Eutanasia
Eutanatizzata dopo essere stata vittima di stupro di gruppo: ecco l’Europa moderna
La 25 spagnola Noelia Castillo è morta giovedì dopo aver ricevuto farmaci letali in una struttura medica a Sant Pere de Ribes, vicino a Barcellona. Aveva chiesto di essere sola al momento del decesso, sebbene alcuni familiari fossero stati presenti poco prima. Un’amica intima, che sperava di convincerla a cambiare idea, sarebbe stata impedita dall’ospedale di vederla prima.
Noelia soffriva di disturbi psichiatrici, tra cui disturbo borderline di personalità, e aveva già tentato il suicidio. Nell’ottobre del 2022, a quanto pare in seguito ad anni di violenze sessuali e a una recente aggressione di gruppo, si gettò da una finestra del quinto piano nel tentativo di togliersi la vita, riportando una paraplegia irreversibile e un dolore cronico. In seguito, le fu riconosciuta una grave disabilità.
In un’intervista trasmessa il giorno prima della sua morte, Noelia disse di «non poterne più andare avanti», aggiungendo: «Finalmente ci sono riuscita, quindi vediamo se ora potrò finalmente riposare». Disse anche: «Nessuno della mia famiglia è d’accordo… ma che dire del dolore che ho sofferto in tutti questi anni?».
Nell’aprile del 2024, Noelia presentò domanda di eutanasia assistita a un organismo di controllo catalano, che approvò la sua richiesta, ritenendo che soddisfacesse i requisiti di legge. La decisione fu contestata dal padre, rappresentato dallo studio legale cattolico conservatore Abogados Cristianos, il quale sostenne che le condizioni di salute della madre compromettevano la sua capacità di decidere. Il caso passò attraverso diversi tribunali, con la Corte Suprema spagnola che confermò il suo diritto e il rigetto, all’inizio di questo mese, di un ultimo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Come riportato da Renovatio 21, non solo il Regno di Spagna ha spalancato le porte alla «dolce morte» (con anni di ampie discussioni anche sull’uccisione dei disabili), ma la regione autonoma della Catalonia – creatasi in opposizione separatista a Madrid e quindi al supposto re cattolico – è divenuto in questi anni patria del fondamentalismo eutanasico, con casi davvero grotteschi, come quello dell’assassino stragista che chiede, lamentando il dolore, di essere ucciso prima ancora di venir giudicato definitivamente.
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La stampa spagnuola descritto Noelia come una delle persone più giovani ad essersi sottoposta all’eutanasia nel Paese, che ha legalizzato la pratica nel 2021. La Spagna è uno dei diversi Stati europei che consentono il suicidio assistito per gli adulti affetti da malattie gravi e incurabili o da gravi sofferenze, a determinate condizioni. Secondo i dati del Ministero della Salute, alla fine del 2024 un totale di 1.123 persone si erano sottoposte alla procedura.
Il caso di Noelia , il primo in Spagna ad essere portato davanti a un giudice per pronunciarsi sull’eutanasia, ha attirato l’attenzione di tutto il Paese, alimentando il dibattito, anche tra esperti medici ed etici. Alcuni specialisti hanno dichiarato ad ABC che il caso soddisfaceva i criteri legali per la morte assistita, mentre altri lo hanno descritto come «un fallimento della società e della medicina», sollevando dubbi sulla sua capacità mentale e sul fatto che le opzioni terapeutiche alternative fossero state pienamente esplorate.
In un post su X, confermando la morte di Castillo, lo studio legale Abogados Cristianos ha chiesto modifiche alla legge, affermando che non tutela le persone vulnerabili. La sua presidente, Polonia Castellanos, ha scritto che «Noelia non è morta, è stata GIUSTIZIATA», criticando quella che ha definito una mancanza di cure adeguate e sostenendo che la morte non dovrebbe essere una soluzione per i giovani.
La vicenda offre un quadretto chiarissimo di cosa sta diventando l’Europa: una terra di degradazione e morte. La Necrocultura permette a chiunque di farsi uccidere dallo Stato moderno, mentre quest’ultimo importa milioni di immigrati che aumenteranno stupri e violenza. Un meccanismo perfetto di disintegrazione dell’essere umano: più attacchi alla dignità umana, più morte.
