Terrorismo
Assassinato importante religioso sciita a Damasco
Domenica, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha condannato fermamente l’assassinio di un religioso sciita siriano, definendolo un attacco terroristico e un «crimine efferato».
Venerdì, Sayyid Farhan al-Mansour, imam del santuario di Sayyeda Zainab nella periferia meridionale di Damasco, è stato assassinato in seguito al lancio di una granata contro la sua auto. Mansour è stato preso di mira da aggressori sconosciuti poco dopo aver terminato la preghiera del venerdì e mentre stava lasciando il santuario.
Baghaei ha affermato che gli atti di terrorismo contro luoghi di culto e studiosi in Siria e in tutta l’Asia occidentale fanno parte di un complotto più ampio ordito da Israele e dagli Stati Uniti per creare divisioni settarie e caos nella regione.
Baghaei ha esortato tutte le parti a rimanere vigili, a contrastare il terrorismo e l’estremismo e ha sottolineato la necessità di assicurare alla giustizia i responsabili dell’attentato. Ha inoltre ribadito che le autorità di transizione siriane hanno la responsabilità di garantire la sicurezza di tutti i cittadini, compresi gli accademici e i membri dei vari gruppi etnici e religiosi.
Il ministero degli Interni siriano ha affermato che l’assassinio di un religioso sciita rappresenta una «pericolosa escalation», aggiungendo di seguire con «grande preoccupazione» quelli che ha definito tentativi «sistematici» degli ultimi giorni volti a creare instabilità, diffondere il caos e minare la pace civile.
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Una fonte ha riferito ad Asharq al-Awsat che il religioso ucciso venerdì era «considerato un partner del governo nel rimodellare il panorama della stabilità all’interno della comunità sciita» in Siria, arrivando ad affermare che questo ruolo lo aveva reso un bersaglio per cellule legate all’«asse iraniano», le quali, secondo ambienti vicini al governo siriano, starebbero sfruttando l’instabilità reclutando agenti locali.
Da quando è salito al potere nel dicembre 2024, il nuovo governo siriano ha instaurato uno stato religioso basato sugli insegnamenti estremisti del teologo sunnita medievale Ibn Taymiyya. Ibn Taymiyya predicava che i musulmani sciiti, alawiti e drusi fossero apostati e meritassero di essere uccisi e i loro beni confiscati.
Il nuovo esercito siriano, formato da fazioni armate sunnite estremiste sostenute da potenze straniere per rovesciare Assad, ha perpetrato numerosi massacri contro le comunità minoritarie siriane.
Nel marzo 2025, le forze siriane hanno massacrato almeno 1.500 civili alawiti nelle regioni costiere del Paese. Nel luglio 2025, le forze siriane e le forze tribali alleate hanno massacrato circa 1.700 drusi nella regione di Suwayda, nel sud della Siria.
Durante entrambi i massacri, i combattenti siriani hanno filmato molte delle loro atrocità, tra cui costringere uomini alawiti a strisciare e abbaiare come cani prima di giustiziarli in massa, massacrare intere famiglie di drusi e cristiani nelle loro case e giustiziare e decapitare uomini drusi per le strade.
L’esercito siriano è guidato dal nuovo presidente del Paese, Abu Mohammed al-Jolani ora detto Ahmad al-Sharaa, un ex comandante dell’ISIS che in un’intervista ad Al-Jazeera nel 2015 dichiarò che gli alawiti siriani dovrebbero essere uccisi a meno che non si convertano all’Islam sunnita.
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Immagine di © Vyacheslav Argenberg via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Terrorismo
Trump accusato di aver usato i giornalisti come esche nei piani di assassinio da parte dell’Iran
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Immigrazione
Tra i migranti marocchini giunti in Spagna c’erano anche terroristi islamici: rapporto
Terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi nel Paese. Lo riportano varie testate.
Euronews riferisce, citando El Español e altri giornali, che ufficiali del Commissariato Generale per l’Informazione (CGI) della Polizia Nazionale e del Quartier Generale dell’Intelligence della Guardia Civile (JIGC) hanno individuato, nelle immagini di sorveglianza dei migranti, una serie di «individui che erano stati precedentemente arrestati, condannati e successivamente deportati in Marocco per reati legati al terrorismo jihadista».
Ciò conferma le valutazioni degli esperti secondo cui le attività jihadiste tendono a diventare meno centralizzate, facilitando lo sfruttamento di situazioni come questa.
Ufficialmente il governo cerca di sdrammatizzare: il ministero dell’Interno ha dichiarato: «non abbiamo mai confermato tali notizie. Le forze di sicurezza spagnole svolgono un lavoro continuo di monitoraggio e contrasto al terrorismo jihadista in tutto il Paese, non solo a Ceuta. Il pubblico spagnolo e gli abitanti di Ceuta possono essere certi che gli arrivi del 30 luglio non rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica».
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Non si tratta di una novità, ma di una tremenda realtà sottaciuta dalla stampa e dalla politica immigrazionista: con gli immigrati arrivano attivamente anche terroristi già programmati per uccidere gli europei.
È il caso dei terroristi del Bataclan, dove nel 2015 operativi dell’ISIS hanno finto di essere profughi per sbarcare in Grecia e muoversi verso il centro Europa con documenti falsi.
La grande porta del jihadismo immigrato in Europa è, ovviamente, l’isola di Lampedusa.
L’attentato ai mercatini di Natale di Berlino del dicembre 2016 è stato compiuto da Anis Amri, un cittadino tunisino che era arrivato in Europa sbarcando a Lampedusa nel 2011, dove si era finto minore registrandosi con generalità false prima di radicalizzarsi durante la detenzione in un carcere italiano.
Un altro caso emblematico di infiltrazione è l’attentato del 29 ottobre 2020 all’interno della cattedrale di Nizza, perpetrato da Brahim Aouissaoui, un ventunenne tunisino sbarcato a Lampedusa circa un mese prima e giunto in Francia in modo irregolare poco prima di colpire.
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Immagine screenshot da YouTube
Terrorismo
Autobombe in Colombia pochi giorni prima che il leader sostenuto da Trump «el Tigre» prenda il potere
Desde otros puntos de Cúcuta también fueron captadas las explosiones en contra del comando de la Policía de Norte de Santander.
El atentado estaría dirigido contra la Unidad de Operaciones Especiales Jungla. Video: cortesía 99.9FM📻 pic.twitter.com/aLmuGXOfAt — Caracol Radio Cúcuta (@CaracolCucuta) August 1, 2026
#EnDesarrollo | Al menos una decena de personas heridas, entre uniformados y civiles, deja un violento ataque con exposivos contra el comando de la Policía Norte de Santander, en Cúcuta.
Los hechos ocurrieron en la madrugada de este sábado cuando fueron activadas varias cargas… pic.twitter.com/CjpANSGbVc — Metropolitano Noticias (@metropolitano_X) August 1, 2026
🔴Un atentado con explosivos se registró en la madrugada de este sábado 1 de agosto en inmediaciones del comando del Departamento de Policía de Norte de Santander, en Cúcuta.
Imágenes en el video 📹 Más detalles aquí ⬇️https://t.co/cJSBEPpC25 pic.twitter.com/E46Y09q18x — EL TIEMPO (@ELTIEMPO) August 1, 2026
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