediato soccorso medico, gli agenti hanno ammanettato il ragazzo sanguinante e lo hanno arrestato per sospetta aggressione, basandosi sulle accuse della famiglia di Digwa secondo cui Nowak li avrebbe insultati con epiteti razzisti. Un agente ha risposto alle sue disperate suppliche rispondendo: «Non credo proprio, amico».

 

Henry ha perso conoscenza e è morto, annegato nel suo stesso sangue. Il fratello di Digwa ha dichiarato all’operatore del servizio di emergenza: «siamo appena stati aggrediti a sfondo razziale da una persona bianca… Ha aggredito fisicamente mio fratello. Siamo Sikh, indossiamo il turbante, e lui ha aggredito mio fratello».

 

I video mostrati alla giuria riprendono Digwa e il fratello mentre accusano Nowak di un attacco razziale. Nowak ha negato. Si sente Digwa affermare: «Nessuno ti ha accoltellato, fratello, sei in piedi. Sei ubriaco». Il padre di Digwa ha aggiunto: «sta fingendo, un minuto fa stava parlando con voi. Ora sta cercando di alzarsi e andarsene».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Il Digwa portava apertamente in pubblico un grande shastar da 21 cm, una lama cerimoniale sikh, insieme al kirpan più piccolo prescritto dalla religione. I pubblici ministeri hanno sollevato dubbi sul motivo per cui l’arma più grande fosse presente.

 

Il ragazzo sikh nega l’omicidio. Sua madre, Kiran Kaur, è accusata di favoreggiamento per aver presumibilmente rimosso il coltello dalla scena del crimine.

 

L’offerta di Musk ha provocato le critiche di chi denuncia un «doppio gioco» nell’applicazione della legge, in cui le accuse di razzismo contro un cittadino britannico sembrano prevalere su evidenti emergenze mediche. Nessun agente è stato nominato o sanzionato pubblicamente. Ad oggi, non risulta confermata alcuna azione disciplinare.

 

Questo caso presenta parallelismi con altri episodi in cui le autorità sembrano più attente a presunti torti che alla protezione della vita. Nowak era un giovane studente britannico che stava semplicemente tornando a casa. Il team legale di Digwa sostiene che si sia trattato di legittima difesa, avvenuta «nell’impeto del momento» in seguito al presunto scambio verbale.

 

Tuttavia, le prove delle telecamere indossate dagli agenti, ora rese pubbliche grazie al processo, dipingono il quadro di un adolescente morente ignorato, mentre la versione dell’aggressore ha avuto la precedenza.

 

La disponibilità di Musk a finanziare una causa civile evidenzia la crescente frustrazione per l’inazione istituzionale. Il processo prosegue alla Southampton Crown Court. Digwa nega le accuse.

 

La morte di Henry Nowak dovrebbe spingere a una profonda riflessione. Quando la polizia tratta un adolescente britannico accoltellato come l’aggressore sulla base di affermazioni non verificate della famiglia dell’aggressore, mentre lui muore dissanguato dicendo di non riuscire a respirare, significa che qualcosa non funziona nelle priorità delle forze dell’ordine.

 

Le esenzioni religiose che permettono il porto di lame di grandi dimensioni in pubblico, unite a una cultura delle forze dell’ordine che sembra anteporre determinate accuse ai doveri immediati di salvataggio di vite umane, rendono i cittadini comuni vulnerabili.

Iscriviti al canale Telegram

In Italia i sikh non possono portare in giro il loro tradizionale pugnale sacro (kirpan). La Corte di Cassazione ha stabilito che l’esigenza religiosa non costituisce un «giustificato motivo» per derogare alle leggi nazionali sulla sicurezza. Il porto di qualsiasi coltello o lama atta ad offendere resta severamente vietato.

 

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’esigenza religiosa non costituisce un «giustificato motivo» per derogare alle leggi nazionali sulla sicurezza. Il porto di qualsiasi coltello o lama atta ad offendere resta severamente vietato.