Mettiamocelo in testa: è questo quello che esattamente vuole lo Stato moderno, che altro non è che una macchina di morte programmata contro l’essere umano.
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Immagine screenshot da YouTube
Eutanasia
Eutanasia su un bambino di età inferiore ai 12 anni: il traguardo della sanità olandese
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Autismo ed eutanasia infantile. Intervento di Roberto Dal Bosco dal convegno di Renovatio 21 «Vaccini fra obbligo e libertà di scelta», Reggio Emilia, 9 settembre 2017 pic.twitter.com/5aYBo27Gb8
— Renovatio 21 (@21_renovatio) April 17, 2024
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Eutanasia
La Francia si avvia verso l’eutanasia diffusa entro l’estate del 2026
Il disegno di legge sull’«eutanasia assistita» ha compiuto un ulteriore passo nella sua spirale discendente il 10 giugno 2026.
Per la terza volta, la Commissione Affari Sociali dell’Assemblea Nazionale lo ha approvato in una versione profondamente rivista e notevolmente peggiorata. Quella che inizialmente era stata presentata come una misura eccezionale ora rivela la sua vera natura: l’organizzazione sistematica dell’eutanasia assistita in Francia.
L’emendamento più significativo è quello della deputata del Partito dei Verdi Danielle Simonnet, che sancisce la «libera scelta» del paziente tra suicidio assistito ed eutanasia. Fino ad ora, la somministrazione della sostanza letale da parte di terzi – ovvero l’eutanasia stessa – era riservata esclusivamente ai pazienti fisicamente incapaci di compiere l’atto fatale da soli. Questo fragile confine, già gravemente contrario alla legge naturale, consentiva comunque una distinzione di principio. Ora è stato abolito.
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La Società francese di cure palliative (SFAP) ha immediatamente lanciato l’allarme: «l’eutanasia sta diventando la regola , non l’eccezione». L’esperienza dei Paesi che hanno intrapreso questa strada lo conferma: la stragrande maggioranza delle persone, quando ne ha la possibilità, opta per l’eutanasia. Questo cambiamento contraddice direttamente il parere del Comitato consultivo nazionale di etica – tutt’altro che noto per essere conservatore in materia etica – che si era pronunciato a favore del suicidio assistito come principio generale, con l’eutanasia considerata solo un’eccezione estremamente rara.
Tra le altre disposizioni adottate, un emendamento orwelliano proposto da La France Insoumise (LFI) mira a classificare legalmente le morti per eutanasia o suicidio assistito come «morte naturale». L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere gli eredi dalle clausole di esclusione nei contratti di assicurazione sulla vita. Gli operatori sanitari contrari al testo hanno immediatamente denunciato questa formulazione come una «finzione ingannevole»: definire «morte naturale» quella che, per definizione, è una morte deliberatamente indotta costituisce una falsificazione del linguaggio al servizio di una falsificazione della realtà.
Ancor più allarmante è il fatto che tutti i tentativi di introdurre garanzie per le persone vulnerabili – adulti protetti, persone con disabilità intellettiva – siano stati respinti in nome di un presunto «pari accesso» al suicidio assistito. La contraddizione è lampante: la legge priva queste stesse persone della capacità giuridica di compiere molti atti ordinari della vita civile, concedendo loro improvvisamente il «consenso informato» per richiedere la morte. Come ha sottolineato il deputato Patrick Hetzel , «c’è una chiara contraddizione».
Il testo sarà esaminato in seduta plenaria a partire dal 22 giugno. Il governo intende sottoporre il parere definitivo ai membri del Parlamento il 15 luglio.
Di fronte a questa fretta legislativa, i cattolici sono chiamati a ricordare che ogni vita umana, dal primo all’ultimo respiro, porta in sé l’ immagine del Creatore. Nessuna legge statale può cancellare questa verità inscritta nella natura stessa dell’umanità .
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Eutanasia
Grida «aiuto!» durante il tentativo di eutanasia: ecco la realtà dietro l’«assistenza medica al suicidio»
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