Militaria
La figlia di Kim guida un carro armato durante le esercitazioni di guerra in Nord Corea
Durante alcune esercitazioni su vasta scala, la figlia del leader nordcoreano Kim Jong-un è stata vista alla guida di un carro armato, mentre il padre viaggiava sopra il veicolo stesso.
Kim ha supervisionato l’esercitazione offensiva che ha evidenziato le avanzate coordinate tra fanteria e mezzi corazzati, insistendo sull’importanza della prontezza al combattimento, come riferito venerdì dall’agenzia di stampa statale coreana KCNA.
Un video diffuso dalla KCNA mostra Kim Ju-ae, che si presume abbia circa 13 anni, con la testa fuori dal portello del conducente di un carro armato in movimento, mentre il padre siede sopra insieme ad altri militari. Secondo quanto osservato, la sua posizione suggeriva che fosse lei a pilotare il mezzo.
🇰🇵 Kim Jung Un rides a tank with his daughter pic.twitter.com/JHi4KlDhw5
— HOT SPOT (@HotSpotHotSpot) March 20, 2026
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Alle esercitazioni hanno preso parte unità delle forze speciali, reparti corazzati della riserva operativa dello stato maggiore e una compagnia di carri armati appartenente a un reggimento di cavalleria.
Tra le varie attività era inclusa anche una dimostrazione di assalto realizzata da una compagnia di carri armati equipaggiata con i modelli più moderni, ha precisato la KCNA.
Kim ha lodato le prestazioni in combattimento del nuovo carro armato, descrivendole come «eccellenti», e ha dichiarato che il suo sviluppo ha richiesto circa sette anni, precisando inoltre che le forze di terra verranno dotate su larga scala di questi veicoli.
La partecipazione di Kim Ju-ae a esercitazioni di alto livello ha suscitato particolare attenzione, dato che negli ultimi tempi appare sempre più frequentemente accanto al leader nordcoreano in occasione di eventi cruciali legati alla difesa, come test missilistici e ispezioni di armamenti.
Le manovre si collocano nel contesto delle continue esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, che Pyongyang ha più volte denunciato definendole «prove generali di invasione».
Come riportato da Renovatio 21, l’Intelligence sudcoreana ritiene da anni che la figlia sarà l’erede designata della dinastia comunista dei Kim. Questo mese la ragazza è apparsa in pubblico con il padre fasciata, come lui, di un potente impermeabile di pelle nera.
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Immagine da Twitter
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Trump si prepara a bombardare l’Iran dopo le elezioni di metà mandato
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Militaria
Il Canada ha studiato uno scenario militare statunitense «estremo»
Il primo ministro canadese Mark Carney ha rivelato che il suo governo ha valutato con attenzione l’ipotesi di un’azione militare guidata dagli Stati Uniti contro il proprio Paese, nonostante il presidente Donald Trump abbia escluso l’uso della forza contro il vicino settentrionale.
In un’intervista al New York Times pubblicata mercoledì, Carney ha definito tale scenario un «rischio estremo di coda»: un evento considerato altamente improbabile ma abbastanza grave da giustificare una pianificazione di emergenza.
«Si tratta semplicemente di gestione del rischio», ha detto, aggiungendo che «sarebbe irresponsabile non [prepararsi]». Carney ha rifiutato di precisare in che cosa consistesse quella preparazione.
Trump ha più volte ventilato l’idea di rendere il Canada il 51° Stato degli Stati Uniti, ma ha escluso esplicitamente l’uso della forza militare per arrivarci, affermando nel gennaio 2025 che avrebbe invece fatto ricorso alla «forza economica».
Il presidente americano accusa da tempo Ottawa di pratiche commerciali sleali, in particolare su prodotti lattiero-caseari e automobili, e ha imposto una serie di dazi sui prodotti canadesi dall’inizio del 2025. Washington ha inasprito la disputa nell’agosto 2026 con ulteriori dazi del 50% su una serie di prodotti canadesi.
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La rivelazione di Carney arriva pochi giorni dopo il suo viaggio nell’UE per rafforzare i legami con il blocco.
Parlando al Parlamento europeo la scorsa settimana, Carney ha sostenuto che l’integrazione economica viene sempre più «strumentalizzata», con i dazi usati come leva e le dipendenze dalle catene di approvvigionamento sfruttate come punti deboli: osservazioni interpretate in larga parte come un riferimento implicito alle pressioni economiche di Washington su Ottawa.
Anche la difesa è stata al centro dei colloqui di Carney a Strasburgo, dove con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si è discusso dell’ampliamento della cooperazione militare tra Canada e UE e degli appalti congiunti per rafforzare quella che Carney ha definito la loro «autonomia strategica».
Tale cooperazione sta già prendendo forma attraverso il programma di appalti per la difesa SAFE dell’UE, del valore di 150 miliardi di euro, al quale il Canada è diventato il primo Paese extraeuropeo a partecipare. L’iniziativa rientra nel più ampio piano di militarizzazione di Bruxelles previsto dalla strategia Readiness 2030, volta a contrastare una presunta minaccia proveniente dalla Russia, che Mosca ha ripetutamente negato.
Ottawa sta inoltre cercando legami più stretti con le strutture militari europee al di fuori dell’UE. La scorsa settimana ha presentato formalmente domanda di adesione alla Joint Expeditionary Force (JEF), un raggruppamento militare di risposta rapida composto da dieci nazioni e guidato dalla Gran Bretagna, che affianca la NATO e opera principalmente nelle regioni artica, nordatlantica e baltica, aree chiave del fianco settentrionale del blocco, che si estende fino ai confini con la Russia.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno era emerso che il Canada stava sviluppando un modello di risposta a un’ipotetica invasione statunitense, con una strategia ipotizzata si basa su una guerra non convenzionale di tipo insurrezionale, ispirata alle tattiche impiegate dai mujaheddini afghani contro le forze sovietiche.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa Carney, intervenendo prima dell’avvio del vertice del G7, ha dichiarato che nessun Paese o istituzione potrebbe essere escluso o opporsi a un «nuovo ordine mondiale» che partirà dall’Europa.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La Cina si è impossessata dei componenti degli F-35 USA con tecnologia sensibile
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