 

Nel 2017 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un cittadino Sikh, stabilendo che le esigenze di culto non giustificano la violazione delle leggi a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. Per conciliare la fede religiosa con la legge italiana, sono stati creati dei kirpan simbolici modificati, fabbricati in modo da non poter essere affilati e del tutto inidonei a offendere o tagliare.

 

Secondo una credenza popolare diffusa (ma per taluni priva di fondamento), il sikh dovrebbe bagnare di sangue il coltello una volta estratto – al punto che, se la situazione si calma, dovrebbe incidersi leggermente la mano per fargli «bere» almeno il proprio sangue.

 

Il coltello kirpan è uno dei «Cinque K» (Kakars), ovvero i cinque simboli sacri che ogni sikh battezzato (Khalsa) deve indossare sempre. Oltre al il pugnale gli altri quattro simboli sono: kesh (i capelli e la barba lasciati incontaminati e mai tagliati. Rappresentano l’accettazione del corpo così come Dio lo ha creato e la santità della vita. I capelli vengono raccolti e protetti dal tipico turbante chiamato Dastar); kangha (un piccolo pettine di legno custodito all’interno dei capelli, sotto il turbante. Simboleggia la pulizia, l’ordine mentale e la disciplina quotidiana del corpo e dello spirito); kara (un braccialetto di ferro o acciaio indossato al polso destro. La sua forma circolare, senza inizio né fine, rappresenta l’eternità di Dio e l’unità della comunità); kachera (dei calzoncini o mutande di cotone, simili a un paio di boxer, allacciati con un cordone. Simboleggiano la castità, l’autocontrollo morale e la prontezza nel difendere il prossimo in caso di necessità).

 

In Italia la legge non concede alcuna esenzione ai sikh nemmeno per quanto riguarda il turbante e il casco. Essi hanno l’obbligo assoluto di indossare il casco quando viaggiano in moto o in scooter: a differenza di altri Paesi (come il Regno Unito o l’India), il Codice della Strada italiano non prevede deroghe per motivi religiosi legati all’uso del dastar.

 

Come riportato da Renovatio 21, la diaspora sikh in tutto il mondo sta attraversando gravi tensioni ricche di violenza a causa di una spaccatura interna tra i separatisti che desiderano staccarsi dall’India e formare un vero e proprio Stato sikh (il Khalistan) e i moderati. Per un sikh battezzato, togliere il turbante in pubblico per indossare il casco è un atto fortemente contrario alla propria disciplina morale. Di conseguenza, molti Sikh in Italia scelgono semplicemente di spostarsi in auto o con i mezzi pubblici per non violare né la propria fede né la legge dello Stato.

 

Tale battaglia, che ha creato incidenti diplomatici di enorme rilievo tra il Canada e l’India, ha avuto qualche episodio visibile pubblicamente anche in Italia.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da Twitter

Continua a leggere

Immigrazione

Keir Starmer non metterà fuori legge il coltello dei Sikh

Pubblicato

il

Da

Il primo ministro britannico Keir Starmer, mentre divampano le proteste https://www.renovatio21.com/violenti-scontri-nella-protesta-per-lassassinio-del-18enne-britannico-video/?amp=1 per l’omicidio del 18enne Harry Nowak, ucciso da un giovane Sikh con il suo coltello rituale https://www.renovatio21.com/elon-musk-si-offre-di-finanziare-la-causa-contro-la-polizia-britannica-per-il-ragazzo-inglese-ucciso-dallimmigrato-sikh/?amp=1 ha dichiarato che non verranno presi provvedimenti contro il porto del pugnale rituale (kirpan) dei Sikh https://x.com/HJB_News__/status/2061790954181316704 Tutto ciò avviene mentre è fatto assoluto divieto di trasporto e utilizzo di spray al peperoncino in un paese in preda all’insicurezza e all’imbarbarimento da parte di gangs di immigrati. Nonostante una situazione incandescente e sull’orlo di una guerra etnica, le autorità britanniche sembrano voler proseguire imperterrite con una politica del “doppio livello” per cui le cosiddette minoranze godono di palesi privilegi rispetto alla popolazione bianca inglese in ogni aspetto della vita quotidiana. Renovatio21 ha più volte parlato dell’anarcotirannia distopica presente nel Regno Unito, in cui le pene per l’uomo bianco sono più severe https://www.renovatio21.com/il-razzismo-giudiziario-e-realta-pene-piu-severe-per-luomo-bianco-nei-tribunali-inglesi/?amp=1e in cui basta un commento o un post su internet per finire in gattabuia https://www.renovatio21.com/gran-bretagna-il-semplice-ritwittare-informazioni-sulle-rivolte-potrebbe-essere-un-reato/?amp=1 mentre i condannati per crimini violenti vengono liberati. La maggior parte dei paesi europei, Italia compresa, stanno seguendo in un modo o nell’altro la via tracciata dalla Gran Bretagna, attraverso quella che è una vera e propria invasione di immigrati a cui vengono offerte innumerevoli facilitazioni e vantaggi (in termini di cibo, alloggi, sussidi) oltre a godere di trattamenti particolarmente clementi in caso di reati. Si sta realizzando, gradualmente ma con impressionante metodicità, lo sterminio della popolazione bianca europea. Victor García 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Harising via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
 
Continua a leggere

Immigrazione

L’immigrazione e l’imbarbarimento nelle nostre vite

Pubblicato

il

Da

Mentre nel resto d’Europa, si accoltella all’ormai classico grido di «Allah Akbar», l’imbarbarimento scatenato da immigrati violenti prosegue in tutta Italia.

 

A Genova, sabato 30 maggio, un senegalese è stato visto passeggiare in pieno giorno con il cadavere di un italiano «incaprettato» (cioè legato mani e piedi) precedentemente massacrato a bottigliate.

 

A Pergine Valsugana, in Trentino, nella notte dello stesso giorno, due nordafricani hanno provato ad aggredire dei motociclisti senza successo per poi accanirsi a colpi di accetta e coltello su due altre persone, fortunatamente senza gravi conseguenze.

 

Si potrebbe andare avanti per ore a scandagliare la rete per trovare fatti simili, che accadono con una frequenza giornaliera e talmente ravvicinata da non essere sempre documentabili.

 

Colpisce la pervasività degli eventi, ormai il peggio può accadere dappertutto (nella grande città come nella cittadina montana), nonché l’efferatezza e la spudoratezza dei loro responsabili.

Sostieni Renovatio 21

Sembra, come scritto varie volte, che le forze dietro a tutto ciò non abbiano intenzione di lasciarci tregua. È evidenti a chiunque che si tratta palesemente di un’invasione in vista della Grande Sostituzione postulata dichiaratamente dall’ONU nel rapporto ST/ESA/SER.A/206 «Replacement Migration» («Migrazione di sostituzione»).

 

Abbiamo scritto che le ghenghe di immigrati di prima o seconda generazione sono di fatto le forze di polizia dell’anarco-tirannia, quelle che limitano la nostra libertà di movimento la sera e ormai ad ogni ora del giorno.

 

Ora non possiamo fare a meno di notare che una delle armi dell’anarcotirannia è l’imbarbarimento, la violenza che inorridisce, che sorprende in ogni momento del giorno, tanto da essere fonte di straniamento specialmente quando accade nella quotidianità e in luoghi in cui siamo cresciuti e che ricordiamo tranquilli e ameni come parchi e centri storici.

 

Pensate al fatto che a due passi da voi qualcuno possa arrostire gatti, aggredirvi all’improvviso o praticare sacrifici umani…l’effetto sulla mente del cittadino fortissimo. È allucinante pensare che scene degne di film come Africa Addio (terrificante documentario sul continente nero girato da Franco Prosperi e Gualtiero Jacopetti nel 1966) possano accadere nel parchetto in cui giocava da bambini.

 

Ci vogliono distruggere e annichilire fin nei nei nostri ricordi più intimi, nella nostra psiche e tranquillità familiare, altrimenti non si spiegherebbero le proposte e iniziative per insediare «centri di accoglienza» di immigrati in età militare nei pressi di paesini abitati da poche centinaia di anziani, oltre a voler rimpiazzare la popolazione ormai sempre più anziana come descritto nel succitato rapporto ONU.

 

Il cittadino è di fronte ad una sfida epocale, nello spazio e nel tempo: non solo deve riprendere il controllo della propria vita, ma anche dei propri ricordi. Deve tornare padrone del suo presente, del suo futuro, e fianche del suo passato, attaccato dalla devastazione multidimensionale dell’immigrazione sostitutiva che vuole cancellare tutto.

 

Victor Garcia

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Immigrazione

Violenti scontri nella protesta per l’assassinio del 18enne britannico: video

Pubblicato

il

Da

Scontri sono scoppiati nella città britannica di Southampton dopo che centinaia di persone si sono radunate per protestare contro l’omicidio dello studente diciottenne Henry Nowak e il trattamento che gli è stato riservato dalla polizia nei suoi ultimi minuti di vita.   La manifestazione di martedì è seguita alla diffusione del filmato ripreso dalle telecamere indossate dagli agenti lo scorso anno, che mostrava gli agenti ammanettare Nowak, che era stato accoltellato. La polizia ignorò le richieste di aiuto di Nowak dopo che il suo assassino, Vickrum Singh Digwa, lo aveva falsamente accusato di aver compiuto un attacco razzista.   Il filmato ha riacceso il dibattito sulle accuse di trattamento iniquo da parte della polizia nei confronti di diversi gruppi etnici, fenomeno noto come «discriminazione a due livelli», e ha scatenato indignazione in tutto il Paese.

Sostieni Renovatio 21

Martedì i manifestanti si sono inizialmente radunati davanti alla stazione di polizia del centro città, per poi spostarsi più vicino all’abitazione di Digwa, l’assassino di Nowak.   I partecipanti alla manifestazione hanno scandito il nome di Nowak e «Non riesco a respirare», le stesse parole che aveva ripetuto durante l’arresto. L’attivista Tommy Robinson si è unito alla protesta, dicendo alla folla che il caso «riguardava la questione razziale».   Sono scoppiati scontri, e sui social media sono apparsi video che mostravano la folla lanciare vari oggetti contro la polizia antisommossa. Sedie, lattine, razzi, mattoni, bidoni della spazzatura e persino un monopattino elettrico sarebbero stati scagliati contro gli agenti, costringendoli a ritirarsi da alcune zone.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La polizia ha reagito respingendo i manifestanti, anche colpendoli con gli scudi antisommossa. Secondo le prime ricostruzioni, undici agenti e un cane poliziotto sono rimasti feriti negli scontri. Due persone sono state arrestate in relazione agli incidenti e la polizia ha indicato che il numero degli arresti aumenterà man mano che verranno visionati i filmati delle telecamere di sorveglianza.   Il premier Keir Starmer ha denunciato le violenze durante la protesta definendole «vergognose e del tutto inaccettabili», criticando il leader di Reform UK, Nigel Farage, per quella che ha definito una reazione «imperdonabile» all’omicidio di Nowak. Farage aveva precedentemente invitato il pubblico britannico a rispondere all’incidente con «pura e fredda rabbia» e lo aveva definito una prova della «cultura a due velocità» presente nel Regno Unito.   Il capo della polizia dell’Hampshire, Alexis Boon, ha dichiarato alla BBC che «noi, come società, non possiamo accettare… le scene di violenza» viste durante le proteste. Ha accusato alcuni manifestanti di voler causare «disordine e problemi», negando al contempo le accuse di discriminazione nell’applicazione della legge da parte delle forze dell’ordine.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Più popolari